“Da diversi giorni gli ingressi del Gran Camposanto da via San Cosimo aprono con circa 1 ora di ritardo e il disappunto dei visitatori cresce sempre di più!”. A denunciare l’inqualificabile disservizio è il consigliere comunale Libero Gioveni che sta raccogliendo parecchie lamentele di molti cittadini che di prima mattina si stanno ritrovando con i cancelli sbarrati. "Il motivo – spiega Gioveni – pare sia riconducibile alla nuova disposizione di automatismi elettrici degli ingressi che però devono entrare ancora in funzione. Ne consegue che un solo custode non riesce ad aprire in tempo utile e contemporaneamente i cancelli.
Ma vi è di più. Spesso capita – prosegue il consigliere –che anche quando i cancelli vengono aperti, gli addetti ne riducono l’apertura con una catena per impedire gli ingressi dei motocicli. Ma così facendo – evidenzia indignato l’esponente del Pd che ha raccolto anche questa legittima lamentela – si impedisce di fatto l’ingresso alle persone diversamente abili sulla sedia a rotelle, così come accaduto proprio ieri, con l’immaginabile sdegno da parte della persona interessata. Tutto questo è inaccettabile – conclude Gioveni. Qui si prefigura anche "l’interruzione di un servizio di pubblica necessità" (art. 340 c.p.), per cui l’assessore ai cimiteri Daniele Ialacqua si attivi immediatamente per mettere fine a un disservizio che sta indignando non poco tantissimi visitatori del nostro Gran Camposanto".

"L’annosa vicenda del mancato avvio dei cantieri di servizio nella nostra città ha purtroppo rappresentato il più classico "specchietto per le allodole" per centinaia di nostri concittadini disoccupati, visto che 800 dei quali che si erano utilmente collocati 4 anni fa in delle graduatorie, non hanno mai potuto godere di una buona boccata d'ossigeno in un periodo di forte crisi occupazionale". Torna sull'argomento dei cantieri di servizio, il consigliere comunale di Messina, Libero Gioveni, che in passato ha sollecitato, invano, l'amministrazione comunale, ad attivarsi affinchè i disoccupati messinesi potessero avere una possibilità, pur minima, di lavorare e di ottenere un piccolo reddito. Adesso potrebbe aprirsi una nuova possibilità, come annunciato dall'esponente del Pd.

"Come annunciato improvvisamente dall’assessorato regionale al lavoro il 6 marzo scorso, la Regione Siciliana metterà a disposizione nuovi finanziamenti, nella misura complessiva di 70 milioni di euro (50 per i Cantieri di lavoro e 20 per i cantieri di servizi) destinati rispettivamente ai Comuni con una popolazione fino a 150 mila abitanti e a quelli per i quali non si è provveduto ad emettere i decreti attuativi o per i quali si è provveduto parzialmente al finanziamento nel 2014 per mancanza di copertura (e Messina rientra tra questi).

L'assessore regionale Mariella Ippolito -prosegue Gioveni- aveva invitato i sindaci a far pervenire la domanda di manifestazione d'interesse entro il 15 marzo al Dipartimento del Lavoro della Regione Siciliana, secondo le modalità già inviate ai Comuni con un apposito comunicato. Le somme assegnate saranno poi specificate in un apposito decreto, mentre con un avviso saranno impartite le istruzioni per la redazione e la presentazione dei progetti esecutivi; le graduatorie dei beneficiari saranno stilate successivamente dai Centri per l'impiego e dai Comuni rispettivamente per i cantieri di lavoro e per i cantieri di servizio". Gioveni ha, quindi, presentato una interrogazione al sindaco, per sapere se l'amministrazione abbia preso atto di questa nuova opportunità occupazionale e se, gli uffici preposti, abbiano presentato la domanda di manifestazione di interesse per attingere a questi nuovi finanziamenti volti all’avvio dei cantieri.

“L’assessore Ialacqua e chi con lui aveva riattivato nell’ottobre scorso  per 3 giorni a settimana il servizio di trasporto interno al Gran Camposanto promettendo di estenderlo a 6 giorni, adesso dovrebbe soltanto arrossire per essersi preso gioco di anziani e cittadini, visto che il bus navetta manca adesso esattamente dal 1 gennaio scorso!”. E’ un fiume in piena il consigliere comunale di Messina Libero Gioveni, che, dopo aver accolto con soddisfazione la ripresa del prezioso servizio avendo egli trasmesso lo scorso anno al sindaco anche una petizione popolare di cittadini e di fiorai che operano nel perimetro del cimitero monumentale per chiedere la presenza di un bus navetta, adesso stigmatizza pesantemente l’atteggiamento schizofrenico e burlesco di questa Amministrazione, che soltanto a parole dice di essere a favore delle categorie svantaggiate ma che nei fatti li snobba e li abbandona.

