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L’ISTAT fotografa un’Italia più vecchia, malata e disincantata PDF Stampa E-mail
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Cronaca - Attualità
Domenica 22 Novembre 2009 09:00
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Gli italiani sono aumentati di numero, si sposano di meno, aumentano i divorzi, in crescita gli ultra ottantenni 

Anche quest’anno, con la pubblicazione dell’annuario statistico 2009  abbiamo la nuova fotografia dell’Italia, come quando si faceva quella di classe ogni anno uguale e diversa, nella quale si legge una Italia frutto e prodotto di 12 mesi  di vita. Siamo aumentati di numero, grazie all’immigrazione, la popolazione italiana cresce: sono 60.045.068 i residenti alla fine del 2008, 426.000 in più rispetto alla fine dell’anno precedente.

 

Facciamo più figli, sarà la conseguenza di tante pubblicità sulle famiglie con bambini, ma abbiamo 1, 41 figli per donna rispetto a 1,37 dell’anno precedente, pensate come aumenterebbe la prole qualora esistesse  in Italia una maggiore tutela dei diritti per le donne,  in grado di conciliare maternità e lavoro. Anche se calano i matrimoni-  ed aumentano sia i divorzi (2,3%, in totale 50.669) che le separazioni (1,2%, totale 81.359),-questi si celebrano più al Sud 77,3%, contro il 51,1 del Nord e il 56,2 del Centro.Prosegue l’invecchiamento della popolazione, il 5,6% di essa ha superato gli 80 anni  e i “più giovani” , quelli over 75 anni sono afflitti da patologie croniche. Si tratta di artrosi/artrite (17,8%), ipertensione (15,8%), malattie allergiche (10,2%), osteoporosi (7,3), bronchite cronica e asma bronchiale (6,2%) e diabete (4,8%).

 

Ma qual è il ritratto dei ragazzi? Secondo i dati dell’Annuario statistico italiano 2009 dell’Istat, quest’ultimi sono diventati più asinelli o meglio è  cresciuta la selezione scolastica nell’anno scolastico 2007/08, soprattutto nelle scuole secondarie di secondo grado e nel passaggio tra primo e secondo anno, in cui si registra una percentuale di respinti del 20,9% contro il 18% dell’anno precedente. I più grandetti, quelli che si affacciano al mondo universitario,  prediligono i corsi triennali del gruppo chimico-farmaceutico (+16,6%). I dati dell’occupazione,  quasi invariati rispetto allo scorso anno,  sono invece falsati dal determinante  contributo fornito dagli stranieri pari a 249 mila unità; la quota di lavoratori stranieri sugli occupati sale dal 6,5% del 2007 al 7,5.

 

Dopo nove anni aumenta anche il numero delle persone in cerca di occupazione, frutto e conseguenza della crisi economica, che sono 1.692.000, 186 mila in più rispetto al 2007 (+12,3%). Sale la disoccupazione,  6,7% contro il 6,1% del 2007. Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%, al di sotto della media Ue (65,9%).  Per quanto riguarda la famiglia, anello della nostra società, essa si dichiara 'insoddisfatta della propria condizione economica (il 41,3% ritiene «scarse» le proprie risorse economiche, percentuale che cresce al Sud). Chi soffre di più sono i lavoratori autonomi e i piccoli imprenditori, ma soprattutto i giovani con contratti di collaborazione a tempo determinato.

 

E’ in crescita la porzione di popolazione scolarizzata e aumenta la quota di chi legge almeno un libro. Rispetto all'anno precedente crescono i lettori, dal 44% al 45,1%. I giovani tra gli 11 e i 14 anni rappresentano la quota più alta di lettori: sono infatti il 64,7% quelli che dichiarano di leggere libri nel tempo liberoQuanto agli usi, consumi e costumi, ai primi posti vi sono certamente computer ed internet. L'Istat sottolinea che in particolare l'uso del pc è cresciuto in modo rilevante dal 2007 ad oggi, mentre per la Rete l'incremento è stato costante. A tale proposito sembra che le navigatrici più in gamba siano le bambine, quelle tra i 6 e i 10 anni.

 

 

Marcella Fontana