Mare In-genere, quando a vincere contro la violenza, è lo sport

Lo sport contro la violenza di (ogni) genere. Per difendere i valori dell’inclusione e dell’uguaglianza, sabato 23 novembre si è svolta l’iniziativa Mare In-Genere. Quando lo sport annulla la disparità, fortemente voluta da Maria Andaloro, l’ideatrice della campagna Posto Occupato, e da Francesca Frisone, istruttrice subacquea, in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, che si celebra in tutto il mondo il 25 novembre.

Le condizioni metereologiche hanno obbligato a un cambio di programma: l’evento avrebbe dovuto aprirsi con una veleggiata con equipaggio tutto al femminile, per proseguire con un’immersione a Torre Faro, nel punto in cui – grazie a Posto Occupato – nel 2017 era stata deposta una targa in memoria delle vittime invisibili di violenza, su un fondale di 13 metri. A causa del forte vento di scirocco, la barca a vela concessa per l’occasione dall’Istituto Nautico di Messina Caio Duilio non ha potuto prendere il largo, ma l’equipaggio Stramba Crew, guidato da Donatella Alibrandi, si è comunque radunato al porticciolo della Marina del Nettuno, alla presenza della campionessa olimpionica di pallanuoto Silvia Bosurgi.

Nel frattempo, a Torre Faro sono cominciate le operazioni di preparazione all’immersione: venticinque i sub provenienti da Sicilia e Calabria che hanno voluto dare il loro contributo all’iniziativa, sposando la convinzione per cui lo sport possa e debba essere uno strumento per superare barriere e stereotipi di genere.

«Per le difficile condizioni meteo, la barca a vela non ha mollato le cime» racconta Maria Andaloro, «ma la sola presenza al porticciolo dell’equipaggio pronto a salpare e di tutti quanti hanno creduto nell’iniziativa e sono venuti per salutare la barca è stato un momento di grande potenza umana. Poi abbiamo raggiunto il punto in cui si trova la targa di Posto Occupato collocata due anni fa: ho rivissuto le stesse, fortissime emozioni. Così come è stato emozionante assistere alla preparazione dei sub, toccare con mano la loro commozione e la loro partecipazione, vederli immergersi e infine aspettarli al loro ritorno in superficie. Questa iniziativa non può non ripetersi, non può non estendersi durante tutto l’anno».

«Con Mare In-Genere abbiamo voluto rinnovare il nostro impegno contro la violenza» spiega Francesca Frisone, «violenza di genere e in genere, e abbiamo anche voluto rafforzare il messaggio relativo allo sport come spazio di uguaglianza, inclusione, e rispetto. Affinché domani le donne possano essere considerate alla stessa stregua degli uomini anche negli spor minori, in ambito professionale e dilettantistico. Grazie a tutte le donne e gli uomini che si sono uniti a noi per questo evento».