Redazione

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Il tribunale del Riesame di Messina, ha respinto l'istanza di scarcerazione avanzata dagli avvocati di Emilia Barrile. Resta, quindi, ai domiciliari, l'ex presidente del Consiglio comunale, arrestata lo scorso 2 agosto durante l'operazione della Dia, denominata "Terzo Livello". Il Riesame ha invece annullato l'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un altro degli arrestati Francesco Clemente.

Gli investigatori ritengono che Emilia Barrile, avrebbe costituito un “sistema” collaudato, si prodigava a risolvere problematiche burocratiche, estranee al suo mandato ma pur sempre "abusando della sua influenza politica nell’apparato amministrativo della città, in favore di potenziali portatori di pacchetti di voti". L'ex presidente del Consiglio comunale sarebbe il dominus di fatto di due cooperative peloritane operanti nel settore della ristorazione e delle pulizie - la “PELORITANA SERVIZI”, impegnata nella controversa gestione dei punti ristoro e dei parcheggi dello stadio San Filippo di Messina, e la “UNIVERSO E AMBIENTE”, risultata affidataria del servizio di pulizie dell’AMAM a seguito di una presunta illecita assegnazione Tali cooperative, anche grazie ad una ingegnosa alternanza tra periodi di lavoro e periodi di disoccupazione, gestiti abilmente mediante patronati, che la Dia ritiene asserviti alla Barrile, sarebbero stai utilizzati come strumento per elargire occupazioni e posti di lavoro, con il fine ultimo di acquisire diffuso “consenso popolare”.

 

"Cosa si sta facendo per arginare il fenomeno delle piogge killer nei 96 torrenti cittadini? Cosa prevede il programma dei necessari interventi di bonifica, pulizia e risagomatura degli alvei? Quante somme ci sono a disposizione per la loro messa in sicurezza? Quali sono le priorità fra i quasi 100 torrenti che attraversano la nostra città?". Il consigliere comunale del Pd, Libero Gioveni, pone all’Amministrazione una serie di interrogativi sullo stato dei numerosissimi torrenti, parecchi dei quali estremamente mal ridotti, chiedendo una immediata ricognizione delle priorità di intervento con relativo avvio dei lavori di messa in sicurezza. "Non possiamo certamente dormire sonni tranquilli – afferma preoccupato Gioveni– per le condizioni dei nostri corsi d’acqua a fronte delle piogge torrenziali che già in questo periodo si stanno verificando e che da qui in avanti potranno interessare, anche in maniera più accentuata, il nostro fragile territorio. Ho ancora in mente il preoccupante dossier redatto nel gennaio 2016 dal Genio Civile – prosegue il consigliere – nel quale venivano evidenziate le “zone rosse” con l’elenco dei torrenti più a rischio che sembrava un vero e proprio “bollettino da guerra”: Papardo, San Michele, Bisconte, Larderia, Bordonaro, Mili, Zafferia, Rodia, Acqualadroni sono solo alcuni dei torrenti che caratterizzavano la dettagliata mappa del rischio disegnata accuratamente dagli esperti. Tra l’altro in molti di questi torrenti – ricorda l’esponente del Pd – oltre ad esserci depositato di tutto fra materiale inerte, suppellettili e rifiuti che vanno ad integrarsi con la fitta vegetazione, sono state realizzate anche opere abusive che rendono i corsi d’acqua delle vere e proprie “bombe” pronte ad esplodere. Pertanto – conclude Gioveni – si rende necessario e urgente avere nella competente Commissione consiliare un quadro chiaro e completo di tutta la situazione dei torrenti, degli interventi già programmati e di quelli ancora non posti in essere, che certamente l’assessore alla protezione civile Minutoli, che conosce bene la materia, unitamente ai Dirigenti e ai tecnici, potranno e dovranno illustrare a garanzia della pubblica sicurezza".

Il Rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, appreso quanto avvenuto al Policlinico universitario, dove in un Reparto è stato affisso un anomalo avviso rivolto ai pazienti, esprime la propria riprovazione per quanto accaduto. Nel rivolgere le doverose scuse a tutta l’utenza, il Rettore precisa di avere già contattato i vertici dell’AOU e che, una volta ricevuti gli atti del procedimento disciplinare già attivato dall’Azienda, valuterà l’opportunità di avviare un ulteriore procedimento da parte dell’Ateneo. Eventuali responsabilità da parte di personale universitario, saranno severamente sanzionate.

