“Quanti saranno gli operai edili messinesi che saranno impiegati nell’importante e storico cantiere da 72 milioni di euro per la realizzazione della piattaforma logistica intermodale di Tremestieri, il cui contratto è stato firmato lo scorso 3 ottobre con la nuova CO.ED.MAR s.r.l.?” Il consigliere comunale Libero Gioveni, dopo aver chiesto più volte in aula all’assessore ai lavori pubblici Sergio De Cola di vincolare le imprese aggiudicatarie delle grandi opere ad assumere il 50% della manodopera locale, sollecita adesso il rispetto di quell’impegno assunto dall’Amministrazione che aveva anche siglato in tal senso un protocollo d’intesa con i sindacati.

Sono numerosi i disoccupati edili messinesi che adesso sperano di essere collocati sulla base dell’impegno dell’inserimento della “clausola sociale” – spiega Gioveni. "Ciò che auspicavamo da tempo, – afferma il consigliere – vorremmo adesso diventasse realtà; la clausola sociale sul progetto del nuovo porto di Tremestieri (che si va ad aggiungere a quello della nuova via Don Blasco), potrebbe finalmente dare respiro a centinaia di famiglie che attendono da anni di poter inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro.

L’edilizia nella nostra città è paralizzata da fin troppo tempo – prosegue Gioveni - e la clausola sociale negli appalti non può che rappresentare davvero la “svolta” che ci si attendeva per far risollevare l’intero settore edile e tutto ciò che ruota attorno ad esso, vero volano per l’economia messinese che purtroppo al momento non vive di altro. Mi auguro solo che il tergiversare sull’argomento con l’alibi che si dovrebbe rigorosamente rispettare la normativa vigente che non sembra prevedere l’obbligo bensì la “facoltà” da parte dell’impresa aggiudicataria di assumere le maestranze locali – auspica l’esponente del gruppo Misto – non incida negativamente per l’avvio di questo percorso che l’Amministrazione ha il dovere, come promesso, di perseguire e portare a compimento!

Pertanto – conclude Gioveni – chiedo il rispetto dell’impegno assunto dall’Amministrazione con il Consiglio Comunale e con gli stessi sindacati per l’inserimento del 50% della manodopera messinese in questa mega-opera da 72 milioni di euro, vigilando nel contempo anche sulle modalità di assunzione dei lavoratori edili, a garanzia della necessaria massima trasparenza".

La strepitosa “quattro giorni” denominata “Street Food Fest” appena conclusasi ieri sera a piazza Cairoli e organizzata dalla Confesercenti (che si aggiunge ad altri partecipatissimi eventi organizzati negli ultimi mesi come le “notti bianche” di via Palermo e di Largo Seggiola) ha lanciato un unico inequivocabile messaggio: Messina e i messinesi hanno “fame” di eventi ludici, socio-aggregativi e culturali.

Le migliaia di cittadini che hanno invaso la storica piazza “simbolo” della nostra città gustando non soltanto le prelibatezze nostrane, ma anche il piacere di stare insieme socializzando, dimostrano come vi sia quel desiderio di vivere momenti piacevoli in centro che mancano ormai da diversi anni, persino nei periodi “clou” dell’anno, come può esserlo quello natalizio.

Prima che sia troppo tardi, il consigliere comunale Libero Gioveni invita l'amministrazione a non farsi trovare impreparata ed organizzare qualche evento degno della città di Messina. "Ed è proprio a questo periodo (tra l’altro ormai prossimo)-afferma Gioveni- che va il mio pensiero dopo aver vissuto, insieme a tantissimi miei concittadini, lo straordinario evento dello “Street Food”.

A poco meno di 2 mesi dal giorno dell’Immacolata che segna l’avvio del lungo periodo natalizio -spiega il consigliere-, ancora non è dato sapersi come codesta Amministrazione intenderà programmare possibili auspicabili eventi, ivi comprese l’istituzione di isole pedonali temporanee in centro, che possano caratterizzare per la cittadinanza il periodo più atteso dell’anno".

Pertanto Gioveni interroga il sindaco e gli assessori competenti al fine di conoscere: se e come intendano organizzare gli eventi ludici, sociali e culturali nell’ormai prossimo periodo natalizio in centro città individuando aree da trasformare in isole pedonali; se intendano prendere come esempio, lavorando in sinergia con Confesercenti, Confcommercio e Confartigianato, il riuscitissimo evento “Streed Food Fest”, emulandolo anche con manifestazioni di interesse artistico e artigianale.

