Una lite condominiale a Brolo rischiava di finire in tragedia. L'intervento dei Carabinieri di Piraino ha evitato il peggio. La lite, iniziata solo verbalmente tra due donne affacciate dal balcone delle proprie abitazioni, è degenerata quando sono intervenuti i loro mariti che hanno deciso di affrontarsi e parlare dell’accaduto di persona.

Durante la discussione tra i due uomini, degenerata poi in lite, un 50enne è stato colpito ripetutamente  con un machete da un 42enne, provocandogli ferite su varie parti del braccio. L’uomo ha smesso di colpire il contendente quando quest'ultimo ha afferrato una mazza da muratore, colpendolo in testa.

I militari della Stazione Carabinieri di Piraino, intervenuti per sedare la lite, sono stati minacciati più volte di morte dal 42enne che brandiva ancora il machete. Gli uomini in divisa lo hanno immediatamente bloccato e tratto in arresto per lesioni personali e minaccia a Pubblico Ufficiale.

Alla vittima, immediatamente soccorsa e accompagnata presso l’Ospedale di Patti, sono state riscontrate ferite al braccio e alla mano. L’uomo arrestato è stato medicato dalla locale guardia medica che hanno riscontrato una ferita alla testa.

L’uomo, dopo le formalità di rito, su disposizione del Magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Patti, è stato ristretto presso la Camera di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Patti, in attesa di udienza di convalida dell’arresto.

I Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata di Militello, impegnati sul territorio in attività di prevenzione e repressione dei reati in genere, con particolare attenzione in occasione della Fiera Storica, nella mattinata di sabato scorso, hanno tratto in arresto per tentato furto Maurizio Santoro, 45 anni e Antonino Scafidi, 48 anni, entrambi originari di Naso. I due sono stati sorpresi dai Militari dell’Arma, in contrada Torrente Mangano del comune di Capo d’Orlando, mentre erano intenti ad asportare materiale edile da un fabbricato in ristrutturazione. Ulteriori accertamenti permettevano di appurare che gli stessi si erano introdotti tramite effrazione della recinzione perimetrale. Adesso dovranno rispondere del reato, in concorso, di tentato furto aggravato. Gli arrestati, informata l’Autorità Giudiziaria competente, sono stati tradotti presso le rispettive abitazioni, in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida presso il Tribunale di Patti.

Sempre nella mattinata di sabato 20 maggio, è stato eseguito un ordine di carcerazione, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Messina, nei confronti di Renzo Martino, 23enne di Torrenova, dovendo lo stesso espiare la pena residua di anni 1 e mesi 4 di reclusione poiché riconosciuto colpevole del reato di ricettazione. L’arrestato, informata l’Autorità Giudiziaria competente, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso l’Istituto Penitenziario per i Minorenni di Palermo.

Infine, nella serata di sabato, nell’ambito di predisposti servizi d’istituto posti in essere in occasione della fiera storica di Sant’Agata Militello e finalizzati alla prevenzione e repressione dei reati in genere, nonché al controllo della circolazione stradale, i Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata di Militello hanno tratto in arresto due cittadini extracomunitari di nazionalità senegalese, Modou Gning, 43enne e Lamin Salla, 20enne, poiché resisi responsabili di resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di indicazioni sulla propria identità personale.

I prevenuti, fermati in via Regione Siciliana di Sant’Agata di Militello da personale della locale Polizia Municipale mentre erano intenti a vendere calzature e borse verosimilmente contraffatte, si rifiutavano di fornire le proprie generalità e iniziavano a inveire, senza alcuna ragione, contro i pubblici ufficiali. Successivamente, al fine di sottrarsi al controllo dei vigili, si scagliavano addirittura fisicamente contro gli operatori. Soltanto l’intervento provvidenziale dei Carabinieri in servizio riusciva ad evitare conseguenze. I Militari bloccavano gli aggressori e, dopo aver allontanato altri connazionali, avvicinatisi per dare manforte ai due fermati, li portavano in caserma.

Gli arrestati, informata l’Autorità Giudiziaria competente, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Compagnia Carabinieri di Sant’Agata di Militello in attesa dell’udienza di convalida presso il Tribunale di Patti.

Un 42enne si trova ai domiciliari con l’accusa di furto aggravato ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato. Francesco Bilardo catturava cardellini con delle reti. E’ quanto avrebbero accertato i Carabinieri della Stazione di Falcone a seguito di una complessa attività investigativa fatta di informazioni raccolte sul territorio e segnalazioni provenienti da varie Associazioni Ambientaliste relative al fenomeno del bracconaggio di specie protette, diffuso nella Riserva naturale dei laghetti Marinello e nelle zone limitrofe.