"Il buon Ialacqua – ricorda Gioveni – si era impegnato, dopo aver affidato 3 giorni a settimana il servizio di trasporto interno ad una ditta, di garantirlo anche nei restanti giorni della settimana attraverso i mezzi e il personale dell’Autoparco municipale, e invece, da più di 2 mesi nel piazzale del cimitero monumentale non si vede nemmeno l’ombra di un pulmino! Appare superfluo rimarcare il fatto – sottolinea il consigliere - che la presenza di un bus navetta, oltre a rendersi necessario per garantire la mobilità interna ai numerosi anziani e disabili che desiderano fare visita ai propri cari scomparsi, serve a dare un nuovo impulso alle attività commerciali dei numerosi fiorai che, a seguito del netto calo dei visitatori, rischiano seriamente di chiudere le loro attività! Non è assolutamente tollerabile – insiste l’esponente del PD – che in una città che vuole definirsi "metropolitana" e che si vanta di avere il secondo cimitero d’Italia, non si riesca in nessun modo a garantire un servizio così semplice ma nello stesso tempo essenziale per venire incontro a centinaia di cittadini con serie difficoltà motorie in una struttura così grande! Pertanto – conclude Gioveni - si sollecita ancora una volta il sindaco Accorinti, l’assessore ai cimiteri Ialacqua e quelli all’autoparco e alla mobilità urbana Pino e Cacciola ad attivarsi con urgenza per la ripresa del regolare servizio di trasporto interno al Gran Camposanto con qualsivoglia forma si intenda adottare".

"Non si può non definire l'incredibile e annosa vicenda del mancato avvio dei cantieri di servizio come il più classico "specchietto per le allodole" per centinaia di nostri concittadini disoccupati, 800 dei quali utilmente collocati da più di 4 anni in delle graduatorie che dovevano permettere loro di godere di una buona boccata d'ossigeno in un periodo di forte crisi occupazionale". Il consigliere comunale di Messina, Libero Gioveni, torna sull'annosa questione che ha visto, ancora una volta, protagonista in negativo l'attuale amministrazione Accorinti che non è riuscita a far partire i cantieri di servizio che avrebbero dato una boccata d'ossigeno a tanti disoccupati messinesi.

"Invero -prosegue Gioveni-, di tali provvisorie opportunità lavorative non se ne è più parlato proprio perché ormai nessuno ci ha creduto e ci crede più visto che questo impasse dura ormai da fin troppo tempo, ma è pur vero che rispondendo alle interrogazioni dello scrivente sull’argomento nelle varie sedute di “Question Time” del Consiglio Comunale nelle quali la S.S. aveva attribuito ai mancati finanziamenti da parte del Ministero verso la Regione i motivi della “paralisi”, di fatto non è ancora emerso ufficialmente quali siano stati i risvolti rispetto a questa potenziale risorsa lavorativa per parecchie famiglie in difficoltà e semmai questa potrà essere realmente sfruttata".

La rassegnazione è senza dubbio il sentimento che predomina maggiormente in centinaia di nostri concittadini al pari di una disaffezione verso le istituzioni, anche perché in parecchi comuni della Regione i cantieri furono avviati e in altri della provincia di Catania addirittura si moltiplicarono. Pertanto Gioveni ha inviato una interrogazione all'assessore Nina Santisi al fine di conoscere "attraverso una Sua nuova interlocuzione con l’assessorato regionale competente, se ci siano ancora concrete possibilità di concedere ai nostri circa 800 concittadini disoccupati utilmente collocati in graduatoria questa breve ma senz'altro preziosa opportunità lavorativa".

