"L’esasperato attacco mediatico ricevuto oggi a seguito di infondate notizie apparse su alcuni organi di stampa risulta lesivo dell’immagine della società e mina l’entusiasmo del presidente, che ad oggi ha sempre onorato i propri impegni con grande senso di responsabilità". Inizia così n comunicato stampa dell'Acr Messina che ha replicato a notizie in merito a presunti ritardi di pagamenti degli stipendi che, la società messinese ha sempre onorato nei tempi previsti, al contrario di tante società di serie D e Lega Pro che non pagano i calciatori da diversi mesi. "Il dottor Sciotto -prosegue il comunicato stampa- ha visitato in mattinata la squadra in vista della trasferta di San Cataldo, appuntamento di particolare rilievo per onorare la maglia e la città e per non compromettere i programmi della prossima stagione: i risultati delle ultime tre partite saranno infatti fondamentali per provare a migliorare l’attuale posizione in classifica, al momento deficitaria. La vittoria nella prossima trasferta è l’unico obiettivo richiesto dal presidente in questo momento; un passaggio a vuoto a San Cataldo potrebbe costringere la proprietà ad adottare seri provvedimenti. Nel corso della prossima settimana sarà discussa ogni singola posizione economica". In merito alle voci circolate nel pomeriggio, la società vuole precisare come siano infondate tutte le pretese economiche di presunti arretrati poiché, ad oggi, l’Acr Messina è in regola con i pagamenti secondo gli accordi con i tesserati. La società prenderà ulteriori provvedimenti per quanto concerne la decisione adottata dai calciatori di non allenarsi nella prevista sessione odierna; per tale motivo, i giocatori saranno severamente multati. È in corso inoltre un’indagine interna per far luce sulla fuga di notizie avvenuta a pochi minuti dalla riunione riservata con il presidente. La società ha infine deciso di adottare a tempo indeterminato la formula del silenzio stampa per tutti i tesserati.

Oggi è arrivata la risposta al presidente dell'Acr Messina, Pietro Sciotto, che si chiedeva come mai i tifosi non accorrevano in massa allo stadio. Oggi i giocatori hanno fatto passare la voglia di andare allo stadio anche a chi ama in modo viscerale la maglia giallorossa, perchè non è possibile fare queste regalie di fine stagione ad una società, consentendo di realizzare due gol negli ultimi cinque minuti. In questi casi spunta fuori sempre la parolina magica per coprire determinate vergogne, come quella a cui abbiamo assistito oggi al Franco Scoglio: “stimoli”. Ma stimoli di cosa? I calciatori sono pagati non in base agli stimoli, ma per dare sempre il massimo dal primo all'ultimo minuto. A fine gara il tecnico Facciolo ha usato il bastone e la carota, ammettendo che i suoi calciatori non possono rilassarsi in quel modo negli ultimi 5 minuti, ma ha anche detto che i tifosi messinesi sono troppo abituati bene, probabilmente riferendosi alle prestazioni sotto la guida Modica. I tifosi, però, da dieci anni attendono qualcosa di più concreto che ancora tarda ad arrivare, ingoiando fango e seguendo la loro squadra anche nei campetti sperduti durante le trasferte meno agevoli. Pertanto, a loro davvero poco si può rimproverare. Il Messina deve pensare di onorare il campionato fino alla fine e non può pensare di non avere più stimoli. Il sesto posto dovrebbe essere un obiettivo fondamentale anche in vista di eventuali ripescaggi. Su questo la società deve essere chiara ed oggi chi ha pensato di essere già in vacanza, non potrà far parte di un progetto che vede il Messina proiettarsi nel calcio professionistico. Solo per dovere di cronaca, il primo gol della Palmese è arrivato al 29' grazie ad un gol di Molinaro e, soprattutto, grazie a una dormita della difesa del Messina. Anche il secondo gol è arrivato grazie a una dormita della difesa peloritana e lo ha segnato Gagliardi. Al 47' ha accorciato le distanze Migliorini, che ha consentito di chiudere il primo tempo sul risultato di 1-2. Al 58' Mascari, di testa, riporta la gara in parità. Un rigore realizzato da Cocuzza al 62', e un gol di Rosafio al 86', illudono i tifosi che ormai la gara è stravinta. Probabilmente lo hanno pensato anche i difensori giallorossi che hanno consentito a Vitale di realizzare due gol negli ultimi 5 minuti di gara, che hanno consentito alla Palmese di chiudere la gara sul risultato di 4-4.

