| Acr Messina: una poltrona per due o si raggiungerà l'accordo? |
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| Sport - Calcio |
| Lunedì 11 Giugno 2012 20:55 |
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L'offerta presentata da Immacolato Bonina potrebbe rallentare le operazioni di cessione della società messinese.
Ma cosa è successo dopo l'incontro avvenuto tra il signor “Sigma” e l'Ad del Genoa in quel di Villafranca Tirrenica? Pare che Lo Monaco, dopo aver intavolato la trattativa e vagliato tutti i documenti contabili dell'Acr Messina, abbia deciso di acquisire le quote societarie nella totalità, escludendo l'imprenditore di Barcellona. Dopo gli inutili tentativi di contattare l'ex Ad del Catania Calcio, Bonina ha deciso di presentare la sua offerta in denaro, che solleverebbe i soci dall'emissione di una fideiussione a garanzia di eventuali debiti futuri. La mossa di Bonina ha spiazzato anche parte dei soci del Messina Calcio che non si aspettavano un simile epilogo.
Oggi l'imprenditore barcellonese ha riferito la sua versione ai club organizzati, i quali hanno detto chiaramente di non parteggiare per nessuno e di volere solo il bene della squadra cittadina, che merita sicuramente palcoscenici migliori di quelli attuali. Stasera si terrà una nuova riunione tra alcuni soci del Messina ed Immacolato Bonina, mentre i consulenti di Lo Monaco incontreranno gli azionisti dell'Acr, prima di recarsi dal notaio per mettere tutto nero su bianco. La situazione è ingarbugliata, ma potrebbe rivelarsi semplice se i tre rappresentati delle rispettive società che compongono l'Acr Messina, domani apporranno la loro firma alla cessione delle quote. L'imprenditore Peditto al momento è fuori Messina, ma pare abbia lasciato una procura a vendere, pertanto la sua assenza non costituirebbe alcun ostacolo.
Giovanni De Francesco
Foto Paolo Furrer |






















La cessione dell'Acr Messina potrebbe subire rallentamenti. Domani è previsto un incontro in uno studio notarile per stabilire il passaggio di proprietà, ma l'accordo iniziale tra Lo Monaco e Bonina sembra essere saltato, tanto da convincere quest'ultimo a presentare un offerta d'acquisto della società che, a questo punto della trattativa, potrebbe far “saltare il banco” e subire un parziale stop.