| Conferenza Acr Messina, riflessioni del giorno dopo |
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| Calcio & Sport - Calcio |
| Giovedì 21 Maggio 2009 16:22 |
Fermiamoci un attimo, adesso. Ragioniamo e non lasciamoci trasportare dalla passione. La conferenza stampa programmatica del nuovo Messina non ha fornito tutte le risposte che i tifosi si aspettavano. In realtà di risposte ne sono arrivate pochine. Colpa dei campionati non ancora finiti, ha spiegato Alfredo Di Lullo, colpa di accordi che non possono ancora essere formalizzati. Per rispetto delle altre società e dei regolamenti.
Inutile dunque, attendersi dalla conferenza di ieri indicazioni che legittimamente sono state rinviate ad un altro momento. Questo rinvio però ha suscitato nuove perplessità. L’entusiasmo iniziale va via via scemando, come è normale che sia in un momento come questo in cui la gente vorrebbe nomi ed invece continua a sentire parole. L’ambiente ha voglia di ricominciare a sognare e con le sole promesse difficilmente si riesce a farlo.
Meglio, probabilmente, dare in pasto alla città qualche cognome illustre in attesa di sviluppi. Che – sia chiaro – arriveranno, ed arriveranno presto. Insomma, la nuova proprietà ha fatto bene ad esporsi, Alfredo Di Lullo ha fatto bene a parlare di nuovo, a presentare i suoi due unici amici o se preferite collaboratori che poteva già presentare. Però la gente si aspettava qualcosa in più da questa conferenza. Che rischia di non avere gli effetti positivi che avrebbe potuto avere, anche perché questa città affamata di calcio è diventata anche una città esigente. E scettica, molto scettica.
Solo così si giustifica l’atteggiamento di tanti nei confronti di Di Lullo e soci. Criticati ancor prima di cominciare. Sbaglieranno, forse, e saranno contestati se lo faranno. Ma attaccarli già adesso è prematuro, perché al momento l’unico presunto errore commesso da questa nuova società sta nel non aver ufficializzato i nomi che stanno dietro il nuovo progetto. Nomi che valgono solo per portare un po’ di entusiasmo in più ma che, come insegna la storia recente del calcio italiano, non sono sinonimo di vittorie. Insomma, aspettare i nomi ancora qualche settimana non è necessariamente sbagliato. Sempre che sia questo il problema.
Maurizio Licordari |

















