La Tona: “Il Sindaco chieda scusa per le offese al Consiglio comunale”

Il consigliere comunale di Messina Piero La Tona, capogruppo consiliare Sicilia Futura, ha inviato una nota per criticare il modus operandi del Sindaco Cateno De Luca che, più volte, si lascia andare a esternazioni sopra le righe, come ha fatto nell’ultimo video dove si rivolge ai consiglieri comunali con toni minacciosi e offensivi.

“Nonostante personalmente sia convinto che ATM vada liquidata -afferma La Tona-, non posso per l’ennesima volta non rimarcare le contraddizioni di un Sindaco che, mentre invita la Dirigente scolastica del Seguenza a scusarsi per le frasi infelici pronunciate, non lesina frasi offensive, (calci in culo), nei confronti dei consiglieri comunali, dei dirigenti, dei sindacalisti ecc. Getta sospetti generici su presunti ricatti senza fare i nomi dei consiglieri che si sarebbero macchiati di richieste illecite (faccia i nomi). Minaccia chi non potrà essere presente domani al Consiglio (il sottoscritto ad esempio ha un Collegio Docenti programmato da Settembre), mostrando, come spesso è avvenuto, una totale mancanza di rispetto della dignità dei consiglieri e del ruolo del Consiglio. Consiglio -prosegue La Tona nella sua nota- che, come lui stesso ammette, in 16 mesi ha esitato più di 600 delibere senza ostruzionismi, pur non avendo il Sindaco alcun rappresentante nel civico consesso. Anzi noi di Sicilia Futura siamo stati spesso, a torto, indicati come contigui al Sindaco perché votavamo gli atti per mero senso di responsabilità. La vicenda ATM però merita un’attenta riflessione e non il ricatto e le pressioni messe in atto dal Sindaco, nel suo stesso interesse e nell interesse della Città. D’accordo nel metterla in liquidazione -sottolinea il consigliere-, bisogna però capire i reali numeri di questo Piano di Liquidazione perché non può andare bene qualunque cosa. Bisogna verificare se i numeri sono giusti e in molti sostengono che non sia così, bisogna capire realmente perché il Collegio dei Revisori dei Conti, nominato dal Sindaco, manifesta dubbi e perplessità. Bisogna appurare se è vero, cosa incredibile a credersi, che siano state apposte firme false in atti ufficiali. Bisogna insomma capire come stanno realmente le cose pur, ripeto, nella convinzione che ATM vada messa in liquidazione. Il Sindaco chieda scusa, come suggerisce agli altri, per i toni minacciosi e per le parole offensive usate nei confronti del Consiglio Comunale, poi si sieda a verificare ed a spiegare se e come i dubbi sollevati su questo Piano di Liquidazione siano infondati. Fatto questo responsabilmente come sempre svolgeremo con serenità il ruolo che i cittadini, e non il Sindaco, ci hanno affidato. In difetto di queste scuse, invito il Presidente del Consiglio a non consentire al Sindaco di prendere parte alle sedute consiliari ed i colleghi consiglieri ad uscirsene ogni volta che lui entra in aula. Ora basta -conclude-, forse il Sindaco ritiene che essere al servizio della Città significa essere servi suoi”.