516 grammi di marijuana che i poliziotti della Squadra Mobile, nell’ambito di mirati servizi finalizzati al contrasto dello spaccio di droga, hanno sequestrato, a Giuseppe Bonanno, 63 anni messinese, nella serata di ieri mentre rincasava a bordo del suo scooter. Il sessantatreenne, già noto alle Forze di Polizia, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e, su disposizione dell’A.G., è stato condotto presso la locale casa circondariale.

 

 

 

 

 

Continua incessante il lavoro dei carabinieri della Compagnia di Messina Sud, impegnati in servizi di prevenzione e repressione al dilagante fenomeno dell’abuso di stupefacenti. L’ennesima operazione antidroga questa volta è scattata al Villaggio Bordonaro, dove da giorni i militari dell’Arma avevano rilevato e stavano monitorando movimenti sospetti nell’area circostante il torrente.

Infatti, dopo numerosi e prolungati appostamenti e una accurata ispezione della vegetazione che costeggia un lungo tratto del corso d’acqua – effettuati da unità dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Sicilia, attualmente impiegate in supporto alle attività di controllo del territorio in aree impervie – gli uomini del Nucleo Operativo hanno fatto irruzione nelle abitazioni di persone note alle Forze dell’Ordine, tra cui anche in quella del pluripregiudicato 57enne Natale Cardile.

In casa dell'uomo i militari hanno rinvenuto circa 10 grammi di cocaina, un bilancino di precisione perfettamente funzionante e circa 8.000 euro in banconote di vario taglio, ritenuti provento dell’attività di spaccio. L’operazione si è conclusa con l’arresto in flagranza di reato dell’uomo per “detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio”, processato con il rito direttissimo conclusosi con l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.

Quello che accaduto stanotte intorno alle 2.30 ha dell'incredibile ed è al vaglio dei Ris dei Carabinieri di Messina. Qualcuno, a bordo di uno scooter, dalla pista ciclabile della riviera nord ha sparato dei colpi di pistola a tamburo rivolti verso il noto lido M'Ama di Messina per poi fuggire. Probabilmente volevano essere dei colpi sparati a scopo intimidatorio senza un obiettivo ben preciso, ma i carabinieri stanno indagando a 360 gradi. La serata era in pieno svolgimento, il locale era stracolmo di gente e il bilancio poteva essere ben più grave. Tre proiettili hanno centrato a un fianco ed alla gamba una ragazza che è stata trasportata d'urgenza all'ospedale Papardo ed operata. Per fortuna pare non essere in pericolo di vita anche se i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Alcuni testimoni presenti hanno raccontato di non aver sentito gli spari a causa della musica ad alto volume. Ad un certo punto la musica si è fermata ed i buttafuori urlavano cercando un medico. Si pensava che qualcuno si fosse sentito male, poi si è sparsa la voce e la gente è fuggita dalla spiaggia. I militari dell'Arma hanno effettuato i rilievi tecnici ed ascoltato i testimoni che si trovavano sul posto. Al vaglio anche le immagini di alcune telecamere poste in prossimita e fuori dal lido.

 

La Corte d'appello di Messina ha assolto, per non aver commesso il fatto, Concetta Giorgianni, 53 anni, accusata di rapina e lesioni e condannata in primo grado a 7 anni e 7 mesi e ne ha trascorsi 2 ai domiciliari. Era stata accusata da una settantasettenne di averla rapinata della pensione sua e del fratello con la scusa di darle un passaggio.
La rapinatrice, insieme a una complice, le aveva portato via mille euro. L'anziana aveva riconosciuto Giorgianni come una delle due donne che l'avevano rapinata. Sia i difensori della donna, Bonaventura Candido e Antonello Scordo, che il Pg hanno chiesto l'assoluzione, fondando la richiesta sulla evidente inattendibilità delle dichiarazioni della persona offesa. "Certamente la nostra assistita avrà ora diritto a presentare il conto allo Stato e noi non le faremo mancare il nostro supporto professionale", ha detto Bonaventura.

Dopo diversi appostamenti, gli uomini al Comando del Maggiore Leoncini coadiuvati dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Sicilia, attualmente impiegati in supporto alle attività di controllo del territorio in aree impervie, hanno scelto il momento migliore per fare irruzione in casa del 35enne Salvatore Strano. La perquisizione ha permesso ai miliari di rinvenire in una cantina circa 100 grammi di marijuana, contenuta in due involucri occultati all’interno di un armadio. Nel corso delle operazioni è stata rinvenuta anche cocaina per un peso complessivo di circa 90 grammi, abilmente occultata all’interno di un vecchio “videoregistratore” nascosto in un altro armadio, ed un bilancino di precisione perfettamente funzionante. L’operazione si è conclusa con l’arresto in flagranza di reato del ventenne per “detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio”, processato con il rito direttissimo conclusosi con l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere.

 

Sono circa 850 gli ettari, per la maggior parte terreni privati e incolti, distrutti nei giorni scorsi a causa degli incendi che hanno devastato la zona tirrenica (Calamona-Piano Torre-Spartà) e la zona nord (Curcuraci) di Messina. Secondo le valutazioni del dipartimento dello Sviluppo rurale, infatti, le aree demaniali interessate dalle fiamme sono state meno del 10 per cento del totale (circa 60 ettari su 850). E' la prima stima dei danni emersa durante un incontro nella città dello Stretto tra gli assessori comunali allo Sviluppo economico e Attività produttive, Guido Signorino, e alla Protezione civile, Sebastiano Pino, e i rappresentanti dell’Ispettorato provinciale agricoltura, dell’ufficio Servizio per il territorio di Messina del dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e dell’Ispettorato riparimentale delle Foreste di Messina.

