Asacom Città Metropolitana, Uil-Fpl: “Non sono lavoratori a cottimo, no a disparità e caporalato”

“Terminato l’incontro, richiesto dai sindacati confederali, con la Città Metropolitana, il Provveditorato, e la Cooperativa affidataria del servizio alla presenza anche di lavoratori e rappresentanti degli utenti. Al fine di sgombrare il campo da facili strumentalizzazioni di chi vorrebbe insinuare il dubbio che il ruolo del sindacato sia solo quello di mero tutore dei lavoratori, la Uil-Fpl ricorda che se un operatore ha una retribuzione mensile adeguata proporzionata al livello di preparazione professionale e ai titoli culturali posseduti, come nel caso degli Asacom, e quindi una maggiore soddisfazione è la qualità del servizio che viene innalzata”.

Lo scrivono in una nota Pippo Calapai e Laura Strano, rispettivamente segretario generale e segretaria responsabile III settore della Uil-Fpl Messina.

“Non è ammissibile che un professionista che si reca a scuola dal lunedì al venerdì, si ritrovi a fine mese con una retribuzione minima perché nei casi in cui si assenta l’utente non viene pagato e nei casi in cui per responsabilità non propria non ha la possibilità di recuperare l’assistenza.

Le ore retribuite dalla città metropolitana alla cooperativa e quelle retribuite dalla cooperativa agli operatori non possono essere solo quelle svolte in presenza dell’utente. Non sta scritto da nessuna parte che sia così e ciò sarebbe in violazione delle norme contrattuali e di settore. Gli Asacom non sono operatori a cottimo, lo ripetiamo ancora una volta. L’utente al primo posto e occorre lo sforzo massimo per far recuperare le ore di assistenza agli utenti, ma se si pretende qualità del servizio, la qualità va retribuita a meno di non volere perdere validi professionisti costretti ad abbandonare la professione.

Non bisogna inventarsi nulla perché il profilo professionale è normato dal Decreto assessoriale n. 5630 del 19 luglio 2017. Ed è abbastanza chiaro che l’Asacom essendo dipendente subordinato può essere retribuito solo come espressamente previsto dal CCNL delle cooperative sociali. Basta leggere il processo di lavoro descritto nell’allegato al Decreto 5630 del 19 luglio 2017, che elenca dettagliatamente tutta una serie di attività che certamente non possono essere svolte esclusivamente in presenza dell’utente.

Attendiamo che la Città metropolitana e il Provveditorato come da richiesta del Sindacato redigano una circolare che faccia chiarezza sulle tante criticità esposte. Ma al di là di mere linee guida e circolari in attesa che le norme del buon senso divengano legge chiediamo l’applicazione delle norme del contratto di lavoro e del codice civile, ricordando che il Caporalato è vietato dalla legge. Ci riserviamo ogni azione a tutela e di richiedere l’intervento dell’Ispettorato del lavoro nonché dell’Anac rammentando che è impensabile che a parità di contratti nazionali di lavoro applicati ci sia disparità tra Asacom del Comune di Messina e Asacom della Città Metropolitana”.