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Ente Porto e Autorità Portuale: le precisazioni di Garofalo PDF Stampa E-mail
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Cronaca - Politica
Venerdì 05 Febbraio 2010 21:12

Per il deputato le aree sulle quali insistono il bacino di carenaggio, la stazione di degassifica e il cantiere Cassaro non sono dell' E.A.P.

 

L’onorevole del Pdl Vincenzo Garofalo, con una nota, è tornato nel merito della vicenda Ente Autonomo Portuale e dei vari conflitti istituzionali sorti con l’Ente Porto, una situazione quest’ultima che va risolta perché le diatribe istituzionali "non possono e non devono” ostacolare i piani di sviluppo scelti dalla città di Messina.

 

 

Il deputato, dopo aver rimarcato come l’affaccio a mare di Messina rappresenta una risorsa importante e strategica per lo sviluppo della Città, ha sottolineato come sia un dovere dell’intera classe politica locale manifestare chiaramente la propria posizione in merito alle scelte del nostro territorio. E nel contempo, sostenere tutte le azioni e i progetti individuati per il rilancio e la riqualificazione della Zona falcata così come dell’intero fronte mare della zona Sud.

 

In tal senso, secondo l’onorevole Garofalo, le posizioni già assunte dal sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca e dall’on. Beninati sono da considerare una dimostrazione della convinzione e dell’ampia condivisione delle scelte sin qui fatte.

 

L'ex presidente dell'Ente Porto evidenzia poi, come le aree portuali sulle quali insistono il bacino di carenaggio, la stazione di degassifica e il cantiere Cassaro, utilizzate dall’Ente Autonomo Portuale di Messina, in forza di atti rilasciati dalla Capitaneria di Porto ma che mai furono convertiti in concessioni regolari, non appartengono all’Ente Autonomo Portuale così come la Zona falcata, demanio marittimo statale, la cui gestione prima del 1984 fu infatti affidata inizialmente alla Capitaneria di Porto e successivamente all’Autorità Portuale.

 

Allo stesso modo, l’Ente Autonomo Portuale non ebbe mai competenze per le attività marittime e portuali che infatti vennero assegnate prima all’Azienda Mezzi Meccanici alla quale poi, con la legge 84/1994, subentro l’Autorità Portuale. Garofalo ha toccato anche il tema del “punto franco”. Il deputato sostiene che basterebbe andare a leggere le tante note presenti negli archivi del Ministero dei Trasporti, così come dell’Ente Porto o dell’Autorità Portuale per comprendere l’inadeguatezza di un luogo pensato nel lontano 1951, ovvero ben sessant’anni fa.

 

Alla luce di tutto ciò, ha chiosato l’onorevole Vincenzo Garofalo, il nuovo modello di sviluppo in grado di esaltare le bellezze di Messina ed in particolare di quella parte di territorio costiero, troppo spesso mortificato da scelte “inadatte e prive di una reale convenienza reale per i Messinesi”, è da rintracciare nel nuovo Piano Regolatore Portuale e in tutti i programmi a questo abbinati.  Perché, ha concluso il deputato del Pdl, altre soluzioni come quella, già scartata, di un deposito di combustibile costiero, non sono in linea con quanto scelto dalla collettività.

 

 

Vincenzo Iannello