Francesco Corriera, ma per gli amici era semplicemente Ciccio, purtroppo non ce l'ha fatta. Il 30enne messinese tifosissimo dell'Acr Messina è deceduto dopo quattro giorni dal terribile incidente che lo ha visto coinvolto a Roma. Il popolo del web si era mobilitato, tutti i gruppi di varie tifoserie (anche quelle cosiddette rivali) avevano messo la foto di Ciccio in copertina ed invitavano a pregare per lui. Purtroppo le preghiere non sono bastate e Ciccio adesso ha raggiunto Tonino, un altro tifoso del Messina morto a causa di una bomba carta lanciata da una mano assassina durante un derby tra Messina e Catania.

Ciccio Corriera quel maledetto 9 giugno, stava percorrendo a bordo della sua moto la via Palombarese. Una Fiat Punto condotta da un trentaduenne palermitano, stava svoltando per immettersi all’interno di un’attività commerciale, mentre il 30enne messinese proseguiva in direzione Roma. Lo scontro è stato violentissimo e ad avere la peggio è stato il giovane di Messina che fu trasportato d’urgenza in gravi condizioni all’Ospedale Sant’Andrea di Roma. Dopo quattro giorni, Ciccio purtroppo ha perso la sua lotta contro la morte. La Redazione di Infomessina.it porge sincere condoglianze ai familiari del giovane messinese scomparso.

Il popolo del web si è mobilitato, in particolar modo i gruppi Facebook di calcio, vista la passione di Ciccio da sempre un tifosissimo dell'Acr Messina, per invitare tutti a pregare per lui. Adesso il 30enne messinese si trova ricoverato in gravi condizioni all'Ospedale Sant'Andrea di Roma a causa di un incidente avvenuto sulla via Palombarese. Una Fiat Punto condotta da un trentaduenne palermitano, stava svoltando per immettersi all'interno di un'attività commerciale, mentre il 30enne messinese proseguiva in direzione Roma con la sua moto. Lo scontro è stato violentissimo e ad avere la peggio è stato il giovane di Messina che è stato trasportato d'urgenza presso il nosocomio romano. La Polizia Municipale di Guidonia ha effettuato i rilievi tecnici sul posto per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente.

L'Ordine degli Architetti di Messina sosterrà domani l'iniziativa di vari ordini professionali d'Italia partecipando alla manifestazione di Roma con l'obiettivo "di unire le voci dei professionisti per chiedere al Governo l'introduzione di una normativa sul giusto compenso per la qualità delle prestazioni e su altri temi importanti, quali l'equità fiscale e il diritto/dovere a una formazione qualificata di alto livello".
"Crediamo sia giunto il momento - ha detto il Presidente arch. Giovanni Lazzari - di far sentire forte la nostra voce al Governo e al Parlamento. Sono trascorsi oltre dieci anni del famigerato decreto Bersani che ha abolito i minimi tariffari in nome dell'Europa e per la competitività del mercato. La legge Monti, n. 27/2012 ha completato il disegno abolendo del tutto le tariffe. I guasti prodotti sono sotto gli occhi di tutti (non solo ai nostri). Perdita di ogni dignità professionale, perdita della qualità del lavoro, incertezza dei pagamenti se non addirittura elusione di essi da parte dei committenti, incremento vertiginoso dei contenziosi".
La manifestazione in poco tempo si sta ampliando a dismisura in tutta Italia con l’adesione di moltissimi ordini territoriali di varie categorie professionali e sigle sindacali di categoria. Insieme all'Ordine degli Architetti di Messina, domani a Roma, ci sarà anche la Fondazione Architetti nel Mediterraneo.

Tre giorni all’insegna del dibattito e del confronto su argomenti particolarmente attuali partendo dal tema scelto per l’edizione 2017: “La Pubblica Amministrazione ed il mondo dell’impresa: l’Italia a due velocità…” è questo il tema attorno al quale si svolgeranno i lavori del Consiglio Confederale di Fenapi Group.” All’’importante appuntamento ha partecipato tutta la classe dirigente di Fenapi Group, e quest’anno ha assunto un particolare significato dal momento che il 2017 è coinciso con il 25° anniversario della Fondazione della Fenapi. Un momento dunque per ripercorrere la storia di Fenapi attraverso le tappe più importanti che hanno portato l’azienda oggi ad essere un punto di riferimento nel panorama dei servizi e dell’assistenza ai cittadini. Circa 226 i circoli presenti; oltre 700 in totale i partecipanti provenienti da tutta Italia.