I consiglieri Alessandro Cacciotto (Terza Circoscrizione) Libero Gioveni e Nino Carreri (Consiglio Comunale), più volte sono intervenuti sulla questione migranti all’interno della ex caserma di Bisconte, ricevendo continue sollecitazioni dai cittadini, preoccupati dal “fenomeno”che da anni caratterizza il quartiere.

"L’ex caserma è ormai una baraccopoli in cui non si sa quello che succede -affermano i consiglieri-; abbiamo denunciato nel tempo risse ed altre problematiche che purtroppo non hanno riscontrato nessuna risposta istituzionale. La situazione di disagio tra i residenti cresce sempre di più; si badi bene -sottolineano- qui non c’è nessuno che vuole discriminare nessuno, ma bisogna anche guardare in faccia la realtà".

Il centro migranti a Bisconte, in una zona ultrapopolare, starebbe creando seri problemi. Due giorni fa si è forse toccato l’apice: alcuni migranti, avrebbero “scavalcato” le recinzioni della ex caserma per intrufolarsi in casa di alcuni residenti di Bisconte. Un residente, in particolare, racconta di essersi visto sul terrazzo della propria abitazione alcuni migranti che “scoperti”, nell’intento di entrare nell’abitazione, avrebbero addirittura rotto piante e vasi per scappare. Una ragazzina di 14 anni, avrebbe assistito alla scena ed ha avuto reazioni di panico. Dopo gli attimi di assoluta paura e panico registrati, alcuni residenti si sarebbero recati presso il comando delle forze di polizia per sporgere denuncia.

"Riteniamo gravissimo l’ennesimo atto commesso e ritengono che stavolta non si possa, da parte delle istituzioni competenti fare finta di nulla. Non è più accettabile subire passivamente”, proseguono i tre consiglieri che da sempre hanno cercato di veicolare alle Istituzioni le preoccupazioni degli abitanti che non si sentono tutelati, che si sentono abbandonati, che si sentono impotenti e discriminati.

Cacciotto, Gioveni e Carreri hanno notiziato dell’ennesimo accaduto l’Assessore ai Servizi Sociali, Nina Santisi, la quale si è immediatamente prodigata nel concordare un incontro urgente con il Prefetto che si terrà il prossimo 23 ottobre per fare il punto della situazione e porre in essere tutto quanto necessario per cercare di risolvere una volta per tutte “il fenomeno migranti” di Bisconte che sta purtroppo creando seri disagi nel tessuto urbano della zona.

"I cittadini, si badi bene -ci tengono a sottolineare i consiglieri-, non hanno mai assunto atteggiamenti discriminatori ma stavolta, dopo l’ennesimo atto, dopo essersi addirittura dovuti rivolgere alle forze dell’ordine per denunciare quanto da ultimo accaduto, non intendono minimamente far passare in “cavalleria” quanto verificatosi.

Chiedono e chiediamo a nome dei residenti che si provveda ad alzare i muri e le reti di recinzione, che le forze dell’ordine si attivino per effettuare maggiori controlli e sorveglianza dei migranti di Bisconte. E’ il minimo che si possa fare dopo aver “calato”dall’alto, nel silenzio assordante del primo cittadino, una baraccopoli di migranti in un contesto non idoneo, quando -concludono- abbiamo sempre ribadito che l’area dell’ex caserma sarebbe dovuta essere destinata per altre finalità, sociali, culturali, ricreative, restituendola ai cittadini già privati ampiamente di spazi di aggregazione".

