A rendere le vacanze al mare più serene lungo le coste del messinese ci sono le Squadre Nautiche della Polizia di Stato che anche quest’anno a Messina hanno a disposizione delle moto d’acqua per sorvegliare il litorale e la sicurezza dei bagnanti e dei natanti. Gli acquascooter, condotti da personale specializzato, sono delle vere e proprie “volanti in mare” che ogni giorno pattugliano la costa messinese controllando più da vicino ed eventualmente intervenendo più agilmente anche sotto costa. Ogni giorno vengono garantiti il rispetto delle norme di navigazione e delle norme di sicurezza da parte dei titolari degli stabilimenti balneari, nonché il soccorso e salvataggio delle persone in difficoltà.

Nel pomeriggio di ieri, i poliziotti delle Volanti hanno arrestato in flagranza di reato il 35enne Silvio Stracuzzi, che risultava essere già sottoposto agli arresti domiciliari, perché ritenuto responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso del servizio di prevenzione e controllo del territorio, gli agenti transitando nei pressi dell’abitazione di Stracuzzi lo hanno notato in balcone parlare con un uomo che, alla loro vista, si è dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. Insospettiti, i poliziotti hanno effettuato una perquisizione dell’abitazione del 35enne, che ha permesso il rinvenimento ed il sequestro di 4 grammi di marijuana, 3 grammi di cocaina, tre bilancini di precisione e la somma di 225,00 € ritenuta provento di attività illecita.

Era ricercato dalle forze dell'ordine dopo l'ordinanza di carcerazione del Tribunale di Lecce emessa il 10 luglio 2015. Il 31enne siriano Amer Alyassin, si trovava al porto di Milazzo a bordo della nave “Lady Sham” battente bandiera Sierra Leone, giunta per caricare travi di acciaio dirette in Turchia quando i poliziotti del commissariato locale lo hanno bloccato e ammanettato. Il 31enne siriano è ritenuto responsabile di avere, in concorso con altri soggetti quali componenti dell’equipaggio della nave “Blue Sky M” (battente bandiera della Repubblica Moldova), trasportato 796 cittadini non comunitari, favorendone l’ingresso illegale nel territorio dello Stato. I migranti di nazionalità turca, libanese e siriana, dopo avere pagato una somma di 600 euro sono stati costretti ad affrontare un viaggio durato circa una settimana rinchiusi nella stiva in totale promiscuità senza cibo né acqua.

E’ successo ieri intorno alle 21.50 in Piazza Lo Sardo. Nella zona centrale di Messina un  sovrintendente di Polizia ed il fratello hanno subito un'aggressione da parte di un pluripregiudicato, Giuseppe Cambria di 63 anni, più noto come “Pippo Bibita”. Una Volante allertata dal poliziotto è intervenuta in soccorso del fratello, trovato sanguinante perché poco prima colpito al volto con un casco. I tentativi di allontanamento dell’aggressore non hanno sortito l’effetto desiderato, ed infatti nonostante la presenza degli agenti di Polizia e la consapevolezza che una delle vittime fosse un pubblico ufficiale, Cambria all’improvviso ha colpito con una violenta testata all’altezza del naso il sovrintendente, che ha riportato una frattura pluriframmentata guaribile in 30 giorni. Bloccato dai poliziotti il pluripregiudicato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

L'operazione della polizia di Patti denominata "Linea d'addio 2" porta all'arresto dei componenti della banda di rapinatori che dall'ottobre al dicembre dello scorso anno ha operato nel Messinese e del Palermitano compiendo colpi in ville. Otto gli arrestati. All'alba i poliziotti hanno dato esecuzione all'ordinanza emessa dal Gip di Patti Andrea La Spada, su richiesta del pm Giorgia Orlando. Gli arrestati sono Gianluca Terrana, 31 anni, di Termini Imerese, ritenuto il capo della banda; Angelo Incardona, 41 anni, di Campofelice di Roccella; Giuseppe Augetto, 30 anni, di Termini Imerese; Francesco Lamia, 29 anni di Termini Imerese; Antonino La Bua, 28 anni, di Termini Imerese; Robert Costantin Aioani, 22 anni, romeno; Iulian Georgian Hatos, 23 anni, romeno; Franco Galati Rando, 48 anni, di Tortorici, posto ai domiciliari. Le rapine sono avvenute a Ucria, Capo D'Orlando, Termini Imerese, Sant'Agata di Militello, Lascari, Campofelice di Roccella.

La prima fase  fase di indagine è scattata dopo la violenta rapina ai danni dei coniugi anziani di Ucria, sorpresi in piena notte nel sonno, nell’ottobre 2016, nella loro abitazione dai malviventi, che incappucciati e armati di coltello e mannaia, li derubarono con violenza di tutto ciò che di valore i due possedevano in casa e addosso, tenendoli, altresì, sotto sequestro, mentre i malviventi raggiunsero e razziarono una seconda abitazione  a Capo D’Orlando, i poliziotti riuscirono nello scorso mese di gennaio, a bloccare i pericolosi criminali, individuando a loro carico tutta una serie di responsabilità non solo per la rapina, ma anche per la commissione di altri furti in abitazione, messi a segno a Termini Imerese e a Sant’Agata di Militello.

