La Polizia di Sant'Agata di Militello, in collaborazione con il Commissariato di Capo d'Orlando, ha arrestato tre catanesi in trasferta che cercavano di affibbiare banconote false ai commercianti della zona. A finire in manette Luciano Gatto di 26 anni, Sarah Niciforo di 20 anni e Guido Bonanno di 30 anni, tutti già noti alle forze dell'ordine ed arrestati in passato per vari reati. L’allarme è partito dal proprietario di una farmacia che ha chiesto l’aiuto della Polizia di Stato e ha raccontato di un uomo che, poco prima, intorno alle 19.00 di ieri, aveva tentato di pagare alcuni medicinali con una banconota falsa da 50 euro. Non c’era riuscito perché il titolare dell’esercizio commerciale aveva verificato l’autenticità del denaro con un sistema di rilevamento e, vistosi scoperto, se l’era data a gambe levate.

Le ricerche della Polizia sono partite subito e hanno visto impegnati i poliziotti dei Commissariati di Sant’Agata e Capo d’Orlando, sulle tracce di più individui che avevano già rifilato o tentato di rifilare altre banconote. Intorno alle 20.00, gli agenti hanno infatti sorpreso la persona segnalata dal titolare della farmacia in una rosticceria, in compagnia di altre due persone, intento a consumare quanto era stato pagato con un’altra banconota falsa, anche stavolta da 50 euro. L’uomo e gli altri due avevano comprato panelle e arancini per un importo di 6 euro e il resto, in banconote assolutamente valide, se l’erano intascato. Addosso, di banconote false da 50 euro ne avevano altre due, insieme ad altro denaro con ogni probabilità provento dell’attività illecita.

Uno dei tre è stato filmato dalle telecamere di video sorveglianza della farmacia. Ulteriori indagini hanno evidenziato un altro tentativo, intorno alle 20.00, da parte degli arrestati in un bar di Sant’Agata Militello, dove hanno tentato di acquistare birra e acqua senza riuscirci. Anche in questo caso, una volta scoperta la falsità della banconota da parte del titolare, sono scappati. Le indagini congiunte dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Capo d’Orlando e S.Agata Militello proseguono, al fine di individuare ulteriori complici dei tre arrestati.

Nella città dello Stretto a rendere necessario l’intervento degli operatori di polizia delle volanti sono due uomini entrambi messinesi: il primo di venticinque anni il secondo, Rosario Mollura, di ventisei. Stesso il reato alla base dei provvedimenti precautelari: resistenza e violenza a pubblico ufficiale; diversi i contesti e le modalità di perpetrazione del fatto.

Il venticinquenne è stato tratto in arresto all’interno della sua abitazione per aver proferito frasi ingiuriose e minacciose ai poliziotti intervenuti per sedare una lite in famiglia. L’uomo non ha desistito dal suo intento violento e distruttivo neanche al loro arrivo, anzi si è scagliato minacciosamente contro colpendone uno con un pugno all’addome.

Mollura, invece, è stato bloccato per strada durante un normale controllo al quale tentava di sottrarsi attaccando non solo verbalmente ma anche fisicamente gli operatori di polizia uno dei quali ha dovuto ricorrere a cure mediche. Per entrambi i fatti è stata avvisata l'autorità giudiziaria che ha disposto il trattenimento nelle camere di sicurezza degli arrestati in attesa del rito direttissimo.

Prosegue incessante l’operazione di polizia di Stato battezzata quartieri sicuri che diventa adesso Periferie Sicure. Nella settimana appena trascorsa, un massiccio spiegamento di forze al servizio del cittadino è stato in strada con un unico obiettivo: implementare la sicurezza. Giostra, Villaggio Aldisio, Gazzi ma anche Piazza Cairoli, Piazza della Repubblica, Piazza del Popolo sono solo alcuni dei luoghi passati a setaccio dagli operatori di polizia. 103 le pattuglie impiegate, circa 600 le persone controllate insieme a 403 veicoli, 4 dei quali sottoposti a sequestro. Ed ancora contestate non poche violazioni amministrative nei confronti anche di posteggiatori abusivi ai quali è stata applicata la misura dell’allontanamento dal luogo per 48 ore, ritirate patenti, perquisite abitazioni, contestate infrazioni al codice della strada, sequestrate significative quantità di sostanza stupefacente, effettuati controlli nei confronti di soggetti sottoposti a vario titolo a misure restrittive della libertà personale.
Cinque denunce per furto e porto d’armi o oggetti atti ad offendere, invasione di terreni e fabbricati, omissione di soccorso e lesioni personali colpose, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Infine arrestato lo scorso 10 ottobre Giuseppe Spadaro per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Ulteriori controlli anche in provincia. Nella notte tra sabato e domenica servizi straordinari del territorio eseguiti dai poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Capo d’Orlando hanno interessato il comune di Tortorici. 41 i veicoli controllati, 71 le persone identificate. Elevati inoltre verbali per violazioni al Codice della Strada ed eseguite due perquisizioni. Due gli esercizi commerciali sottoposti a verifica.

