“Le Vie dei Tesori” in Sicilia, duecento tesori aperti alle visite nei weekend di settembre e ottobre

Scritto da  Set 13, 2017

Duecento tesori di interesse artistico, scientifico, storico, naturalistico, molti dei quali inediti, aprono alle visite guidate in Sicilia grazie al Festival “Le Vie dei Tesori”, che da Palermo – Capitale italiana della Cultura 2018 – si allarga quest’anno ad altre quattro città siciliane. Nei weekend del 15-17 e del 22-24 settembre il progetto sbarca ad Agrigento (19 luoghi) svelando luoghi di solito non visitabili della Valle dei Templi e presentando tesori inediti come gli ipogei che corrono sotto il centro storico della città; a Caltanissetta, cuore dell’Isola, con le sue abbazie, le sue dimore storiche, i suoi musei nascosti (14 luoghi); a Messina con i luoghi sopravvissuti al terremoto del 1908, le ville nobiliari e i forti a difesa della città (28 luoghi); e a Siracusa (29 luoghi), tra i vicoli bianchi di Ortigia, alla ricerca di memorie ebraiche, biblioteche, cortili e un carcere borbonico chiuso da vent’anni.

La Sicilia si mette in mostra: a iniziare dal suo capoluogo dove, a ogni nuova edizione, si aggiungono siti che avviano racconti. Quest’anno, spigolando tra 120 luoghi, salta agli occhi un castello normanno dimenticato come l’Uscibene; la grotta miracolosa dell’Acquasanta e la villa nobiliare tanto amata dallo Zar Nicola I da volerne riprodurre un salotto a San Pietroburgo; il Palazzo delle Poste, vero piccolo “museo futurista” con le tele di Benedetta Cappa Marinetti; la Casina Cinese, debito pagato al gusto per l’esotico del Regno delle Due Sicilie; l’archivio storico con il documento cartaceo più antico d’Europa; le “camere dello scirocco” dove i nobili sfuggivano all’afa; i qanat, cunicoli arabi, le catacombe paleocristiane che corrono nelle viscere della città e l’unico Miqveh, il bagno ebraico; gli oratori serpottiani, veri pizzi e merletti in stucco, oppure le ville nobiliari, ancora con gli arredi originali, che raccontano una Palermo Felicissima al passo con le corti europee. E i nove siti entrati a far parte del percorso arabo normanno dell’UNESCO: saranno i protagonisti di una Notte bianca gratuita nell’ultimo weekend di ottobre. Scorrendo le altre quattro province, l’elenco si allunga a dismisura: dal Carcere Borbonico di Siracusa, dimenticato e chiuso da vent’anni, alle chiese nascoste e i fortini a guardia dell’antica Messina, ai percorsi ipogei e all’appena scoperto Teatro ellenistico nella Valle dei Templi di Agrigento, fino all’azienda dell’amaro Averna di Caltanissetta.

Un tentativo di collaborare in Sicilia a un sistema innovativo e virtuoso di gestione dei beni culturali, con un grande apporto tecnologico (un portale unico che mette a sistema i luoghi, una app che consente di smarcare i coupon di ingresso e di “tracciare” le visite dei partecipanti). Un percorso di appropriazione e di riconoscimento da parte dei cittadini, ma anche un grande volano per il turismo. Il Festival mette a rete cinquanta tra istituzioni e associazioni siciliane, tra cui i Comuni, le Soprintendenze, le Diocesi, le Università, la Fondazione Unesco Sicilia. Tutti mettono a disposizione i loro beni (in gran parte di solito chiusi) per aprirli alle visite guidate e agli eventi. Un coupon da 10 euro “vale” 10 visite, un coupon da 5 euro consente di farne 4, un coupon da 2 euro serve per 1 visita singola. Non sono personali e possono essere utilizzati da gruppi e familiari. Quest’anno c’è anche una card che consente di visitare tutti i luoghi in Sicilia e che sarà promossa sui treni siciliani, grazie a un accordo con Trenitalia che riserva uno sconto a chi decide di viaggiare verso Palermo, Messina e Siracusa tra il 12 settembre e il 29 ottobre.

 

 

 

Ultima modifica il Mercoledì, 13 Settembre 2017 09:01

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