I carabinieri si sono appostati per ore lungo il greto del fiume allo scopo di individuare e cogliere in flagranza persone che si dedicano alla cattura di specie protette. Hanno così scoperto un artificioso sistema di cattura costituito da gabbie e reti rette da aste di legno e picchetti di ferro che le ancoravano al suolo, il tutto occultato da mazzi di piante di Cardo utilizzate al fine di simulare un ambiente naturale per attrarre la fauna selvatica. Ad attirare le prede, tre cardellini in gabbia e uno legato a un ramoscello con un anello di plastica posizionato al centro della rete. L’uomo, nascosto dietro la vegetazione, azionava il dispositivo realizzato per la cattura tirando una corda che metteva in moto le reti appositamente predisposte. Il richiamo irresistibile dei quattro cardellini in gabbia ha permesso la cattura di altri 6 esemplari, rinvenuti dai Carabinieri all’interno di una gabbia di legno.

Gli uccelli catturati sono stati liberati, mentre un’esemplare, ferito alla zampa, è stato affidato al centro di recupero fauna selvatica regionale dello sviluppo rurale e territoriale di Messina. L’arrestato è stato tradotto presso la propria abitazione in regime di detenzione domiciliare su disposizione del Sostituto Alessandro Lia della Procura della Repubblica di Patti.

La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello stato e il cardellino è considerato specie protetta. Sia la cattura che la detenzione sono proibite dalla legge.

A garantire la sicurezza dei 7 grandi della Terra in occasione del G7, ci penseranno anche due fedeli amici dell’uomo: Athos e Aszkor, due cani Carabiniere di razza Pastore Tedesco specializzati nella ricerca di armi e materiale esplodente in forza al Nucleo Cinofili Carabinieri di Nicolosi. Athos , dal nome di uno de “I tre Moschettieri”, è uno splendido esemplare di Pastore Tedesco di 3 anni, dal pelo grigio, che ricorda un lupo selvatico, che già dai primi mesi di vita a manifestato quelle doti innate a livello sensoriale e caratteriale necessarie per diventare un cane “Carabiniere” e far bene il proprio lavoro: doti, che solo il Centro Carabinieri Cinofili di Firenze, grazie ai suoi validi ed esperti selezionatori cinofili, sono stati in grado di capire attraverso il suo dna.

In forza al Nucleo cinofili da circa un anno, Athos nella seppur breve carriera, si è dimostrato abilissimo per la ricerca di esplosivi insieme al suo inseparabile conduttore, distinguendosi in numerose operazioni di servizio, nel corso delle quali con il suo infallibile fiuto, ha consentito, tra l’altro, il rinvenimento di armi e munizioni abilmente occultate, come avvenuto nel marzo scorso sulle pendici dell’Etna, quando ha rinvenuto 2 pistole, un fucile e una trentina di munizioni.

Insieme al suo collega Aszkor, il più giovane dei due, Pastore Tedesco di 2 anni, in forza da soli due mesi al Nucleo cinofili, sono ora chiamati a contribuire a garantire la sicurezza dei “grandi della Terra” e dei cittadini di Taormina. Athos e Aszkor oltre a operare quotidianamente in attività di servizio, partecipano ai programmi sulla “Legalità” che l’Arma dei Carabinieri conduce con le scuole di ogni ordine e grado anche attraverso dimostrazioni cinofile, sempre apprezzate dai giovani studenti.

Athos e Aszkor sono solo due dei cani schierati dall’Arma dei Carabinieri nella cornice del G7 di Taormina, che vedrà un impegno massiccio del Servizio Cinofili Carabinieri, istituito il 9 giugno 1956, al fine di assicurare l'impiego di Carabinieri conduttori e cani in attività di polizia giudiziaria, di ricerca, di soccorso in aree sensibili e in tutte le operazioni in cui tale intervento fosse stato ritenuto di valido supporto.

Un altissimo livello di addestramento caratterizza l'impiego dei Carabinieri conduttori e dei cani, che in circa 50 anni di attività ha registrato innumerevoli, preziosi risultati nel campo della polizia giudiziaria, accanto ai molti episodi di soccorso e di assistenza.
Particolarmente accurata è la scelta e l’ "arruolamento" dei cani, l'addestramento dei quali viene impartito e mantenuto costantemente sino a quando il cane per “limiti di età” viene trasferito al ruolo "di guardia" e cessa dal servizio, pur rimanendo ovviamente tra i ranghi del Nucleo.

