Proseguono i controlli a tappeto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Messina non solo nel centro urbano città ma anche nei quartieri periferici. I militari della compagnia di Messina Sud  hanno effettuato numerose perquisizioni domiciliari e controlli di persone sottoposte a misure restrittive domiciliari. Durante uno di questi servizi, è stato arrestato in flagranza di reato il 58enne pregiudicato messinese Natale Cardile. L’uomo, agli arresti domiciliari per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione senza alcuna autorizzazione. Nel corso del rito direttissimo, che è stato celebrato nella mattinata di sabato, l’arresto è stato convalidato e Cardile è stato nuovamente sottoposto agli arresti domiciliari.

Nell’ambito della stessa attività, sono stati segnalati al locale Ufficio Territoriale del Governo da militari del Nucleo Operativo e della Stazione di Gazzi sei giovani trovati in possesso di stupefacenti per uso personale. Durante i controlli lungo le principali vie della zona Sud, nell’ambito della campagna sulla “Sicurezza Stradale” è stata altresì posta particolare attenzione verso i comportamenti scorretti alla guida che possono accrescere i rischi e le conseguenze degli incidenti, e sono state elevate numerose contravvenzioni ai conducenti indisciplinati.

 

Una festa in piena regola a base di droga e alcol. Ad interromperla ci ha pensato la Polizia di Messina che, su segnalazione dei vicini di casa infastiditi dal continuo rumore che si protraeva dalla notte, ha fatto irruzione ed ha interrotto i "festeggiamenti" in un appartamento sito in via La Farina. Il bilancio è di un arrestato, un giovane di 24 anni incensurato che è risultato l'affittuario della casa, e di 23 persone fermate di età compresa tra i 20 e i 36 anni. Tutti sono stati denunciati per detenzione di droga e agevolazione dell'uso di sostante stupefacenti o psicotrope, buona parte di loro sono studenti universitari provenienti da Messina e da oltre Stretto.

La Polizia è giunta sul posto alle nove del mattino, a seguito della segnalazione di un cittadino, evidentemente infastidito dagli schiamazzi che proseguivano dalla notte. Ad aprire la porta agli agenti è stato lo stesso affittuario che ha consegnato volontariamente una modica quantità di erba. In casa c'erano ancora altre sei persone. Gli agenti hanno deciso di attuare una perquisizione approfondita. Al quinto piano dell'edificio hanno trovato 13 dosi di polvere bianca. Al sesto piano, nell'area di accesso alla terrazza, hanno trovato gli altri 17 giovani. Davanti a loro c'è tutto il resto della "roba" sequestrata. I poliziotti hanno chiamato i rinforzi e i ragazzi sono stati accompagnati alla caserma Calipari per le operazioni di rito. Nelle prossime ore ci saranno gli interrogatori per capire chi ha organizzato il droga party e chi ha fornito lo stupefacente. Non si ecludono, quindi, ulteriori sviluppi sulla vicenda.

Dopo gli arresti dello scorso maggio di Vincenzo Nunnari e Salvatore Di Paola, la Polizia di Stato ha arrestato il trentaseienne Ugo Ciampi, ritenuto il terzo autore della tentata rapina che risale al dicembre 2016, consumata a Milazzo presso la biglietteria degli aliscafi Liberty Lines. L'arrestato è stato rinchiuso in carcere. Erano le 6.30 del mattino, quando un commando, travisato e armato di pistola, aggredì due guardie giurate che, addette al servizio di trasporto valori alle Isole Eolie, avevano in custodia ingenti somme di denaro. Una delle due guardie giurate è stata colpita con il calcio della pistola più volte ed ha riportato una ferita scomposta alla clavicola ed un trauma cranico con prognosi di 20 giorni.

I poliziotti della Squadra Mobile, grazie anche ai numerosi testimoni ascoltati ed alla visione accurata delle immagini delle videocamere presenti sul luogo della rapina, lo scorso maggio arrestarono due uomini e li condussero in carcere. Le ulteriori indagini hanno permesso agli investigatori di aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione dell’episodio criminoso individuando il terzo responsabile che raggiunto dal provvedimento di applicazione della misura custodiale, è stato assicurato alla giustizia.