Ricco il programma dei lavori che si sono articolati in convegni, dibattiti e tavole rotonde con il contributo di illustri relatori. Tra questi Fenapi Group ha registrato la presenza di S.E.R. Mons. Lorenzo Leuzzi (cappellano di Sua Santità e Direttore Ufficio per la Pastorale Universitaria) che è intervenuto in apertura dei lavori portando un prezioso messaggio nell’ambito del convegno sul tema “Etica del lavoro e famiglia: procrastinazione, carriera e postmodernità”. “I diritti individuali, ha affermato S.E.R. Mons. Lorenzo Leuzzi, non ci portino lontano. Non ci sarà che caos se non si mettono al centro della nostra vita famiglia e amore coniugale. La progettualità sociale per lo sviluppo del paese, ha aggiungo Mons. Leuzzi, passa esclusivamente attraverso l’amore coniugale e la famiglia. E’ nostro dovere, ha infine aggiunto, consegnare alle nuove generazioni un messaggio di speranza.”

Particolarmente seguito ed apprezzato poi il convegno sul tema “Il Flop del fisco fai da te e l’importanza degli intermediari: costi e bilanci” che ha visto gli interventi del Prof. Raffaello LUPI (prof. Ordinario di diritto tributario e giurisprudenza Università Tor Vergata) e del Dott. Antonio GIGLIOTTI (commercialista e Direttore di Fiscalfocus.it). Si è parlato anche del ruolo e delle competenze del CNEL grazie alla presenza del vice presidente Gianpaolo Vallaccini e del Presidente del Ciu Tommaso Fazio. Proprio a margine di questo incontro è emersa una notizia che proietta la Fenapi all’interno del panorama di rappresentanza delle parti sociali. L’autoriforma infatti proposta dal CNEL e presentata al Parlamento apre anche realtà minori mirando a garantire la massima rappresentatività all’interno di un organismo ad oggi aperto solo a determinati attori sindacali e datoriali.

Il Consiglio Confederale di Fenapi Group ha anche registrato la presenza del segretario nazionale di Rivoluzione Cristiana, Gianfranco Rotondi che è intervenuto ai lavori portando il suo saluto alla platea Fenapi. Gradita e commossa, in chiusura dei lavori del Consiglio, la presenza dell’Avv. Carlo Taormina che la Fenapi ha voluto ringraziare per l’amicizia e la vicinanza nominandolo Socio Onorario. Nell’ottica della celebrazione del 25 esimo anniversario della nascita di Fenapi la Direzione Generale e l’Ufficio di Presidenza hanno proceduto ad assegnare ambiti riconoscimenti. Il premio “Longeva amicizia in Fenapi” è andato a Cosimo Frisenda, referente Fenapi per la provincia di Lecce; il premio “Operatore più longevo a Giuseppe De Luca. Altri due riconoscimenti sono stati assegnati a Guglielmo Trentadue, Presidente del Circolo Fenapi-Ali Taranto e a Rocco Mordace, consulente Caa Fenapi.

Il Consiglio Confederale ha anche visto la costituzione di “Siamo Impresa.” Un nuovo organismo, braccio operativo della Fenapi nell’ambito della confederazione della piccola industria e dell’impresa di Fenapi Group. Anche questo Consiglio confederale ha rappresentato l’occasione per affrontare i temi più importanti riguardanti il futuro dell’azienda, trovando tutti concordi sulla necessità di andare avanti e continuare a crescere al di là delle difficoltà burocratiche e non solo che il processo di crescita porta inevitabilmente con sé. L’appuntamento è per il prossimo anno con l’auspicio lanciato dal palco dal Presidente della Fenapi Nazionale Carmelo Satta e dal Direttore Genarale Cateno De Luca di ritrovarsi ancora tutti insieme per celebrare nuovi ed importanti traguardi.

