La risposta dei giocatori in campo oggi c'è stata. Il Messina ha disputato una ottima gara, ha costruito tante palle gol, ma la mancanza di un attaccante di razza oggi ha fatto perdere alla squadra giallorossa altri punti preziosi. La gara è terminata in pareggio con il risultato di 2-2 ed i rimpianti sono davvero tantissimi. Il primo tempo è stato letteralmente dominato dai padroni di casa che hanno schiacciato nella metà sua campo la terribile matricola Troina. Dopo soli 10 minuti il Messina passa in vantaggio grazie ad un calcio di punizione di Rosafio a giro, la sfera sembra facile preda del portiere che commette la classica papera ed i giallorossi esultano: 1-0. Il Messina continua a macinare gioco ed al 25' Mascari ha nei piedi la palla per il raddoppio, ma il giovane attaccante si fa ipnotizzare dal portiere e da due passi gli calcia la sfera addosso. Dopo cinque minuti Rosafio crea scompiglio in area, dribbla tutti, portiere compreso, ma nessuno lo aiuta ed un difensore avversario riesce a sbrogliare la matassa. Al 40' Migliorini spara una gran bordata dai 25 metri e Van Brussel si salva in corner. Al 42' l'unica azione offensiva degli ospiti viene sfruttata al massimo. Due difensori del Messina si ostacolano al limite dell'area, ne approfitta Diop che si invola sulla destra, serve benissimo Souare che segna il più facile dei gol: 1-1.

Nella ripresa gli ospiti partono subito forte, al 3' conquistano un corner, inzuccata vincente di Silvestri che ribalta la situazione: 1-2. Il Messina non ci sta a perdere una partita che nel primo tempo aveva dominato in modo netto e dopo solo un minuto si rende pericoloso con un gran tiro di Polito deviato in corner da Van Brussel. I calciatori di casa gettano il cuore oltre l'ostacolo perchè sanno che oggi la posta in palio è troppo importante. Al 17' il portiere ospite esce dalla propria area per anticipare Rosafio e si scontra con il giocatore giallorosso finendo per terra, per il direttore di gara è tutto regolare, la sfera arriva dalle parti di Lia che da circa 30 metri non si fa pregare, tira in porta e raddrizza le sorti della gara: 2-2. La partita a questo punto diventa spettacolare, entrambe la squadra vogliono vincerla e si aprono varchi enormi da una parte e dall'altra. Al 21' Gagliardini ci mette la punta delle dita per salvare la sua porta da un colpo di testa di Ott Vale. Due minuti dopo Ragosta, solo davanti al portiere si divora un gol fatto, calciando la sfera alle stelle. Al 27' sono gli ospiti a rendersi pericolosi con una bella incursione in area di Diop, ma il suo tiro viene parato da Gagliardini. Ancora Diop, dopo qualche minuto, calcia di potenza e la sfera scheggia la traversa. Al 33' Ott Vale rimedia il secondo giallo e il Troina resta in dieci uomini. Modica vuole vincere a tutti i costi il match e getta nella mischia anche Cocuzza. La partita è davvero piacevole e oggi gli assenti al Franco Scoglio hanno perso davvero uno spettacolo gradevole. Lia al 37' da due passi calcia alle stelle, due minuti più tardi Mustacciolo colpisce il palo direttamente da calcio d'angolo. Al 42' Bossa libera benissimo Cocuzza che si trova solo davanti al portiere e calcia incredibilmente fuori. Il tecnico giallorosso negli ultimi minuti si gioca anche la carta Dezai, ma dopo 4 minuti di recupero l'arbitro fischia la fine delle ostilità. Messina-Troina finisce con il risultato di 2-2, ma oggi i rimpianti sono davvero tanti. Troppi gol sbagliati sotto porta e se ancora il presidente Sciotto non comprende che serve urgentemente un attaccante di peso, i giallorossi continueranno a disputare belle gare, lasciando preziosi punti per strada.