 

Atti persecutori nei confronti della sua compagna e della figlia minore. Queste le accuse che hanno portato all'arresto di un 44enne di Rodì Milici, recluso presso il carcere di Barcellona Pozzo di Gotto. I militari, durante le indagini, hanno documentato serie e reiterate condotte minatorie poste in essere dal 44enne. Condotte che hanno causato un perdurante e grave stato di ansia e di paura e un fondato timore per l’incolumità della donna e della figlia minore. In particolare, le vessazioni nei confronti della donna, erano realizzate sia attraverso l’invio di numerosi sms molesti che ne ledevano l’onore e il decoro, sia attraverso contatti diretti con la figlia minore per conoscere le abitudini della madre e interferire sulle sue condotte di vita. Il provvedimento di custodia cautelare in carcere, è stato emesso dal Giudice della Indagini preliminari presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Fabio Gugliotta, su richiesta del Sostituto Procuratore Federica Paiola.

 

I Carabinieri della Compagnia di Sant’Agata di Militello, hanno tratto in arresto il 40enne Massimo Basilio Latino di San Marco d’Alunzio, poiché resosi responsabile dei reati di violenza, a pubblico ufficiale e lesione personale. L'uomo a tarda notte, in evidente stato di alterazione psicofisica, creava confusione fuori da un locale del centro aluntino, attirando l’attenzione dei residenti e dei clienti. All’arrivo dei Carabinieri, il 40enne, senza alcuna ragione, ha iniziato ad inveire e minacciare gravemente i militari che cercavano di riportarlo alla calma. Non contento, Latino, al fine di sottrarsi al controllo, si è scagliato contro uno dei militari e ha tentato di allontanarsi a bordo della sua autovettura, danneggiando elementi di arredo urbano ed i muri perimetrali di alcune abitazioni. Prontamente bloccato dai Carabinieri, è stato arrestato, condotto in caserma per le formalità di rito e tradotto presso la propria abitazione, in regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida davanti al Tribunale di Patti.

 

Una convivenza turbolenta ed un’accecante gelosia fanno da sfondo ad una triste storia di violenza domestica conclusasi con l’arresto di un uomo da parte dei poliziotti delle Volanti della Questura di Messina intervenuti in soccorso della malcapitata. Le impediva di uscire di casa minacciandola di farle del male qualora avesse tentato di scappare, le distruggeva il cellulare e sottoponeva a serrati controlli le conversazioni intrattenute su facebook. Una violenza fisica e psicologica che aveva portato la donna a maturare la convinzione di lasciare il compagno: una scelta non condivisa che acuiva la rabbia e la gelosia dell’uomo che oltre a sequestrarla in casa, le incuteva terrore brandendo un coltello del tipo a serramanico.

Un’uscita in macchina ed una provvidenziale distrazione, hanno permesso alla donna ,nella mattinata di ieri, di allontanarsi di corsa e chiedere aiuto. Gli agenti di polizia sono intervenuti immediatamente mettendosi alla ricerca dell’uomo, individuato in strada mentre passeggiava con un cane al guinzaglio. Dopo essere stato identificato, i poliziotti hanno effettuato una perquisizione domiciliare con conseguente sequestro del coltello perfettamente coincidente alla descrizione fornita dalla donna. Per l'uomo sono scattati gli arresti domiciliari, in attesa della convalida dinnanzi al Gip.

 

