Ninni Bruschetta ci mette la faccia (e la voce) per salvare la Galleria Inps

“Se si potesse ipoteticamente organizzare una mostra di architettura eclettica nel mondo, solo cinque città vi potrebbero partecipare a pieno titolo: New York, Londra, Minsk, Mosca e Messina, tanto è alto il livello di questo stile in rapporto al territorio. La quantità e qualità che si trovano a Messina sono incredibilmente alte.” Questo il pensiero espresso dallo stimato critico d’arte Federico Zeri in occasione di una sua visita a Messina nel 1985. In una città devastata dal terremoto del 1908, insigni architetti progettarono nuove forme e nuove architetture, che diedero quel volto liberty ed eclettico che ha identificato, per molto tempo, Messina. Tra questi nomi è da annoverare quello di Gino Peressutti, l’architetto di Gemona del Friuli che progettò i grandiosi studi di Cinecittà a Roma. A lui si deve, alla fine degli anni ’20, il progetto dell’isolato 318, ubicato tra le vie Consolato del Mare e Loggia dei Mercanti, e destinato ad essere sede degli uffici I.N.A ed I.N.P.S. L’edificio, dalle sobrie decorazioni e arricchito da quattro fontane angoliere, è costituito da due corpi di edifici distinti, ma uniti tra loro da un elegante “percorso” coperto da una struttura in ferro battuto e vetri. Questa galleria, oltre ad essere punto di congiunzione tra i due edifici, collega fisicamente la Cattedrale di Messina ed il Palazzo municipale: ovvero istituzione religiosa ed istituzione civile. L’interno della galleria è decorato da disegni policromi e da motivi floreali dalle tipiche forme sinuose proprie dello stile liberty. Oggi, uno dei corpi dell’isolato e di metà Galleria è di proprietà privata, l’altro, e relativa altra metà della Galleria, è di pertinenza Inps. La dismissione del patrimonio immobiliare da reddito, avviato dall’Istituto di Nazionale di Previdenza Sociale, dismissione che ha comportato anche la fine delle attività di manutenzione del luogo, rischia di privatizzare anche questa porzione togliendo alla comunità un’altra pregevole parte del proprio patrimonio storico-culturale. E’ sotto gli occhi di tutti lo stato di vergognoso degrado in cui versa da decenni la “Galleria I.N.P.S” ed oggi, questo degrado, è stato sotto gli occhi del celebre attore e regista teatrale, figlio di questa città, ovvero Ninni Bruschetta. Il noto attore, accompagnato dal direttore I.N.P.S., Marcello Mastrojeni, ha avuto modo di visitare questo spazio, constatando l’ennesimo scempio in una città incapace di dare valore a sé stessa e consapevole delle potenzialità insite in questa semplice “Galleria”, qualora fosse dignitosamente e decorosamente vissuta. A tal fine, ha lasciato questo luogo con una promessa, ovvero quella di ritornare e prestare il proprio volto e la propria voce girando un video in loco per sensibilizzare la collettività verso questo “bene comune” con la speranza che possa rappresentare l’input di un circolo virtuoso di valorizzazione.