"Finalmente sono giunte da parte del Dipartimento servizi sociali le risposte ufficiali alle mie interrogazioni, che mi rendono estremamente soddisfatto per il felice esito di questa battaglia che porterà in breve tempo al tanto auspicato potenziamento e ampliamento degli asili nido comunali di Camaro e San Licandro".E' raggiante il consigliere comunale di Messina, Libero Gioveni che, dopo due distinte interrogazioni (l'ultima delle quali presentata congiuntamente con i consiglieri della terza e quinta Circoscrizione Alessandro Cacciotto e Maurizio Di Gregorio) vede adesso raggiungere il conseguimento di un obiettivo voluto da tempo, ossia aumentare i posti disponibili nelle due strutture: Camaro potrà ospitare 30 bambini rispetto agli attuali 21 e San Licandro ne potrà ricevere 60 rispetto agli attuali 48.
"Il Dipartimento servizi sociali - ricorda Gioveni - aveva affidato 1 anno e mezz o fa alla ditta “SA.GI Costruzioni” di Codogno la gara per i lavori di adeguamento e potenziamento degli asili nido di Camaro e San Licandro grazie alle 900.000 euro dei fondi PAC, il Piano di Azione e Coesione che avrebbe permesso appunto di aumentare l’offerta nelle due strutture. L'immobilismo e il silenzio sulla questione - prosegue il consigliere - mi avevano spinto a non mollare la presa e a chiedere le necessarie spiegazioni sull'accaduto che, come si evince dalla prima risposta, erano dovute alla mancata individuazione del capitolo di bilancio su cui far confluire i fondi ministeriali. Adesso che il nodo è stato finalmente sciolto (e per questo ringrazio l'assessore Nina Santisi e il Dirigente al ramo Domenico Zaccone)  - conclude Gioveni - il RUP potrà finalmente comunicare al Dipartimento il PEG per la successiva formalizzazione dell'affidamento alla ditta vincitrice della gara, che così potrà tranquillamente dare avvio ai lavori".

Continuano a perpetrarsi squallide azioni di sciacallaggio e di oltraggio alla memoria dei defunti all'interno del Gran Camposanto a causa del reiterato furto di fiori dalle tombe site in alcune strutture ricettive cimiteriali, in particolare nel Muro “F” e nei pressi della cosiddetta "Piramide". Già più volte in passato, il consigliere comunale di Messina Libero Gioveni, aveva lanciato l'allarme per questi vili gesti compiuti probabilmente come atto di ritorsione nei confronti dei parenti visitatori. E' accaduto spesso in passato, infatti, che molti cittadini che si recavano a visitare settimanalmente i propri cari scomparsi, venivano avvicinati da ignoti che chiedevano denaro in cambio di un servizio abusivo di pulizia all’interno delle stesse strutture. Al legittimo rifiuto di molti di loro che provvedono da sé a mantenere pulita e in ordine l’area circostante le tombe dei propri cari, ne conseguivano delle vere e proprie azioni ritorsive nei confronti (è proprio il caso di dire) sia dei “vivi” che dei “morti”, in quanto quasi sempre tali azioni si traducevano, nei giorni successivi, in degli inqualificabili furti di fiori dalle tombe.

"Oggi -afferma Gioveni- spesso capita invece, secondo quanto lamentato da parecchi cittadini, che in cambio di una garanzia data ai visitatori più sporadici di comprare per loro dei fiori impegnandosi a depositarli nelle tombe, alcuni soggetti facciano razzia dei fiori dagli altri loculi. Come è noto, tali incresciosi episodi non sono affatto nuovi all’interno del Gran Camposanto; diversi anni fa, infatti, abbiamo assistito a squallidi atti di vandalismo e, ancor peggio, di satanismo. Ci si ricorderà, infatti, -prosegue il consigliere comunale- oltre che dei furti di numerosi portafiori dai tumuli di molti edifici (Confraternita dei Rossi, Santissimo Sacramento S. Luigi, Gravitelli, S. Francesco, Società Operaia ecc.), anche della devastazione della Cappella dell’Arciconfraternita dei Catalani e della macabra scopertura dei marmi di alcune tombe, nonché della raccapricciante asportazione di ossa umane e dell’incendio del tempietto dei Catalani.

Per il consigliere comunale del Gruppo Misto, occorre fronteggiare in modo deciso, quindi, attraverso più rigidi controlli, tutto ciò che rischia di oltraggiare la memoria dei nostri cari e di deturpare l’arte, la cultura e la storia racchiuse in un patrimonio di impareggiabile ricchezza rappresentata dal nostro monumentale.