L’attività investigativa si è sviluppata attraverso capillari operazioni di intercettazione telefoniche e di una attenta disamina dei tabulati telefonici, ulteriormente corroborate da preziosissimi elementi acquisiti dall’analisi dei supporti telefonici sequestrati ai primi arrestati (foto, messaggi vocali e conversazioni istantanee del tipo chat dell’applicativo whatsapp...). Gli investigatori hanno compreso di trovarsi di fronte ad una organizzazione criminale specializzata in furti e rapine.

Dalle indagini si evince come Gianluca Terrana sia una figura di spicco ed è quindi ritenuto il capo della banda. Era l'organizzatore dei colpi e li studiava nei minimi particolari, effettuando sopralluoghi di persona o rivolgendosi a basisti come nel caso di Francesco Galati Rando e Angelo Incardona. Terrana era solito rimanere all'esterno delle abitazioni prese di mira e dava disposizioni ben precise. Addirittura suggeriva il tipo di abbigliamento da indossare. Per ostentare la sua spavalderia era solito farsi dei "selfie" con i proventi delle rapine.

Antonino La Bua, Francesco Lamia e Giuseppe Augetto sono ritenuti collaboratori perfettamente a conoscenza delle attività del sodalizio, cui partecipano di volta in volta fattivamente, conseguendone parte dei proventi. Rappresentano i fedeli collaboratori di Terrana, quasi sempre presenti fisicamente nell’esecuzione dei colpi; mettono a disposizione i propri veicoli per gli spostamenti, per i sopralluoghi e per l’esecuzione dei delitti.

Angelo Incardona è ritenuto soggetto di vertice che, alla stregua di conoscenze imputabili ad attività personale o discendenti da qualificate relazioni con ulteriori fonti, dispone di un preciso patrimonio informativo connesso a selezionati obiettivi per le azioni criminali del gruppo e le mette a disposizione di esso dietro corrispettivo, interloquendo tendenzialmente con Terrana. Avrebbe partecipato personalmente ad alcuni colpi e, comunque, sarebbe intervienuto direttamente al bisogno per assicurare la fuga dei complici.

Altra figura di “basista” è stata individuata in Franco Galati Rando, fonte di cui ci si sarebbe avvalsa l'organizzazione per la selezione di obiettivi per attività criminali da compiere nel messinese e segnatamente nel territorio nebroideo.

Infine, i rumeni Robert Costantin Aioani e Iulian Georgian Hatos costituirebbero la pericolosa manovalanza delle cui attitudini ed abilità fisiche il sodalizio si avvale, disponendone secondo le esigenze, governandone i movimenti, conducendoli sui luoghi del delitto e recuperandoli a conclusioni delle operazioni criminali o in caso di fuga.

 

 

 

Week end movimentato, quello appena trascorso, per gli uomini della Polizia di Stato di Messina. L'attività ha preso il via sabato con l'arresto di due marocchini, madre e figlio, per tentata estorsione e lesioni aggravate ai danni di una 30enne loro connazionale. Si tratta di Hnia Ghazi e Mohamed Chafik, rispettivamente di 57 e 29 anni. I poliziotti hanno posto fine ad una lunga serie di aggressioni e minacce ai danni della giovane donna che, all’arrivo dei poliziotti e, nonostante la loro presenza, veniva ripetutamente spintonata sebbene in compagnia dei due figli di tenera età.

Traumi al volto, escoriazioni ed ematomi in varie parti del corpo, con prognosi di 20 giorni, i segni della violenza. Come riferito dalla vittima l’episodio è solo l’ultimo di una serie di minacce ed aggressioni a lei ed al marito. Una violenza volta a farla desistere dal vendere la propria merce, regolarmente autorizzata, in una zona dove prepotentemente gli autori del fatto rivendicavano l’esclusiva. Da ciò un’escalation di azioni aggressive che grazie ai poliziotti si è conclusa sabato mattina con l’arresto dei due nordafricani condotti preso la casa circondariale Messina Gazzi e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

E’ di ieri mattina, invece, l’intervento delle Volanti, sul viale Giostra, nell’area dell’ex Mandalari, a seguito di una segnalazione di una persona accoltellata. Giunti sul posto è stato individuato un tunisino che ha raccontato ai poliziotti di essere stato accoltellato per futili motivi da un suo connazionale. Gli agenti hanno rintracciato l'aggressore Ben Amir Anis tunisino di 36 anni, che annovera a suo carico numerosi precedenti per droga e reati contro la persona e la giustizia. Il trentaseienne è stato arresto per lesioni personali aggravate, e su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

Ed ancora nel pomeriggio di domenica, i poliziotti hanno arrestato in flagranza di reato due minorenni di 15 e 16 anni e Luigi Bruno, messinese di 19 anni. I reati a loro contestati sono tentata rapina pluriaggravata e lesioni personali aggravate in concorso ai danni di un cittadino extracomunitario. I tre, insieme ad altri due giovani ancora ricercati, avevano scatenato una rissa a bordo di un bus Atm aggredendo l'autista e un cittadino straniero. La vittima, un venditore ambulante di 38 anni, ha confermato di essere stato aggredito, con pugni e calci, da cinque giovani, il cui intento era quello di impossessarsi della merce da lui venduta.

