Risale allo scorso 31 marzo l’ultimo episodio dell’escalation di inaudita violenza perpetrata ai danni di una giovane donna, dal compagno. Picchiata selvaggiamente era finita al pronto soccorso ed è lì che, raggiunta dai poliziotti delle Volanti della Questura di Messina, ha deciso di raccontare la difficile convivenza con l’aggressore. L’attività di polizia, immediatamente avviata sotto la direzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, immediatamente informata dei fatti, ha permesso di ricostruire in modo chiaro e preciso i maltrattamenti subiti dalla vittima e la pericolosità allarmante del suo compagno. Una relazione iniziata nel 2016 e da sempre caratterizzata da un’accecante gelosia da parte dell’uomo, che era solito colpirla con calci e pugni, offenderla costantemente apostrofandola con epiteti volgari, costringerla a vivere in uno stato di perenne ansia e terrore lontana dai propri affetti ed, in particolare, dalla madre che aveva la possibilità di vedere solo dietro espressa autorizzazione ed in rarissime circostanze. Poi gli sputi, i lividi nascosti accuratamente per la paura di reazioni ancor più violente, le fughe interrotte bruscamente dalle percosse, le lesioni refertate dai medici del pronto soccorso, i telefoni cellulari spesso distrutti per impedirle di contattare amici e parenti. Una situazione davvero incredibile. La Procura della Repubblica ha deciso di applicare per l'uomo una ordinanza che impedisce all’uomo di avvicinarsi al luogo di dimora, al luogo di lavoro e ad altri luoghi abitualmente frequentati dalla compagna. Speriamo sia sufficiente.

 

 

Fofana Modou, gambiano di 18 anni, stazionava alle casse infastidendo clienti e i dipendenti del centro commerciale di Tremestieri nonostante più volte invitato ad allontanarsi. Un comportamento sempre più aggressivo e violento che ha richiesto l’intervento dei poliziotti delle Volanti della Questura di Messina prontamente informati e giunti sul posto velocemente. Il tentativo degli operatori di identificarlo, invitandolo ad esibire i relativi documenti o a fornire le generalità, ha aumentato l’aggressività del giovane che in tutta risposta, al fine di sottrarsi all’attività di polizia, è riuscito, non risparmiando spintoni, calci e pugni, a far cadere a terra un poliziotto, provocandogli una lesione dichiarata guaribile dai medici del pronto soccorso del Policlinico in 25 giorni.

Episodio quest’ultimo non privo di precedenti: ed infatti il giovane, dagli accertamenti effettuati, è risultato protagonista di analoghi episodi ai danni di pubblici ufficiali in divisa consumati nel territorio ennese, per i quali è stato anche arrestato e sottoposto a misura cautelare. Gli agenti di polizia riuscirono ad ammanettarlo nonostante continuasse a dimenarsi e ad inveirvi contro. Un’indole violenta e pericolosa di cui è stata informata l’Autorità giudiziaria competente, che ne ha disposto il trattenimento presso le camere di sicurezza in attesa di rito per direttissima.

E’ stato individuato e fermato in poche ore l’autore della rapina messa a segno ai danni di un anziano a Taormina. Il malvivente è riuscito ad introdursi in casa della vittima mandando in frantumi il vetro di una finestra e, minacciandolo, si è fatto consegnare la somma di 4.000 euro, per poi darsi alla fuga. Le indagini lampo dei poliziotti del Commissariato di P.S. di Taormina hanno consentito il fermo del responsabile. Ulteriori dettagli saranno forniti durante la giornata odierna.

L’hanno trovata per strada in prossimità della propria abitazione visibilmente impaurita dopo l’ennesima lite con la figlia. I poliziotti delle Volanti della Questura di Messina, intervenuti prontamente, l’hanno tranquillizzata  prima di accedere all’interno dell’immobile dove si era consumato il fatto. Lì una giovane donna in evidente stato di agitazione, urlando a squarciagola, continuava imperterrita, nonostante la presenza degli agenti, ad inveire contro la madre apostrofandola con frasi volgari ed offensive. Futile il motivo di tanta aggressività.

Gli accertamenti hanno poi evidenziato una difficile situazione familiare: la povera vittima era costretta a vivere in uno stato di soggezione fisica e psicologica che non aveva denunciato, fino ad allora, nel disperato, quanto vano, tentativo di riconciliarsi con la figlia. Considerata la situazione di pericolo per l’incolumità della malcapitata e la flagranza del reato desumibile dall’atteggiamento intimidatorio riscontrato dai poliziotti si procedeva all’arresto della donna dandone immediato avviso all’A.G la quale, in attesa di giudizio per direttissima, disponeva la misura degli arresti domiciliari avendo la vittima deciso di allontanarsi provvisoriamente per evitare ulteriori conflitti.

 

 

I poliziotti delle volanti della Questura di Messina hanno eseguito a carico del 43enne messinese Giovanni Furone, l’ordinanza di misura cautelare degli arresti domiciliari per alcuni furti a bordo di autovetture commessi, qualche mese fa, nel centro città. Lo scorso 18 febbraio gli agenti sono intervenuti in via Boner a Messina, a seguito del danneggiamento di due autovetture, una di proprietà dell’Associazione Ambulanze Messina Soccorso, dalla quale erano stati prelevati un estintore ed un borsa di pronto soccorso, l’altra di un cittadino, da cui era stata trafugata la batteria. L’attento studio delle immagini estrapolate dalle telecamere situate nei pressi del luogo del delitto, la raccolta delle informazioni di testimoni e vittime hanno permesso di risalire al responsabile, riconoscibile oltre che per le connotazioni fisiche anche per l’abbigliamento utilizzato. La successiva perquisizione, ha permesso di rinvenire e sequestrare gli attrezzi utilizzati per aprire i veicoli: un grosso cacciavite a taglio ed un martello frangivetro per auto. Inoltre, è stata rinvenuta un’altra borsa da medico, il cui proprietario ne aveva denunciato il furto lo scorso 12 gennaio a bordo della propria autovettura regolarmente parcheggiata.