Le condizioni ottimali di salute dei cani, oggetto di costante accertamento sanitario, sono curate attraverso la più razionale alternanza del lavoro e del riposo, la minuziosa igiene del corpo e del ricovero, soprattutto attraverso la loro alimentazione, rigorosamente dosata per tutta la loro vita. Tra i Nuclei facenti parte del Servizio Cinofili vi è quello di Nicolosi istituito il 10/04/1997, e costantemente a supporto di tutta l’Arma della Sicilia Orientale .

Continua incessante il lavoro dei carabinieri nella repressione dei reati contro il patrimonio. Nella serata di ieri, durante un controllo del territorio, militari della Stazione di Roccalumera hanno notato un’autovettura sospetta nei pressi di un terreno agricolo ed hanno proceduto immediatamente ad un’accurata ispezione dell’intera area. Non sono passati inosservati due giovani che, alla vista dei militari, hanno scavalcato una recinzione e tentato la fuga. La reazione dei carabinieri è stata immediata e dopo un breve inseguimento i fuggitivi sono stati bloccati. I Carabinieri hanno accertato che i due si erano introdotti in un fondo agricolo per rubare agrumi e che si erano già impossessati di 350 kg di limoni, rinvenuti all’interno del bagagliaio della loro auto e restituiti al legittimo proprietario. A finire nei guai sono stati due messinesi: il 28enne Giovanni Famulari ed il fratello 25enne Francesco Famulari, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine. Nella mattinata odierna si è svolto il giudizio direttissimo durante il quale il Giudice ha convalidato l’arresto.

E’ stata salvata grazie alla solerzia di una cittadina e all’immediato intervento dei Carabinieri della Stazione di Ganzirri la tartaruga marina “spiaggiata” presso la spiaggia limitrofa al Canale degli Inglesi, sito nel villaggio Torre Faro di Messina. Erano da poco passate le 9 di oggi quando una donna ha riferito di avere avvistato poco prima una tartaruga nell’acqua, disorientata e in difficoltà, ormai prossima a spiaggiarsi nelle sabbie della zona costiera.

Sul posto è giunta immediatamente una pattuglia della Stazione di Ganzirri, che con alcuni cittadini hanno soccorsto e messo in sicurezza il rettile, facendolo adagiare sul bagnasciuga nell’attesa dei successivi soccorsi. La tartaruga del peso di circa 50kg, presentava una profonda lacerazione sulla parte anteriore del carapace rispetto al capo, determinata quasi certamente dall’elica di una barca.

E' stato accertato che si trattava di una tartaruga marina “Caretta Caretta”, una specie a rischio, fortemente minacciata in tutto il bacino del mediterraneo, ormai al limite dell’estinzione nelle acque territoriali italiane. Poco dopo sono arrivati sul posto anche gli uomini della Guardia Costiera con apposito contenitore per trasportare successivamente l’animale presso un luogo idoneo alle cure, che saranno prestate da personale specializzato dell’Istituto Zooprofilattico di Palermo.

Quattro denunciati e nove segnalati alla Prefettura di Messina quali assuntori di droga, è questo il bilancio di un ampio servizio di controllo del territorio condotto dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Messina nel corso dell’ultimo week end. Sotto la “lente d’ingrandimento” dei militari i punti di aggregazione della città maggiormente frequentati nei corso del fine settimana, dove è stata garantita una costante presenza con finalità soprattutto preventive.

Non sono però mancate le denunce. E’ stato registrato il caso di un automobilista 30enne messinese che, nonostante presentasse chiaramente i sintomi legati all’assunzione di stupefacenti, si è rifiutato di sottoporsi agli accertamenti connessi. Il giovane, inoltre, aveva a bordo della proopria auto un coltello dalla lunghezza complessiva di 20 cm. Per l’automobilista è così scattata la denuncia per rifiuto a sottoporsi agli specifici accertamenti finalizzati ad appurare l’assunzione di stupefacenti, nonche’ quella per porto ingiustificato di coltello, che, ovviamente, gli è stato sequestrato. Oltre al ritiro della patente l’uomo ora rischia la pena dell’arresto da sei mesi ad un anno e un’ammenda da 1500 a 6000 euro.

Non avevano invece mai conseguito la patente i due 21enni fermati, uno alla guida del proprio ciclomotore e l’altro della propria vettura dai militari. Per i due, risultati essere recidivi, è così scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Messina per guida senza patente. Pensava invece di potere continuare a viaggiare gratuitamente su un bus dell’Atm un 27enne dello Sry Lanka, già noto alle forze dell’ordine, che, nella tarda serata di ieri è stato denunciato per oltraggio a Pubblico ufficiale.