Sono 23 i convocati del tecnico Giacomo Modica per la sfida interna con il Troina che si giocherà domenica 22 ottobre alle 15 allo stadio Franco Scoglio di Messina. Il tecnico, dopo la prima settimana di allenamenti, vuole una risposta da parte della squadra che proviene da una cocente sconfitta da Roccella. Modica in questa settimana ha notato degli atteggiamenti da parte di alcuni giocatori che non hanno dimostrato tanta voglia di allenarsi, non sono escluse, pertanto, novità nella formazione iniziale. Di seguito l'elenco dei convocati.

Portieri: Gagliardini (classe ’94), Meo (2000).

Difensori: Bruno (’90), Bucca (’98), Colombini (’93), Cozzolino (’98), Manetta (’91), Mosca (’97), Polito (’99), Tricamo (’93).

Centrocampisti: Bossa (’98), Lavrendi (’86), Lia (’97), Maiorano (’86), Migliorini (’88), Pezzella (’88) Scopelliti (’97).

Attaccanti: Bonadio (’97), Cocuzza (’87), Dezai (’95), Mascari (’99), Ragosta (’86), Rosafio (’94).

L’Acr Messina comunica che sarà possibile acquistare i biglietti per la partita con il Troina anche nella giornata di domenica 22 ottobre presso il botteghino del PalaRescifina (apertura ore 12.30); con le medesime modalità saranno consegnati gli accrediti a tutte le persone che ne hanno fatto richiesta. Resteranno aperti al pubblico e a tutti gli operatori dell’informazione i parcheggi Giallo, Rosso e Verde.

