| Dipendente Agrinova minaccia di buttarsi dalla torre del cimitero |
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| Cronaca - News |
| Giovedì 09 Aprile 2009 12:11 |
![]() Quando le istituzioni non rispondono alle richieste di chi non riesce più a vivere dignitosamente può accadere di tutto. Stamane un dipendente della Cooperativa Agrinova 2000 si è arrampicato sulla torre d'ingresso del Grancamposanto minacciando di buttarsi giù.
Sostano giorno e notte da una settimana davanti ai cancelli del Grancaposanto di Messina. Sono i dipendenti della Cooperativa Agrinova 2000 che per circa 10 anni si sono occupati della manutenzione del verde dei cimiteri messinesi con uno stipendio da fame con la promessa, mai mantenuta, di ottenere una stabilizzazione. In questi giorni tanti cittadini hanno dimostrato la loro solidarietà apponendo la loro firma affinchè si risolva la spinosa questione. Consiglieri Provinciali, Comunali e di Quartiere hanno presentato mozioni, interpellanze, ma, finora nessun atto concreto è stato fatto.
Stamane uno dei dipendenti, colpito da un raptus di esasperazione, ha deciso di salire sulla torre del cancello d'ingresso del Grancamposanto minacciando di buttarsi giù. Sul posto sono arrivate le forze dell'ordine ed un'ambulanza E' giunto anche il vicesindaco Ardzzone (il sindaco si trova a Roma) e ,per fortuna, hanno convinto il lavoratore della Cooperativa a scendere giù dal torrone. Ardizzone ha promesso che Martedì si terrà una riunione a Palazzo Zanca con una delegazione dei lavoratori e la rappresentanza sindacale Ugl, per fare il punto della situazione e cercare una soluzione al problema. Il Vicesindaco ha invitato i lavoratori ad abbandonare la proteste e trascorrere le festività pasquali nelle loro case con le proprie famiglie.
Il suggerimento di Ardizzone non è stato accolto dai lavoratori della Cooperativa, come ha dichiarato Gaetano Quartarone, amministratore della Cooperativa e rappresentante dell'Ugl: "Rimarremo qui anche per le festività pasquali e non abbandoneremo la protesta fin quando non si troverà una soluzione definitiva al problema. Le istituzioni sono rimaste sorde fino ad oggi ed il gesto del lavoratore non è stato dimostrativo. Abbiamo temuto davvero che si buttasse giù. In questi casi l'esasperazione di non potere sopravvivere può portare a compiere gesti inconsulti. Spero che qualcuno oggi abbia capito il dramma che 38 famiglie stanno vivendo e mi auspico che si risolva la questione definitivamente, al più presto possibile. Colgo l'occasione di augurare buona Pasqua a tutti i messinesi. Se vorranno venire a trovarci personalmente a darci una parola di conforto ne saremmo lieti". |






















