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Crisi. Sempre più Italiani confrontano i prezzi su internet PDF Stampa E-mail
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Cronaca - Attualità
Domenica 12 Dicembre 2010 08:49
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Lo sostiene la cd di Nielsen, Cetti Galante, che sottolinea come con la crisi stia crescendo la tendenza a condividere informazioni online.

 

La crisi sta cambiando sempre più molte delle abitudini dei nostri connazionali e la preoccupazione per l'occupazione e per l'instabilità politica fa scendere la fiducia degli Italiani ai minimi storici. Tutto ciò provoca anche un mutamento nelle modalità con cui si ottengono le informazioni, ci si svaga e ci si tiene aggiornati.

 

Oggi praticamente la metà degli abitanti del Belpaese percepisce di avere una minore disponibilità economica anche solo rispetto a un anno fa. E se a fine 2009 l'indice del clima di fiducia misurato da Nielsen era a 79 punti, ora ha raggiunto quota 64. Il 30% degli Italiani, poi, sente di avere meno tempo libero. E tutti, sottolineano i dati, quando vogliono acquistare, hanno maggiore bisogno o volontà di comparare i prezzi, di indagare sulla qualità e di scovare offerte interessanti per far fronte alla minore disponibilità economica. Ma il tempo a disposizione è sempre meno.

 

In questo scenario, pertanto, “i consumatori multicanale più evoluti, i cosiddetti Open Minded e Reloaded, considerano ancora la televisione il mezzo migliore per svagarsi”, spiega la commercial director di Nielsen, Cetti Galante, che aggiunge: “Però per loro internet è il mezzo migliore per tenersi aggiornati. Per il resto della popolazione rimane la tv”. Inoltre, spiega Galante, “per Open Minded e Reloaded internet è anche il mezzo migliore per approfondire gli argomenti di maggiore interesse”.

 

Per questo, cresce sempre di più la tendenza a “condividere le informazioni, i giudizi e consigliare o sconsigliare un prodotto”, fa notare Cetti Galante, che poi prosegue: “Cresce in modo considerevole il numero di Italiani che partecipano attivamente a discussioni online su prodotti o servizi. Una parte rilevante di persone compra o non compra un prodotto seguendo un consiglio letto sulla rete”. “Si tratta - continua - del nuovo potere del 'buzz'”. Un fenomeno “di cui le aziende devono tenere conto: non si può più non sapere cosa si dice sulla rete dei propri prodotti, non si possono più ignorare i giudizi negativi. E' il doppio volto del social network: svago e informazioni, terreno di condivisione, di scambio e dunque potente influenzatore. E attenzione a una cosa: l'Italia - avverte Cetti Galante - è tra i paesi dove i social network sono più utilizzati”.

 

Tra pochi giorni, l'Osservatorio Multicanalità 2010 di Nielsen, Nielsen On Line, Connexia e MIP Politecnico di Milano presenterà i nuovi dati sui consumatori multicanale, il cui claim di quest'anno, “Reloaded o Revolution?”, “è volutamente provocatorio – spiega Galante – Si è voluto infatti capire se le imprese affrontano la discontinuità creata dalla multicanalità di comunicazione attuando quella 'rivoluzione' che sta avvenendo nelle abitudini della gente nell'approcciare il sistema dell'offerta. Si parla di interazioni multicanale nel processo di acquisto di qualsiasi settore. I punti di contatto con la marca aumentano e sono sempre di più tutti utilizzati: internet, social network, smartphone, tablet, schermi nei punti vendita e nei contesti di grande traffico, applicazioni mobile brandizzate, sono tutti punti di relazione con il consumatore”.

 

Oltretutto, fa notare ancora la manager Nielsen, “gli ormai famosi Reloaded erano più di 8 milioni e mezzo di persone l'anno scorso e sono ancora in crescita, e solo il 13% di loro è giovane tra i 14 e i 24 anni. Il 15% supera i 54 anni”. Dunque, conclude Galante, “multicanalità come fenomeno sociale, ampiamente diffuso su tutta la popolazione italiana. Tutte le forme di interazione con le persone evolvono rapidamente, e se non fosse stato per la crisi, che ha sicuramente rallentato tutte le dinamiche in atto, avremmo assistito a evoluzioni ancora più spinte”.

 

 

Antonio Bellantoni