"È proprio il caso di dire che col torrente Nasari di Santo Bordonaro si continua a...."scherzare col fuoco"!". Il consigliere comunale Libero Gioveni, che in più occasioni aveva presentato un esposto a tutti gli organi preposti per le continue infiltrazioni fognarie sul greto del torrente Nasari di Santo Bordonaro, denuncia adesso il potenziale pericolo presente dopo l'incendio alla fitta vegetazione divampato ieri sera.
 
"Ieri sera si è rischiato davvero grosso - denuncia preoccupato Gioveni - soprattutto perchè il torrente Nasari è forse fra quelli in città che attraversa più da vicino le abitazioni. Infatti - prosegue il consigliere - gli esposti passati sulla fognatura che scorre all'interno dell'alveo, oltre ad essere stati presentati perchè trattasi di un potenziale reato ambientale, sono frutto anche del fatto che i residenti non possono più sopportare di vivere respirando queste sgradevolissime e dannose esalazioni.
 
Ma mentre per le problematiche fognarie adesso sembra che qualcosa si stia muovendo visto che i tecnici dell'Amam hanno già effettuato i primi accertamenti per individuarne le cause - spiega l'esponente del gruppo Misto - per la pulizia e bonifica del torrente nulla si muove. Anzi - prosegue ancora il consigliere comunale - mentre per tanti torrenti cittadini si sono effettuati in qualche modo degli interventi nell'ultimo anno, per il Nasari non se ne registrano da tempo.
 
Pertanto - conclude Gioveni - nelle more di risolvere del tutto l'inquinamento ambientale che da ben 2 anni, specie in estate, sta generando enormi disagi ai residenti di Santo Bordonaro, auspico i necessari interventi di pulizia e bonifica del torrente Nasari soprattutto dopo lo scampato pericolo di ieri sera ed anche per evitare l'occlusione futura del greto in caso di forti piogge".
"Eppur si muove, disse Galileo, e finalmente anche noi possiamo dire la stessa cosa per un'opera tanto attesa quanto, purtroppo, iellata!". Sì esprimono così, con moderata soddisfazione e dopo aver ricevuto all'IACP una risposta alla loro ultima interrogazione del 8 giugno scorso, il consigliere comunale Libero Gioveni e quello della terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto in merito al progetto per la realizzazione del parco urbano di contrada S. Antonio a Camaro S. Paolo inserito nell'ambito "C" del Risanamento.
 
"Come si evince dalla nota di risposta - spiegano Gioveni e Cacciotto - il RUP ha quantificato in 430 mila euro la somma necessaria per l'ultimazione dei lavori fermi addirittura da 3 anni per il noto contenzioso nato fra la stessa stazione appaltante e l'impresa aggiudicataria, e una volta effettuato il collaudo tecnico-amministrativo si potrà procedere all'affidamento alla seconda impresa in graduatoria oppure, nel caso in cui questa non dovesse accettare, esperire una nuova gara. È una risposta che ci lascia ben sperare - commentano i due consiglieri che si battono da anni per il raggiungimento di questo obiettivo fondamentale per un riscatto sociale nel villaggio di Camaro S. Paolo - seppur non nascondiamo il fatto che sarebbe certamente più opportuna la prima opzione, perchè esperire una nuova gara significherebbe allungare ulteriormente i tempi di attesa.
 
Un'attesa che dura già per i residenti da ben 14 anni - ricordano i due consiglieri - tanto che in essi negli ultimi tempi è subentrata parecchia rassegnazione. Eppure - proseguono gli esponenti del gruppo Misto al Comune e alla Circoscrizione - mancherebbe poco per il completamento dell'opera visto che l'anfiteatro da 500 posti è stato già quasi del tutto completato (oltre a rifinire la mega struttura occorrerà completare la strada interna con la pavimentazione, i parcheggi, tutti gli arredi della piazza, l'impianto di video sorveglianza con 5 telecamere ecc.). Pertanto - concludono Gioveni e Cacciotto - auspichiamo adesso che quanto annunciatoci dal Commissario straordinario dell'IACP Lo Conti nella sua risposta, possa essere portato a compimento in tempi brevi, per ridare quella speranza perduta alla popolazione di Camaro S. Paolo che attende il completamento di un'opera, vero gioiello di architettura, che rappresenterà senz'altro un fiore all'occhiello non soltanto per Camaro ma per l'intera città".