Avevano tentato la fuga per sfuggire ad un controllo della Polizia Municipale, ma nei pressi c'erano i Carabinieri che, dopo un rocambolesco inseguimento, hanno arrestato Tkach Volodymyr, ucraino, di 37 anni e Trofimenko Roman, russo di 40 anni. I due stavano transitando sul lungomare di Gioiosa Marea, quando una pattuglia della Polizia locale ha intimato l'alt. Il mezzo si è accostato, ma nel momento in cui gli agenti hanno chiesto di esibire i documenti di guida, i due stranieri a bordo, prima li hanno minacciati, dopo sono ripartiti a tutta velocità per sottrarsi al controllo.

Nelle immediate vicinanze c'erano due pattuglie dell’Arma impegnate nel loro quotidiano servizio di prevenzione e repressione dei reati. Immediatamente allertarti dell’accaduto, i militari hanno intercettato il veicolo in fuga, ingaggiando un inseguimento durante il quale i due stranieri hanno rischiato, fortunosamente senza conseguenze, di travolgere pedoni ed autovetture in sosta. Fermati dopo quasi un chilometro, i due sono stati accompagnati presso il locale ospedale “Barone Romeo” per essere sottoposti ad accertamenti sanitari per verificare l’evidente stato di ebbrezza alcolica, o l’eventuale utilizzo di sostanze stupefacenti.

Per i due sono scattate le manette e sono stati accompagnati presso la loro abitazione in regime di arresti domiciliari, in attesa di rito direttissimo.

Scattata nella serata di ieri l’Operazione denominata “Periferie Sicure” finalizzata ad implementare il senso di sicurezza e la tranquillità nel Capoluogo peloritano. I Carabinieri del Comando Provinciale di Messina la scorsa notte hanno incrementato la presenza dei militari dell’Arma nella zona della città caratterizzata dalla frequenza di giovani attirati dalla fitta densità di locali notturni, ma garantendo un contestuale controllo, anche grazie all’ausilio di Reparti speciali, nei quartieri più difficili della città.

I controlli sono stati effettuati nei pressi della Villa Dante e Villetta Royal per prevenire avvenimenti segnalati dai residenti della zona. I militari hanno controllato il traffico sull’intero quadrante del Centro cittadino col particolare obiettivo di prevenire il fenomeno della guida in stato d’ebbrezza e sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Mai come in questo servizio il bilancio è stato particolarmente pesante. Due persone sono state arrestate per furto aggravato in concorso di un ciclomotore, asportato verso le ore 23.00 in via Consolare Pompea ed intercettati nel quartiere “Mangialupi” e tratti in arresto ancora con i grimaldelli e cacciaviti al seguito. Si tratta di un 41enne pregiudicato ed un incensurato 25enne entrambi di Messina. Un ulteriore arresto per evasione nel Rione Giostra.

Quattro persone denunciate per guida in stato di ebbrezza e tre in stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di stupefacenti per rifiuto di sottoporsi all’accertamento previsto, con l’immediato ritiro delle rispettive patenti di guida. Quattro persone denunciate alla Procura della Repubblica di Messina perché sorprese alla guida delle rispettive autovetture mentre diffondevano musica ad altissimo volume mediante apparato stereofonico ad elevatissima potenza. Una persona denunciata alla Procura della Repubblica di Messina per detenzione ai fini di spaccio di alcune dosi di marijuana sequestrandone complessivamente oltre 20 grammi. Tre persone denunciate alla Procura della Repubblica di Messina poiché in possesso di coltelli e arnesi di vario genere idonei ad offendere senza giustificato motivo. Tre giovani denunciati poiché sorpresi alla guida senza patente per non averla mai conseguita e tra l’altro gli stessi erano già stati fermati in precedenza e quindi recidivi.