Non poteva avvenire il miracolo. E il miracolo difatti non è avvenuto. Si riconosce tuttavia al Messina il merito di aver rinvigorito un Roccella che, fino a oggi, sembrava nulla avesse da dire. Persino stretta la vittoria di misura della formazione guidata da Giampà, cui la marcatura di uno scatenato Chiochia ha regalato la prima vittoria in campionato Per l’Acr di Sciotto una settimana di fuoco quella che ha seguito la sconfitta interna contro l’Acireale. Dalle contestazioni della tifoseria alla manifesta intenzione del Presidente di dare seguito alla società, qualora altri imprenditori si fossero fatti avanti. Poi l’uscita di scena del tecnico Venuto e del ds Ferrigno, cui sono subentrati rispettivamente Giacomo Modica, volto conosciuto a Messina, e Francesco Lamazza, ex ds Pro Patria e Lecco. L’esordio di Modica nella trasferta di Roccella Ionica, contro l’ultima della classe, coincide con le seconda giornata di squalifica dell’attaccante Ragosta e le assenze per infortunio di Prisco, Lia, Mosca e Carini. Stop imprevisto anche per Cassaro, cui un problema muscolare ha impedito quest’oggi di dare il proprio contributo alla squadra. Inquadrati nell’usuale 4-3-3 i peloritani. Tra i pali Gagliardini, a sostituire Prisco. Rispetto alla formazione precedente, Tricamo rimpiazza Colombini e Bonadio il suo omologo Dezai. Si punta ancora su capitan Cocuzza, a dispetto di un inizio stagione non proprio entusiasmante in termini di prestazioni. Un centinaio di tifosi giallorossi a sostegno della squadra.
E il primo squillo è del Messina al secondo giro di cronometro: Cocuzza tenta di sorprendere con un pallonetto Scuffia, ma la sfera si perde oltre la traversa. E sono gli ospiti a detenere la gestione di questa gara da cui occorre dignitosamente ripartire. Poche sortite del Roccella guidato da Giampà fino al 9’, quando dal primo corner del match scaturisce la ghiotta palla gol per Posillipo, che per un soffio non riesca ad agganciare.
È Chiochia a sbloccare la gara al 16’, nel momento migliore della squadra di casa: uno stacco di testa sul quale nulla può l’estremo difensore peloritano costringe Cocuzza e compagni a inseguire un’avversaria sulla carta non proprio invincibile.
Grande intervento di Gagliardini al 20’ sulla conclusione del calciatore africano Yeboah che aveva fatto tutto da solo, raccogliendo subito dopo gli scroscianti applausi del “Ninetto Muscolo”. Al 26’ terza palla gol del Roccella. Sempre più scatenato Yeboah a impegnare il numero uno del Messina, letteralmente spento dopo un ingresso in campo che lasciava ben sperare. Prova a imbastire qualche azione Migliorini, ma sono tutti deboli tentativi che si spengono ora in uno scambio ora in un traversone fuorimisura. Retropassaggio pericoloso di Malerba, dal quale non si è fatto sorprendere Scuffia al 35’, ma nessun vero pericolo corso dal Roccella. La punizione di Rosafio al 39’ neppure impegna Scuffia e Migliorini, poco dopo, prova con un tiro telefonato che non punge. Cocucca ci prova in prossimità dello scadere ma alla sua conclusione si oppone ancora il portiere avversario. Sembra mancare, oltre al resto, il finalizzatore in grado di consentire la svolta al Messina. Così, a dispetto di un appena accennato forcing finale degli ospiti, il Roccella resta in vantaggio fino allo scadere del primo tempo.
Mascari subentra a Bonadio nella ripresa. Il piglio dell’undici di Modica pare sulle prime diverso. Serve estro tuttavia al Messina per strappare terreno a un’avversaria che non concede metri. Scivola senza che vi sia nulla da annotare il primo quarto d’ora del secondo tempo. Il portatore di palla degli ospiti fa sempre fatica a pescare compagni liberi e le azioni si spengono ancora prima di raggiungere l’area presidiata dal Roccella. Mentre continua ad avere praterie a sua disposizione Yeboah che al 60’ sfugge a Tricamo e sfiora addirittura la traversa, mancando d’un soffio la doppia marcatura. Praticamente acquista lustro la formazione calabra innanzi a un Messina opaco e a corto di idee.  Clamoroso errore di Malerba, solo innanzi a Gagliardini al 65’. Altra limpida occasione per i padroni di casa.
Scopelliti subentra a Bossa al 66’. La quinta palla gol del Roccella coincide con la conclusione dal limite di Tedesco, che non riesce a centrare lo specchio della porta. Subito dopo è Maiorano a rilevare Migliorini, nel disperato tentativo di raddrizzare la gara. Mentre imperversa il solito Yeboah, sulla cui conclusione mette il piede Gagliardini al 75’, sventando ancora una volta il raddoppio dell’africano.  La retroguardia del Messina assegna il lasciapassare agli avversari e neppure prova a rialzare il capo puntando la porta di Scuffia.
Al 78’ persino la carta Dezai il neo tecnico giallorosso, richiamando in panchina Cocuzza, la cui prestazione, al pari di quella dei compagni e in linea con quelle precedenti, non può che dirsi scadente. Manetta prende contestualmente il posto di Tricamo. Poco cambia. E fino al triplice fischio, seguito a cinque minuti di recupero, neppure il tentativo di incidere da parte del Messina, privo di mezzi più che d’orgoglio.

Il suo nome girava nell'ambiente calcistico dell'Acr Messina già un mese addietro, poi la società scelse Ferrigno. Adesso dopo le dimissioni del ds e del tecnico Venuto, il presidente Pietro Sciotto ha già provveduto a rimpiazzare le due cariche societarie. Dopo l'annuncio dell'ingaggio del tecnico Giacomo Modica, l'Acr Messina ufficializza di aver affidato l’incarico di direttore sportivo a Francesco Lamazza, ex ds Pro Patria e Lecco, società nella quale lavorò anche con il tecnico Modica. Queste le sue prime dichiarazioni appena arrivato nella città dello Stretto: “La squadra sta vivendo un momento particolare, ora abbiamo bisogno di serenità per colmare subito il gap con le dirette concorrenti. Messina è una piazza di grande prestigio che non può restare indifferente per una classifica del genere tra i dilettanti. Nell’ultima settimana ci sono stati tanti cambiamenti, chiedo al popolo giallorosso di starci vicino come ha sempre fatto e di avere pazienza in questa prima fase: lavorando duramente riusciremo a risalire la china. ”. Il nuovo ds sarà presentato ufficialmente alla stampa nei prossimi giorni.