Brutta gara del Messina che raccoglie solo un punto dalla trasferta di Eboli, che non serve assolutamente a nulla. Oggi i giocatori più importanti non hanno offerto una prestazione all’altezza della situazione e tutto il gioco collettivo ne ha risentito. Non può essere un’attenuante il caldo o il terreno di gioco non in perfette condizioni, perché contro una formazione come l’Ebolitana, che non è sicuramente una macchina da guerra, l’approccio alla gara doveva essere assolutamente diverso da quello visto al Dirceu. Al 3’ il Messina rischia grazie ad una distrazione della difesa, ma per fortuna Federico non approfitta al meglio ed il suo tiro risulta impreciso. Gara dai ritmi lenti ed a tratti noiosa, si dovrà attendere il 20’ per assistere ad uno “sprazzo” offensivo dei padroni di casa con Della Corte, il cui tiro viene rimpallato da un difensore peloritano. La prima occasione per il Messina arriva al 28’, Mascari però la spreca malamente, nonostante si trovasse solo davanti al portiere. L’attaccante del Messina ci prova un minuto dopo con un piatto al volo, parato agevolmente da Lombardo. Al 43’ altra ghiotta occasione del Messina grazie ad un cross preciso di Bossa che pesca Ragosta, il suo colpo di testa, a botta sicura, termina alto. Dopo un minuto di recupero si va al risposo.

Nella ripresa, Facciolo inserisce, sin dal primo minuto, Migliorini e Cocuzza che rilevano Bossa e Ragosta, per tentare di cambiare l’inerzia della gara, ma la  situazione non muta. Inevitabili, quindi, le sostituzioni da una parte e dall’altra, ma la gara non decolla. Al 69’ Migliorini ci prova dal limite, il suo tiro termina di poco alto sopra la traversa. Al 77’ Brivido per il Messina: tiro di Scalzone, Rinaldi si disimpegna bene e para. Tranne qualche fiammata, la gara prosegue a ritmi davvero noiosi fino alla fine del terzo minuto di recupero, quando il signor D’Ancora della sezione Roma 1, decreta la fine della ostilità: Ebolitana-Messina termina 0-0.

 

La Questura di Messina, con riferimento alla nota Cat. A4/18/Gab, di ieri, mercoledì 4, redatta dalla Questura di Salerno, ha comunicato l’esclusione della partecipazione della tifoseria giallorossa in occasione dell’incontro di calcio Ebolitana-Messina che si disputerà domenica 8, alle ore 15. Il provvedimento si è reso necessario per la momentanea inagibilità del settore ospiti dello stadio “Dirceu” di Eboli.

Anche se l’incontro alla vigilia nascondeva una serie di insidie, il Messina sapeva che questa era una gara da vincere a tutti i costi per avvicinarsi all’Acireale ed attaccare il sesto posto che resta l’obiettivo finale dei peloritani per poi sperare nel ripescaggio. Il Messina ha dominato nettamente la gara per tutta la sua durata ed il risultato di 3-1, poteva essere ancora più ampio. Le reti portano la firma di Mascari al 13’, poi Grasso realizza il gol del momentaneo pari al 16’, ma Rosafio al 36’ e Ragosta all’81’ mettono al sicuro il risultato.