"Quando si parla di pulizia dei torrenti viene naturale pensare ai grandi corsi d'acqua cittadini che chiaramente hanno delle priorità per il rischio esondazione, ma non si può non pensare anche a quelli certamente più piccoli inseriti in popolosi tessuti urbani che però pregiudicano le condizioni igienico-sanitarie dei residenti". Con questa premessa e con un mini dossier fotografico prodotto che lo dimostra, il consigliere comunale Libero Gioveni e della terza Circoscrizione Alessandro Cacciotto denunciano le condizioni di assoluto degrado in cui versa il torrente di c/da Pozzi a Camaro Superiore, strapieno di rovi ed erbacce che certamente nascondono sotto anche materiale e rifiuti vari. I consiglieri chiedono immediati interventi di pulizia e bonifica all'Amministrazione nel rispetto dei diritti dei residenti delle abitazioni limitrofe che devono fare i conti giornalmente con grossi ratti e fastidiosi insetti vari. "Questo piccolo torrente cittadino - concludono Gioveni e Cacciotto - non è stato mai oggetto di interventi nonostante le ripetute segnalazioni passate (con buona pace dei residenti della zona), ragion per cui, anche in questo senso, sarebbe ora di dimostrare con i fatti che la "rivoluzione" promessa da Accorinti e compagni nelle periferie diventi tangibile e non rimanga semplicemente aleatoria".

Durante i lavori della Sesta Commissione consiliare di ieri 10 gennaio, i consiglieri comunali di Messina, Antonino Carreri e Libero Gioveni, hanno appreso dall'assessore Nina Santisi che l'apertura del nuovo micro nido aziendale comunale, ubicato a piano terra di palazzo Zanca, è ormai prossima. La nuova struttura comunale si andrà ad aggiungere alle tre strutture presenti sul territorio che sono: “L’angolo del cucciolo”, S.Licandro” e “Camaro”. Da circa un anno, le tre strutture preesistenti e il nuovo micro nido aziendale, sono stati affidati, attraverso regolare bando di gara, ad una A.T.I. che garantisce il servizio come puntualmente descritto dall’art. 4 del Capitolato speciale d’oneri. Nello specifico il capitolato d’oneri prevede il servizio per max 25 minori tra i 12 e i 36 mesi all’asilo Angolo del Cucciolo, per 48 minori a S.Licandro, per 21 minori a Camaro e per 12  minori di età compresa tra i 12 e i 36 mesi al micro nido di palazzo Zanca. Dall’affidamento del servizio e sino all’ormai prossima apertura del micro nido di palazzo Zanca, in quest’ultimo non è stata fornita alcuna prestazione dalla predetta A.T.I. (certamente non per responsabilità della stessa).

Nel parere rilasciato dal Collegio dei Revisori dei Conti sul Bilancio Consuntivo 2016 emerge un dato parecchio allarmante circa il disallineamento fra entrate (soltanto 44.000 euro) e costi del servizio (ben 526.000 euro), con un’incidenza appena del 8,37%, suffragato anche dalla recentissima sentenza della Corte dei Conti in merito alla gestione dei servizi a domanda individuale. La riforma della “buona scuola” pare abbia introdotto, per decreto, la trasformazione degli asili nido come “primo passo all’interno dell’istruzione”, al pari della scuola materna, e non più come “servizio di assistenza a domanda individuale”, alla stessa stregua di alcune norme nazionali (Legge 146/90, Legge 42/2009, Legge Delega sul Federalismo fiscale del 2011, Quadro Strategico nazionale 2007-2013) per le quali, seppur la Corte dei Conti della Regione Siciliana si sia pronunciata diversamente, sembrano delineare un percorso legislativo che vorrebbe definitivamente sancire la definizione di asili nido come “servizio obbligatorio”.

Pertanto i consiglieri Carreri e Gioveni hanno presentato una interrogazione al sindaco Accorinti per sapere: quanti minori vengano effettivamente assistiti ad oggi nei tre asili funzionanti, atteso che non in tutti gli asili nido si è raggiunta la copertura di tutti i posti disponibili, nonché per i restanti 12 posti del micro nido non si è ancora di fatto operativi nonostante il bando lo prevedesse sin da subito;

se alla A.T.I. titolare del servizio siano state mai liquidate somme per la gestione del micronido di palazzo Zanca ad oggi mai attivato; a quanto ammonta per l’anno 2017 (quello effettivamente interessato dal nuovo bando) la spesa complessiva delle gestione delle quattro strutture e quanto sia l’incidenza fra entrate e uscite;

se, alla luce dei rilievi fatti dalla Corte dei Conti e dal collegio dei Revisori dei conti, sulle evidenti perdite del servizio, l’amministrazione abbia valutato ipotesi alternative, quale ad esempio l’internalizzazione del servizio, al fine di mettere fine a tale sanguinosa “emorragia”.

se, in virtù della riforma sulla “buona scuola”, vogliano approfondire e seguire l’importante percorso legislativo interloquendo col MIUR, al fine di porre in essere anche nella nostra città questa radicale inversione di rotta nella gestione complessiva degli asili nido, che così verrebbero scorporati dai servizi a domanda individuale, purtroppo sempre sotto la lente di ingrandimento della Corte dei Conti.

