Messina, tanta emozione per Santiago Italia, con Nanni Moretti

Com’era prevedibile, tanta gente e tanta commozione per la presentazione alla Fasola del docufilm Santiago, Italia, del grande regista Nanni Moretti, presentato dallo stesso autore.

Il film diretto da Moretti, racconta, attraverso le parole dei protagonisti e i materiali dell’epoca, i mesi successivi all’11 settembre 1973 che pose fine al governo democratico e socialista di Salvador Allende in Cile, per mano di un golpe militare in cui il Presidente si suicidò per non cadere nelle mani dei militari mentre questi bombardavano il palazzo presidenziale.

Con le parole di Allende, Santiago e l’intero Cile, apprendono la fine liberale del proprio Paese destinato agli anni bui della dittatura di Pinochet. Poche ma significative le parole introduttive di Moretti. Contento “ di mostrare dopo 4 mesi dall’uscita nelle sale anche a Messina questo lavoro sul tema dell’accoglienza. La situazione sociale, emotiva e sentimentale in Italia quando girai il film era molto diversa, oggi è più che mai attuale, in un momento in cui purtroppo i valori vanno nella direzione opposta dell’accoglienza.”

Quella di Santiago, Italia è una bella storia italiana di cui andar fieri. Grazie all’Ambasciata Italiana, tantissimi cileni scampati alle torture, alle fucilazioni e all’arresto, hanno trovato asilo scavalcando il muro di cinta. Moltissimi di loro ottenuto l’asilo politico in Italia, vennero subito trasferiti in diverse città italiane e soprattutto a Roma ed in “Emilia Rossa”, trovando lavoro ed una seconda patria.

Nel docufilm, tante le testimonianze di coloro i quali ancora oggi vivono nel nostro Paese, grati per aver ricominciato a vivere, trovato lavoro e costruito famiglia, integrandosi perfettamente. Era un’altra Italia, un’Italia che a sua volta emigrava con tanta difficoltà e con un’integrazione complicata, ma che conosceva la sofferenza, la differenza delle classi sociali e lottare per i diritti e per i più deboli e sapeva soprattutto accogliere.

In 80’ minuti dietro la macchina da presa, il regista ha intervistato vittime e carnefici del golpe, storie toccanti ed emozionanti di uno degli avvenimenti più importanti del dopoguerra, raccontato con sincerità e con tanto rispetto per i “protagonisti”

A fine proiezione, Moretti accolto dagli applausi della sala, si è concesso per foto e autografi.

Il documentario si concentra, in particolare, sul ruolo svolto dall’ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet, consentendo poi loro di raggiungere l’Italia.