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Ue denuncia: troppo cari i conti correnti italiani PDF Stampa E-mail
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Cronaca - Attualità
Domenica 19 Dicembre 2010 11:49
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La Ue apre una inchiesta per vederci chiaro. Ma l’Abi contesta: l’Europa deve tenere conto dei diversi modi di fare banca oggi.

 

“In Italia la media è di 246 euro per anno a cliente, mentre in Olanda il costo medio è di 43 euro. Perchè queste differenza?", chiede il commissario Ue al Mercato interno Michel Barnier, contestando i costi medi dei conti correnti italiani,eccessivi rispetto alla media europea e annunciando un'indagine per capire le ragioni di questa disparità.

 

 

Ma l'Abi, pur dichiarandosi disponibile a collaborare all'indagine, non condivide queste affermazioni e i dubbi in essia contenuta. I dati a disposizione dell’Associazione differiscono da quelli pronunciati dall’ Unione: il costo medio in Italia è di 116 euro e quelli dell'analoga indagine condotta dalla Banca d'Italia, dalla quale emerge una media di 114 euro. Infatti esiste una certa omogeneità tra la media elaborata dall'Abi sui costi dei conti correnti e quella risultante dall'indagine della Banca d'Italia, i cui risultati sono stati illustrati al Senato il 17 novembre scorso. La spesa media, al netto dell'imposta di bollo, è risultata pari a 114 euro, in linea con quella rilevata l'anno precedente. Anche i canoni si sono lievemente ridotti, così come le spese per prelievi e pagamenti, grazie al maggiore utilizzo del canale Internet.

 

Sono incrementate invece le altre spese variabili che includono gli eventuali oneri in caso di utilizzo dello scoperto di conto. Il commissario Barnier dichiara che se l'operazione trasparenza sui costi delle operazioni bancaria non porterà i risultati auspicati, la Commissione è pronta a "intervenire per legge" sulla materia entro l'anno prossimo. Ma l'Abi replica con forza, sottolineando come "il confronto sui prezzi dei servizi bancari deve tenere conto dei diversi modi di fare banca oggi in Europa". La disparità emersa forse è attribuibile alla considerazione che la Ue tenga contro dei costi massimi e non medi dei singoli servizi. In definitiva, se si guarda ai costi denunciati da ogni banca e pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, si arriverebbe alle somme pubblicate da Bruxelles, ma non si tratterebbe poi di costi effettivamente applicati, perché i conti vengono aperti 'a pacchetto', e quindi le spese vengono forfettizzate. Inoltre la Commissione Europea includerebbe nei costi anche le imposte di bollo e lo scoperto di conto, che in Italia è maggiormente utilizzato rispetto agli altri Paesi europei.

 


Marcella Fontana