Stavolta, oltre a non indicare il nome dell'esercizio commerciale, la Polizia non indica neanche il luogo dove si trova. Unica certezza è che un'altra rivendita di rustici è stata multata per carenze igieniche ed è stata chiesta la sospensione dell'attività. Ciò è stato possibile grazie anche al contributo degli operatori del Servizio igiene alimenti e nutrizione dell’Asp di Messina, ed al personale della Squadra Annona della Polizia Municipale.

Come detto in premessa, a Messina un’altra nota rosticceria è stata multata, per un totale di € 8.666, per la quale è stata richiesta la sospensione dell’attività, per condizioni igieniche carenti; mancanza della lista degli ingredienti e degli alimenti non pre-confezionati; piantina planimetrica non conforme allo stato dei luoghi; violazione procedure controllo infestanti; mancanza di aggiornamento del piano autocontrollo HACCP; mancata formazione del personale; mancata rintracciabilità degli alimenti.

Altra settimana ed altra intensa attività per l’operazione “Quartieri Sicuri” promossa dalla Questura di Messina impegnata da diversi mesi nel potenziamento dei controlli in città. Giostra, Provinciale ed il centro cittadino le zone passate a setaccio nei giorni scorsi. Perquisizioni, sequestri, denunce, arresti tra le operazioni realizzate dalle Volanti della Questura di Messina con l’ausilio dei Reparti Prevenzione Crimine, per cui sono state impiegate 95 pattuglie. Tre sono le persone denunciate in stato di libertà: due per inosservanza di obblighi, ed una per possesso ingiustificato di oggetti atti ad offendere.

Tre le persone arrestate: Antonio Misiano per violenza sessuale, Nicolina Buda per rapina impropria e stanotte un’altra persona per tentato furto aggravato. Si tratta di Rosario Vento messinese di 37 anni, già noto agli uffici di Polizia. Il trentasettenne, insieme ad un complice, al momento irreperibile, è stato notato mentre tentava di forzare la saracinesca di un esercizio commerciale del centro. Alla vista dei poliziotti i due, dopo avere occultato nel vano sella di un ciclomotore degli arnesi atti allo scasso, si sono dati alla fuga a piedi, ma Rosario Vento è stato raggiunto ed arrestato.  Oggi sarà giudicato con rito direttissimo, il complice è tutt’ora ricercato.

I poliziotti delle Volanti l’hanno sorpresa con un palanchino in ferro in mano pronta a colpire. Nicoletta Buda, 54 anni, con precedenti a suo carico, ha tentato di introdursi all’interno di un appartamento in via Manzoni e, quando il proprietario di casa è intervenuto, non ha esitato a colpirlo con gli arnesi con cui stava forzando il portone d’ingresso. I poliziotti hanno immediatamente bloccato e arrestato la donna. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che l’appartamento in questione, lascito ereditario, ammobiliato e con ancora gli oggetti di valore del defunto, era stato preso di mira già la notte precedente ma il colpo non era andato a buon fine. Ieri sera la donna arrestata aveva portato con sé tutto l’occorrente per riuscire nel suo intento: una tenaglia in ferro, una pila tascabile, guanti in gomma, una raspa in ferro, uno scalpello e persino un coltello a serramanico. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo. I reati contestati sono: tentata rapina impropria aggravata, lesioni personali, possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli e porto d’armi od oggetti atti ad offendere.

 

 

Basilio Agliolo Quartalaro, 46 anni, tortoriciano con plurimi precedenti è stato arrestato ieri dai poliziotti del Commissariato di P.S. di Capo d’Orlando. L’arresto è scattato dopo ripetuti tentativi di calmare l’uomo in evidente stato d’ebbrezza e fuori di sé. Ha prima inveito contro gli agenti con insulti e minacce. E’ poi passato ai calci e ai pugni. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

 

 

Si chiama “crash trapping” ed è il sistema con cui è possibile manomettere gli sportelli Atm di istituti bancari e uffici postali inserendo nella fessura da cui viene erogato il denaro un attrezzo metallico a forma di forchetta. La “forchetta” blocca il passaggio del denaro subito recuperato dal malvivente non appena l’ignara vittima si allontana. Con questo sistema i due rumeni Adrian Punica di 27 anni e Claudio Viorel Constantin di 21 anni, hanno manomesso cinque sportelli bancomat, riuscendo in due episodi nel loro intento. L’attività investigativa dei poliziotti della Squadra Mobile di Messina, in collaborazione con quelli della Squadra Mobile di Reggio Calabria, ha reso possibile l’individuazione dei due malviventi e portato alla misura cautelare emessa dal gip presso il Tribunale di Messina. Entrambi sono stati arrestati stamani all’alba e, come da ordinanza, sottoposti agli arresti domiciliari. Un terzo complice è al momento irreperibile.