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La Sicilia dà l'esempio: ridotti da 90 a 70 i Parlamentari PDF Stampa E-mail
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Cronaca - Politica
Mercoledì 07 Dicembre 2011 23:30
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Adesso la riforma dello Statuto deve essere approvata (doppia lettura) da Camera e Senato. Fondamentale il voto dell'opposizione.

 

Il parlamento siciliano ha appena approvato il ddl 'taglia-deputati' che ruduce a 70 gli attuali 90 inquilini di Sala d'Ercole. Il testo adesso dovrà essere approvato dal parlamento nazionale, per la doppia lettura in Camera e Senato,  secondo la procedura prevista per le riforme costituzionali, essendo lo statuto autonomista siciliano inserito nella Costituzione.

Per il capogruppo del Fli Marrocco "la Sicilia in questo caso si pone all'avanguardia rispetto a tutto il resto dell'Italia'' e sottolinea la necessità di ''proseguire su questa strada e dare vita a un apparato pubblico piu' snello e dinamico, rispondente al momento storico in cui viviamo". Sulla stessa linea politica anche il capogruppo Udc Giulia Adamo che rilancia: "adesso si aboliscano gli enti inutili". Da sottolineare un dato di notevole importanza. Se non fosse stato per la minoranza, l'importante di riforma dello Statuto e riguardante la riduzione del numero dei deputati, oggi non sarebbe stata approvata. Ergo: Lombardo non ha più la maggioranza all'Ars e di questo il presidente della Regione dovrà tenerne conto. C'è chi, come il deputato regionale del Pd, Tonino Russo, il quale ritiene un buon segnale quello che giunto dall'Assemblea regionale siciliana. "Mi auguro -ha dichiarato- che presto si possa ridurre anche il numero dei deputati e quello dei senatori e procedere a una diversificazione delle funzioni dei due rami del Parlamento, cosi' da snellire e rendere piu' efficiente il sistema decisionale del Paese''.

 

A prescindere dalle varie posizioni politiche, la decisione odierna è stata dettata anche da uno scatto d'orgoglio per cercare di riscattarsi e dare un segnale positivo all'esterno, da parte di un Parlamento che conta quasi il 30% dei suoi componenti, tra indagati e condannati per reati vari. Adesso bisognerà continuare su questa strada e dimostrare al resto d'Italia che la Sicilia quando vuole può essere da esempio e dimostrare che in qualcosa può arrivare prima degli altri. Ben vengano, quindi, anche le ulteriori modifiche quali il voto in aula con impronte digitali, penalizzazione per chi non partecipa alle commissioni, titolo gratuito per cariche di presidente, vice e segretari di commissione, nuove norme per i vitalizi adeguati a Camera e Senato, abolizione delle Province e di altri enti non proprio utili, come consorzi ittici e similari, riduzione del trattamento economico di alcune burocrazie inefficienti e connessione degli stipendi dei dirigenti generali alla produttività reale, a iniziare dall'utilizzo dei fondi europei.