| La carne lavorata provoca malattie cardiache e diabete di tipo II |
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| Enogastronomia - Scienza |
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E' questa la conclusione alla quale sono giunti un gruppo di ricercatori della Harvard School of Public Health, coordinati da Renata Micha
L'indagine ha messo insieme i risultati provenienti da 20 studi diversi condotti su una popolazione pari a circa 1 milione e 200 mila persone. Più che la carne rossa, è questo il parere espresso dal team di studiosi americani, sarebbero infatti hot dog, bacon, salami, insaccati vari, e tutta una serie di piatti pronti a base di carne. Quest’ultimi molto più diffusi negli Stati Uniti piuttosto che nel Belpaese, i responsabili di un aumento del rischio di ammalarsi di malattie cardiache e di diabete di tipo II. In particolare, in queste pietanze ad essere messi sotto la lente di ingrandimento dall’equipe di ricercatori della "Harvard School of Pubblic Health" sono stati i quantitativi di sale e nitrati, che in questa tipologia di alimenti raggiungono davvero percentuali altissime.
L’equipe di ricercatori americani ha potuto notare , infatti, come hot dog, bacon e simili contengono, rispetto alla carne rossa, una percentuale di sale fino a quattro volte superiore e ben il 50% in più di nitrati. Il consumo di questa carne aumenterebbe così, è questa la conclusione alla quale sono approdati gli studiosi della "Harvard School of Public Health", del 42% in più il rischio che il nostro cuore si ammali, mentre nel contempo innalzerebbe del 19% in più le possibilità di rimanere affetti da diabete di tipo II.
Di contro, una porzione a settimana di carne rossa, categoria nella quale gli studiosi americani nel corso del loro studio hanno fatto rientrare oltre al manzo anche l’agnello, il maiale, la selvaggina e le hamburger, come ha spiegato Renata Micha, coordinatrice della ricerca, “è associata a un rischio relativamente basso” di ammalarsi al cuore o di rimanere colpiti da diabete di tipo II. Ciononostante, perfettamente in linea con le ricerche precedenti, gli studiosi della "Harvard School of Public Health" hanno ribadito una condanna rispetto ad un consumo troppo elevato di carne rossa, soprattutto perché in generale chi mangia troppe bistecche si trova in alto anche per il consumo di zuccheri e molto in basso, invece, per quanto riguarda quello dei vegetali.
Vincenzo Iannello |






















Un’assoluzione parziale della bistecca e, al tempo stesso, un” j’accuse” pesante nei confronti della carne lavorata, affumicata, salata e conservata. In questi termini possiamo riassumere la metanalisi, pubblicata sul prestigioso “Circulation”, giornale della "American Hearth Association", condotta da un gruppo di ricercatori della "Harvard School of Public Health".