 

“Resto ottimista sul buon esito dell'accoglimento delle richieste che stamane presenterò anche a Roma al Ministero della Salute, direttamente al sottosegretario on. Davide Faraone, riguardanti l'ottimizzazione e la risoluzione di tutte quelle problematiche che riguardano la nuova rete ospedaliere nel territorio messinese". Lo afferma il capogruppo all'Ars di Sicilia Futura on. Beppe Picciolo che vola nella Capitale con una risoluzione scritta, contenente i “rimedi” minimi per dare compiutezza alla nuova rete ospedaliera, approvata nei giorni scorsi a Palermo e Roma, ma che richiede alcuni correttivi per dare risposte vere e permettere quel cambio di passo tanto auspicato per la sanità locale.
“In particolare – ha sottolineato Picciolo - presenterò al sottosegretario Faraone i singoli correttivi per i presidi ospedalieri oltre ad un'analisi dettagliata, per la quale mi sono avvalso della preziosa collaborazione di alcuni tecnici qualificati delle singole Aziende e che, auspico, potrà giustificare anche il mantenimento di tutte le ambulanze di soccorso di base Msb e di garantire il ruolo unico del sistema emergenza-urgenza  nella provincia di Messina. Non si tratta certamente di un atto dovuto dal Ministero o della Regione – ha sottolienato Picciolo - il mantenimento dell'attuale assetto del 118 nella nostra Provincia, poiché va ricordato che l'esistente rappresenta un unicum nel panorama regionale ed una delle poche eccezioni nel panorama nazionale. Di fatto un modello sperimentale collaudato da due anni di successi. Sono comunque convinto che senza battere i pugni sul tavolo e con la ragionevolezza supportata dalla forza dei numeri finora riscontrati, potremo portare avanti ed ottimizzare ulteriormente il sistema di emergenza-urgenza basato su un numero di ambulanze di base che non si discosti molto dal modello attuale, fermo restando che questo continuerebbe ad essere sempre la prosecuzione di un modello “sperimentale”, giustificabile con le peculiarità sopratutto orografiche del nostro territorio e, per i risultati raggiunti, da provare ad esportare nelle altre province siciliane. Nessuna minaccia dunque, solo “buon senso” per trovare la quadratura giusta che non mortifichi il lavoro sin qui svolto e per dare a tutti i siciliani una sanità moderna basata su criteri di vera efficacia ed efficienza, eliminando, una volta a regime, anche inutili doppioni poco funzionali”. Di seguito il documento che verrà presentato oggi all'on. Faraone.

Per gli Ospedali riuniti di MILAZZO- BARCELLONA:
L’Ospedale di Barcellona, allocato in posizione baricentrica nella rete dell’ictus oltre a conservare le specialità già presenti, mantenere lo Spoke di Neurologia identificando la struttura come polo neurologico il che permetterebbe il trattamento in acuto per i pazienti che non avrebbero la finestra temporale per raggiungere il Policlinico ed in sinergia con l’HUB del Policlinico il ricovero ed il trattamento medico e riabilitativo dei pazienti dopo procedure di riperfusione effettuate all’HUB. In Tale contesto si dovrebbero prevedere i posti letto anche per la riabilitazione cardio-polmonare e il Servizio di Oncologia. Attivazione della rete integrata di Telemedicina tra tutte i presidi Ospedalieri territoriali per ottimizzare la offerta di primo intervento con diagnostica centralizzata H24 presso il centro Hub di riferimento provinciale.

L’ospedale di Milazzo il mantenimento dell’otorino quale struttura complessa.
Immediato potenziamento del PS con raddoppio dei turni di guardia medica ed infermieristica all'interno dello stesso preliminare a qualsivoglia modifica del PS di Barcellona che deve essere comunque mantenuto come Punto di Primo Intervento avanzato con la presenza del Rianimatore h24 all'interno del Cutroni-Zodda (visto che il reparto di Rianimazione viene comunque preservato all'interno del nosocomio barcellonese )

Per i Presidi Ospedalieri di PATTI e S.AGATA:
Tali presidi dovranno essere classificati come primo livello SPOKE con la rapida attivazio degli 8 posti letto di UTIC a S.Agata Militello che sono funzionali sia al trattamento dei pazienti all’interno della rete IMA che il ricovero di quelli trattati a Patti. Ed a Patti il servizio di Otorinolaringoiatra appare indispensabile nel suo mantenimento.

Per il Presidio di TAORMINA:
Mantenimento della Brest Unit, tra le più importanti della Sicilia.