Il primo tiro in porta lo effettuano gli ospiti con Furnò, ma Rinaldi è attento e non si fa sorprendere. Tre minuti dopo arriva la risposta del Messina con Mascari, la sfera è respinta da un avversario. Al 13’ Azione da manuale dell’attacco peloritano con Ragosta che appoggia la sfera a Rosafio, palla in mezzo per Mascari che insacca facilmente la rete del 1-0. La gioia dei peloritani dura solo tre minuti. Al 16’, infatti, il Palazzolo pareggia grazie ad una rete di Grasso, in sospetta posizione di fuorigioco: 1-1. Al 23’ gran sventola di Migliorini di poco a lato e dopo tre minuti Lavrendi spreca una ghiotta occasione. Al 36’ Marco Rosafio fa tutto da solo, si accentra dalla fascia, scaglia un gran fendente rasoterra e riporta il Messina in vantaggio: 2-1. Allo scadere della prima frazione gli ospiti si rendono pericolosi con Giorgetti, ma Rinaldi compie un vero prodigio e ripaga la fiducia del mister che lo ha fatto giocare da titolare.

La ripresa inizia con il Messina ancora in avanti ed al 55’ un gran tiro di Iudicelli mette in seria difficoltà Ferla che respinge corto, la sfera arriva dalle parti di Lavrendi che si divora il più facile dei gol. Al 71’ Ragosta approfitta di una distrazione difensiva, ci mette la punta del piede, Ferla para. All’81’ il “cobra” Ragosta raccoglie una palla vagante in area e, con una pregevole palombella, realizza la rete del 3-1. Il Palazzolo è ormai alle corde ed è il Messina a rendersi pericoloso allo scadere con Stranges. Dopo 4 minuti di recupero arriva il fischio finale del sig. Acampora di Ercolano, il Messina batte il Palazzolo 3-1 e si porta a soli 3 punti dal sesto posto occupato dall’Acireale.

Messina non è più agorà perché sono mancate le giuste strategie e gli adeguati investimenti per rendere socievole e sicuri gli spazi e le infrastrutture urbane contribuendo così ad isolare ogni singolo individuo ed a far perdere il senso di comunità che ogni infrastruttura pubblica ha la capacità di salvaguardare”. Lo ha affermato il candidato sindaco Cateno De Luca durante una conferenza stampa nella sua sede elettorale sugli impianti sportivi. “La politica – prosegue De Luca -  ha scelto di disaggregare la città mentre le istituzioni scolastiche ed universitarie hanno proseguito a salvaguardare anche in tale contesto i propri interessi corporativi coltivando i propri spazi aggregativi senza alcuna sinergia con il palazzo municipale aborrendo qualsiasi forma di mutuo soccorso che avrebbe potuto evitare la realizzazione di doppioni infrastrutturali, costose gestioni in gran parte fallimentari soprattutto sul fronte municipale e l’utilizzo di strategici spazi ed infrastrutture soltanto in una parte della giornata o dell’anno. Tutte le accennate strutture sportive risultano essere totalmente inagibili ed in buona parte vetuste anche per l’anzianità delle stesse e prive dei requisiti necessari, consequenziali alla variazione del quadro normativo in materia, risultando pericolose, inadeguate strutturalmente e non idonee al pubblico utilizzo. La maggior parte degli impianti sportivi, sono stati dati in comodato d’uso a società sportive, già in condizioni non idonee al pubblico utilizzo, con impianti elettrici non adeguati, barriere architettoniche che non facilitano la fruizione per i portatori di handicap, gravi condizioni igienico sanitari, lesioni strutturali dei lastrici solari che rendono, a causa di anni di infiltrazioni, pericolosi o meglio pericolanti i tetti, oltre al deterioramento dettato dal tempo e dalla mancata manutenzione che in taluni casi, anche i comodatari non hanno mai effettuato. Stranisce in una situazione simile come l’Amministrazione comunale, non abbia provveduto ad aumentare le tariffe utilizzando ancora oggi quelli del 2012 ma non abbia neppure preteso in tanti casi dagli affidatari degli impianti il risarcimento o la corresponsione minima, come previsto dal D.M. 31 dicembre 1983, del 36% delle utenze, che in vero sono gravate e continuano a gravare, tranne qualche rara eccezione, sulle casse comunali nonostante le clausole di affidamento li pongono a carico degli affidatari”. “L’attuale amministrazione comunale prosegue De Luca -  non interloquisce con l’ACR Messina: il Messina ha chiesto la possibilità di poter usufruire dello stadio San Filippo anche nel periodo estivo visto che la convenzione scade a settembre cosi da poter organizzare amichevoli e/o iniziative che coinvolgono bambini, l'amministrazione comunale ha dato un secco no , il Messina ha chiesto dunque uno sconto sul costo della convenzione ricevendo un altro no pertanto tra qualche giorno il Messina consegnerà la gestione dello stadio San Filippo al Comune revocando la convenzione, usufruendo dello stadio solo per i giorni delle gare. Per poter condividere un ragionamento serio, che possa determinare un circolo virtuoso, appare necessario sottoscrivere una convenzione pluriennale, affinché la società da un lato possa programmare oltre agli eventi sportivi e non anche la manutenzione importante ed eventuali interventi migliorativi dello stadio, accedendo ai fondi messi a disposizione del credito sportivo; dall’altro il Comune avrebbe la certezza di un ritorno in termini economici sia attivi (contributi versati, eventuali quote sugli eventi importanti, ecc.) e lo sgravio della gestione che negli anni aumenta in maniera iperbolica (utilizzo dello stadio, vetustà, ecc.”).

