| Si interviene solo a tragedia avvenuta, e la prevenzione? |
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| Cronaca - News |
| Giovedì 11 Marzo 2010 17:06 |
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In uno stato di diritto i cittadini non sembrano avere il diritto alla sicurezza ed alla propria incolumità.
Solo per un puro caso o per eccessiva negligenza di alcuni cittadini che, sostituendosi alla protezione civile, hanno deciso di abbandonare spontaneamente le loro case, dopo i chiarissimi segnali di avvisaglie della montagna sovrastante Mili San Marco, non abbiamo contato le vittime. Quella stessa montagna che aveva parzialmente bloccato il transito di collegamento con il paese di Mili San Pietro, si è riversata a valle provocando danni irreversibili alle case sottostanti.
Nonostante nessuno avesse ordinato alla popolazione di sgomberare (perchè questi provvedimenti si adottano dopo le frane?), gli abitanti di quella zona, dopo aver lanciato tanti appelli inascoltati, hanno deciso di spostarsi altrove. Chi ha visto la situazione nei paesi colpiti dall'ultimo nubifragio ancora è incredulo che nessuno ci abbia rimesso la vita.
La paura è tornata ad aleggiare tra gli abitanti di Giampilieri ed i cittadini di Guidomandri hanno trascorso una notte da panico pensando di non vedere spuntare il sole. La zona jonica è isolata. Chi vive, ad esempio, ad Itala, in teoria non potrebbe raggiungere Messina. Se volesse utilizzare l'autostrada non potrebbe perchè
Dopo il nubifragio si è messa in moto la macchina della protezione civile. Ci piacerebbe vedere questa "macchina" sfrecciare in tante zone d'Italia tutti i giorni, e non dopo che accade l'irreparabile. Ormai la politica delle sciagure è chiara a tutti: si interviene solo ed esclusivamente in caso di emergenza, di prevenzione e messa in sicurezza del territorio non se ne deve discutere. Sicuramente i costi della messa in sicurezza sono eccessivi, rimediare ai gravissimi errori commessi dall'uomo negli ultimi decenni non è impresa facile.
E quindi che si fa? Il messaggio che viene da chi Governa sembra essere: "Arrangiatevi e pregate che non succeda mai nulla di grave". Pessimisti? No, solo constatazione dei fatti. A L'Aquila dopo quasi un anno dal sisma non sono stati rimosse le macerie (più conveniente fare le new town), a Giampilieri solo una parte di fango è stata rimossa, sui Nebrodi la tensostruttura della Protezione Civile che doveva essere utilizzata per farci stare i bimbi delle scuole è stata spazzata via dal vento e si parla di delocalizzare alcune zone, in Calabria si sono spenti i riflettori su una frana che, per fortuna, si è rovesciata sul nulla ed ora si aggiungono emergenze su emergenze in un contesto che ha del surreale, ma che tutti prevedevano.
Qualche giorno addietro avevamo scritto un articolo dal titolo "Giampilieri, Scaletta, San Fratello, Caronia. A chi toccherà domani?" La risposta è arrivata prima del previsto. Non volevamo fare i veggenti o i gufi della situazione, prendevamo atto di quanto fosse successo e che, inevitabilmente, continuerà ad accadere se chi ci Governa proseguirà con la politica dell'intervento del "dopo emergenza" che serve solo a creare delle belle "passerelle politiche" ed elogiare la protezione civile per i suoi splendidi interventi, come Superman quando soccorre e salva i cittadini in pericolo.
Giovanni De Francesco
(Foto Giovanni Isolino)
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Il nubifragio abbattutosi su Messina la notte a cavallo tra il 9 ed il 10 Marzo riaccende i riflettori sulla drammatica fragilità del territorio della nostra provincia. La cellula temporalesca ha rovesciato tra i 70 ed i 90 mm di acqua nell'arco di poche ore. Per fortuna la zona maggiormente colpita dalla "bomba di pioggia" è stata quella del centro cittadino.
la strada statale 114 all'altezza di capo Alì è chiusa per frana. Complimenti a chi pensava che con delle semplici reti avrebbe risolto un annoso problema. Se l'abitante di Itala volesse percorrere la strada statale, si troverebbe un blocco teorico a Scaletta, che nessun automobilista rispetta.