Presentando una vistosa ferita sanguinante al volto è stato condotto presso il pronto soccorso del Policlinico dove gli è stata refertata la frattura delle ossa del naso e trauma bozza frontale guaribile in 30 giorni. Bruno è stato rinchiuso presso il carcere di Gazzi, mentre i due minori sono stati condotti presso il C.P.A di Viale Europa a Messina.

Oggi a Gualtieri Sicaminò e precisamente alle “Cascate del Cataolo”, uno speleologo, durante un’escursione di gruppo, è scivolato rovinosamente in una gola attraversata da un torrente. Altri speleologi del gruppo, nonostante il tempestivo intervento, non sono riusciti a salvare l’uomo, a causa dell’impervietà e delle condizioni marginali del luogo.

Nel frattempo anche il 118 ed i Vigili del Fuoco chiamati ad intervenire con l’elicottero sul luogo dell’incidente, non sono riusciti a portare in salvo il malcapitato.

Pertanto, la Prefettura di Messina, allertata dai Carabinieri della locale Stazione, ha deciso di impegnare nella missione di soccorso il 5° Reparto Volo della Polizia di Stato, di stanza presso l’Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria.

Immediatamente un equipaggio di volo della Polizia di Stato in sinergia con un gruppo del C.N.S.A.S. (soccorso alpino) della Calabria, è  intervenuto sul posto riuscendo a recuperare lo sfortunato ed a portarlo presso il Policlinico di Messina per le cure necessarie.

Servizi specifici, di contrasto al fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica o di alterazione dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope, sono stati organizzati e messi in atto dalla Questura di Messina nello scorso week-end. La Polizia di Stato (Polizia Stradale e Volanti) ha effettuato serrati controlli sugli automobilisti in città, specie nelle zone maggiormente frequentate. Presente anche un team cinofili antidroga.

I controlli sono stati effettuati con l’ausilio di un’equipe composta da medico e personale paramedico dell’ufficio sanitario della Questura di Messina. L’attività di accertamento delle condizioni psico-fisiche dei conducenti è stata infatti svolta impiegando test qualitativi monouso a bordo di idoneo automezzo sanitario della Polizia di Stato per garantire la dovuta riservatezza. Sono stati utilizzati i precursori per lo screening veloce per verificare la positività derivante dall’assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti nonché gli etilometri per l’accertamento della guida in stato di ebbrezza alcolica.

Tutti i conducenti dei veicoli controllati sono stati controllati e sottoposti a drug e alcool test. Tra questi una persona è risultata positiva all’alcool test, un’altra al drug test. Quest’ultima è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per guida sotto l’effetto di sostanze psicotrope.

Sono state inoltre accertate numerose infrazioni al Codice della Strada: due le patenti ritirate ed una carta di circolazione sospesa. I servizi specifici, di contrasto al fenomeno della guida in stato di ebbrezza alcolica o dopo aver assunto sostanze stupefacenti, proseguiranno nelle prossime settimane.

Finisce agli arresti domiciliari la donna, denunciata dai poliziotti delle Volanti lo scorso ottobre, che dopo avere adescato un messinese per strada lo aveva derubato di una collana con crocifisso. La vittima era stata avvicinata dalla donna che le chiese un passaggio per la stazione ferroviaria. Una volta a bordo dell’auto la donna tentò un approccio sessuale, l’uomo infastidito ed insospettito da tale atteggiamento la fece scendere dalla macchina, accorgendosi successivamente di essere stato derubato della collana che portava al collo.

Si tratta di Alecu Marinela 23enne rumena, nei confronti della quale, a seguito dell’attività d’indagine svolta dalla Polizi di Stato di Messina, è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Messina, Monia De Francesco, l’ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari eseguita ieri dai militari dell’Arma dei Carabinieri di Avellino dove la donna si era nel frattempo allontanata.

Qualcosa è andato storto stanotte in via Tommaso Cannizzaro, al civico 225. Qualcuno ha provato a fare esplodere la sede del bancomat dell’ufficio postale, ma non c’è riuscito. L’allarme è scattato stamattina alle 6,30 quando un passante ha notato che c’era qualcosa di strano nella postazione bancomat e ha chiamato il 113. Sul posto sono subito arrivate le volanti della Polizia di Stato. Dai primi rilievi effettuati dagli agenti, pare che nottetempo dei malviventi abbiano applicato un ordigno al bancomat che collegato a una bomboletta di gas avrebbe dovuto far saltare l’atm consentendo ai malviventi di portar via il denaro contenuto nella postazione. Ma non è andata come speravano. I poliziotti hanno sequestrato tutto e stanno visionando le immagini del sistema di video sorveglianza presente alla posta e anche nei negozi vicini per individuare i responsabili.

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