Gioveni abbandona il Pd: “Non potevo rimanere in un partito del no a prescindere”

“E’ con profondo dispiacere e non dopo aver maturato la ferma convinzione di farlo, che comunico la mia sofferta decisione di lasciare il gruppo del Partito Democratico e di transitare momentaneamente al gruppo Misto”. Questa la premessa del consigliere comunale di Messina, Libero Gioveni, che ha annunciato fuoriuscita dal suo partito politico di appartenenza, prima dell’esito della seduta che ha visto l’approvazione del “Cambio di passo”.

“Premetto subito -spiega Gioveni-, così come ho ribadito in più occasioni, che non ho nulla di personale nei confronti dei colleghi del gruppo verso i quali nutro profonda stima per le loro competenze e la loro storia certificata nel Partito Democratico.

La mia decisione nasce non certamente dalla considerevole quantità di votazioni differenti in Aula in questi 18 mesi di mandato (la più importante delle quali, il “salva Messina”, certamente ha rappresentato una evidente linea di demarcazione), ma dalla consapevolezza della fin troppo evidente diversità di vedute e di visione politica differente su temi, strategie e decisioni assunte in questo percorso amministrativo che la classica frase di circostanza da noi spesso pronunciata, ossia “il Pd all’interno ha delle sensibilità diverse”, non può sempre giustificare delle posizioni quasi sempre diametralmente opposte”.

Gioveni poi spiega la sua posizione politica in merito alle problematiche della città, che ritiene vicina a quella del Sindaco De Luca: “Nemmeno 1 mese fa il sottoscritto, pur con i dubbi legittimi dettati da questa visione politica differente, insieme ad alcuni componenti dell’associazione politico-culturale “RADICI” di cui mi onoro di far parte essendone il cofondatore, ha persino rinnovato la tessera di partito, proprio perché fino alla fine ho sperato che qualcosa potesse cambiare in termini di “apertura”, ma attenzione, non apertura all’Amministrazione De Luca, ma a una elasticità di posizioni che guardassero soprattutto a quanto di buono in città si è fatto e si vuole ancora fare, ai bisogni reali della gente (e non solo a quella di sinistra) e alla ferma volontà di proseguire un percorso amministrativo che, come ho spiegato nel mio ultimo intervento in Aula sul “Cambio di passo”, sta tentando quanto meno di invertire la rotta rispetto ad un passato disastroso.

E’ ovvio, non posso certamente negare che la mia posizione netta sulla piattaforma programmatica del sindaco De Luca (che ringrazio perchè da lui è stata modificata sulla base delle indicazioni date dall’Aula) e che evidentemente si contrappone a quella dei restanti colleghi del gruppo, non può passare inosservata, né tanto meno può essere sempre considerata una delle solite posizioni di voto differente, perché qui oltre alla forma c’è anche parecchia sostanza”.

Gioveni ringrazia i suoi colleghi d’Aula, ma non nasconde l’amarezza in merito adl alcuni ordini di scuderia che andrebbero contro gli interessi della città: “Io ringrazio davvero di cuore tutti i colleghi del gruppo, in particolare il capogruppo Gennaro e il collega Calabrò, sia il primo che in più occasioni ha sempre tentato di farmi cambiare idea e di non mollare la presa, sia il secondo perché gli ho sempre riconosciuto, oltre che una grande lungimiranza politica, una visione più moderata delle situazioni con approcci di gran lunga più morbidi (simili ai miei, alla mia forma mentis); entrambi, infatti, mi avevano fatto quasi sperare che nel PD ci potesse essere spazio un po’ anche della mia visione politica più equilibrata, più ragionata, più costruttiva, più incisiva, più propositiva (e quindi anche alternativa) e non quella del “No a prescindere”, che se anche dai colleghi e dalla direzione provinciale del partito non verrà mai ammesso, purtroppo rappresenta l’immagine che hanno di noi i concittadini che ci hanno eletto!

