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Caramagna: la mia incredibile disavventura con l'Acr Messina PDF Stampa E-mail
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Calcio & Sport - Calcio
Mercoledì 22 Luglio 2009 20:39
Giuseppe Caramagna

Giuseppe Caramagna, agente di calciatori Figc-Fifa, racconta la sua incredibile esperienza con l'Acr Messina. Quello che emerge è la totale disorganizzazione di una società che ha palesato sin dall'inizio di avere programmi ambiziosi e raggiungere la serie A in pochi anni. Pulmini fatiscenti, alloggi di fortuna e quant'altro possa dare l'dea di cosa sia oggi l'Acr Messina. Di seguito lo scritto integrale di Caramagna.

 

Dopo avere assistito ed avere seguito le ultime vicende che hanno
interessato il Messina calcio, mio malgrado sono costretto (per rispetto
alla mia onestà intellettuale) a informare gli organi di stampa di quanto
oggi sta caratterizzando (tristemente) la società calcistica ACR MESSINA.
Chi scrive è l'Agente di Calciatori FIFA - FIGC Giuseppe Caramagna, il
quale, per effetto di relazioni esterne, è venuto a contatto con il sig.
Alfredo Di Lullo ed i suoi collaboratori decidendo di interrompere i
rapporti per alcune situazioni (a dir poco “paradossali”) che qui di seguito
evidenzio.
Infatti, avendo avuto notizie che l’ACR MESSINA s.r.l. era alla ricerca di
collaborazione professionale al fine di costruire una buona intelaiatura
della squadra nonché, eventualmente, per valutare eventuali proposte di
acquisto, contattavo l’avvocato Maurilio D’Angelo al quale chiedevo lumi
sulla situazione.


 

Devo, ad onor del vero, precisare che avevo assunto informazioni sul
suddetto professionista direttamente dal foro capitolino e mi era stato
riferito che lo stesso era consulente di importanti realtà imprenditoriali e
stimato in molti ambienti della capitale.
Effettivamente, i primi due incontri confermavano le notizie riferitemi e
decidevo, pertanto, di incontrare anche la proprietà.
Dopo un primo incontro con i rappresentanti dell’ACR, venivano avviati
alcuni colloqui per programmare una proficua collaborazione.
In tal senso, mettevo a disposizione professionisti da me seguiti,
disponibili ad appoggiare un progetto pluriennale vincente.
Mi rendevo, tuttavia, conto che dopo il primo approccio con il
professionista (avv. D’Angelo, per l’appunto), quest’ultimo veniva non più
reso partecipe a tutte le incombenze necessarie. 


 

Chiedevo lumi in tal senso, ma i proprietari non facevano altro che
ribadirmi che il ruolo dello stesso era semplicemente quello del consulente
e che non doveva (né poteva) occuparsi di nulla se non di quello che gli
fosse stato strettamente delegato sotto l’aspetto legale.
Peraltro, avendo ricevuto incarico di trattare l’aspetto economico
concernente gli stipendi residui dei calciatori che avevano prestato la loro
attività nella stagione 2008/2009, chiedevo di essere assistito in tale
compito dall’avvocato ma la proprietà mi dichiarava che era un compito che
non spettava al sopra indicato professionista.


 

Tutto ciò mi appariva anomalo poiché,nella mia militanza e collaborazione
professionale in questi ambienti, le società utilizzano i professionisti
anche per tali mansioni!
Inoltre, appariva anomalo che l’ACR MESSINA non usufruisse dei rapporti
dell’avvocato il quale (aspetto da me verificato personalmente) aveva
concretizzato un progetto con alcuni dirigenti di squadre operanti nel
massimo campionato (tra cui squadre professioniste di prima fascia nella
nostra serie A) che sarebbero intervenute garantendo importanti risultati
(ovviamente con le variabili del caso, non potendoci essere certezze nel
calcio, molto spesso a causa di strani personaggi che si avvicendano per
interessi quantomeno in contrasto con la realtà calcistica), in virtù del
consolidato rapporto di amicizia con D’Angelo al quale riconoscevano
professionalità e competenza.


 

Pur nelle anomalie, avviavo comunque una collaborazione (pur senza accordi
formali), ritenendo che l’investimento, per non andare perduto, avrebbe in
ogni caso indirizzato la proprietà sia a sfruttare i rapporti di un
professionista che di creare una organizzazione all’altezza della piazza di
Messina.
Le mie perplessità (manifestate già precedentemente) trovavano conferma
allorquando i calciatori, alcuni dei quali già professionisti, da me portati
a Messina venivano fatti dormire in un luogo indecente e le modalità
organizzative del cosiddetto “stage”, erano praticamente improntate senza un
briciolo di organizzazione ma bensì nel caos totale.


