I carabinieri del Comando Provinciale di Messina e del Ros e la Polizia di Stato stanno eseguendo, in provincia di Messina e in altre località nazionali, un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica, nei confronti di 40 persone accusate a vario titolo dei delitti di associazione mafiosa, estorsione (consumata e tentata), rapina, trasferimento fraudolento di valori, reati in materia di armi e violenza privata, accuse tutte aggravate dal metodo mafioso. L'inchiesta riguarda la mafia "barcellonese" operante prevalentemente sul versante tirrenico della provincia di Messina.
  

I Carabinieri della Stazione di Messina Arcivescovado hanno tratto in arresto in flagranza di reato un cittadino georgiano di 31 anni, resosi responsabile del reato di furto aggravato ai danni di un noto esercizio commerciale situato sul centralissimo viale San Martino a Messina. Ricevuta la segnalazione del furto in corso all’interno dell’esercizio commerciale, sono immediatamente giunti sul posto i Carabinieri della Stazione di Arcivescovado che si sono messi all’inseguimento dei ladri i quali, nel frattempo, si erano dati alla fuga. L’inseguimento, sviluppatosi a piedi lungo le principali vie del centro cittadino (Viale San Martino, Via dei Mille, Piazza Cairoli) si è concluso dopo qualche minuto, quando i militari sono riusciti a raggiungere e bloccare uno dei ladri e a recuperare l’intera refurtiva. Il complice, invece, è riuscito a scappare, ma è stato ugualmente identificato dai militari dell’Arma. La refurtiva, dell’ammontare di ben 5.000 euro tra cui capi di abbigliamento delle più note marche, è stata restituita al titolare dell’esercizio commerciale. Il 31enne è stato tratto in arresto e rinchiuso, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, all’interno delle camere di sicurezza della Stazione Carabinieri di Messina Gazzi, in attesa del rito direttissimo, mentre il secondo è stato denunciato in stato di libertà. Al termine del rito direttissimo, il 31enne è stato condannato alla pena di 4 mesi di reclusione, con pena sospesa.

 

I Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, anche in questo fine settimana coinciso con la festa patronale di San Sebastiano, hanno svolto mirati servizi di controllo del territorio per prevenire e reprimere i reati contro il patrimonio e per garantire maggiore sicurezza sulle strade del comprensorio. Durante i controlli, sono state denunciate alla locale Procura della Repubblica, due persone per furto aggravato, una per danneggiamento su diversi veicoli in sosta sulla pubblica via e due persone, con precedenti di polizia specifici, per ricettazione di veicoli a motore. Infine, tra i vari stand presenti alla festa patronale è stato sorpreso un uomo in possesso di una chiave alterata, probabilmente, per compiere atti fraudolenti.

L’attività di contrasto agli stupefacenti a Terme Vigliatore ha consentito di denunciare in stato di libertà un uomo per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e di segnalare alla Prefettura di Messina tre assuntori. Sequestrati dieci grammi di marijuana. Il servizio, nella parte finalizzata al controllo della circolazione stradale, attraverso l’uso dell’etilometro, ha permesso di denunciare in stato di libertà quattro persone per guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche, poiché trovate con un tasso alcolemico superiore al limite consentito e di procedere al contestuale ritiro delle rispettive patenti di guida. Il servizio ha, infine, consentito di controllare 120 persone, 40 veicoli, con il ritiro di 7 patenti di guida ed il fermo amministrativo di 2 veicoli per mancanza della copertura assicurativa.

 

 

 

Proseguono i controlli a tappeto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Messina non solo nel centro urbano città ma anche nei quartieri periferici. I militari della compagnia di Messina Sud  hanno effettuato numerose perquisizioni domiciliari e controlli di persone sottoposte a misure restrittive domiciliari. Durante uno di questi servizi, è stato arrestato in flagranza di reato il 58enne pregiudicato messinese Natale Cardile. L’uomo, agli arresti domiciliari per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione senza alcuna autorizzazione. Nel corso del rito direttissimo, che è stato celebrato nella mattinata di sabato, l’arresto è stato convalidato e Cardile è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari.

Nell’ambito della stessa attività, sono stati segnalati al locale Ufficio Territoriale del Governo da militari del Nucleo Operativo e della Stazione di Gazzi sei giovani trovati in possesso di stupefacenti per uso personale. Durante i controlli lungo le principali vie della zona Sud, nell’ambito della campagna sulla “Sicurezza Stradale” è stata altresì posta particolare attenzione verso i comportamenti scorretti alla guida che possono accrescere i rischi e le conseguenze degli incidenti, e sono state elevate numerose contravvenzioni ai conducenti indisciplinati.