Noi, nel rispetto delle norme contabili, - ha detto anche l’assessore designato alle infrastrutture Salvatore Mondello - intendiamo sostenere il Messina Calcio, nella convinzione che il calcio, indipendentemente dai detrattori, è una forma di aggregazione e di socializzazione importante anche sotto il profilo identitario di una città. In merito è opportuno fare alcune osservazioni di ordine pratico: lo stadio San Filippo, proprio per la peculiarità di essere un grande Stadio, necessità oltre ad una manutenzione straordinaria (derivante sostanzialmente dalla pessima gestione che ha portato ad atti di vandalismo che hanno determinato danni importanti), di avere una copertura. Già da subito, questo gruppo di lavoro ha messo in campo la filiera programmazione-progettazione-modalità di attuazione (ricerca di finanziamenti e/o forme di partenariato). Con tali migliorie, lo Stadio andrebbe utilizzato anche in chiave di landmark territoriale, attraverso procedure oculate di marketing sarebbe possibile attrarre eventi durante tutto l’anno, sia sportivi che di spettacolo, evitando possibilmente di demandare l’organizzazione a “non messinesi”. In merito allo stadio Celeste, è evidente che risulta essere uno stadio più adeguato per l’attuale situazione calcistica cittadina, per dimensioni, accessibilità e indubbiamente per la storia. Pertanto, occorre verificare quale sia lo stato dell’arte e cosa necessità affinché si possa ottenere l’agibilità per l’utilizzo dello stesso da parte delle realtà calcistiche cittadine. Le attuali condizioni economiche degli Enti Locali rendono quanto mai impossibile l’utilizzo del vecchio modello regolativo di pianificazione-attuazione basato sulla legge urbanistica del 1942. L’elemento cardine delle procedure basate sulla legge quadro urbanistica nazionale era l’esproprio, come elemento fondamentale dell’attuazione del Piano Regolatore. Tale procedura non può più essere attuata come unica modalità per mancanza di risorse. I costi delle trasformazioni urbane previste nel vecchio impianto di pianificazione si sono scontrate con un apparato amministrativo privo di risorse, incapace di rendere congruenti i tempi e le previsioni delle trasformazioni alla programmazione. Ciò risulta ancor più amplificato nel settore delle attrezzature collettive, che sono risultate le “qualificazioni territoriali” più disattese dei piani regolatori.  Questa condizione ha determinato la necessità di individuare nuove modalità operative di attuazione, in grado di ottimizzare le risorse e cogliere tutte le possibili occasioni di riqualificare spazi e funzioni disponibili, che si sono orientate verso processi strutturati di interazione tra soggetti pubblici e privati sia nella fase di progettazione sia di realizzazione delle trasformazioni urbane, attraverso lo sfruttamento delle risorse e know-how del settore privato per una migliore efficienza, efficacia ed economicità delle prestazioni contrattuali e quindi della spesa pubblica. Discorso a parte va fatto sul tema della gestione o meglio sulle forme di gestione, ovvero alle modalità organizzative generali con cui la futura Amministrazione intende intervenire sull'argomento. È questo un aspetto che si pone a monte della fase gestionale vera e propria in quanto tale, condiziona tutte le successive fasi operative. Se si vuole perseguire l’idea della gestione privata della cosa pubblica è necessario da subito stabilire delle regole certe, valide sia per gli imprenditori, che si dovranno preoccupare di far funzionare l’opera nella totale complessità, sia per la pubblica amministrazione, che deve curare la regia ed il controllo, inteso non in senso vessatorio ma solo ed esclusivamente nell’interesse della collettività. Concepire lo sport, lo spettacolo ed il tempo libero come “i luoghi degli incontri urbani” e pertanto “centralità che curano e facilitano le relazioni”.