 

I calciatori che giungevano da diverse località italiane ed anche dall
estero sono rimasti per quasi un'intera giornata in balia di se stessi o
assistiti volontariamente, dietro mia richiesta esasperata, dal Sig.
Maurizio Valeri(professionista che avrebbe dovuto ricoprire il ruolo di
secondo allenatore e preparatore dei portieri) nonchè da Antonio Cordisco
(ottimo centrocampista di qualità già professionista) anche lui a Messina su
mio invito per sostenere lo stage in programma ed al quale è stato impedito
lo stage in quanto, assieme a parecchi altri, la sera precedente aveva
abbandonato l'alloggio di fortuna, di cui accennavo prima, e aiutandomi a
trasferire gli altri effettuando diversi viaggi con la propria autovettura,
alloggiava presso un Hotel cittadino l'unico che ero riuscito a trovare
attraverso una lunga telefonata all' 892424 vista l'ora tarda.


 

Io stesso, durante la giornata avevo dovuto assistere alcuni calciatori che
arrivavano, in diversi orari, all'aeroporto di Catania per poi restare
abbandonati per quasi l'intera giornata in aeroporto aspettando un
fantomatico pulmino che dopo le innumerevoli proteste e le conseguenti scuse
bugiarde, giungeva in condizioni precarie subito dopo le ore 20,00; in
quanto alle condizioni precarie dico soltando che abbiamo dovuto viaggiare a
nostro rischio e pericolo con un mezzo che, fra l'altro, ha percorso l
autostrada con un solo faro e forse era il guaio minore; alla guida una
signora la quale apprendo, successivamente, faceva parte della famiglia del
Dr. Arturo Di Mascio. Quest'ultimo tassello mi diede l'esatta dimensione di
quale fosse la disorganizzazione che avrebbe dovuto gestire il rilancio del
glorioso blasone dell'ACR Messina.


 

Naturalmente mi sono dovuto fare carico, così come avevo fatto per l'intera
giornata e proseguito anche l'indomani, di tutte le spese di vitto ed
alloggio nonchè trasferimenti con noleggio di autovettura per una buona
parte di calciatori e ritengo doveroso dire che il mio rammarico più grande
è stato quello di apprendere che due calciatori professionisti provenienti
in ritardo dalla Francia, a causa del disastro ferroviario di Viareggio che
coincise in quella occasione, sono arrivati a Messina quando io e circa 26
calciatori avevamo abbandonato la Città per rientrare alle rispettive
residenze; naturalmente, conservo la documentazione e le relative ricevute
delle spese citate in quanto, fra l'altro, il Sig. Di Lullo mi diceva di non
preoccuparmi che mi sarebbero state rimborsate e naturalmente, aggiungeva,
che non era possibile nell'immediato in quanto la parte amministrativa la
curava la Signora Marcella Chierichella e al momento non sapeva quando
sarebbe stata presente.

 

Venivo, in tal senso, trattato in modo indecoroso e decidevo (perdendo
notevoli somme anticipate nel consentire ai calciatori di raggiungere e,
successivamente, di lasciare Messina) di interrompere il rapporto.
Chiamavo anche l’avvocato Maurilio D'Angelo il quale mi dichiarava che ormai
lui aveva rinunciato all’incarico.
Rimanevo allibito ma ritenevo, a quel punto, conclusa ogni forma di
collaborazione.
Nei primi giorni di luglio, tuttavia, ricevevo una chiamata dal sig. Alfredo
Di Lulllo che mi palesava la volontà di cedere l’ACR avendo avuto difficoltà
di gestione della stessa per pretesi condizionamenti locali.


 

Pur nella incredulità, mi attivato e richiamavo il Di Lullo il quale, dopo
tante “mancate” risposte, proprio in data odierna, con un messagio lasciato
nella mia segreteria telefonica, dichiarava che il Messina non era in
vendita se non per un prezzo di 1.000.000 di euro.
Lascio a voi ed a chi di competenza tutte le considerazioni del caso ma
sentivo la necessità di evidenziare alla stampa ed agli sportivi quanto ha
caratterizzato la mia pur breve esperienza al “servizio” dell’ACRMESSINA.