L’Acr Messina comunica di aver affidato la guida tecnica della prima squadra a Giacomo Modica. Per il nuovo allenatore giallorosso si tratta di un ritorno in riva allo Stretto dopo l’esperienza maturata da giocatore dal 1988 al 1990.  Queste le prime dichiarazioni del neo tecnico: “Sono pronto a dare tutto per una piazza straordinariamente importante come Messina: qui ho ricordi bellissimi, impossibile dimenticare il calore di una città unica per passione e attaccamento alla maglia.

Il presidente Sciotto ha creduto fortemente in me – ha proseguito l’allenatore di origine mazarese -, voglio ripagare sin da subito la grande fiducia espressa nei miei confronti. So che la situazione non è delle migliori, ma con il lavoro e la disponibilità di tutti possiamo porre le basi per realizzare qualcosa di importante. Non sono venuto qui per fare rivoluzioni: in questo momento penso solo al lavoro da fare per ripartire di slancio in questa mia nuova avventura; con il tempo avremo modo di mettere ogni tassello al suo posto”.

La notizia era nell'aria, ma tra i tifosi era sempre viva la speranza che uno dei migliori direttori sportivi della Serie D e Lega Pro rimanesse a Messina per costruire una rosa degna della piazza. Fabrizio Ferrigno invece si è dimesso perchè non è stato messo in condizioni di potere lavorare come avrebbe voluto. Lui è un vincente ed un esperto della categoria. Conosce molto bene i calciatori e sa come potere costruire un gruppo forte. Il ds da tempo era in rotta di collisione con il presidente perchè avrebbe voluto un altro tecnico e voleva portare in riva allo Stretto un attaccante di peso. Ma la proprietà ha espresso un netto diniego e adesso la situazione si complica notevolmente. Dopo le dimissioni del presidente, che successivamente ha voluto tranquillizzare i tifosi su un eventuale abbandono, chiarendo che lascerà l'Acr solo se si presenterà qualcuno con un progetto serio, oggi arriva la doccia fredda delle dimissioni dell'unico dirigente societario in grado di poter mantenere un filo sottile di speranza per un futuro migliore. Adesso si attendono le reazioni dell'Acr Messina. La speranza è che le dimissioni di Ferrigno vengano respinte e gli si dia modo di portare a termine il suo lavoro.

Il presidente dimissionario dell'Acr Messina Pietro Sciotto ha diramato un secondo comunicato stampa con il quale intende chiarire il futuro della società calcistica e tranquillizzare i tifosi. Pubblichiamo di seguito la dichiarazione del dirigente societario.

"Aprire la bocca, magari per insultare, è facile. Aprire il portafoglio per sostenere finanziariamente una squadra di Serie D è molto più difficile. Ci vogliono amore, passione e motivazioni ideali che a Messina – in questo momento storico – evidentemente mancano. Per questi motivi ho deciso di farmi avanti, nell’estate scorsa, al solo fine di consentire alla “nostra” squadra del cuore di non scomparire dal mondo del calcio.

In questi mesi ho lavorato nell’esclusivo interesse del Messina, facendomi carico di tutto. Non mi aspettavo per questo di essere ringraziato, ma nemmeno di essere offeso. Vorrei, però, che fosse chiaro che non mi spaventano le difficoltà, perché nella vita ne ho già affrontate e superate tante. Con il gesto di domenica scorsa – prendendo atto del dissenso, e nell’interesse del Messina – ho inteso allora chiarire la nostra disponibilità a prendere in considerazione eventuali proposte serie di imprenditori che mostrino di avere lo stesso nostro amore disinteressato per i colori giallorossi.

