I Carabinieri Compagnia di Barcellona P.G. hanno arrestato il 44enne Roberto Torre, residente a Rodì Milici, il quale su disposizione della Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto deve scontare la pena residua di undici mesi di reclusione in regime di carcerazione. Il provvedimento scaturisce da intensa e serrata attività d’indagine posta in essere dai Carabinieri della Stazione di Barcellona P.G., a riscontro di continuate condotte vessatorie e di violenza commesse ai danni dell’ex compagna nel settembre 2014. L’arrestato, al termine delle formalità di legge, è stato tradotto presso la locale casa circondariale.

 

 

 

 

Nella notte appena trascorsa i Carabinieri hanno eseguito un servizio straordinario finalizzato sia al controllo della circolazione stradale che a prevenire la recente escalation di furti. In piena notte, mentre una pattuglia dell’Arma transitava su via Risorgimento, ha notato che due giovani stavano tentando di scassinare la saracinesca di una rivendita di tabacchi. Alla vista dei Carabinieri i due malviventi avvedutisi della pattuglia, si sono dati a precipitosa fuga, ma uno dei due è stato raggiunto e bloccato. Alessandro Cipriani 43 enne, già noto alla forze dell’ordine, di origini calabresi, ma residente a Messina, all’esito della perquisizione personale, è stato trovato in possesso di arnesi da scasso, sottoposti a sequestro. Le indagini proseguono per risalire all’identità del complice. Sempre nella notte i Carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno denunciato altre tre persone responsabili di guida in stato di ebbrezza, controllando 131 persone, 49 veicoli e ritirando sette patenti di guida. Sono state emesse 25 contravvenzioni per un totale di 5.500 euro circa e più di 80 punti decurtati.

 

 

La rapina nei confronti di un 80enne, avvenuta nei pressi di villa Dante, risale allo scorso 17 gennaio. Adesso i Carabinieri hanno arrestato il 39enne pregiudicato, Pietro Trifirò, perchè ritenuto responsabile di quell'atto criminoso. La rapina avvenne intorno alle 12.30. L'anziano, dopo aver prelevato la somma di 250 euro presso l'ufficio postale di via San Cosimo, fu avvicinato da un individuo che lo colì violentemente al volto con dei pugni, per farsi consegnare il denaro. Sil posto intervennero i carabinieri che prestarono immediati soccorsi all'uomo e lo accompagnarono al Policlinico universitario, dove i sanitari gli diagnosticarono un trauma cranico.

I militari avviarono le indagini e ricostruirono minuziosamente la vicenda, dopo aver ascoltato la vittima, alcuni testimoni in zona e visionando le immagini del sistema di video sorveglianza dell'ufficio postale e di altre attività commerciali.  Si riuscì a capire che un uomo sulla quarantina, ben riconoscibile per il fatto che si trovasse all’interno dell’ufficio postale con una bottiglia di birra in mano, aveva iniziato con insistenza ad osservare l’anziano mentre eseguiva un prelievo di denaro nell’istituto di credito e poi, vistolo uscire, lo seguì con discrezione aspettando il momento propizio per porre in essere la feroce aggressione. Iniziò dunque una certosina opera di comparazione delle immagini immortalate dalle telecamere con le foto segnaletiche di pregiudicati per dare un nome al volto del rapinatore, e tutti gli indizi hanno portato a Trifirò. I militari hanno effettuato una perquisizione ed hanno trovato gli abiti indossati durante la rapina e l'uomo ha parzialmente ammesso le sue colpe. Pertanto è scattato il provvedimento cautelare nei suoi confronti, all'interno del carcere di Caltagirone. Trifirò dovrà adesso rispondere delle pesanti accuse di rapina aggravata e lesioni personali.

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Messina hanno arrestato un 18enne straniero originario del Gambia, richiedente asilo, che nella giornata di ieri ha selvaggiamente aggredito per strada la sua ex fidanzata coetanea anch’essa di nazionalità straniera. I fatti sono accaduti alle ore 14.00 circa di domenica nel pieno centro di Messina. Una donna, mentre si trovava alla guida della propria autovettura, ha notato una ragazza straniera aggredita e malmenata da un uomo. Dopo aver cercato di attirare l’attenzione dell’aggressore suonando ripetutamente il clacson, ha avvisato i Carabinieri che, in pochi attimi, sono giunti sul posto trovando, in uno spiazzo antistante la spiaggia, una ragazza riversa a terra con una ferita al capo da cui fuoriusciva copiosamente sangue ed un uomo che gesticolava animatamente. Quest’ultimo si è calmato solo alla vista dei militari dell’Arma e veniva immediatamente bloccato.

