Le petit tap, La felicità sotto gli occhi di Anna Saragaglia

Sorride con gli occhi, sfodera all’occorrenza una voce niente male e soprattutto affida ai piedi la scansione delle tappe di quel piccolo frammento d’esistenza che mette in scena, di per sé abbacchiato ma ugualmente degno del più esorcizzante tip tap. Il tempo di indossare le sue scarpette con le suole di metallo e Anna Saragaglia diventa Ninette, voce e percussione di quel delizioso spettacolo che da tre anni va in giro per i teatri ma non disdegna le strade, anzi modella sugli uni e sulle altre forme e colori che tutte le volte lo rendono diverso. Così, nell’ambito della rassegna estiva “Fuori Scena”, “Le petit tap” ha riportato il teatro Dei 3 Mestieri a quella atmosfera da Vaudeville e alla Broadway della prima metà del Novecento, quando sulle note della jazz dance si esibivano i ballerini di tap. Il pretesto è una storia d’amore. Una come tante, una di quelle che molte donne potrebbero costruire nella propria testa, fino all’abbattimento del sogno sotto i colpi infertigli dalla nuda e cruda realtà.
Star delle banlieue parigine, Ninette è in tournée a Marsiglia quando si imbatte in Juan e se ne innamora. Alla malsana idea di ritornare laddove il cuore le sussurra di costruire il suo sogno segue il ritrovamento, casuale come era stato già il primo incontro, di quel Juan che potrebbe tranquillamente essere una proiezione mentale di Ninette, alle prese col desiderio borghese di creare una famiglia, fosse anche necessario appendere le sue belle scarpette al chiodo. Fortuna per lei che Juan si materializza solo quando gli accendini fanno cilecca. E due lacrime appena e via, senza amore ma su quei piedi che scalpitano per ritornare a vivere. Tip e tap sono da sempre i suoi alleati, e non l’abbandoneranno. La felicità è sempre a un palmo dal naso. Nel caso di Ninette appena sotto gli occhi. I suoi piedi danzano, suonano, parlano. Tutto quel che resta, sembra suggerisci Ninette, è ciò che realmente ci appartiene.