Intendiamoci, la società non è in vendita al miglior offerente! Possiamo continuare a farcene carico tranquillamente se mancheranno proposte concrete ed affidabili, che ad oggi non esistono. Pertanto, sento il dovere di tranquillizzare tutti sul fatto che questa società continuerà ad onorare i suoi impegni, perché è gestita da persone serie e perbene. Ed anche la squadra farà fino in fondo la sua parte – ne sono certo – lottando ogni domenica per ottenere la vittoria.

Al tecnico ed ai giocatori – che mi hanno fatto pervenire attestati di solidarietà – rinnovo l’invito di continuare a dare il massimo nella certezza che i risultati sperati non tarderanno ad arrivare. Ci preoccupa invece il clima di odio che qualche presunto tifoso sembra voler diffondere ad arte. Ci disgusta l’idea che ci siano persone che preferiscono veder sparire il Messina dai campi di calcio piuttosto che provare a sostenere il nostro sforzo anche attraverso consigli e critiche costruttive.

A questo gioco al massacro non intendo prestarmi, ma non fuggo dagli impegni presi. Ringrazio coloro che in questi giorni mi hanno confermato la loro stima e la loro fiducia. Rassicuro tutti sul fatto che l’ACR Messina continuerà ad essere una società seria e rispettata".

 

Pietro Sciotto sembra non volere tornare indietro sui suoi passi e ritirare le dimissioni. I cori (questa è la sua tesi) provenienti dalla curva sud lo hanno irritato a tal punto di volere abbandonare la nave nel bel mezzo della tempesta. In un attimo spariscono, quindi, tutte le sue idee di rilancio del calcio nella città dello Stretto “Andremo in serie B in tre anni” disse più volte quando creò la nuova Acr Messina, ma evidentemente Sciotto pensava di fare le nozze con i fichi secchi. Non sappiamo se è tutta “farina del suo sacco” o se qualcuno lo abbia convinto che investendo una cifra che non serve neanche a vincere un campionato di Eccellenza, avrebbe potuto vincere quello di Serie D. Voleva fare tutto in casa risparmiando gli stipendi del vice allenatore, preparatore dei portieri e direttore sportivo. Poi su questa ultima figura ci ripensò, anche se con notevole ritardo, e chiamò Ferrigno. Gli ultimi innesti hanno dato una identità alla squadra, manca però il classico bomber d'area di rigore che la metta dentro. Tutto sommato adesso la squadra esprime un gioco anche piacevole, ma non è finalizzato come dovrebbe. Adesso che il presidente ha rassegnato le dimissioni sembra che sia convinto a cedere la società e recuperare tutto o buona parte dei soldi spesi fino ad ora e che lui ritiene ammontino a 400 mila euro. Come previsto cominciano già i primi contatti e le “cordate” per rilevare la società. Se lo volevano fare con l'Acr indebitato di 3 milioni di euro, figuriamoci adesso che c'è una società nuova a zero debiti. C'è da scommettere che da tutto il mondo arriveranno proposte. Si parla già di un gruppo romano, ma le precedenti esperienze di queste fantomatiche “cordate” fanno tremare i tifosi. In questi casi, purtroppo, chi cede la società pensa solo a recuperare il più possibile quanto ha speso e non al futuro della squadra che porta il nome di una piazza blasonata. Speriamo che in questo caso Pietro Sciotto sia più accorto e ceda a chi abbia davvero un serio progetto di rilancio. Le verifiche sono semplici, basta volerle fare. Noi staremo alla finestra ed eviteremo di fare pubblicità a “personaggi in cerca di gloria”. Messina è una piazza appetibile, ma è anche presa di mira da chi non ha nulla a che fare con lo sport ed il calcio e vuole solo mettere in atto loschi interessi, come è già successo in passato. Chiunque verrà dovrà prima dimostrare con i fatti ciò che è capace di fare e successivamente fare qualche previsione (non proclami) futura. Lo meritano i tifosi che ogni settimana fanno sacrifici enormi per seguire la squadra del cuore, lo merita una piazza ed una città che negli ultimi anni è stata spogliata di tutto e massacrata.