Per l'Hub POLICLINICO UNIVERSITARIO di Messina:
Mantenimento del P.S. Pediatrico e relativa unità operativa:Il Pronto soccorso pediatrico dell’ “AOU” Policlinico G. Martino rappresenta l’unico centro in Sicilia che partecipa allo studio multicentrico sulla sicurezza dei farmaci e vaccini in bambini ricoverati tramite pronto soccorso coordinato dal Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell’Istituto Superiore di Sanità. Lo studio è stato condotto fino al 2009 in quattro dipartimenti pediatrici. Durante la campagna vaccinale dell’autunno-inverno 2011-2012 la rete di ospedali pediatrici italiani è stata allargata ad altri: l’Istituto Giannina Gaslini di Genova; l’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino; il Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova; l’Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze; l’Azienda Ospedaliera di Perugia; l’Azienda Ospedaliera di Terni; l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma; il Policlinico Agostino Gemelli di Roma; l’Azienda Ospedaliera Santobono-Pausilipon di Napoli, e l’ “AOU” Policlinico G. Martino. Lo studio, oltre alla valutazione della sicurezza ed efficacia del vaccino antiinfluenzale stagionale, ha permesso di mettere in evidenza e/o confermare segnali di reazioni avverse ad alcuni farmaci, che sono stati di supporto a decisioni regolatorie.

L’“AOU” Policlinico G. Martino è stata particolarmente produttiva sia in termini di bambini arruolati, che per gli importanti risultati raggiunti nella definizione del profilo rischio/beneficio e nel miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva di farmaci utilizzati in pediatra.

La unità Complessa di Reumatologia sembra che sia stata ripristinata dopo l'errore iniziale della esclusione.

Per l'Azienda Ospedaliera PAPARDO:
Mantenimento delle strutture semplici di Reumatologia, Endocrinologia. Potenziamento di Ematologia e Malattie Infettive che appaiono troppo penalizzate con rivisitazione del numero dei posti letto erroneamente attribuiti in pianta organica al Papardo ( psichiatria ) ed invece in quota Asp e rimodulazione di altri posti letto non funzionali alla mission Aziiendale ( chirurgia pediatrica ad esempio ).

Per il Piemonte-Ircss:
Rimodulazione della funzionalità e della nomenclatura di alcune strutture complesse per omologarle più coerentemente alla missione riabilitativa di altissimo livello del Centro

per le RETI TEMPO DIPENDENTI:
Il DM 70 del 2/4/2015 recante “Regolamento per la definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera” intende ridurre - nella fase acuta - la mortalità o gli esiti invalidanti nella popolazione che ricorre alle cure sanitarie direttamente per il tramite dei pronto soccorso o del 118.

A tale riguardo, le reti tempo dipendenti, costituiscono l’esempio esplicativo del Sistema di Rete assistenziale nell’emergenza dove l’individuazione di un percorso assistenziale supera le logiche organizzative di ogni singola Azienda Sanitaria, integrando la rete dei servizi territoriali con le rete ospedaliera, aggregando le risorse disponibili delle singole Aziende che diventano in tal modo patrimonio comune.

Ne consegue, per garantire continuità assistenziale secondo le intensità di cure nell’ambito della Regione Siciliana, la seguente riclassificazione naturale dei presidi ospedalieri:

• il presidio ospedaliero di base avrà un PS che garantirà l’Emergenza Base della Rete Ospedaliera;

• il presidio ospedaliero di primo livello avrà un PS DEA SPOKE;

• il presidio ospedaliero di secondo livello avrà un PS DEA HUB;

Per il MANTENIMENTO DELLE ATTUALI AMBULANZE MEDICALIZZATE MSA DEL SUES-118 ED ADEGUAMENTO DEL SISTEMA NELLE ALTRE PROVINCE si dovranno rivedere:
L’organizzazione del SUES 118 che funge da cerniera ed è direttamente connessa alla rete ospedaliera facendosi carico del trasferimento dei pazienti sia in autopresentazione ai PS/DEA che dopo trattamento, garantendo al contempo l’assistenza domiciliare in urgenza anche agli abitanti di zone non densamente popolate.

Tale modello, trasforma l’emergenza territoriale in un modello virtuoso di assistenza, sia alla popolazione che alla rete ospedaliera, per i trasferimenti secondari urgenti dai presidi ospedalieri, pone le basi ad un nuovo modello la cui attività principale - la chiamata del cittadino – sarà affiancata dalla “chiamata” della rete ospedaliera per i trasferimenti secondari urgenti.