 

Continuano senza sosta i controlli dei Carabinieri del Comando Provinciale di Messina al fine di garantire un maggior senso di sicurezza e la tranquillità nel Capoluogo peloritano, soprattutto nel fine settimana e nei luoghi della movida. Il Comando Provinciale di Messina ha organizzato un massiccio dispiegamento di uomini e mezzi, effettuando mirati controlli sulle principali arterie di circolazione stradale ed in particolare nelle zone centrali della città, finalizzati al contrasto della guida pericolosa a seguito di assunzione di alcolici e di sostanze stupefacenti.

I militari nell’ambito del servizio, che ha visto impiegati decine di equipaggi con l’ausilio di due etilometri, hanno controllato il traffico sull’intero tratto stradale interessato dalla movida dal Viale Boccetta fino al Centro cittadino. Massima attenzione anche al corretto uso delle cinture di sicurezza per gli autoveicoli, all’uso del casco per i centauri e verifica del rispetto di divieto dell'uso di cellulari alla guida.

In totale sono state denunciate 12 persone ed in particolare:

5 persone denunciate alla Procura della Repubblica di Messina poiché sorpresi alla guida dell’auto in stato di ebbrezza, con l’immediato ritiro delle rispettive patenti di guida;

2 persone denunciate alla Procura della Repubblica di Messina poiché in evidente stato di ebbrezza, si rifiutavano di sottoporsi all’accertamento previsto. ;

1 persona denunciata alla Procura della Repubblica di Messina per detenzione ai fini di spaccio di alcune dosi di stupefacente del tipo marijuana sequestrandone complessivamente poco più 2 grammi e mezzo;

1 persona denunciata alla Procura della Repubblica di Messina poiché in possesso di coltelli e arnesi di vario genere idonei ad offendere senza giustificato motivo;

1 persona denunciata alla Procura della Repubblica di Messina poiché sorpresa alla guida della propria autovettura nonostante gli fosse stata sequestrata;

2 persone denunciate alla Procura della Repubblica di Messina perché alla guida delle rispettive autovetture mentre diffondevano musica ad altissimo volume mediante apparato stereofonico ad elevatissima potenza;

8 persone segnalate alla Prefettura di Messina quali assuntori di stupefacente, poiché sorpresi nell’atto di consumare delle modiche quantità di sostanza stupefacente (marjuana, cocaina e crack).

Inoltre, nel corso del serrato controllo, sono state elevate numerose contravvenzioni al Codice della Strada per lo più relative alla guida senza patente (2) e per mancanza di copertura assicurativa (3). I soggetti colpiti dai citati provvedimenti amministrativi rientrano quasi tutti in una fascia d’età compresa tra i 19 e i 45 anni. Complessivamente, sono state sottoposte a sequestro 3 autovetture e 5 patenti sono state ritirate, per la successiva sospensione.

Carabinieri e Guardia di Finanza di Enna, collaborati dai colleghi degli omologhi Comandi di Messina e Catania, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari, personali e reali, a carico di 45 persone, alcune delle quali pregiudicate, ritenute a vario titolo responsabili di “Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”, “Ricettazione”, “Riciclaggio e impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita”, “Autoriciclaggio” e “Falso commesso dal P.U. e da privato”.

I provvedimenti hanno riguardato: - 27 persone, cui è stata notificata sia la misura cautelare personale (di cui 9 collocati agli arresti domiciliari, e 18 fatti oggetto dell’obbligo di presentazione alla p.g.), sia il sequestro preventivo. Altre 18 persone sono indagate in stato di libertà e sono state interessate dal solo sequestro preventivo. L’operazione denominata “Maglie larghe”, è nata nel 2015 e si è protratta fino alla metà del 2017. Dopo una serie di accertamenti documentali, servizi di osservazione, controllo e pedinamento ed intercettazioni telefoniche, gli inquirenti avrebbero scoperto un collaudato sistema affaristico-criminale di illecita acquisizione di contributi comunitari, veicolati attraverso l’Ag.E.A. (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura), da parte di un elevato numero di persone che, dichiarando falsamente la conduzione di numerosissimi terreni (principalmente in Sicilia, ma anche in diverse altre regioni, per un totale di oltre 25.000 particelle catastali esaminate sull’intero territorio nazionale), in qualità di proprietari o affittuari, avrebbero indebitamente percepito, dal 2005 ad oggi, ingentissimi contributi comunitari per importi che superano i 10 milioni di euro.