Particolare attenzione – ha affermato Giuseppe Scattareggia assessore designato – attività sportive – politiche giovanili – spettacolo e tempo libero – antichi mestieri e tradizioni popolari – rapporti con la comunità e i comitati civici alla valorizzazione della nostra Tradizione Popolare ed in particolare a quei gruppi e complessi bandistici che per decenni sono stati veri ambasciatori nel mondo della Città di Messina ed hanno rappresentato dei veri e propri centri di aggregazione anche nei villaggi e nelle zone più periferiche della città Necessita inoltre restituire alla città i suoi grandi Eventi, uno su tutti l’Agosto messinese. Un intero mese nel quale valorizzare al meglio gli appuntamenti simbolo della nostra città, con in testa La Vara di Ferragosto, l’uscita dei giganti MATA e Grifone, ma anche le innumerevoli Feste Patronali, mediante l’allestimento di un calendario ricco di appuntamenti artistici, musicali, teatrali, sportivi, cinematografici e tanto altro, per allietare al meglio in primis l’estate di tutti i messinesi, ma anche dei tanti turisti e croceristi che faranno tappa in quel periodo nella nostra Città. Nell’ambito del Brand Messina si procederà all’istituzione della scuola degli antichi mestieri e delle tradizioni popolari messinesi: attualizzare le nostre tradizioni ed antichi mestieri marinare, artigianali e rurali partendo dal censimento anche delle risorse umane ancora vivente per poter insegnare e trasmettere alle giovane generazioni le radici della nostra identità può rappresentare un volano di promozione e di aggregazione con sicuri sbocchi occupazionali. In tale ambito è nostra intenzione realizzare dei Centri Artistici Polifunzionali dislocati nel territorio cittadino (centro – nord – sud e nei villaggi), ovviamente accorpandone più di uno utilizzando quelle strutture di proprietà del comune che allo stato attuale risultano in disuso. Questi centri si dovranno occupare di avviare bambini e giovani alle varie arti quali musica, canto, recitazione, danza, pittura, scultura, tradizioni popolari ed antichi mestieri.

Il Messina supera l’Ercolanese per 2-1. Le reti portano la firma di Ragosta (24’) e Mascari (92’) per i peloritani e di Sorrentino (94’) per i campani. Gara dai due volti, con un primo tempo, a dir poco, sonnolento, mentre la ripresa è stata più frizzante. Il Messina tra i pali oggi ha schierato il terzo portiere Rinaldi, che ha disputato una buona gara, a causa dell’infortunio di Meo e della squalifica di Prisco per avere urinato dietro la porta, un gesto che lo ha reso celebre anche all’estero. La prima occasione della gara è per il Messina con Lavrendi che, al 7’, tira e la sfera termina a lato. La gara prosegue e ritmi blandi e si deve attendere il 19’ per vedere un’azione offensiva degli ospiti, grazie al tiro di Sorrentino, poco preciso. Al 24’ il Messina passa in vantaggio con una rete del “cobra” Arcangelo Ragosta che, con freddezza, infila il portiere avversario con un pregevole pallonetto: 1-0. Nonostante la rete del Messina, non c’è alcuna reazione da parte degli ospiti, anzi, al 44’ è ancora il Messina a rendersi pericoloso con il solito Ragosta, il cui tiro scheggia l’incrocio dei pali.