Un fatto a dir poco gravissimo quello che si sarebbe consumato nei giorni scorsi, con l'assenza a Palermo, di un rappresentante del Comune in occasione dell' incontro per la predisposizione del bando di gara per l' appalto della copertura del torrente Bisconte Catarratti. "Non si gioca con la pelle dei residenti", affermano i consiglieri Alessandro Cacciotto (Terza Circoscrizione) Libero Gioveni e Nino Carreri (Consiglio Comunale) che ormai da tempo seguono con interesse la vicenda e che nei giorni scorsi, insieme all' Assessore Regionale Croce e con il deputato Regionale Marcello Greco, avevano "brindato" alla rimodulazione del Masterplan Regionale con il quale finalmente sono stati stanziati 30 milioni di euro.

"La copertura del torrente Bisconte Catarratti è un infrastruttura fondamentale per un quartiere immerso nel degrado più assoluto -proseguono i consiglieri-. Non sono possibili certe dimenticanze. Ci auguriamo che si sia trattato di un fatto straordinario perché non è più possibile perdere tempo. Bisconte ed i residenti -concludono- attendono da troppi anni un rilancio ed un riscatto".

"Quando e come finirà la “telenovela” infinita delle 20 aule mancanti al liceo scientifico Seguenza? Come si sta ponendo rimedio dopo essere momentaneamente tramontata la soluzione dei  locali dell’ex IAI? Può essere ripresa in considerazione l’ipotesi di attingere dai plessi Majorana,
Bisazza e Basile, nonostante questa non sia del tutto gradita ai genitori per problemi logistici? E soprattutto: Come si sta risolvendo la delicatissima questione alla luce anche dell’ormai quasi certo dissesto finanziario dell’ex Provincia?"
Il consigliere comunale Libero Gioveni, attraverso questi interrogativi, invita il sindaco della Città Metropolitana Renato Accorinti a fare chiarezza nel rispetto di 1500 studenti del liceo e delle loro famiglie che hanno tutto il diritto di sapere quale destino li attende ad appena 20 giorni dall’avvio della nuova stagione scolastica. Da ben vent’anni – ricorda Gioveni - gli studenti del Seguenza sono costretti a spostarsi in diverse sedi per poter svolgere regolarmente le lezioni, così come avvenuto negli ultimi anni nella sede di Cristo Re per il cui affitto vengono sborsati 160.000 euro all’anno.
Nelle more di conoscere l’iter per la devoluzione di un mutuo di 300.000 euro acceso con la Cassa Depositi e Prestiti necessario per adeguare e ristrutturare parte dell’immobile ex IAI – prosegue il consigliere – diventa ormai improcrastinabile conoscere come e dove saranno ospitati il resto degli alunni in esubero del Seguenza che non potranno trovare sistemazione nel plesso di via Sant’Agostino.
E’ necessario sapere con certezza per esempio – insiste l’esponente del gruppo Misto – se, proprio per le gravi condizioni finanziarie dell’ex Provincia, si possa ancora sperare di utilizzare anche quest’anno la sede di Cristo Re che sembra essere al momento l’ipotesi più praticabile.
Insomma – conclude Gioveni – il sindaco metropolitano Accorinti scopra immediatamente le carte senza giri di parole, perché il diritto allo studio per centinaia di ragazzi, essendo esso certamente una priorità e non un “optional” a pochi giorni dal suono della campanella, dovrà essere garantito senza ostacoli o difficoltà di sorta.