La donna è stata trasportata presso il pronto soccorso dell’Ospedale “Piemonte” per esser medicata a causa di una evidente ferita lacerto contusa all’orecchio (giudicata guaribile in 15 gg di prognosi). I due avevano avuto, in passato, una relazione durata pochi mesi e finita per incompatibilità caratteriale. La decisione di troncare il rapporto non era stata accettata dall’ex fidanzato che da quel momento, giornalmente, aveva iniziato a porre in essere una serie di atti persecutori, pedinamenti, telefonate e messaggi, con quotidiana insistenza, sino a domenica pomeriggio quando la ragazza, uscita per fare delle compere, improvvisamente se lo trovò davanti.

L’uomo, l'ha seguita anche all’interno di un supermercato, l'ha implorata di tornare insieme, senza raggiungere il proprio obiettivo e avendo ottenuto l’ennesimo rifiuto, in preda all’ira, l'ha aggredita fisicamente mentre la giovane percorreva la strada per tornare a casa. Il 18enne si è impossessato con violenza del cellulare della giovane donna, l'ha aggrediva scaraventandola a terra, per poi sferrarle alcuni calci al capo che le hanno provocato una ferita sanguinante all’orecchio. I Carabinieri hanno sottoposto a perquisizione il giovane, trovato in possesso dello smartphone poco prima sottratto all’ex fidanzata. 

L’uomo è stato dichiarato in stato di arresto per i reati di atti persecutori, rapina e lesioni personali ed accompagnato presso la caserma del Nucleo Radiomobile dove, su disposizione del pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Messina, è stato trattenuto all’interno delle camere di sicurezza in attesa del processo con rito direttissimo che si è svolto nella mattinata odierna, all’esito del quale, l’arresto è stato convalidato ed il Giudice del Tribunale di Messina ha disposto l’applicazione della misura cautelare in carcere per il giovane gambiese che dovrà scontare presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi.

 

 

E’ stato giudicato, con rito direttissimo, il giovane Santino Grioli, appena ventenne, per aver violato la misura cautelare degli arresti domiciliari, ed essersi allontanato dalla Comunità Kennedy di Via XXIV Maggio a Messina. Il giovane si trovava ristretto presso la Cta a seguito di denuncia per violenza sessuale, sporta da una nota Sexy Star di Messina, con cui, lo stesso, intratteneva da tempo una storia d’amore. Evaso nella giornata del 29 Maggio 2018 si è immediatamente trasferito nell’abitazione della compagna che lo ha ospitato sino a quando la Polizia Penitenziaria, con la collaborazione della Squadra Volanti della Polizia di Stato, lo ha colto in flagranza di reato. Dopo una perquisizione accurata dell’appartamento della nota Starlet, gli agenti, hanno rinvenuto l’evaso nel vano cucina. La compagna, sopraggiunta qualche minuto dopo è stata denunciata per favoreggiamento. I legali del Grioli Avv. Rosa Guglielmo e Avv. Paola Barbaro, hanno presenziato al giudizio direttissimo anticipando richiesta di rito alternativo ed ottenendo dall’A.G. procedente, che non venisse applicata alcuna misura cautelare al giovane fuggitivo. Il ragazzo è stato riaccompagnato dagli agenti presso la Comunità in cui era ospite, il processo è stato rinviato al prossimo 13 Luglio.

Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio presso il Nucleo Provinciale Traduzioni e Piantonamenti della Casa Circondariale di Messina, si sono distinti in un'operazione di polizia che ha portato all'arresto di un pluripregiudicato per il reato di evasione. A darne notizia è il SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) che ancora una volta si complimenta con tutto il personale di Polizia Penitenziaria per la riuscita dell'operazione.
Il soggetto in questione, G.S. di anni 21, si era reso irreperibile da alcuni giorni dal luogo in cui stava scontando una condanna in regime di arresti domiciliari. I poliziotti penitenziari, liberi dal servizio e con alto senso del dovere, sono venuti a conoscenza che il giovane si nascondeva all'interno di un'abitazione a Messina, e hanno informato il proprio Comandante, che ha coordinato le operazioni. I poliziotti penitenziari, sempre in contatto con il proprio Comandante, hanno intrapreso un servizio di appostamento presso l'indirizzo di cui erano venuti a conoscenza ed una volta avuta contezza che all'interno ci fosse un uomo le cui caratteristiche somatiche corrispondevano a G.S., hanno chiesto l'ausilio di agenti della Questura di Messina. Bloccate tutte le vie di fuga e dopo aver con insistenza provato a far aprire la porta, sono stati costretti a fare irruzione da una finestra. All'interno della casa c'era il 21enne G.S. che è stato tratto in arresto in flagranza per il reato di evasione.
 

Furto aggravato in concorso, commesso a Messina il 7 novembre 2015, il reato per il quale il 48enne messinese Giuseppe Trovatello, dovrà espiare la pena residua di 5 mesi e 5 giorni di reclusione. A eseguire l’ordinanza di carcerazione in regime di detenzione domiciliare i poliziotti del Commissariato Sezionale Messina Sud.