Negli spogliatoi il tecnico Squillante striglia i suoi uomini che, nella ripresa, entrano in campo con un piglio diverso e si rendono subito pericolosi, dopo pochi secondi, con Tedesco, ma Rinaldi riesce a respingere con un ginocchio. Al 52’ arriva la risposta del Messina: Lia si incunea bene, appoggia per Ragosta, il cui tiro termina di poco alto. Dopo sette minuti ancora ospiti pericolosi con Tedesco, ma il portiere del Messina Rinaldi riesce a compiere un vero miracolo e gli nega la gioia del gol. Al 68’ ci prova Carini, sfera debole e centrale, nessun problema per Mascolo. Il giovane attaccante del Messina, nell’azione successiva, offre un ottimo pallone a Rosafio che tenta la palombella, ma con scarsi risultati. All’86’ altra occasione d’oro per Rosafio che spreca malamente. Al 90’ ancora un altro intervento prodigioso di Rinaldi che si riscatta dalle opache prestazioni precedenti. Al 2’ minuto di recupero il Messina riparte in contropiede, con Ragosta che lancia benissimo Mascari, l’attaccante del Messina salta un avversario ed infila il portiere siglando la rete del raddoppio: 2-0. Un minuto dopo, l’arbitro assegna un calcio di rigore all’Ercolanese per un fallo di mano in area di un difensore del Messina. Si incarica del tiro Sorrentino che accorcia le distanze: 2-1. Dopo pochi secondi, arriva il triplice fischio di Marco Emmanuele di Pisa che sancisce la fine delle ostilità.

Dopo un lungo periodo, il Messina riprende a calcare il rettangolo verde oggi a Barcellona Pozzo di Gotto contro l’Igea Virtus. Il maltempo non ha reso la gara piacevole come si aspettavano i tifosi, complice un terreno di gioco infame e pieno di pozzanghere che hanno falsato più volte e interrotto la fluidità delle azioni di entrambe le formazioni. Nonostante tutto, le azioni da gol non sono mancate, da una parte e dall’altra, soprattutto nel primo tempo. Il primo tiro in porta è di Giovanni Biondo al 4’, la sfera termina alta. Dopo due minuti, Kacorri, di testa, sfiora il palo. Al 12’ il Messina si rende pericoloso con Cozzolino che impegna il portiere avversario costretto a effettuare una parata in due tempi. Al 17’ occasionissima del Messina grazie ad un’azione confezionata da Lavrendi che ha liberato bene Ragosta, il suo tiro arriva nella zona di Rosafio che, da due passi, non riesce a concretizzare. Al 26’ arriva la risposta dei padroni di casa con Pitarresi, ma al 32’ è ancora il Messina a rendersi pericolosissimo con Rosafio che costringe Ingrassia ad anticiparlo con i piedi. Al 38’ Ragosta calcia benissimo un calcio piazzato, Ingrassia si supera e riesce a toccare la sfera che impatta sul palo. Al 42’ Pitarresi si rende nuovamente pericoloso, Meo si disimpegna benissimo. Dopo un minuto di recupero, le due squadre rientrano negli spogliatoi.