“La grande festa per l’arrivo di altri 26 autobus (di cui evidentemente non si può che essere felici), cozza terribilmente con la scandalosa e prolungata assenza da quasi 1 anno e mezzo di un tanto semplice quanto prezioso pulmino all’interno del Gran Camposanto che avrebbe certamente reso la vita meno difficile ai numerosi anziani visitatori e di cui qualcuno adesso dovrebbe soltanto arrossire!”
E’ un fiume in piena il consigliere comunale Libero Gioveni, che il 24 gennaio scorso aveva anche trasmesso al sindaco e a tutti gli assessori competenti una petizione popolare di cittadini e di fiorai che operano nel perimetro del cimitero monumentale, con la quale si era voluto manifestare la ferma volontà di riavere l’indispensabile pulmino.
"Non ci possono essere più alibi, né tanto meno si può attribuire a un solo responsabile questo inqualificabile disservizio – afferma indignato Gioveni. Per il mancato ripristino del servizio di trasporto interno al Gran Camposanto sono tutti responsabili, con in testa il sindaco che solo a parole manifesta di essere attento agli “ultimi”.
Appare superfluo rimarcare il fatto – sottolinea il consigliere - che la presenza di un bus navetta, oltre a rendersi necessario per garantire la mobilità interna ai numerosi anziani e disabili che desiderano fare visita ai propri cari scomparsi, serve a dare un nuovo impulso alle attività commerciali dei numerosi fiorai che, a seguito del netto calo dei visitatori, rischiano seriamente di chiudere le loro attività.
Non è assolutamente tollerabile – insiste l’esponente del gruppo Misto – che in una città che vuole definirsi "metropolitana" e che si vanta di avere il secondo cimitero d’Italia, non si riesca in nessun modo a garantire un servizio così semplice ma nello stesso tempo essenziale per venire incontro a centinaia di cittadini con serie difficoltà motorie in una struttura così grande.
Pertanto – conclude Gioveni -anche in previsione dell’ormai imminente periodo di commemorazione dei defunti che richiamerà una enorme mole di visitatori anche da fuori città, s sollecita ancora una volta il sindaco Accorinti, l’assessore ai cimiteri Ialacqua e quelli all’autoparco e alla mobilità urbana Pino e Cacciola ad attivarsi con urgenza per la ripresa del regolare servizio di trasporto interno al Gran Camposanto".

"Ed ecco che arrivano le prime gravi conseguenze della minore presenza dei vigili urbani sulle nostre strade a seguito delle ferie forzate del personale contrattista: tir che transitano a villaggio Unrra in barba alla vigente ordinanza di interdizione che ne vieta il passaggio dalle ore 7,45 alle ore 8,30".
Il consigliere comunale Libero Gioveni non ci sta a subire passivamente questi inevitabili disservizi, e dopo aver preso posizione sulla chiara responsabilità politica dell'Amministrazione per la mancata riassunzione dei 23 agenti concorsisti, oggi produce l'ennesima prova dell'anarchia presente e costantemente perpetrata sul territorio.
"Si tratta di una foto scattata stamattina esattamente alle ore 8,14 a villaggio Unrra - spiega Gioveni - dove un grosso tir, pienamente dentro la fascia oraria di divieto, si è ritrovato letteralmente "incastrato" nella rotonda della zona, con le immaginabili conseguenze provocate alla viabilità nell'ora di punta.
Occorre ricordare - prosegue il consigliere - che si tratta di una zona fortemente a rischio per la presenza tutte le mattine dei piccoli alunni della scuola "Salvo D'Acquisto", in cui in più occasioni, da quando l'anno scorso è stata emessa l'ordinanza a seguito del bruttissimo incidente occorso a un ciclista finito sotto un tir e miracolosamente illeso, non si è potuta garantire la presenza di una pattuglia dei vigili urbani.
Adesso che ci si ritrova in queste precarie condizioni - insiste l'esponente del gruppo Misto - non si può non esprimere grande preoccupazione per la sicurezza dei bambini, che ha l'assoluta priorità sulle altre incombenze viarie.
Pertanto - conclude Gioveni, che solleverà la questione oggi stesso in Commissione Viabilità - nelle more di riavere in strada anche i 23 concorsisti, urge trovare altre soluzioni immediate e alternative a garanzia della pubblica sicurezza, come per esempio, un possibile ausilio temporaneo della polizia metropolitana".
"Allo svincolo di Messina Centro a Camaro, l'importantissimo impianto semaforico è andato totalmente in tilt, con conseguente pregiudizio per la pubblica sicurezza!". È quanto segnala preoccupato il consigliere comunale Libero Gioveni che, allertato già ieri pomeriggio da parecchi cittadini "vittime" del guasto e quindi immersi con le loro auto nella pericolosissima intersezione, ha richiesto l'intervento al Dirigente del Dipartimento mobilità urbana e alla centrale operativa della polizia municipale.
"Ho verificato io stesso ieri sera l'accaduto - spiega il consigliere che ha prodotto anche delle foto dimostrative-. Questo è forse l'incrocio in assoluto più pericoloso in assenza di semafori funzionanti, in quanto lo sfrecciare dei veicoli in salita e in discesa dallo svincolo, rischia di "infrangersi" con il traffico bidirezionale dei tanti mezzi da e per i controviali adiacenti. Auspico, pertanto - conclude Gioveni - un intervento celere di ripristino dell'impianto semaforico prima che l'ingresso dello svincolo di Messina Centro possa diventare teatro di incidenti e far parlare di sè come purtroppo ultimamente ci ha abituati".