Inoltre, molti operatori e responsabili dei C.A.A. (Centri Assistenza Agricola), anziché svolgere le proprie funzioni di consulenza e controllo, all’atto della presentazione delle domande tese ad ottenere, appunto, l’elargizione di fondi comunitari – molte delle quali avanzate da soggetti fisici e giuridici mediante l’uso di false dichiarazioni sostitutive e/o di altri atti falsi –, sarebbero stati parte integrante del sistema fraudolento.

Allo scopo di eludere possibili investigazioni ed accertamenti da parte delle Autorità, le domande venivano spesso formalizzate da persone, principalmente donne, con requisiti tali da evitare di destare l’attenzione degli Inquirenti (quali: un’età inferiore ai 40 anni, in molti casi un’elevata scolarizzazione e importi inferiori ai 150 mila euro, cifra oltre la quale la normativa antimafia prevede specifici accertamenti).

Di seguito l'elenco delle persone interessate dai provvedimenti cautelari personali.

Arresti domiciliari:

1. CAMMARATA Antonio, nato il 23.10.1983 a Capizzi

2. PERGOLA Fulvio Valentino, nato il 17.09.1968 a Enna

3. AMORUSO Carmelo, nato a Nicosia il 03.06.1969

4. IRACI SARERI Antonino, nato il 4.04.1973 a Catania

5. MILITELLO Giuseppe Alessandro, nato il 2.01.1973 a Troina

6. FASCETTO Salvatore, nato il 23.01.1984 in Germania

7. FASCETTO Tommaso, nato il 3.11.1938 a Capizzi

8. IRACI SARERI Mario Antonino, nato il 25.01.1950 a Capizzi

9. ZUCCARA’ Giuseppe, nato il 2.04.1963 a Capizzi

Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria:

10. CAMMARATA Salvatore, nato il 25.01.1994 a Enna

11. LA PAGLIA Salvatrice, nata il 30.09.1962 a Enna

12. PERGOLA Mario Angelo Antonio, nato il 3.04.1956 a Enna

13. POLLACCIA Filippa Lucia, nata il 25.09.1971 a Enna (moglie di PERGOLA Fulvio Valentino)

14. MAMMANO Aurora, nata il 12.09.1978 a Nicosia

15. TROVATO Vincenzo, nato il 20.07.1978 a Nicosia

16. CATALANO Maria Sebastiana, nata il 28.11.1981 a Catania

17. GALLERIA Cinzia, nata il 18.02.1970 a Piazza Armerina

18. SICULIANO Antonina, nata l’8.09.1946 a Piazza Armerina

19. STECCATO VATTUME’ Nadia, nata a Dieburg (Germania) il 25.08.1987

20. BUTTACCIO TARDIO Alessandro Giacomo, nato il 3.04.1975 a Catania

21. BUTTACCIO TARDIO Antonino, nato il 12.04.1971 a Capizzi

22. PARASUCO FORTURELLA Maria Linda, nata il 10.01.1962 a Capizzi

23. PRINZO Giacomo, nato il 20.12.1973 a Catania

24. SCAMINACI RUSSO Francesco, nato il 25.01.1991 a Mistretta

25. ZUCCARA’ Francesco, nato il 2.03.1988 a Nicosia

26. LOMBARDO PONTILLO Giuseppe, nato a Messina il 26.01.1982

27. FARANDA Daniele Antonino, nato l’11.11.1975 a Sant’Agata di Militello.

 

