Torre “Avignone” la regina delle fake news? Facciamo un po’ di chiarezza

Dopo che sui social si è sparsa la voce e sono girate foto sulle ruspe che stavano demolendo dei vecchi ruderi in via degli Orti, c’è stata la gara chi era più indignato perchè, a dire di qualcuno, si stava cancellando una parte di memoria storica di Messina risalente al ‘700. I nostri lettori avranno notato che non abbiamo scritto nulla fino ad oggi. Per noi sarebbe stato semplice salire sul carro degli “Indignados” e procurarci tanti “click”, ma chi conosce la nostra linea editoriale, sa benissimo che non ci esprimiamo mai, senza prima conoscere in modo approfondito i fatti. Adesso lo abbiamo fatto e siamo nelle condizioni di poter dire anche la nostra. Dopo un’attenta ricerca e ricostruzione di tutta la vicenda, ciò che è stato fatto dall’impresa che ha presentato un progetto di costruzione di una torre di cristallo (ne è stata fatta una a due passi dal duomo e nessuno si è indignato) e recupero di ciò che ha davvero un valore storico, ossia la facciata settecentesca delle case Avignone. Il progetto rientra nel cosiddetto “Piano Casa” che addirittura premia chi demolisce il vecchio fabbricato per costruirne uno nuovo (con dei parametri anche di risparmio energetico ben definiti), consentendo di potere avere un 35% in più di cubatura. La chiamiamo “Torre” e non “Grattacielo” perchè – e ci perdoneranno i progettisti- la sua base, udite udite, è di soli 180 mq e non di migliaia di mq come nei più moderni grattacieli. Dicevamo, quindi, che al momento, nonostante le urla di tutti gli “Indignados”, questo è l’unico progetto, dopo circa 100 anni di incuria e di abbandono del sito, che potrebbe recuperare e riconsegnare alla città (potrebbe essere anche una attrazione turistica) la “cortina” settecentesca, col rinvenimento e il recupero della traccia di via porta imperiale, rimasta sepolta da un degrado inimmaginabile. Il progetto, inoltre, prevede anche un “impacchettamento” di un sito archeologico che potrà essere sfruttato in futuro dalla Soprintendenza che, al momento, ha sospeso i lavori. Ci piacerebbe sapere quanti messinesi erano a conoscenza di questo sito archeologico e vorremmo capire come mai Comune e Soprintendenza, che ora si sono improvvisamente svegliati senza neanche guardare la carte, non hanno mai proposto nulla in questi cento anni di abbandono e degrado. Il progetto prevede anche un collegamento pubblico tra largo Avignone e la via degli Orti. Infine i messinesi, se questo progetto che ha avuto plausi in tutta Italia e all’estero sarà realizzato, potranno finalmente entrare all’interno del portico antico ed ammirare un pezzo di Messina antica.