“Se in ATM si vuole continuare a nascondere la polvere sotto il tappeto evidenziando solo i risultati raggiunti, che si faccia pure, ma io insisto nel sollecitare un’audizione urgente in Commissione con il nuovo C.d.A. della Municipalizzata e con gli assessori al Bilancio e alla mobilità urbana, per chiarire definitivamente alcune anomalie o lati oscuri emersi null’ultimo periodo, fra i quali i ritardi nella corresponsione dello stipendio di dicembre ai lavoratori!”
Il consigliere comunale di Messina, Libero Gioveni, seppur riconoscendo i passi da gigante compiuti dall’azienda negli ultimi anni nel trasporto pubblico, prende posizione rispetto all’altra faccia di ATM su cui ritiene necessario e urgente che si faccia chiarezza.
"Il fatto che i lavoratori abbiano ricevuto come ultimo stipendio solo quello di  novembre – spiega Gioveni – non rappresenta l’unico rebus che va comunque sciolto al più presto, soprattutto se è vero che il motivo sia soltanto tecnico della Tesoreria di Palazzo Zanca; tra l’altro, a tal proposito, va fatto un plauso a tutti i dipendenti che, nonostante per queste festività natalizie siano rimasti all’asciutto, hanno continuato a svolgere il loro servizio con grande senso di responsabilità; ma la corda non si può certamente tirare troppo, anche per non mettere a rischio il servizio finora eccellente svolto a beneficio dell’utenza.
Ricordo, infatti – prosegue il consigliere – che vanno ancora chiariti, oltre aidubbi sollevati sulla legittimità della costituzione del C.d.A., anche i vari contenziosi in itinere con i lavoratori che rischiano di produrre un danno economico all’azienda e se siano stati posti in essere delle transazioni, nonché conoscere come ATM voglia porsi rispetto alle due sentenze del Tribunale del Lavoro di febbraio e di ottobre dello scorso anno che hanno condannato la Municipalizzata a risarcire parecchi lavoratori di circa 250.000 euro (comprensivi di interessi e rivalutazioni monetarie).
Tali vicende – afferma l’esponente del gruppo misto – rischiano di procurare danni economici esponenziali all’azienda, nonché mettere a rischio la sostenibilità del piano di riequilibrio che adesso va rimodulato!
Pertanto – conclude Gioveni – nell’auspicare che l’assessore al Bilancio Cuzzola sbrogli intanto la matassa stipendi, spero nella convocazione immediata di questa Commissione che ho già formalmente richiesto, affinché si faccia luce a 360 gradi sulle condizioni di salute e sui programmi a breve e lunga scadenza di ATM".

"Non si riesce davvero a comprendere come la città di Messina, rispetto alle altre città italiane (e per non andare troppo lontano, nella fattispecie, anche siciliane) giunga sempre in ritardo in tutto, specie quando vi sono dei diritti da soddisfare". Lo afferma il consigliere comunale di Messina, Libero Gioveni. "Il riferimento -prosegue Gioveni- è in particolare al mancato pagamento delle spettanze economiche per gli scrutatori e i presidenti di seggio che sono stati impegnati nelle ultime elezioni regionali del 5 novembre scorso; più di 2 mesi sono già trascorsi dalla loro prestazione svolta nei seggi, ma di notizie certe sull’auspicata riscossione delle loro competenze ancora non se ne hanno come da “copione”, visto che tali ritardi si sono registrati sempre in tutte le consultazioni elettorali e referendarie degli ultimi anni. La protesta di Gioveni nasce dal fatto che altri comuni come Trapani hanno effettuato i pagamenti il 17 novembre, Campobello di Mazara 1 dicembre, Agrigento 7 dicembre, così come anche il comune di Milazzo che ha proceduto al pagamento. Pertanto, Libero Gioveni, considerato che la stragrande maggioranza degli scrutatori che hanno svolto il loro servizio il 5 novembre risultano disoccupati, ha scritto agli assessori Santisi e Cuzzola, per sollecitarli ad attivarsi per un celere pagamento delle spettanze a tutti i componenti dei seggi impegnati durante le elezioni regionali del 5 novembre 2017.