Quindici persone segnalate alla Prefettura di Messina quali assuntori di stupefacente, poiché sorpresi nell’atto di consumare delle modiche quantità di sostanza stupefacente (hashish e marijuana).

Due esercizi commerciali dediti alla somministrazione di cibi e bevande sono stati ispezionati, contemporaneamente, dai Carabinieri del Nas di Catania e del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Messina, elevando sanzioni amministrative – per violazioni di norme in materia igienico sanitarie ovvero della normativa giuslavoristica – per complessivi 8.000 euro. La proprietaria di un locale multato è stata denunciata in stato di libertà per frode alimentare, poiché non aveva indicato nel menù l’uso di pesce congelato, e per aver installato un sistema di videosorveglianza interno, senza la prescritta autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro.

Inoltre, nel corso del serrato controllo, sono state elevate numerose contravvenzioni al Codice della Strada per lo più relative alla guida senza patente (13) e per mancanza di copertura assicurativa (4) con 9 autovetture sottoposte a sequestro. Complessivamente sono state sottoposte a sequestro di 8 autovetture e di 4 patenti ritirate per la successiva sospensione.

I Carabinieri sono intervenuti a Furci Siculo per porre fine ad una triste vicenda. Due conviventi, lui di 36 anni della provincia di Catania, lei 31 del comune jonico, sono stati arrestati e condotti in carcere poichè ritenuti responsabili a vario titolo di maltrattamenti verso fanciulli aggravati dal fatto di aver commesso il reato in danno di un minore, lesioni personali aggravate per aver commesso il fatto in più persone riunite.

Dalle indagini dei Carabinieri è risultato che i due perpetravano inerrarrabili violenze fisiche nei confronti della figlia di 6 anni, in più occasioni e con condotte violente. Le risultanze investigative dei Carabinieri hanno appurato, così come scritto dal Giudice nella sua ordinanza, come i conviventi in concorso tra loro ed anche mediante contegno omissivo, non impedendo all’altro convivente di commettere atti violenti nei confronti dellafiglia, maltrattavano la bimba con l’aggravante di aver commesso il fatto in danno di una minore cagionandole al contempo lesioni personali anche in questo caso aggravate poichè il fatto era commesso da più persone riunite.

Successivamente il Tribunale per i Minori di Messina-con apposito decreto- e su richiesta della locale Procura per i Minori, ha sospeso in via d’urgenza la responsabilita’ genitoriale della madre sulle due figlie di 8 e 6 anni vietandole di poterle incontrare. Gli arrestati, poi, espletate formalità di rito, sono stati accompagnati presso la Casa Circondariale di Messina “Gazzi” a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.

Avevano in casa tutto il necessario per espletare la loro attività illecita di spaccio di sostanze stupefacenti, ma l’intervento dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Centro ha posto fine ai loro intenti. È successo ieri pomeriggio nel quartiere Giostra. I Carabinieri, nell’ambito di un’attività di intensificazione dei servizi antidroga in zona, hanno effettuato un blitz all’interno di un’abitazione dove era stato notato un anomalo via vai di persone che ha fatto pensare agli investigatori che all’interno della stessa potesse essere posta in essere un’attività illecita. L’intuito dei militari della Benemerita ha trovato un positivo riscontro, quando hanno deciso di entrare nell’abitazione. Alla vista dei Carabinieri i due giovani presenti all’interno, Akim Rotella 31 anni e Alessandro Fabbri 24 anni, entrambi pregiudicati, sono andati subito in agitazione ed hanno tentato di disfarsi di alcuni involucri presenti in casa. Tentativo vano perché i militari dell’Arma li hanno subito bloccati. A seguito di perquisizione domiciliare sono stati trovati in possesso di diversi involucri, per un peso di oltre cento grammi di marijuana già essiccata e pronta per essere spacciata, tre bilancini di precisione, un macchinario per l’essiccazione della droga, quattro trita erba e decine di tavolette utilizzate per la coltivazione delle piante, con semi di canapa indiana già piantati. Stante la flagranza del reato i Carabinieri hanno arrestato i due giovani. Nella tarda mattinata odierna sono comparsi davanti al Giudice che ha convalidato l’arresto effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Messina Centro e, all’esito del giudizio direttissimo, entrambi hanno patteggiato la pena della reclusione di un anno e multa di 4.000,00 €, pena sospesa.