Secondo le prime stime dell’Ispettorato provinciale agricoltura, le coltivazioni hanno ricevuto un danno ad oggi stimato in circa 500mila euro. In particolare, l’incendio della zona tirrenica ha distrutto 30 ettari di uliveto, con una stima per il ripristino di 250mila euro, 5 ettari di agrumeto e frutteto (stima danni 70mila euro) e 5 ettari di vigneto (100mila euro). "A questo si aggiungono, in base ai rilievi aerofotogrammetrici e considerando anche i danni derivanti dall’uso di acqua salmastra dai canadair - spiegano dal Comune di Messina -, 4 ettari di vigneto tra Curcuraci, Pezzolo e Tipoldo (80mila euro)".

 

E' in corso di elaborazione a cura del dipartimento regionale dello Sviluppo rurale, invece, la stima del danno ambientale in termini di superficie boschiva persa. La valutazione complessiva verrà trasmessa alla Regione siciliana e al Governo nazionale chiedendo "ogni forma di attività per il giusto ristoro e per la deroga al divieto di rimboschimento per prevenire il grave rischio idrogeologico, cui la città è adesso maggiormente esposta".

A rendere le vacanze al mare più serene lungo le coste del messinese ci sono le Squadre Nautiche della Polizia di Stato che anche quest’anno a Messina hanno a disposizione delle moto d’acqua per sorvegliare il litorale e la sicurezza dei bagnanti e dei natanti. Gli acquascooter, condotti da personale specializzato, sono delle vere e proprie “volanti in mare” che ogni giorno pattugliano la costa messinese controllando più da vicino ed eventualmente intervenendo più agilmente anche sotto costa. Ogni giorno vengono garantiti il rispetto delle norme di navigazione e delle norme di sicurezza da parte dei titolari degli stabilimenti balneari, nonché il soccorso e salvataggio delle persone in difficoltà.

Oggi è pervenuta alla Capitaneria di Porto di Messina una segnalazione in merito ad un presunto ordigno bellico di forma cilindrica del diametro di circa un metro, nella zona di mare antistante il villaggio Sant'Agata a Messina, in prossimità dello stabilimento balneare “Blanco” a circa 15 metri dalla battigia, ad una profondità di circa 2 metri, approssimativamente in posizione Latitudine 38°14'.850 N- Longitudine 015°35'.200 E.

Considerata la necessità di prevenire possibili incidenti a persone e/o cose a tutela della pubblica incolumità e garantire la sicurezza della navigazione, il Comandante della Capitaneria di Porto di Messina ha emesso un'ordinanza per rendere noto della presenza del presunto ordigno bellico e della sua pericolosità per la pubblica incolumità. Nell'ordinanza è vietata per un raggio di 200 metri dal presunto ordigno, la balneazione, la navigazione e la sosta di natanti, nonché la pesca ed ogni attività subacquea e diportistica in genere. I natanti e le persone in transito in prossimità dei limiti esterni all'area di interdizione, devono procedere prestando particolare attenzione e con l'adozione di misure aggiuntive suggerite dalle regole di comune prudenza, al fine di prevenire situazioni di pericolo. I contravventori all'ordinanza saranno puniti ai sensi degli articoli 1164 e 1231 del Codice della Navigazione.

 

"L'insediamento del Consiglio camerale della Camera di Commercio possa essere di buon auspicio per la chiusura dei tanti commissariamenti che caratterizzano la città". Esordisce così Tonino Genovese, segretario generale della Cisl Messina e componente del Consiglio camerale, commentando la svolta per l'Ente messinese e l'elezione di Ivo Blandina alla carica di presidente. "Siamo soddisfatti perché si chiude un lunghissimo periodo di commissariamento - aggiunge - e in questo contesto la Camera di Commercio può e deve assumere il ruolo ascrittole dalle recenti riforme. Non soltanto, quindi, ente erogatore di servizi ma anche promotore per lo sviluppo economico ed occupazionale della nostra provincia".

Genovese, inoltre, mette l'accento su quella che è un pesante condizionamento. "Resta in piedi, ed è su questo che si concentrerà la nostra attenzione, il problema legato al peso finanziario del pagamento diretto delle pensioni degli ex lavoratori per il quale occorre un provvedimento concreto da parte dell'Assemblea regionale".

La proposta del consigliere comunale di Messina Libero Gioveni non è nuova, l'amministrazione comunale non intende applicarla, ma il rappresentante centrista non si da per vinto e anche quest'anno ci riprova. Come è noto a tutti, nella zona di Torre Faro è stata istituita la sosta a pagamento  per meglio regolamentare la viabilità e reprimere la sosta selvaggia nell’area del Pilone, presa d’assalto in questo periodo dai bagnanti.

Tale provvedimento, ha inevitabilmente previsto, come ogni anno di questi periodi, un impiego massiccio di ausiliari del traffico. Mentre nell’estrema zona nord della città si è resa e si rende necessaria la presenza degli ausiliari in funzione del nuovo provvedimento, nelle vie del centro, soprattutto nel periodo a cavallo di ferragosto, per Gioveni tale presenza si potrebbe forse anche evitare per la quasi totale assenza di auto in delle strade che, specie nelle ore pomeridiane, si trasformano in delle autentiche “praterie”!

"Se a tutto questo si aggiunge il fatto che nell’attuale periodo estivo è obbligatorio ai sensi di legge far sfogare le ferie estive al personale -afferma Libero Gioveni- non ci sarebbe forse miglior occasione sospendere per qualche giorno in alcuni lotti del centro città il pagamento della sosta, in particolare nelle vie comprese nel quadrilatero via Cesare Battisti – via Tommaso Cannizzaro – via La Farina – viale Europa”.

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