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Introdotti nuovi orari. Il medico fiscale non va più in vacanza PDF Stampa E-mail
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Cronaca - News
Domenica 24 Gennaio 2010 08:11
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Introdotto un nuovo decreto che prevede per il pubblico impiego, in caso di malattia, l’obbligo di reperibilità anche nei giorni festivi

 

Renato BrunettaContinua la linea dura inaugurata  dal Ministro "antifannulloni", Renato Brunetta per il pubblico impiego. Infatti dal 4 febbraio saranno in vigore  le nuove fasce di reperibilità per malattia nel pubblico impiego. Il Dpcm 18 dicembre 2009, n. 206, annunciato da  oltre un mese, è stato recentemente pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, incrementando la fascia oraria di reperibilità.

 

I dipendenti pubblici a casa per malattia ed in attesa di visita di controllo, dovranno rimanerci più di quanto prevedeva la recente normativa. La reperibilità è stata estesa fino a 7 ore: la mattina, dalle ore 9 alle ore 13 e il pomeriggio, dalle ore 15 alle ore 18. Le novità introdotte non riguardano la  procedura da seguire in caso di comunicazione dell'assenza: spetta al dottore (non se ne occuperà, quindi, più l'interessato) inviare on line il certificato medico all'Inps, che lo girerà, sempre in via telematica, all'amministrazione di appartenenza del dipendente malato.

 

Qualora le assenze superino i 10 giorni, è obbligatorio farsi vedere da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato. Invece i cambiamenti introdotti dal provvedimento, pubblicato in Gazzetta,  riguardano  l'obbligo di reperibilità che “sussiste, anche, nei giorni non lavoratori e festivi”.  Quindi non conviene ammalarsi in prossimità delle feste: in tal caso occorrerà pazientare a casa, rispettando le fasce di reperibilità, in attesa che si esaurisca il periodo di prognosi stabilito dal certificato medico.

 

Sono esentati da questi nuovi obblighi e doveri, coloro i quali hanno già ricevuto la visita fiscale per il periodo di prognosi indicato nel certificato. Una deroga necessaria per  evitare la reiterazione di visite fiscali inutili, con aggravio di spesa per l'Erario. Ricordiamo infatti che una visita fiscale costa da 30 a 40 euro, a seconda del luogo nel quale viene effettuata. Sono altresì esentati quei soggetti affetti da patologie gravi che richiedono terapie salvavita. È questa, per esempio, l'ipotesi di malati oncologici o sieropositivi. Ulteriori deroghe sono concesse ai dipendenti la cui assenza è stata causata da  infortuni sul lavoro o da malattie, per le quali è stata riconosciuta, dall'apposita commissione medica, la causa di servizio.

 

Esenti poi coloro i quali si assentono dall’esercizio del lavoro per stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta. Le spese per le visite sono a carico dell’Asl, per cui raschiato il fondo delle sue  scarse risorse , tutte le altre richieste inevase saranno rispedite al mittente.
La nuova disciplina in materia non  modifica di una virgola,  la decurtazione del salario accessorio che subisce il dipendente in caso di assenza per malattia. Il taglio previsto resta in media, nell'ordine di 5 o 6 euro netti al giorno, salvo ulteriori tagli di eventuali emolumenti aggiuntivi (come, per esempio, nella scuola, le ore eccedenti).

 

A tale proposito l'Inpdap , nei mesi scorsi, ha chiarito come tali detrazioni non condizioneranno, negativamente, la pensione ed il trattamento di fine servizio. E’ stato, infatti, sottolineato che , “la decurtazione della retribuzione, nei limiti dei primi 10 giorni, non diminuisce l'imponibile contributivo e conseguentemente i contributi devono essere calcolati sulla retribuzione virtuale corrispondente a quella che avrebbe percepito il dipendente se fosse rimasto in servizio, sia per la quota a carico dell'Ente, datore di lavoro, che per quella a carico del dipendente”. Quindi  l'amministrazione sarà tenuta a continuare a versare i contributi sull'intera retribuzione virtuale utile ai fini delle citate prestazioni.

 

 

Marcella Fontana