 

Una coppia di coniugi catanesi è stata arrestata per furto aggravato all’interno della Chiesa Santissima Annunziata di Forza d’Agrò. In manette sono finiti Antonino Miraglia di 44 anni e Grazia Nicolosi di 45 anni. Dopo la segnalazione di alcuni furti in alcune chiese della zona jonica, i carabinieri hanno svolto dei servizi mirati a reprimere e prevenire tali furti. Contestualmente sono stati visionati delle immagini dei sistemi di video sorveglianza presenti nelle chiese interessate e nelle aree limitrofe. I militari hanno verificato che gli autori dei furti erano un uomo e una donna che, forzando le cassette delle offerte con un grosso cacciavite, ne prelevavano il contenuto. I militari della Stazione di Forza d’Agrò durante l’ennesimo servizio di osservazione sono entrati in azione proprio quando hanno notato la coppia entrare all’interno della Chiesa SS. Annunziata di Forza d'Agrò con fare sospetto. Ben presto i due, aiutandosi con degli arnesi da scasso, hanno scardinato le cassette delle offerte impossessandosi del denaro, nascosto all’interno della borsa della donna. Fermati immediatamente, i due sono stati sottoposti a perquisizione personale e veicolare, che permetteva di rinvenire alcuni arnesi da scasso ed i proventi del furto appena commesso; pertanto sono stati arrestati. Espletate le formalità di rito l’uomo e la donna sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Stazione di Giardini Naxos. Nella mattinata odierna sono stati condotti davanti il Tribunale di Messina, dove il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti della donna e l’obbligo di dimora nel comune di residenza per l’uomo.

I Carabinieri della Compagnia di Messina Centro hanno arrestato un cittadino marocchino di 34 anni per i reati di atti persecutori, sequestro di persona, lesioni personali, violenza privata e minacce. Durante un regolare servizio di controllo del territorio un cittadino ha richiamato l’attenzione di una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Ganzirri riferendo che poco distante un uomo stava aggredendo una donna in strada. I militari si sono prontamente recati sul luogo segnalato. Al loro arrivo hanno visto una donna che si dimenava e chiedeva aiuto disperatamente per sfuggire alla presa di un uomo che la teneva a terra. Alla vista dei Carabinieri l’uomo, successivamente identificato in un 34enne marocchino, ha tentato la fuga, ma è stato prontamente bloccato dai militari. Immediatamente sono state prestate le cure del caso nei confronti della donna che è stata trasportata e medicata presso il Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera “Papardo”. Il 34enne è stato condotto in caserma dai Carabinieri e dichiarato in stato di arresto.

L’aggressione, avvenuta per strada in tarda serata, secondo quanto accertato dai militari della Stazione di Ganzirri, supportati dalla Task force costituita a livello provinciale per contrasto alle violenze di genere, costituisce solo l’ultimo atto di una vicenda iniziata circa due anni fa, quando i due avevano iniziato una relazione sentimentale, sin dall’inizio segnata da atteggiamenti altamente aggressivi, violenti e possessivi dell’uomo, arrivato addirittura a rinchiudere la donna nella stanza da letto in più di una circostanza. Comportamenti continuati anche nel momento in cui la donna aveva deciso di interrompere la relazione. L’uomo, tuttavia, non rassegnatosi, si presentava ogni giorno sotto il luogo di lavoro della vittima, costringendola a seguirlo. Il tutto ha indotto la vittima a cambiare le proprie abitudini di vita, temendo seriamente per la propria incolumità, anche in considerazione delle numerose minacce di morte ricevute. Tempestivo, invece, è stato l’intervento della pattuglia dei Carabinieri, che ha consentito di evitare che la situazione potesse degenerare ulteriormente. Per il cittadino marocchino, su disposizione del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Messina, si sono spalancate le porte del carcere di Messina Gazzi.

Nel pomeriggio di ieri i carabinieri della Compagnia di Milazzo hanno eseguito una misura cautelare personale a carico di una maestra d’asilo, 63enne, che è stata interdetta per mesi 12 dalle funzioni e dalle attività inerenti il proprio ruolo di maestra di scuola dell’infanzia di Gualtieri Sicaminò. Le indagini della Procura hanno preso il via nel mese di novembre 2017, quando alcuni genitori, che avevano notato anomalie comportamentali ed a volte dei turbamenti psichici dei propri figli, di tre-quattro anni, si sono rivolti ai carabinieri. Le indagini, condotte ininterrottamente per cinque mesi hanno consentito di accertare che la maestra, incurante dell'età dei bambini a lei affidati per la custodia, istruzione ed educazione, ledeva l’integrità fisica e morale dei bambini infliggendo sofferenze, privazioni ed umiliazioni. I militari oltre a raccogliere diverse denunce, si sono adoperati nel raccogliere quante più informazioni possibili attraverso le dichiarazioni anche di altri testimoni che, in maniera univoca, hanno riportato alcuni comportamenti anomali dei piccoli, destinatari dei maltrattamenti. L’attività investigativa anche di natura tecnica ha consentito di evidenziare una frequenza e ripetizione delle condotte delittuose, idonea a suffragare l’ipotesi di cui all’art. 572 del codice penale.

 

 

 

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