Ieri pomeriggio, il Consiglio Comunale, su proposta del consigliere comunale Libero Gioveni che lo scorso 11 luglio aveva presentato un ordine del giorno, ha votato all'unanimità il conferimento di un Encomio Solenne al Corpo Provinciale dei Vigili del Fuoco di Messina, come "segno di riconoscimento del prezioso lavoro svolto a tutela della popolazione messinese e di profonda gratitudine per l’abnegazione e lo spirito di sacrificio messi in campo soprattutto negli ultimi devastanti incendi che hanno duramente colpito il territorio del Comune di Messina".
"Non posso che esprimere grande soddisfazione e vivo compiacimento - dichiara Gioveni - per il voto dell'Aula di ieri, ringraziando tutti i colleghi presenti per il grande senso di gratitudine manifestato verso quelli che noi tutti definiamo da sempre ormai i nostri "angeli custodi", che pur lavorando con grandi difficoltà per le note carenze d'organico del Corpo, hanno dato dimostrazione la scorsa estate delle loro capacità e della loro generosità e spirito di servizio, non risparmiandosi nelle difficili operazioni di spegnimento degli incendi che hanno devastato, lambendo anche le abitazioni, le zone dell'Annunziata alta, San Jachiddu, Spartà, Piano Torre, Camaro, Bordonaro, San Michele, contrada Catanese ecc.
L'encomio solenne - ha proposto il consigliere - sarà conferito prossimamente dal sindaco Accorinti in aula consiliare, alla presenza di tutto il Consiglio Comunale. Rimane adesso l'impegno dell'Aula -conclude Gioveni - di votare un prossimo atto che possa impegnare il Governo a rafforzare numericamente il Corpo, individuando anche un presidio nella zona nord, affinché il riconoscimento votato ieri non rimanga fine a se stesso, ma rappresenti un primo e concreto segno di vicinanza delle istituzioni locali nei confronti di questi autentici "eroi" che lavorano  quotidianamente per la nostra sicurezza".

Alcuni commercianti di via dei Mille a Messina, sono preoccupati per dei segni di cedimento strutturali che la via dei Mille presenta nel tratto compreso con l'intersezione di via Santa Cecilia e via Aurelio Saffi, alle spalle del palazzo "Coin".Gli esercenti si sono rivolti al consigliere comunale Libero Gioveni che si è recato sul posto per ascoltare le istanze dei commercianti e verificare ciò che denunciano.

Uno dei commercianti che opera in zona da più di 40 anni sostiene, inoltre, che la centralissima arteria messinese sarebbe stata costruita sopra una galleria di considerevole altezza nella quale scorrevano le vecchie fognature dei palazzi. "Non nascondo il mio stupore nell’apprendere questa notizia -afferma Gioveni-, seppur c’è da dire che tale rivelazione altro non era, da parte dei commercianti, che la premessa per farmi notare che la strada in qualche punto si presentava abbassata, con la conferma del fatto, datami dagli stessi commercianti, che giornalmente i cedimenti sembrano essere sempre più vistosi".

Secondo i commercianti, ad aggravare la situazione, sarebbero i mezzi pesanti che transitano in quel tratto di strada per scaricare la merce nei depositi degli esercizi commerciali ubicati al piano terra dell'edificio. Pertanto Gioveni ha inviato una interrogazione indirizzata al sindaco e agli assessori De Cola e Pino, per conoscere: se intendano avviare le necessarie verifiche statiche della sede stradale di via Dei Mille all’altezza degli isolati 100 e 101 che in atto rappresenta la copertura della galleria, finalizzate a preservare la pubblica e privata incolumità nella zona; se intendano avviare, nel caso in cui le verifiche dovessero dare esiti preoccupanti, i necessari lavori di messa in sicurezza della strada.