In riferimento alle ultime vicende dell’Acr Messina relative alle dimissioni irrevocabili presentate ieri dal presidente Pietro Sciotto, il sindaco, Renato Accorinti, e l’assessore allo Sport, Sebastiano Pino, dichiarano che: “Pur comprendendo l’amarezza e la delusione per i risultati negativi delle prime sette giornate, lo invitiamo a ripensarci e a fare un passo indietro. Certamente le sue dichiarazioni sono state dettate soprattutto dall’emotività del momento e da un avvio stagionale in salita, che lo stesso presidente Sciotto non avrebbe mai immaginato. Del resto il suo è un progetto a lungo termine e un passaggio a vuoto nella parte iniziale appare comprensibile; allo stesso modo bisogna giustificare i tifosi giallorossi, stanchi e smarriti, dopo che in estate hanno dovuto digerire, loro malgrado, il terzo fallimento calcistico negli ultimi ventiquattro anni. Quando abbiamo rivolto alle forze imprenditoriali cittadine l’invito a ripartire dalla serie D, Sciotto ha dimostrato subito di essere una persona seria, che ama la nostra città e possiede una vera passione calcistica. Lo abbiamo apprezzato, perché convinti dal progetto, privilegiandolo per un futuro di rinascita e di successi del Messina. Un inizio di campionato al di sotto delle attese non può assolutamente pregiudicare un programma ambizioso a lungo termine. Bisogna anche considerare che il Messina, per le note vicende estive, oggi sconta il ritardo accumulato nella fase di costruzione della società e soprattutto della squadra. Per queste ragioni chiediamo al presidente Sciotto di rivedere la sua posizione; l’Amministrazione comunale, come sempre, per quanto possibile, continuerà a fare la propria parte”.

Pubblichiamo di seguito il comunicato stampa con il quale il presidente dell'Acr Messina Pietro Sciotto rassegna le sue irrevocabili dimissioni.

"Sono deluso per la sconfitta interna con l’Acireale, ennesimo episodio sfortunato di questo inizio di stagione. Avevo fondato questa società con amore e passione, pensando di riuscire ad ottenere anche nel calcio i risultati conquistati nell’arco della mia brillante carriera imprenditoriale. Nell’interesse esclusivo dello sport e della città di Messina.

Non ci sono riuscito, e sono il primo ad esserne dispiaciuto. Forse (e senza forse) più degli stessi tifosi del Messina. Ritengo, inoltre, di essere io il primo tifoso di questo glorioso club. L’ho dimostrato con le enormi spese affrontate fino a questo momento (400mila euro), con la delusione per i risultati negativi. Dico questo per chiarezza verso tutti i sostenitori del Messina.

Sono amareggiato per i cori ricevuti dai tifosi nel corso della partita e dopo il triplice fischio, insulti che mi feriscono nel profondo. Evidentemente non sono stati compresi tutti gli sforzi da me profusi in questi mesi. Non merito questo atteggiamento ostile e offensivo, un trattamento che mi ha fatto perdere l’entusiasmo per questa avventura. Si possono capire e giustificare le contestazioni, mai gli insulti. Soprattutto nei confronti della mia persona, dopo aver dato tutto me stesso per la rinascita del calcio messinese. Anche senza riuscirci, purtroppo.

Ne conseguono pertanto, come atto dovuto, le mie dimissioni immediate e irrevocabili. Aspetto dunque che qualcuno tra i tifosi o tra gli imprenditori cittadini si faccia avanti per prendere il mio posto nell’interesse del calcio messinese e della città. Lo stesso appello lo rivolgo all’amministrazione comunale nella figura del sindaco. Da oggi è indetto il silenzio stampa per tutti i tesserati della società.

Ringrazio infine il tecnico Antonio Venuto, il suo staff e tutti i giocatori per il lavoro svolto fino ad oggi. Forza Messina. Sempre e comunque".

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