Dalle prime ore del mattino, a Caronia (ME), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Messina con il concorso della locale Sezione Operativa DIA, a conclusione di una complessa attività investigativa ─ coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Messina diretta dal Procuratore della Repubblica di Messina, Maurizio De Lucia ─ stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due persone ritenute responsabili ─ in concorso tra loro ─ del reato di trasferimento fraudolento di titoli e valori. Il provvedimento, che riguarda due imprenditori già noti alle forze di polizia, prevede anche il sequestro dell’intero compendio aziendale di una società a loro riferibile, comprensivo di autovetture di lusso e vari rapporti finanziari per un valore stimato di euro 1,2 milioni.

Al termine di una indagine della guardia di Finanza di Messina, tre persone (due imprenditori e un commercialista) sono state arrestate e rinchiuse in carcere, altre due ai domiciliari. Disposto anche un sequestro preventivo per oltre 23 milioni di euro, su conti correnti e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati ed alle società coinvolte nella frode.

Gli illeciti ipotizzati sono associazione per delinquere finalizzata all’emissione ed all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti e bancarotta fraudolenta. L’indagine, che è nata da un controllo fiscale eseguito nei confronti di una ditta di vendita di prodotti informatici, ha fatto emergere l’esistenza di un’organizzazione finalizzata alla perpetrazione di frodi fiscali, capeggiata da due fratelli imprenditori ed un commercialista, tutti destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere. I due imprenditori sottoposti agli arresti domiciliari, per le fiamme gialle, avrebbero ricoperto formalmente la carica di rappresentanti legali di alcune società di comodo che venivano utilizzate per emettere fatture false a favore di altre società riconducibili all’organizzazione.

Le attività, svolte sotto la direzione della Procura della Repubblica di Messina, hanno consentito di scoprire un sofisticato sistema di frode attuato tramite un vasto giro di fatture false fra diverse società facenti capo agli indagati, operanti nel settore del commercio dei prodotti elettronici (quali telecamere, macchine fotografiche, cellulari, computer, navigatori satellitari, ecc.), destinati alla grande distribuzione, al commercio al dettaglio via web. Gli indagati si sarebbero avvalsi di ditte individuali e società cosiddette “cartiere” -ossia aziende non operative che servono soltanto ad emettere fatture false- dislocate nelle province di Messina, Pesaro, Roma, Taranto e Treviso, persino in territorio estero (Malta, Romania e Slovenia), gran parte delle quali gestite direttamente nel capoluogo peloritano.

Il meccanismo fraudolento avrebbe garantito un elevato profitto, rappresentato dall’I.V.A. non versata all’erario, sia ai promotori della frode che agli amministratori delle cartiere.

 

 

 

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina, al termine di una complessa indagine in materia di usura, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone, padre e figlio, entrambi residenti a Giardini Naxos. La misura, che prevede la detenzione in carcere per il padre e gli arresti domiciliari per il figlio, è stata disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Messina, Daniela Urbani.

L'indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, avrebbe permesso di smascherare una redditizia attività di usura posta in essere ai danni di imprenditori locali in difficoltà economica. Le Fiamme Gialle, inoltre, hanno notificato agli indagati anche un provvedimento di sequestro di beni mobili ed immobili e denaro depositato in conti correnti bancari, per un importo complessivo di oltre 300.000,00 euro.

Tale patrimonio, individuato al termine di specifici accertamenti economico-finanziari, è stato ritenuto essere il profitto dell’attività illecita posta in essere nel corso del tempo. Durante le indagini è emerso anche che il padre, essendo agli arresti domiciliari, avrebbe dato incarico al figlio di proseguire nella illecita attività facendogli fissare appuntamenti, eseguire reiterate visite agli usurati e, talvolta, farli accompagnare presso il proprio domicilio. Le accurate investigazioni e le molteplici dichiarazioni raccolte, avrebbero permesso di tracciare dettagliatamente il sistema criminoso posto in essere dagli indagati che, in maniera continuativa, dal 2014 al 2016, avrebbero elargito finanziamenti a tassi usurai, quantificati, complessivamente, in 165.000,00 euro.

 

 

 

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