“La sentenza n. 22531/2017 della Corte di Cassazione che, nell’accogliere il ricorso di un hotel di Napoli, ha stabilito che se durante l’emergenza rifiuti il disservizio si protrae nel tempo i cittadini abbiano il diritto di pagare una riduzione del 40% della TARI, impone sia una rivisitazione dell’attuale Regolamento IUC , sia la richiesta di un parere legale rispetto alla valenza, da ora in avanti, dello stesso Regolamento”.
Lo sostiene il consigliere comunale Libero Gioveni proprio a ridosso della scadenza della seconda rata della TARI, il quale, ritenendo che questa sentenza possa aprire nuovi scenari e possibili futuri ricorsi certamente dannosi per l’Ente, sia singoli che sotto forma di “class action”, chiede che la delicata questione venga trattata con urgenza in Commissione Bilancio con tutti i soggetti interessati, ivi compresi il Segretario Generale e il Collegio dei Revisori dei Conti. 
"Tra l’altro è importante evidenziare il fatto – ricorda Gioveni – che questa sentenza si va ad aggiungere al Decreto ministeriale del 20 aprile 2017 pubblicato nella G.U. del 22 maggio scorso, che cambia radicalmente i criteri del pagamento del tributo da parte dei cittadini e per il quale avevo chiesto che l’assessore Ialacqua chiarisse gli aspetti visto che introduce la cosiddetta “tariffa corrispettiva” in luogo appunto della TARI, il cui importo le amministrazioni locali lo dovrebbero commisurare al servizio effettivamente reso!
Cominciano a diventare troppi quindi – prosegue il consigliere – decreti, leggi e adesso sentenze per lasciare il Regolamento così com’è senza nemmeno pensare di rivederlo, atteso che bisognerebbe anche chiarire se un Regolamento Comunale possa prevalere su una sentenza della Cassazione che, come è noto, fa giurisprudenza!
Nell’auspicare, quindi – conclude Gioveni - che si corra subito ai ripari subito con atti consequenziali visto, tra l’altro, che la sentenza della Cassazione amplia il diritto dei cittadini ad ottenere la riduzione del tributo indipendentemente dalla responsabilità dell’Amministrazione, ritengo che almeno una certezza adesso ci sia: da qui in avanti chi sarà preposto a gestire l’igiene cittadina, per evitare possibili danni erariali, sarà molto più guardingo, come è giusto che sia, ad ottimizzare e ad efficientare al massimo il servizio".

“Comincia a prendere adesso la forma quasi di un “bollettino di guerra” l’elenco delle scuole nelle quali, pur essendo presente un nuovo e immacolato impianto di riscaldamento, non si riesce ad attivarlo perché il Comune, pur essendo proprietario dei plessi, non intende spendere 380 euro per l’allaccio, demandando, in modo certamente inusuale e improprio, questa incombenza alle scuole!”
Il consigliere comunale Libero Gioveni non ci sta, e dopo aver presentato ieri insieme al collega d’aula Claudio Cardile una interrogazione per sollecitare l’Amministrazione a stipulare il contratto con ENI per attivare finalmente l’impianto di riscaldamento nella scuola “Albino Luciani” di Fondo Fucile, oggi denuncia altri simili e vergognosi casi di scuole in cui Palazzo Zanca ha assunto una inqualificabile posizione “pilatesca”.
"Vi è pure, per  esempio, il caso della scuola media “Giorgio La Pira” di Camaro – ricorda Gioveni – dove insieme al collega della terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto, avevamo chiesto già nello scorso anno scolastico di mettere in funzione l’impianto nuovo di zecca! Si pensi – prosegue indignato il consigliere – che per la “La Pira” 3 anni fa Palazzo Zanca ha speso ben 130.000 euro per il rifacimento di tutti gli impianti; e adesso non trova pochi spiccioli per poter garantire nei prossimi mesi un clima confortevole a centinaia di alunni che l’anno scorso sono stati costretti a ri
manere con giubbotti e cappotti in classe?
Davvero assurdo e inaccettabile – attacca Gioveni a cui si associa lo stesso Cacciotto – che l’assessore all’energia Cacciola e il suo funzionario al ramo Saglimbeni continuino a perseverare nel chiedere al Dirigente dell’Istituto comprensivo “La Pira” di sborsare, nel caso di specie, non solo i soldi per la stipula del contratto con Eni, ma persino queste “misere” 380 euro che rappresentano il costo del collaudo all’impianto elettrico di competenza Inail.
E che dire dell’Istituto comprensivo Paino di Gravitelli? – denuncia ancora l’esponente del gruppo Misto. Anche in questo plesso, vergognosamente, non ci si attiva ancora per la stipula del contratto del gas per il riscaldamento! Possibile che di fronte a questo “scempio” nessuno muova in dito?? Ci dobbiamo aspettare nuovamente nel prossimo inverno qualche altra scandalosa ordinanza sindacale di chiusura dei plessi come avvenuto nella scorsa stagione scolastica?
“Caro sindaco” – conclude sarcasticamente Gioveni con una proposta rivolta al primo cittadino – “380 euro dalla tua corposa indennità potrebbe anche farle trattenere dal Dipartimento Ragioneria e dirottarli per gli allacci di questi impianti, anche perché tutta la città attende ancora con ansia dove andranno a finire i suoi emolumenti da sindaco che Lei ha promesso di devolvere per una giusta causa! Inizi da questa!”.

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