Con l’accusa di tentato furto aggravato in concorso i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno arrestato due rumeni sorpresi mentre asportavano materiale in ferro da un capannone dell’area industriale di Giammoro. Nell’area che ospita numerosi capannoni, era stato registrato un aumento di furti. Numerosi i pattugliamenti soprattutto nelle ore notturne, e i militari dell’aliquota radiomobile della compagnia di Milazzo, durante il transito nell’area, hanno notato un furgonato parcheggiato in un’area distante dal centro abitato. Richiesto l’ausilio per procedere ad ispezionare la zona, i militari si sono addentarti all’interno di un capannone, dal quale provenivano alcuni rumori. Durante il blitz, i carabinieri hanno sorpreso i due  rumeni, Buhnila Constantin Cornel di 24 anni e Raicea Dragos Constantin di 27 anni, intenti con diversi arnesi da scasso a selezionare tubi e cavi metallici da portare via. Alla vista dei militari i due si sono dati a precipitosa fuga, ma sono stati bloccati all’uscita del secondo ingresso da un’altra pattuglia che era sopraggiunta di rinforzo. All’atto del fermo, sono stati recuperati anche diversi arnesi da scasso, sottoposti a sequestro penale. I due sono stati condotti in caserma e, dopo gli atti di rito, sono stati ristretti presso le camere di sicurezza del comando compagnia di Milazzo in attesa del rito direttissimo previsto per la giornata di domani. Sono in corso ulteriori indagini finalizzate a individuare ulteriori complici.

 

Durante una perquisizione veicolare e personale ad un posto di blocco, i Carabinieri della Stazione di Longi, insieme ai colleghi del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno arrestato il 21enne Virginio Tindaro Tranchita, e il 28enne Sebastiano Mazzurco Masi. Sottoposti a perquisizione personale e veicolare, estesa successivamente anche alle rispettive abitazioni, i due sono stati trovati in possesso di complessivi un chilo e cento grammi di marijuana, e cinque grammi di cocaina suddivisa in dosi, un bilancino di precisione, denaro in contante e materiale per il confezionamento dello stupefacente. La droga è stata sequestrata e sarà sottoposto a esami di lavoratorio del Ris di Messina. I due giovani sono stati, invece, condotti agli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni, in attesa dell'udienza di convalida.

Atti persecutori nei confronti della sua compagna e della figlia minore. Queste le accuse che hanno portato all'arresto di un 44enne di Rodì Milici, recluso presso il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. I militari, durante le indagini, hanno documentato serie e reiterate condotte minatorie poste in essere dal 44enne. Condotte che hanno causato un perdurante e grave stato di ansia e di paura e un fondato timore per l’incolumità della donna e della figlia minore. In particolare, le vessazioni nei confronti della donna, erano realizzate sia attraverso l’invio di numerosi sms molesti che ne ledevano l’onore e il decoro, sia attraverso contatti diretti con la figlia minore per conoscere le abitudini della madre e interferire sulle sue condotte di vita. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere, è stato emesso dal Giudice della Indagini preliminari presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Fabio Gugliotta, su richiesta del Sostituto Procuratore Federica Paiola.

 

I militari del Nucleo Radiomobile di Messina hanno arrestato due incensurati messinesi. P.G. di 24 anni e P.C.D. di 27 anni. I due sono stati fermati e arrestati dai Carabinieri perché, in Via Sforza, nel rione Minissale, avevano rubato una moto Yamaha R6 che era stata parcheggiata, sotto l’abitazione dal proprietario. I due, approfittando dell'oscurità, sono riusciti a forzare indisturbati il bloccasterzo e ad asportare la moto. Il proprietario, rincasato poco dopo, si è accorto del furto ed ha avvisato la Centrale Operativa dei Carabinieri, fornendo tutti i dettagli. Il proprietario, oltre a descrivere minuziosamente la propria moto, si era reso conto che il furto era avvenuto qualche attimo prima del suo rientro (poiché era mancato poco da casa e, prima di uscire, aveva notato il motociclo regolarmente parcheggiato), pertanto, il mezzo non doveva essere distante da quei luoghi. Queste circostanze si sono rivelate utili per i carabinieri, che hanno cominciato una vera e propria battuta di caccia circoscrivendo i vari quartieri, setacciandoli. L’intuizione ed il modo di procedere si è rivelato proficuo, tant’è che nel Villaggio Aldisio, alla fine della Via Catanoso (una strada senza sbocco), i due ladri, mentre erano intenti ancora ad armeggiare con il mezzo, si sono visti sbucare e in pochi secondi quattro gazzelle del Nucleo Radiomobile, che li hanno circondati senza lasciare loro possibilità di fuga. Tratti in arresto, come disposto dal Sostituto Procuratore Federica Rende, nella mattinata odierna, sono stati  condotti, per la convalida, presso il Tribunale di Messina. All’esito della convalida dell’arresto sono stati giudicati con rito direttissimo ed i due hanno patteggiavano una pena di 1 anno di reclusione P.C.D. e 8 mesi di reclusione P.G.

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