Una norma per sbloccare le assunzioni dei precari in servizio al Cas

Una lotta razionale che mette da parte i toni sguaiati del tutti contro tutti, compatta i lavoratori, va oltre gli interessi della bandiera politico/sindacale, sana ataviche spaccature ed evita becere guerre fra poveri. Con tali dinamiche e attraverso l’occupazione decisa ma ordinata dei locali di Contrada Scoppo, presidiati h24 per 15 giorni, i lavoratori hanno acceso i riflettori sulla vertenza e aperto un canale di confronto con le istituzioni. Si è tenuto ieri, nei locali occupati, il secondo incontro fra le Organizzazioni Sindacali Orsa e Cisal, il Comitato Precari, la Direzione del Cas e il Governo Regionale.

Il confronto si è tenuto alla presenza di circa 40 lavoratori che si sono resi protagonisti nella discussione, l’equilibrio e la credibilità del tavolo hanno assunto valenza per la presenza del Governo Regionale rappresentato dall’Assessore Falcone ma anche del Deputato di opposizione Antonio De Luca. Le parti hanno concordato che per superare l’annosa vertenza del personale precario degli agenti tecnici di esazione, sia proposta una norma che consenta al Cas il superamento dei divieti di reclutamento del detto personale, ancorché per periodi limitati nell’anno. A tale fine le parti concordano di creare un bacino di accesso che preveda un’esperienza lavorativa non inferiore a 180 giorni lavorativi presso il Cas.

In buona sintesi, la politica regionale (governo e parte dell’opposizione), al tavolo con il Sindacato Autonomo e di Base e in presenza dei lavoratori, hanno condiviso di superare la bruttura del lavoro somministrato da agenzia interinale, con una norma volta a superare il blocco delle assunzioni che in atto impedisce il rapporto di lavoro diretto con il Consorzio. Tale norma sarà proposta all’Ars in occasione della trasformazione del Cas in Ente economico che dovrebbe concretizzarsi entro il prossimo mese di dicembre. Orsa, Cisal e Comitato Precari non si sono abbandonati alla depressione nei momenti bui e non si esaltano per il primo risultato positivo.

Se dovesse essere approvata la norma descritta, si tratterebbe pur sempre di lavoro a rotazione a tempo determinato, ma i precari storici uscirebbero dal limbo del lavoro somministrato e rientrerebbero a far parte della dotazione organica del Cas, con una rotazione sistematica nell’arco dell’anno e la certezza di un salario minimo garantito. Non è un successo su tutti i fronti, ma un primo passo fondamentale per superare il blocco delle assunzioni che successivamente dovrà portare alla valutazione reale dell’esigenza di personale da assumere a tempo indeterminato.

Dopo la firma dell’accordo l’assemblea dei lavoratori ha deliberato all’unanimità di dare un segnale di distensione con la provvisoria sospensione dell’occupazione, ma resta attivo lo stato di agitazione. Orsa, Cisal e Comitato Precari, vigileranno perché sia posto in essere, nel più breve tempo possibile, quanto concordato; pronti ad affiancare e sostenere i lavoratori in caso di nuova mobilitazione.