Lavoratori dei Servizi sociali di Messina ancora senza stipendi

“Brutta sorpresa per gli operatori dei servizi sociali che per le festività di Pasqua non hanno potuto fruire della legittima retribuzione, né dalla Cooperativa precedentemente affidataria dei servizi che motiva con il mancato pagamento di tutte le fatture da parte del Comune, né dalla Messina Social City che avrebbe dovuto pagare gli stipendi entro il 19 marzo , in quanto il 20 cade di sabato”.

Lo denunciano in una nota Pippo Calapai e Laura Strano, rispettivamente segretario generale e responsabile Terzo settore della Uil-Fpl di Messina.

“Il risultato è che dal 20 gennaio 2019 – aggiungono i sindacalisti – molti operatori non hanno visto un euro di accredito sul conto, tenuto presente che coloro che svolgono attività domiciliare si vedono costretti pure ad anticipare le spese di trasporto, altro aspetto che ci lascia assai perplessi.  Evidenziamo che la Messina Social City non è una cooperativa ma una società partecipata pubblica che si deve attenere doverosamente a quelle che sono le regole che disciplinano gli enti pubblici. Infatti al di là dell’eventuale ‘rodaggio’ le società e gli enti pubblici funzionano secondo regole ben definite e un’organizzazione amministrativa con competenze e responsabilità ben individuate. Lo abbiamo già detto con riferimento all’assurda clausola inserita nei contratti di lavoro che impone la segretezza assoluta sui regolamenti e che, benchè clausola nulla,  nessuno si è preoccupato di chiarire agli operatori che invece hanno diritto ad essere formati su queste tematiche importanti.

Non possiamo che sottolineare l’approssimativo inizio dell’attività, senza ancora una mappatura dei bisogni che consenta ai cittadini l’accesso al servizio, senza un’organizzazione amministrativa e contabile e senza una corretta gestione amministrativa interna e dei servizi rispettosa dei principi di imparzialità e trasparenza che devono  informare l’attività  amministrativa delle pubbliche amministrazioni e la cui violazione determina responsabilità e refluenze  sui servizi”.

La Uil-Fpl pur condividendo l’internalizzazione dei servizi  che ha consentito  a 540 lavoratori di avere un contratto a tempo indeterminato con le garanzie derivanti dal rapporto pubblico non può non rilevare le criticità oggettive, come il mancato  pagamento delle retribuzioni,  così come ha sempre fatto anche quando il servizio era gestito dalle cooperative, rammentando che al datore di lavoro spetta la gestione e al  sindacato il diritto-dovere di rilevare criticità senza per questo esser tacciato di ostruzionismo e rammentando che la commistione di interessi tra datore di lavoro e il sindacato in Italia è considerata ancora grave violazione di legge.  Auspichiamo che in tempi brevi si possa raggiungere un’organizzazione ottimale del servizio al fine di evitare disagi per gli utenti e i lavoratori.