Nella giornata di ieri sera, si è consumata l’ennesima lite furibonda all’interno della ex caserma di Bisconte, struttura che ospita i migranti. A renderlo noto i consiglieri Alessandro Cacciotto (Terza Circoscrizione) e Libero Gioveni (Comunale), i quali sono stati raggiunti telefonicamente da residenti che hanno raccontato di un autentica “bolgia”che ha visto coinvolti gli ospiti dell’ex struttura militare. "Si trattasse di un episodio isolato, non ci sarebbe nulla di cui preoccuparsi -affermano Cacciotto e Gioveni-; al contrario, invece, gli episodi di cui appena detto, si ripetono con una certa frequenza a tal punto che tra i residenti è ormai scoppiato un vero e proprio allarmismo, una enorme paura dal momento che sentono oramai compromessa la loro stessa vivibilità".

I residenti hanno raccontato di attimi di panico, con decine e decine di ospiti rincorrersi con “panche di legno” e altri corpi contundenti. Sul posto sono arrivati mezzi delle forze dell'ordine e ambulanze per medicare i feriti. Cacciotto e Gioveni ritengono che l’ex caserma di Bisconte non sia un luogo idoneo per accogliere centinaia e centinaia di ospiti, aumentati oggi con la costruzione di vere e proprie “baraccopoli”all’interno dell’ex area militare. "I residenti, che con le loro abitazioni -sottolineano i consiglieri- si affacciano sull’ex caserma, sentono giustamente minata la loro quotidiana vivibilità. Qui non si tratta di essere “tacciati” di razzisti, quanto piuttosto di rappresentare un vero e proprio disagio che si sta sempre di più accentuando tra i residenti della Vallata di Camaro.

A nostro avviso -affermano ancora i due esponenti politici- sarebbe da rivedere tutto il piano di accoglienza, con la collocazione in un altro punto della città, più strategico e meno inserito in un contesto periferico, di una struttura di accoglienza. Se da una parte non ci si può sottrarre alle politiche dell’accoglienza, dall’altra parte è altrettanto giusto garantire la normale vivibilità ai residenti già afflitti da gravi problematiche sociali e territoriali mai risolti dalle Istituzioni". Al fine di affrontare il problema, Gioveni e Cacciotto hanno chiesto un incontro nel quale sia presente una delegazione di residenti, il Sindaco Renato Accorinti ed il Prefetto Francesca Ferrandino.

"Da alcuni giorni il presidio del capolinea di villa Dante è chiuso al pubblico e quindi non più presenziato dagli addetti ATM, e non se ne riescono a comprendere i motivi!" Il consigliere comunale Libero Gioveni lamenta questo disservizio principalmente per l'utenza, ma le cui conseguenze penalizzano anche il personale. "L'inspiegabile (e speriamo momentanea) chiusura del capolinea, infatti - spiega Gioveni - impedisce all'utenza di poter acquistare comodamente sul posto i titoli di viaggio, mentre gli autisti dei mezzi sono costretti a fare i propri bisogni spostandosi al parcheggio di villa Dante. Senza considerare - prosegue il consigliere - che lo stesso personale che era addetto al capolinea si ritrova a svolgere il suo servizio, con modalità certamente anomale, all'interno del medesimo parcheggio. Pertanto - conclude Gioveni - sarebbe opportuno che i vertici ATM, oltre a rendere noti i motivi della chiusura del capolinea di villa Dante, si adoperassero  per l'immediata riattivazione del prezioso servizio".

"È trascorso già un mese e mezzo dall'ultimo devastante incendio che ha colpito le colline e parecchie zone abitate di Spartà, Piano Torre e dintorni, ma ciò che tristemente rimane dei luoghi a distanza di tempo non può far dormire affatto sonni tranquilli". Esprime forte preoccupazione il consigliere comunale di Messina Libero Gioveni che, con un piccolo dossier fotografico, dimostra come alcuni tratti colpiti dal fuoco siano talmente distrutti o ridotti male da far prevedere il peggio in termini di dissesto idrogeologico alle prossime abbondanti piogge.