E’ finita la lunga fuga di un diciassettenne messinese, ricercato dalla fine di dicembre del 2017, quando era scappato da una comunità per minori del Nord Italia, dove era stato collocato per reati contro il patrimonio. Dopo la fuga è scattata l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale competente. Dal momento dell’evasione, le ricerche dei Carabinieri non si sono mai interrotte e sono diventate via via più intense con il passare del tempo, facendo stringere sempre di più il cerchio intorno al giovane. La sua fotografia era a bordo di ogni auto in servizio di pattuglia. Mirati posti di controllo sono stati predisposti nelle zone e sugli itinerari che si pensava potessero essere battuti, ma soprattutto sono stati eseguiti numerosi servizi di osservazione e pedinamento nei pressi delle abitazioni dei suoi familiari e di tutte le persone in qualsiasi modo riconducibili a lui. E’ stato così che i militari del Nucleo Operativo di Messina Sud hanno individuato il ragazzo mentre cercava di raggiungere a piedi la casa di alcuni parenti, bloccandolo e dichiarandolo in arresto. Dopo le formalità di rito, il 17enne è stato ristretto presso l’Istituto penale per minorenni di Acireale, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I Carabinieri della Stazione di Messina Giostra, con il supporto dei colleghi del Nucleo Radiomobile e della Stazione di Faro Superiore, hanno tratto in flagranza del reato di resistenza a pubblico ufficiale un 48enne del posto che, in piena notte, ubriaco, se l’è presa prima con l’anziana madre chiedendole con fare aggressivo del denaro e, successivamente, con i sanitari del 118 intervenuti per prestargli assistenza e tentare, invano, di ricondurlo alla calma. Alla fine sono scattate nei suoi confronti le manette. Immediatamente giunti sul posto i Carabinieri hanno ricostruito i fatti e hanno tratto in arresto l’uomo. Quindi è stato rinchiuso all’interno delle camere di sicurezza della Stazione Carabinieri Messina Gazzi, in attesa del rito direttissimo che si è tenuto ieri pomeriggio presso il Tribunale di Messina. Il Giudice, dopo aver convalidato l’arresto effettuato dai militari dell’Arma, ha disposto la misura dell’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria nei confronti dell’uomo.

Una disperata richiesta d’aiuto ed il tempestivo intervento dei poliziotti delle volanti della Questura di Messina hanno posto fine, nell’appena trascorsa nottata, ad un triste episodio di violenza domestica. Autore delle plurime aggressioni un pluripregiudicato messinese di 48 anni; la vittima l’anziana madre costretta a vivere in uno stato d’ansia a causa dei continui litigi con il figlio. Insulti e minacce erano la conseguenza delle richieste di denaro non soddisfatte che non mancavano di sfociare in atti di violenza fisica causando nella malcapitata un vero e proprio timore per la propria incolumità. All’ordine del giorno anche gli atti di puro vandalismo ai danni della mobilia dell’appartamento della povera signora. All’arrivo nell’abitazione, i poliziotti hanno trovavato l’uomo in evidente stato di concitazione. Continuava ad urlare ed inveire, lasciando emergere una personalità aggressiva ed estremamente pericolosa che, solo l'intervento degli agenti tra lui e la vittima, ha impedito sfociasse in azioni violente. La flagranza del reato, ha portato all’arresto dell’uomo trattenuto dietro disposizione dell’Autorità giudiziaria competente, avvisata del fatto, presso le camere di sicurezza in attesa di essere giudicato con rito direttissimo.

I militari del Nucleo Radiomobile di Messina hanno arrestato in flagranza del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, Francesco Spadaro, 39 messinese, che si trovava al regime degli arresti domiciliari presso la propria abitazione nel rione di Giostra. I militari si sono insospettiti per un via vai di giovani presso l’abitazione dell’uomo, una tipica circostanza che avviene durante un'attività di cessione di sostanze stupefacenti. Con un'azione fulminea, i carabinieri sono riusciti ad introdursi nella casa dell’uomo il quale, dopo aver superato la sorpresa nel trovarsi davanti gli uomini in divisa, ha finto un malore, si è recato in bagno e, con una mossa fulminea, ha gettato nello scarico, un involucro di cocaina. Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto e sequestrato, un involucro cellophane contenente cocaina, un cucchiaino da caffè utilizzato per porzionare lo stupefacente, un bilancino di precisione e la somma di euro 825,00 in contanti, la cui provenienza non è stata giustificata dall’uomo e che, pertanto. è stata ritenuta provento dell’attività di spaccio. L’arrestato, dopo aver soggiornato nelle camere di sicurezza, nella mattinata odierna, è stato condotto per all’udienza di convalida presso il Tribunale di Messina, all’esito della quale l’arresto è stato convalidato ed il 39enne è stato associato nuovamente in regime degli arresti domiciliari.

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