Banner
Banner
Banner
Banner
Banner

Ultima foto gallery

Banner
Banner
Banner

Contattaci

Banner
Banner
Banner

Ultime Sport

Cuore grinta e tenacia permettono al Messina Volley di superare il turno play off



Nonostante la vittoria per 3-0, è stata una gara molto combattuta e giocata "spalla a spalla" fino all'ultimo set.   Il Messina Volley di Serie C...
Leggi tutto...
L'Ossidiana perde il derby con il Cus Messina



Nonostante questa sconfitta, l’Ossidiana ha completato le 14 gare in calendario con ben 33 punti all’attivo, frutto di 11 successi e 3 passi...
Leggi tutto...
Savio vince anche la gara di ritorno ed approda ai quarti dei play off



Ottimale l’approccio all’incontro dei ragazzi di mister Russo (tranne secondo set) che hanno sempre condotto il gioco aggiudicandosi i parziali...
Leggi tutto...
Poule scudetto. Passa l'Ischia, il Messina esce a testa alta



Nella ripresa il Messina spreca un gran numero di palle gol. A fine gara i tifosi hanno gridato "Grazie ragazzi!".   Finisce con il risultato di 1-1...
Leggi tutto...
Play off Serie C. Messina Volley si gioca tutto al Pala S. Filippo



Le messinesi dovranno assolutamente vincere. In caso di risultato analogo della gara d'andata si giocherà il "golden set".   Il Messina Volley,...
Leggi tutto...

Ultima ora

Banner
Banner

Chi è online

 423 visitatori e 2 utenti online
Solo 1 comune su 5.000 è in grado di far fronte al dissesto idrogeologico PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Cronaca - Attualità
Mercoledì 08 Dicembre 2010 11:05
AddThis Social Bookmark Button

Un dossier rivela:troppe le amministrazioni comunali italiane prive di un'adeguata politica di prevenzione e pianificazione dell’emergenza

 

Foto Giovanni IsolinoIl rapporto "Ecosistema rischio 2010" realizzato in collaborazione tra Legambiente e il Dipartimento per la Protezione civile presentato a Roma nei giorni scorsi parla chiaro: su oltre 5 mila municipi, solo il 22%svolge azioni di mitigazione e prevenzione e solo nel 2010 per alluvioni e frane sono state spese 650 milioni di euro.

 

La ricerca è stata realizzata incrociando i dati sui 5.581 municipi "a rischio idrogeologico a potenziale più alto" (definizione del ministero dell'Ambiente e dell'Unione delle Province) con le risposte fornite dalle amministrazioni a uno speciale questionario sulle misure antirischio intraprese.

 

Ebbene da questa verifica risulta essere solo un solo comune in Italia ad aver fatto quasi tutto il necessario per ridurre questo pericolo al minimo. Il comune più meritevole è Senigallia, in provincia di Ancona, dove grazie a interventi di delocalizzazione, non sono presenti abitazioni e industrie in aree a rischio idrogeologico e viene svolta un'ordinaria attività di manutenzione delle sponde e delle opere di difesa idraulica.

 

Il comune marchigiano si è dotato inoltre di un piano di emergenza aggiornato, organizzando iniziative di informazione rivolte alla popolazione ed esercitazioni per verificare la reale efficacia del piano d'emergenza. Esistono inoltre sistemi di monitoraggio e di allerta in caso di pericolo ed nei piani urbanistici sono state recepite le perimetrazioni delle aree a rischio del "Piano di Assetto Idrogeologico". Per quanto riguarda il resto dei comuni intervistati, solo il 22% svolge un lavoro positivo di mitigazione del rischio idrogeologico e il 43% resta con le mani conserte per prevenire i danni derivanti da alluvioni e frane. Soltanto il 6% ha intrapreso azioni di delocalizzazione di abitazioni dalle aree esposte a maggiore pericolo e appena nel 3% dei casi si è provveduto a delocalizzare insediamenti o fabbricati industriali.

 

Sono oltre 3 milioni e 500 mila cittadini le zone esposte al pericolo di frane o alluvioni, pari a circa il 6% della popolazione dell'intera penisola. Inoltre, sempre secondo il dossier, sono ben 6.633 i Comuni in cui sono presenti aree ad alta criticità idrogeologica, l'82% del totale delle amministrazioni comunali italiane. Solo per fronteggiare queste principali emergenze idrogeologiche, nell'ultimo anno lo Stato ha stanziato circa 650 milioni di euro, risorse utilizzate per il funzionamento della macchina dei soccorsi, l'alloggiamento,l'assistenza agli sfollati, per supportare e risarcire le attività produttive e i cittadini colpiti e per i primi interventi di urgenza. Dati sconcertanti che Legambiente e Protezione civile divulgano affinché questa Italia allo specchio, così fragile e vulnerabile, possa correre ai ripari, attraverso un'opera di prevenzione urgente, scegliendo come prioritaria la sicurezza della collettività.

 

 

Marcella Fontana