"Troppi i punti - denuncia Gioveni - in cui le scarpate ormai spoglie della vegetazione si mostrano cedevoli, con piccoli massi che già fanno bella mostra nelle carreggiate sottostanti senza esserci stata alcuna benchè minima precipitazione, figuriamoci quando il prossimo autunno porterà con sè le sue ormai non più rare "bombe d'acqua"! Per non parlare poi - prosegue il consigliere - di quei punti in cui gli alberi sono a rischio crollo perchè quasi del tutto incendiati con la corteccia indebolita o svuotata o perchè mostrano quasi le radici per via del terreno attorno ceduto!

Idem dicasi anche - insiste l'esponente del gruppo misto - per qualche rudere abbandonato che sembra ormai poggiare nel vuoto, o addirittura per piccoli vuoti che si intravedono a ridosso della S.S. 113. Pertanto - conclude Gioveni - anche alla luce delle ultime direttive emamate dalla Regione alle amministrazioni comunali, urgono a garanzia della pubblica sicurezza, oltre alle necessarie verifiche tecniche da parte dei vari organi preposti, anche la collocazione di reti metalliche di protezione nei punti considerati più critici".

“Se qualcuno pensa che per il timore di essere considerato razzista dovrei tacere anche di fronte ad evidenti nefandezze, vergogne e squallori frutto di inqualificabili azioni di una nutrita frangia di migranti, si è sbagliato di grosso! Io non ci sto!”. Con queste parole convinte e cariche di profonda indignazione il consigliere comunale Libero Gioveni denuncia ciò che avviene tutto il giorno all'interno della villetta “Quasimodo” (ex Royal), nella quale bivaccano decine e decine di migranti e extracomunitari in genere, la maggior parte dei quali andrebbero anche oltre con i loro disdicevoli comportamenti.

“Mi sono pervenute parecchie segnalazioni da parte di cittadini esasperati, preoccupati e indignati – racconta Gioveni – che continuano ad assistere a scene raccapriccianti: molti di questi giovani, oltre ad occupare massicciamente i giochi per i bambini sdraiandosi persino sugli scivoli o sulle giostrine (vietandone di fatto l’uso ai piccoli con buona pace dei genitori costretti a tornare indietro), oltre a sporcare la villetta trasformandola in un’autentica latrina, si rendono protagonisti anche di gesti estremi!

Urinano mostrandosi "come mamma li ha fatti", insultano, alcuni si ubriacano, minacciano, rompono bottiglie di birra, urlano – prosegue il consigliere – con tutto ciò che ne consegue nei confronti di chi vorrebbe semplicemente trascorrere dei momenti di relax all’interno di questo centralissimo spazio urbano! Le foto allegate (scattate da lontano per il timore di ricevere reazioni scomposte) – insiste l’esponente del gruppo Misto - non rendono certamente l’idea di quello che questo nutritissimo e incontrollato gruppo di migranti riesca a fare incutendo preoccupazione e paura fra chi davvero non riesce a credere ai propri occhi!

Possibile – si chiede il consigliere comunale – che nessuno degli organi preposti si accorga di questo scempio?? Possibile che nessuno controlli cosa vanno a fare in giro queste persone? Possibile che, solo perché ci riempiamo ormai tutti la bocca con la parola “accoglienza” per apparire buonisti, si debba permettere tutto questo? Possibile che non ci si renda conto del degrado che in città aumenta a vista d’occhio giorno dopo giorno anche a causa di questa di smisurata invasione? Mi appello urgentemente, quindi – conclude Gioveni – a tutte le autorità adite (Prefetto, Sindaco, Polizia Municipale, assessorato ai servizi sociali ecc.) affinché si convochi subito un tavolo tecnico per adottare delle soluzioni a questa e a tante altre situazioni di disordine e potenziale pericolo già segnalate in altre zone della città”.