Il tempo non concede tregua, la pioggia viene giù in modo incessante ed il terreno di gioco è al limite della praticabilità. Una circostanza che penalizza entrambe le squadre che non riescono ad esprimere al meglio il proprio gioco. All’11’ Raffaele getta nella mischia Santino Biondo che rileva Merkaj. Il messinese si rende pericoloso al 65’ con una scivolata da attaccante puro. La stanchezza in campo si fa sentire e inizia la girandola dei cambi da una parte e dall’altra. La gara non decolla ed a tratti è noiosa, tranne per qualche fiammata che non viene concretizzata. Il freddo si fa sentire e il portiere Prisco -subentrato al posto di Meo al 52’- non riesce a trattenere la pipì e urina dietro la sua porta. L’arbitro lo vede e lo espelle. In porta, prenderà il suo posto, il difensore Bruno. Il tecnico Modica è costretto a fare uscire l’attaccante Mascari per il difensore Bucca e la partita tecnicamente non ha più nulla da dire. Al 42’ l’arbitro allontana dal terreno di gioco anche il tecnico del Messina. L’Igea Virtus non riesce ad approfittare della superiorità numerica e della circostanza che tra i pali del Messina non c’è un portiere titolare. Dopo 5 minuti di recupero, la gara termina sul risultato di 0-0.

La Lega Nazionale di Serie D ha disposto d’ufficio il rinvio della gara tra Messina e Palazzolo a mercoledì 21 marzo (ore 14.30). Il match, inizialmente programmato per domenica 18, è stato posticipato su richiesta dei gialloverdi per l’assenza del centrocampista albanese Kloert Doda, impegnato al Torneo di Viareggio con la Rappresentativa di Serie D. L'Acr Messina non ha gradito il rinvio perchè dovrà disputare 3 gare in 9 giorni e sta tentando lo spostamento dell'orario per avere un supporto maggiore del pubblico.

Il Messina perde a Vibo Valentia contro la squadra sicuramente più forte del torneo e che merita la promozione diretta in Lega Pro. I giallorossi hanno potuto fare ben poco al cospetto di un organico messo benissimo in campo e di categoria superiore. La formazione iniziale del Messina ha presentato due novità: in porta Prisco al posto di Meo che sembrava inamovibile, e Carini preferito a Yeboah per un discorso di under da inserire obbligatoriamente in campo. I padroni di casa si rendono subito pericolosi, dopo pochi secondi di gioco, con Luise che libera bene Allegretti, ma il portiere del Messina Prisco riesce ad anticipare provvidenzialmente l’attaccante calabrese. Il portiere del Messina vuole riprendersi il posto da titolare ed al 18’ compie due miracoli, il primo su Allegretti, poi sulla respinta corta, dice no all’accorrente Bubas, mettendoci il piede. Al 23’ Ragosta va in rete, ma era in posizione di fuorigioco. Al 24’, ancora Bubas interviene in scivolata, la sfera fa la barba al palo. Bubas, oggi scatenatissimo, al 43’ tenta il pallonetto e scheggia il palo. Dopo un minuto di recupero l’arbitro manda le due squadre al riposo.

Nella ripresa, i padroni di casa entrano in campo con lo stesso piglio del primo tempo. Dopo due minuti un tiro di Sowe viene intercettato dal braccio di Bossa. Nonostante il giallorosso fosse girato e non avesse visto la traiettoria della sfera, l’arbitro assegna ugualmente il penalty. Si incarica del tiro Tito e insacca in rete: 1-0. Dopo la rete, il Messina subisce il colpo e la Vibonese continua a macinare gioco per chiudere la gara. I padroni di casa stazionano stabilmente nella metà campo del Messina che tenta di arginare le folate offensive dei calabresi. Gli ospiti restano in dieci uomini per l’espulsione del centrocampista Bossa che, al 64’ becca il secondo cartellino giallo ed è costretto ad abbandonare il terreno di gioco. Modica cerca di cambiare l’inerzia della gara sostituendo quasi tutto il reparto dalla cintola in su, ma la situazione non muta. Anzi, il portiere Prisco è costretto a sfoderare tutta la sua classe per evitare un passivo più pesante, ma al 75’ nulla può fare contro Bubas che, da breve distanza realizza la rete del 2-0.  Allo scadere, ancora Prisco protagonista che dice nega la gioia del gol a Dorato. Dopo quattro minuti di recupero il direttore di gara sancisce la fine delle ostilità: Vibonese batte Messina 2-0 e i giallorossi possono dire addio al sogno play off.