Sono stati rintracciati dalla Polfer quattro minori extracomunitari che si erano allontanati dai centri di accoglienza ospitanti senza alcun preavviso. Uno dei quattro è stato individuato a bordo di un treno proveniente da Palermo privo di documento di identità; gli altri tre, invece, si aggiravano nei pressi della biglietteria dei mezzi veloci Bluferries. Gli agenti dopo aver eseguito i rituali accertamenti presso gli Uffici di Polizia hanno avvertito dell’accaduto l’Autorità Giudiziaria, che ha disposto venissero riaccompagnati e affidati alle strutture che ne avevano denunciato l’allontanamento.

Sono 1267 i migranti in arrivo al porto di Messina nella giornata odierna. Fanno parte del salvataggio effettuato durante le ultime operazioni di soccorso effettuate nelle ultime ore nel Mediterraneo che, purtroppo, hanno registrato diversi morti tra coloro i quali hanno deciso di effettuare il viaggio della speranza che si è concluso in modo tragico in mare. Le prime stime parlano di almeno 20 morti annegati nel barcone su cui viaggiavano tanti migranti, affondato al largo delle coste libiche. Le persone salvate nelle ultime ore sono circa 4500 in distinte operazioni. Una nave di Medici senza frontiere ha trasportato 649 migranti fatti sbarcare in Calabria. Tra loro molti portavano con sé evidenti segni della guerra e delle torture. Nel soccorso impegnata anche la nave Phoenix, dell'organizzazione Migrant Offshore Aid Station (MOAS). "In 19 anni di reportage sulla migrazione non ho vissuto mai un giorno come questo" ha detto il fotoreporter della Reuters, Darrin Zammit Lupi che si trova a bordo della nave. L'arrivo dei 1267 migranti al porto di Messina è previsto per le ore 15, ma le operazioni di sbarco e di identificazione richiederanno tempo e per gli addetti ai lavori sarà un lavoro non indifferente. Volontari e forze dell'ordine sono state allertate fino alla giornata di mercoledì.

"Sui ricollocamenti da Italia e Grecia è il momento che gli Stati attuino gli impegni presi. Hanno il dovere politico, legale e morale di farlo". Così il portavoce della Commissione Ue per la Migrazione Natasha Bertaud, che aggiunge: "La Commissione Ue è pronta a discutere con l'Austria di come possa assisterli nel fare progressi per rispettare i propri obblighi legali, considerando l'importante solidarietà dimostrata dall'Austria in passato".

Ennesimo sbarco di migranti a Messina . Dalla nave militare Canarias sono scesi al molo Marconi 636 migranti salvati nel canale di Sicilia durante le operazioni dello scorso fine settimana. Appena arrivati sono stati accolti dall’ormai rodata macchina messa in moto dalla Prefettura. Sono stati identificati dal personale della polizia di Stato, presente con la sezione  scientifica e la squadra mobile. Presente sul posto anche il personale medico per accertarsi delle condizioni di salute dei migranti. Dopo le operazioni di identificazione verranno accompagnati presso strutture di accoglienza.

Il nuovo bando di Donald Trump che limita gli arrivi da sei Paesi a maggioranza musulmana accusa la sua prima sconfitta in tribunale. Un giudice federale del Wisconsin ha bloccato la direttiva relativa a una famiglia di rifugiati siriani che vive nello Stato. In questo caso, ha stabilito la corte, il decreto non può essere usato per ritardare gli sforzi dell'uomo per cercare di portare sua moglie e sua figlia negli Stati Uniti.

L’annuncio è arrivato direttamente dal capo della Polizia di Stato, Franco Gabrielli in audizione alla commissione d'inchiesta sul sistema d'accoglienza dei migranti. Entro la fine del mese apriranno due nuovi hotspot in Sicilia. Uno a Messina e l’altro a Mineo, che si aggiungeranno ai quattro già operativi a Lampedusa, Pozzallo, Trapani e Taranto. Lo ha riferito il capo della polizia, Franco Gabrielli. Si tratta di una struttura allestita per identificare rapidamente, registrare, fotosegnalare e raccogliere le impronte digitali dei migranti. La notizia dell'apertura di due hotspot non è nuova. Già l'anno scorso, se n’era parlato. e tra i primi a commentare la proposta del ministero degli Interni era stato il primo cittadino di Messina Renato Accorinti: «Ci dispiace aver dovuto apprendere dalla stampa di questa notizia e di non essere stati mai coinvolti in questa discussione dal ministero. Sono totalmente contrario perché Messina fa un altro tipo di accoglienza ai migranti».

Sono stati condannati i due scafisti dello sbarco del 29 luglio 2015. Arrivarono al molo Marconi 450 migranti e 14 salme. Oggi per Alaa Jumò Taleb e Ezzedine Ouled Wafi, la Corte d’Assise (presidente Nunzio Trovato) ha riqualificato l’accusa di omicidio in morte come conseguenza di altro delitto e li ha condannati rispettivamente a 15 e 18 anni di reclusione. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna all’ergastolo per entrambi che dovevano rispondere anche di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Sono sbarcati al molo Marconi del porto di Messina dalla nave della Guardia Costiera Fiorillo 246 migranti che sono stati recuperati negli scorsi giorni al largo del Canale di Sicilia. Ad accoglierli personale della Prefettura, delle forze dell'ordine, dell'Asp e delle associazioni di volontariato. Saranno trasportati nei centri di accoglienza a Messina e nel resto del paese. Sono complessivamente 1.264 i migranti arrivati in Sicilia su tre navi: 515 a Pozzallo (Ragusa) su nave Acquarius, 505 a Catania su nave Siem Pilot, che ha a bordo anche il cadavere di un giovane morto per cause naturali, e 246 a Messina su nave Fiorillo. Intanto continuano i salvataggi nel Mar Mediterraneo.

L'accusa chiede la condanna all'ergastolo per due scafisti nel processo per lo sbarco del luglio 2015 al porto di Messina di circa 450 migranti arrivati su una nave che trasportava anche le salme di 14 migranti. Il processo, in Corte d'Assise e' nei confronti dei libici, Ezzedine Ouled Wafi e Alaa Jumo' Taleb. Il pubblico ministero Antonella Frada' ha concluso il suo intervento chiedendo per entrambi il carcere a vita contestando l'omicidio e il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il processo proseguira' lunedi'.
Era attraccata il 29 luglio 2015, al molo Marconi del porto di Messina, la nave con a bordo i salvati e le vittime. I corpi erano stati recuperati in mare in un barcone che trasportava decine di migranti. Dodici salme erano state trovate nella stiva mentre altre due erano sul pontile, in mezzo ai vivi. Dall'indagine avviata dalla Squadra mobile e coordinata dalla procura di Messina, erano emersi i dettagli terribili del viaggio dei migranti. Minacciati, colpiti con calci e bastoni e lasciati senz'acqua, parte dei passeggeri del barcone erano stati rinchiusi nella stiva dove in dodici morirono.

Altri 465 migranti sono approdati nel porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa. Un centinaio dei profughi sono stati già trasferiti in alcuni centri di accoglienza e la polizia è già al lavoro per individuare i presunti scafisti.

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