 

Il consigliere comunale Libero Gioveni e della terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto lasciano il gruppo “Centristi per la Sicilia” e transitano provvisoriamente al gruppo Misto. Dopo aver lasciato il Pd, i due consiglieri adesso abbandonano anche il partito di Gianpiero D'Alia. "E’ stata una decisione lunga e certamente sofferta - spiegano i due consiglieri risultati primi degli eletti nel 2013 nella lista dell’ex UDC dei loro rispettivi Consigli. Una decisione parecchio meditata che ieri abbiamo già comunicato personalmente al coordinatore nazionale on. Gianpiero D’Alia, verso il quale continuiamo a nutrire profonda stima.

Tuttavia – proseguono Gioveni e Cacciotto – la confusione e il disorientamento che, specie dopo la scissione dall’UDC, hanno preso il sopravvento in termini di programmi da condividere, alleanze future da costruire, temi, contenuti e persone su cui lavorare, unitamente a un evidente e fisiologico (seppur certamente non voluto) “scollamento” fra i vertici e la base, ci hanno indotto a prendere un periodo di riflessione che speriamo al più presto di concludere aderendo comunque ad un’area che anche in futuro, per la nostra forma mentis e i nostri prìncipi e valori, non potrà che essere moderata.

Ringraziamo – concludono i due consiglieri – anche i nostri colleghi di gruppo al Consiglio Comunale e alla terza Circoscrizione, con i quali abbiamo condiviso tante battaglie nel pieno e reciproco rispetto a volte anche delle singole posizioni personali".

“Il servizio di trasporto pubblico notturno per i giovani della movida messinese dei lidi dislocati in tutta la riviera nord, certamente apprezzabile, può e deve essere migliorato perchè i giovani utenti della zona sud sono di fatto discriminati con quelli della zona nord!”.
Il consigliere comunale Libero Gioveni, facendosi portavoce del malcontento che aleggia fra i giovani residenti nella zona sud della città, chiede che vengano potenziate le corse della linea 2 notturna, che con la linea 79 notturna che serve la zona nord nel tratto Cavallotti - Istituto Marino, ha un rapporto “1 a 6”!
Se da un lato il bus 79 funziona perfettamente (con ben 18 corse) ed è certamente alto il gradimento fra i ragazzi visto che ci sono ben 6 mezzi che fanno avanti e indietro ogni 20 minuti dal Cavallotti all’Istituto Marino e viceversa (passando anche dalle vie centrali) dalle ore 22 alle ore 4,40 – spiega Gioveni – dall’altro non si può dire che nel tratto opposto Cavallotti – Giampilieri vi sia lo stesso servizio, anzi.
Una sola macchina (con sole 3 corse l’ultima delle quali alle ore 2,00), infatti– prosegue il consigliere – non può di certo bastare, perché così i ragazzi residenti a Giampilieri, Santa Margherita, Mili, Tremestieri (per non parlare dei villaggi collinari a ridosso (Larderia, Pezzolo, Altolia, Galati S. Anna, Santo Stefano ecc.) sono troppo vincolati e “stretti” con gli orari, tant’è che per fare ritorno a casa devono poi aspettare circa 2 ore e mezza per prendere la linea 2 del mattino, a differenza dei ragazzi della zona nord che sono liberi di prendere l’autobus costantemente per tutta la notte.
Sarebbe certamente auspicabile, quindi – conclude Gioveni – visto che sono giunti altri mezzi in azienda e hanno già preso servizio attraverso l’agenzia interinale altri autisti, aumentare le corse della linea 2 notturna (aggiungendo quantomeno un’altra macchina) per potenziare e rendere soprattutto più omogeneo l’apprezzato servizio notturno senza alcuna disparità di trattamento fra i residenti della zona sud con quelli della zona nord”.

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