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Sono le donne le clienti fidelizzate delle farmacie PDF Stampa E-mail
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Cronaca - Attualità
Domenica 07 Marzo 2010 11:48

Secondo uno studio la popolazione femminile è la più vulnerabile alle malattie con uno stato di salute soggetto a vari problemi

 

Domani è la festa delle donne e secondo uno studio sembra proprio che il gentil sesso si ammali più degli uomini, consumando grandi quantità di farmaci. L’8,3% delle donne italiane denuncia un cattivo stato di salute rispetto al 5,3% degli uomini nonostante le prime siano più attente alla loro salute , sottoponendosi con più frequenza a controlli di prevenzione rispetto agli uomini.

 

Sono bersagli di malattie come le allergie, il diabete, la cataratta, l’ipertensione arteriosa, le patologie tiroidee, l’artrosi e l’artrite, l’osteoporosi, la calcolosi, la cefalea e l’emicrania, la depressione e l’ansietà, l’Alzheimer. In Italia le donne che ogni anno muoiono per malattie cardiovascolari sono circa 120.000 e, nonostante questa evidenza, si tende a considerare ancora tale condizione specifica del sesso maschile. La depressione è la principale causa di disabilità nelle donne tra i 15 e i 44 anni.

 

Un altro fenomeno rilevante a livello sanitario è la violenza contro il genere femminile, vittime non solo di lesioni fisiche ma soprattutto degli effetti secondari: depressione, ansia e attacchi di panico, disturbi dell’alimentazione, dipendenze, disturbi sessuali e ginecologici, malattie sessualmente trasmissibili, disturbi gastrointestinali e cardiovascolari. I dati 2006 dell’Istat dimostrano che in Italia le donne tra 16 e 70 anni vittime di violenza sono stimate in quasi 7 milioni. Per quanto riguarda le malattie da lavoro, sono state considerate sino ad oggi quasi esclusivamente le caratteristiche del lavoratore maschio.

 

Delle donne si parla soltanto nel periodo della gravidanza, in rapporto esclusivamente ai rischi del feto. Gli infortuni e le malattie professionali che riguardano le donne (come le dermatosi e i disturbi muscolo-scheletrici) non sono sufficientemente prese in considerazione. Ancora minore è l’attenzione data agli eventi patologici connessi con il lavoro domestico, in particolare gli infortuni. Lo stress patologico è associato esclusivamente al lavoro produttivo, senza considerare il maggior rischio psico-sociale che colpisce le donne e che è dato dal doppio carico di lavoro.

 

I problemi neurologici poi riguardano la vita delle donne soprattutto in particolari fasi della propria vita: gravidanza, parto, allattamento, puerperio e non ultimo l'età fertile durante la quale è ormai diffusa la contraccezione orale. Un particolare interesse scientifico è inoltre rivolto alla menopausa, molto studiata negli ultimi anni anche in relazione all'aumento della attesa di vita della popolazione femminile.

 

 

Marcella Fontana