Erano da poco passate le 23.00 di ieri quando l’attenzione di un equipaggio del Nucleo Radiomobile, che effettuava un controllo in via Consolare Pompea, è stata attirata dal conducente di un pullman di linea dell'Atm di Messina, che ha chiesto aiuto in quanto a bordo vi era un cittadino straniero che si è rifiutato di scendere dal mezzo in quanto sprovvisto di biglietto. Alla richiesta dei militari di scendere dal bus lo straniero si è rivolto ai Carabinieri con frasi offensive. Dopo l'identificazione il 27enne è stato fatto scendere dal mezzo, controllato e condotto in caserma per gli ulteriori accertamenti, al termine dei quali è stato denunciato alla Procura dei Messina per oltraggio a Pubblico ufficiale.

Nell’ambito del servizio sono stati segnalati alla Prefettura di Messina nove assuntori di stupefacenti, ai quali sono stati sequestrati complessivamente 20 grammi di marijuana e  2 due grammi di cocaina.

I carabinieri della compagnia di Messina Sud sono stati impegnati in una un'intensa attività di vigilanza nei quartieri periferici della città. Numerose le perquisizioni domiciliari effettuate ed i controlli di soggetti sottoposti a misure restrittive che hanno portato ad importanti risultati: è stato tratto in arresto da militari della Stazione di Tremestieri con l’accusa di evasione il pregiudicato Giuseppe Selvaggio, 47enne messinese agli arresti domiciliari che, incurante delle prescrizioni imposte, nella giornata di venerdì 12 maggio si trovava fuori dalla propria abitazione senza alcuna autorizzazione. I Carabinieri della Compagnia di Messina Sud al comando del Maggiore Leoncini negli ultimi mesi hanno intensificato in maniera massiccia la vigilanza di persone gravate da misure restrittive puntando a far rispettare scrupolosamente gli obblighi imposti. Nell’ambito dell'attività di contrasto, i militari della Stazione di Tremestieri, inoltre, durante una delle tante perquisizioni effettuate alla ricerca di ami e droga, hanno rinvenuto abilmente occultato tra un cespuglio nei pressi di una palazzina del quartiere Santa Lucia Sopra Contesse un sacco nero con all’interno 50 grammi di marijuana, 150 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e 2 coltelli a serramanico di genere vietato. Durante la pressante attività di controllo nelle principali vie di comunicazione della zona Sud, sono state inoltre elevate numerose contravvenzioni al codice della strada nei confronti di tanti automobilisti indisciplinati.

I Carabinieri della Stazione di Monforte San Giorgio, a conclusione di una complessa attività investigativa hanno deferito in stato di libertà  un allevatore D.G. di 49 anni e il proprio dipendente S.M. di 50 anni, ritenuti responsabili a vario titolo di aver costituito una discarica abusiva.

L’attività d’indagine condotta unitamente a personale del Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri sito a Catania, ha consentito di appurare che i due, mediante lo sversamento illecito e non autorizzato del letame avevano dato luogo ad una discarica abusiva che si estendeva lungo la vallata della contrada Liparano sita nel Comune di Monforte San Giorgio.

L'allevatore, titolare di un’azienda zootecnica operante nel settore dell’allevamento di capi di bestiame, prettamente bovini, quantomeno dal 2014 aveva realizzato una discarica abusiva riversando il letame e lo sterco in una vallata adiacente all’azienda. L’area interessata, circa 8000 mila metri quadri è stata sottoposta a sequestro preventivo in attesa delle determinazioni dell’Autorità Giudiziaria.

 

All'interno della Fiat Bravo avevano un carico di droga, ma non si aspettavano che lungo il loro cammino avrebbero incontrato i militari dell'Arma che erano appostati sulla Strada statale 114 tra Mili e Santa Lucia Sopra Contesse. I Carabinieri hanno intimato l'alt e l'auto ha forzato il posto di blocco fuggendo ad alta velocità. Ne è scaturito un inseguimento durante il quale sono esplosi anche colpi di pistola. Nei pressi del palazzetto dello sport l'auto è stata raggiunta e bloccata. I Carabinieri hanno arrestato il 27enne Francesco Protopapa ed il 45enne Pasqualino Agostino Ninone, mentre una terza è riuscita a fuggire ed è attualmente ricercata. I due, che dovranno rispondere di resistenza a Pubblico Ufficiale e trasporto in concorso di sostanza stupefacente del tipo marijuana, sono stati associati alla Casa Circondariale di Messina Gazzi così come disposto da Pubblico Ministero di turno. All'interno dell'autovettura sono stati rinvenuti due chili di droga che è stata posta sotto sequestro ed inviata al reparto Ris per le analisi quanti-qualitative.

 

 

 

 

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