Tale organizzazione presuppone - tuttavia - un correttivo sul numero delle ambulanze medicalizzate che non potrà essere rapportata al territorio di competenza né all’Hub di riferimento che ne allunga i tempi di percorrenza e di impegno. Diventa imprescindibile quindi la medicalizzazione delle ambulanze in numero sufficiente a garantire sia il soccorso primario che il secondario urgente.

La provincia di Messina al Momento era l’unica Provincia in ambito regionale e tra le poche in ambito Nazionale ad avere sin dal 2015 procedure condivise con tutti le Aziende Sanitarie presenti sul territorio e la C.O. 118 del relativo Bacino

- IMA delibera ASP n. 993 del 21/04/2015

- ICTUS delibera ASP n. 1123 del 6/05/2015

- Inoltre era l’unica Provincia in ambito regionale e tra le poche in ambito nazionale ad avere strutturato un protocollo i cui Presidi Ospedalieri sono stati strutturati per specialità e quindi l’accesso al PS del relativo presidio potrà dare assistenza relativamente alle risorse presenti, superando il concetto di invio al PS/DEA più vicino; in tal senso si è disciplinato l’accesso dei pazienti soccorsi dal SUES-118 mediante la stesura del “Protocollo Provinciale del Sistema di Rete dell’Urgenza-Emergenza, PS/DEA, SUES-118, Reti Ospedaliere”. delibera ASP n.1574 del 30/06/2015”.

Pertanto bisognerà garantire il MANTENIMENTO DI TUTTE LE AMBULANZE DI SOCCORSO DI BASE MSB e garantire il RUOLO UNICO del SISTEMA EMERGENZA-URGENZA

Ai sensi dell’art.100 dell’ACN di Medicina Generale “ le Regioni possono attivare i meccanismi per l’inquadramento nel ruolo sanitario della dirigenza medica dei medici incaricati a tempo indeterminato ai sensi dell’art. 92 del presente Accordo, e sulla base del disposto dell’art. 8, comma 1bis del D.lgs. 502 del 30/12/92 e successive modificazioni ed integrazioni, nonchè del DPCM 8 marzo 2001” e dell’art. 10 dell’Accordo Integrativo Regionale di emergenza sanitaria territoriale, si chiede il passaggio alla dipendenza dei medici in servizio nel SUES-118 nelle rispettive Aziende Sanitarie Provinciali di competenza.

"Facciamo un po' di chiarezza: il nuovo progetto per lo stadio della Roma prevede le opportune infrastrutture per permettere ai tifosi e ai cittadini di accedere all'area dello stadio e di muoversi senza problemi". Lo scrive su Facebook il sindaco di Roma, Virginia Raggi, aggiungendo: "Chi ci attacca dimentica di dire che abbiamo tagliato tre grattacieli e migliaia di metri cubi. C'è sempre qualcuno che inventa notizie per creare confusione".

La polizia ha fermato un romano di 26 anni, già noto alle forze dell'ordine, per la sparatoria avvenuta nella notte davanti un locale a Roma nella quale sono rimaste ferite quattro persone, due in modo grave. Denunciato anche un 32enne romano: secondo gli inquirenti era in compagnia del giovane al momento dell'agguato.

"La Soprintendenza ha comunicato al Comune di Roma l'avvio di una dichiarazione di interesse culturale sull'ex ippodromo di Tor di Valle. Si tratta dell'area indicata per la realizzazione del nuovo stadio dell'A.S. Roma". Lo ha riferito Virginia Raggi aggiungendo: "Vi sono nuovi elementi che incidono sull'attuazione del progetto. Vogliamo che la squadra abbia uno stadio ma nel rispetto della legge". Ma la Roma non ci sta: "Ci tuteleremo per vie legali"

"I miei dubbi sul progetto dello stadio di Roma sono esattamente gli stessi evidenziati da Virginia Raggi nel post apparso due giorni fa sul blog di Grillo". Così la deputata M5s Roberta Lombardi replica all'altolà nei suoi confronti arrivato dal sito del leader e aggiunge: "Verso la giunta e l'amministrazione del Campidoglio da parte mia c'è il massimo sostegno".

Virginia Raggi fa sapere che la sua giunta sta lavorando per rivedere il progetto dello stadio della Roma a Tor di Valle, con l'intento di concludere l'iter entro il 3 marzo. L'obiettivo, ha dichiarato il primo cittadino della Capitale, è quello di procedere "con determinazione alla fattibilità del progetto nel rispetto delle regole".

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