Non ci sto più, quindi, a vivere questo scorcio di mandato che rimane (breve o lungo che sia) quasi a giustificarmi con i colleghi per un’eventuale diversa posizione nella votazione degli atti o, peggio ancora, a giustificare sul territorio il mio voto differente dal gruppo, trasmettendo sempre alla gente il classico messaggio giustificatore o distorto che “il PD è sempre comunque per la città”! Cavolo, se si è per la città bisogna dimostrarlo, non semplicemente annunciarlo!

Già, per me “essere per la città” è sostenere gli atti, i programmi o le situazioni oggettivamente validi, e non perché proposte da un sindaco che noi non abbiamo votato! Per me “essere per la città” è portare avanti iniziative senza colore politico, e non perché dobbiamo sempre pensare che dietro ci sia del marcio o un doppio fine perché provengono da un sindaco esuberante e con una quasi morbosa ambizione personale!

Per me, in questo momento storico, “essere per la città” significa proseguire senza la scure dell’interruzione amministrativa per: migliorare la gestione diretta dei servizi sociali, completare gli interventi di sbaraccamento e assegnare nuovi alloggi, uscire definitivamente dall’incubo del dissesto finanziario, completare tutti i passaggi per l’avvio della nuova ATM S.p.A., mettere a frutto la ricapitalizzazione dell’AMAM, completare le grandi opere pubbliche avviate, potenziare ancora di più gli asili nido, completare tutte le fasi per la raccolta differenziata dei rifiuti, istituire la cartella unica dei tributi, individuare forme di aiuto per le categorie svantaggiate; insomma, proseguire senza sosta su un percorso che questo sindaco ha avviato e che non voglio assolutamente ritenermi responsabile di stoppare!”.

Ecco perché, caro sindaco De Luca (adesso mi rivolgo solo a Lei a conclusione), desidero che Lei guardi a questo mio sacrificio di essermi spogliato di questa casacca (perché per me si tratta davvero di un sacrificio), come ennesimo tentativo per convincerLa a guardare di più alla sostanza e al tenore degli interventi finora registratisi da parte di quasi tutti i colleghi (anche di quelli oggi assenti) che hanno dato massima disponibilità a collaborare, e a non tenere conto quindi dei “freddi numeri” che usciranno dalla votazione di questo documento, perché le sorti di una città che sta ritrovando la speranza non possono essere bruscamente tramortite da una drastica ed irreversibile decisione che a questo punto dipende solo ed esclusivamente da Lei e di cui Lei si assumerà la responsabilità!

Infine -conclude Gioveni-, mi preme evidenziare che il mio passaggio al gruppo Misto e la mia coerenza personale e politica, mi impongono di rimettere nelle mani dei componenti della 1^ Commissione il mio mandato di Presidente, seppur la mia elezione sia avvenuta in maniera trasversale; se i colleghi mi chiederanno di lasciare la Presidenza non avrò problemi a farlo, diversamente proseguirò il mio impegno, come ho sempre fatto, fino a questo fantomatico 2 marzo o fino a quando siederemo su questi scranni a rappresentare una città, ormai stanca di questa surreale vicenda”.

(Foto Emanuele Villari)

Una risposta a “Gioveni abbandona il Pd: “Non potevo rimanere in un partito del no a prescindere””

  1. Grazie al consigliere Libero,chè ha dato dimostrazione, che fare politica non é solamente guardare il proprio orticello e denigrare tutto il resto e magari far sprofondare un’intera città ,solamente per scopi politici sporchi, che non fanno del bene alla società .Negli ultimi decenni abbiamo avuto dimostrazione dei politicanti che si sono seduti alla poltrona per fini ben specifici massonici.Grazie a tutti coloro che hanno permesso la continuità ,di questa amministrazione che ha tantissimia voglia di far emergere la nostra bellissima Messina e renderla il fiore all’occhiello della Sicilia.

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