Un uomo che aveva accompagnato la madre per una visita al Policlinico di Messina, ha fotografato un avviso scritto da un primario del Policlinico e affisso dietro la porta, il quale informava "certi pazienti" che << lavarsi prima delle visite programmate, cambiarsi la biancheria intima e pulirsi le scarpe dalla terra o altro, prima di entrare, non cancella importanti indizi utili alla diagnosi, per cui possono procedere tranquillamente a una doccia. Ricordiamo che è sempre apprezzata l’ascella lavata. Per i pazienti molto anziani, i figli bravi o per loro le badanti, dovrebbero accertarsi dello stato igienico dei loro genitori. Non ha corrispondenze scientifiche la credenza che la doccia faccia venire la polmonite». La foto dell'avviso è stata inoltrata alla direzione del Policlinico che ha già preso provvedimenti. In una nota stampa, la direzione aziendale del Policlinico universitario di Messina ha chiarito che "In merito alla notizia rilanciata da alcuni organi di stampa, riguardante un avviso affisso in un reparto del Policlinico “G. Martino”, l’Azienda ritiene innanzitutto doveroso porgere le proprie scuse all’utenza per le inaccettabili modalità con cui i pazienti venivano invitati al rispetto delle norme igieniche. L’AOU precisa -prosegue la nota- che si tratta di un’iniziativa personale di operatori sanitari che, evidentemente, non hanno compreso appieno la reale mission dell’Azienda, impegnata da mesi in programmi di umanizzazione delle cure e nel miglioramento del rapporto con i pazienti. I vertici dell’Azienda -conclude il comunicato stampa- hanno già dato disposizioni affinché l’avviso venga rimosso, hanno preceduto all’individuazione del responsabile e all’immediato avvio di un procedimento disciplinare nei suoi confronti".

Oggi sono state formalmente contestate a quattro dipendenti della MessinaServizi Bene Comune le infrazioni accertate nei giorni scorsi, per l’avvio del relativo procedimento disciplinare. In particolare è stato contestato ad un lavoratore, che risultava presente a lavoro, la sua effettiva irreperibilità e la mancata timbratura del tesserino sia nell’orario di entrata che in quello di uscita. Un altro lavoratore è stato sorpreso durante l’orario di lavoro, intento a gustare un caffè dopo avere caricato della frutta sulla macchina aziendale, che era stata lasciata in senso opposto a quello di marcia ed in prossimità di una curva. Un terzo dipendente si rendeva irrintracciabile dal suo Sorvegliante e la zona di spazzamento di sua competenza appariva sporca e trascurata da tempo.  Infine il quarto dipendente, assegnato al servizio di pesa presso un’area ecologica, veniva sorpreso, sempre durante l’orario di lavoro, stravaccato su una sedia con le gambe sul tavolo mentre era intento a parlare al cellulare. Questi quattro dipendenti hanno ricevuto l’avviso di avvio del procedimento disciplinare che si concluderà, salvo che non riescano a giustificarsi, con l’irrogazione della sanzione disciplinare della contestazione scritta. Queste contestazioni di aggiungono alle precedenti 18 contestazioni per mancata timbratura formulate dal direttore generale nei confronti di altrettanti dipendenti nel periodo 16-18 agosto.

Ieri il sindaco di Messina, Cateno De Luca, come aveva anticipato negli appuntamenti della giornata nella sua pagina Facebook, ha fatto disporre lo sgombero di una cinquantina di bancarelle abusive a Torre Faro, lasciandone una minima parte che non crea problemi di ordine pubblico o intralcio e che comunque appartengono ad ambulanti che avevano regolarizzato la loro posizione. Inizialmente si è arrivati allo scontro, poi è prevalso il buonsenso con una gran parte di sgomberi che sono stati eseguiti spontaneamente da parte degli abusivi che hanno compreso che il tempo della illegalità è finito. Proprio per consentire a chiunque voglia mettersi in regola di avere la possibilità di lavorare tranquillamente, mercoledì alle ore 9:00 è’ stata fissata una riunione presso la sala ovale a Palazzo Zanca con i rappresentanti dei venditori ambulanti. "Chi non si mette in regola non potrà occupare le nostre strade e le nostre piazze -ha affermato De Luca-. Ringrazio i Carabinieri, la polizia , la Digos, la polizia metropolitana ed i colleghi della polizia municipale".

Proseguono le amichevoli estive dell'Acr Messina che, dopo la sconfitta con il Camaro, ha vinto con la Tirrenia per 5-1. In questi casi i risultati lasciano il tempo che trovano, ciò che conta è che la squadra trovi una fluidità di gioco ed una intesa tra i compagni per mettere in atto al meglio gli schemi di gioco di mister Peppe Raffaele. Rosa che comunque, anche a detta del tecnico giallorosso, è ancora incompleta e mancherebbero 7-8 elementi, tra cui un centrocampista di peso, un attaccante prolifico e degli under di qualità. Ma il presidente Sciotto pare voglia prendere ancora tempo per abbassare le richieste economiche dei calciatori in vista della chiusura del mercato, ma i tifosi hanno compreso questo modus operandi e non condividono affatto la linea societaria. Ieri, infatti, una delegazione di tifosi ha avuto un incontro con il presidente dell'Acr Messina e pare siano volate parole grosse.

Ma tornando all'incontro con la Tirrenia, in campo si sono visti Cocimano e Carini, assenti nell'amichevole contro il Camaro. Solito 4-3-3 proposto da mister Raffaele che ha chiuso il primo tempo con il risultato di 4-0, grazie a una doppietta di Rabbeni, un gol di Padulano e uno di Carini. Accade tutto in soli 6 minuti, dal 19' al 25'. La gara a tratti è stata maschia con entrate al limite del regolamento e tra i giocatori ci sono state anche scintille. Nel secondo tempo Cocimano, che si conferma un centrocampista con il vizio del gol, porta a cinque le reti di vantaggio per l'Acr Messina. Il gol della bandiera per la Tirrenia lo realizza allo scadere, Doukurè Karamo.

Si è conclusa a lieto fine la scomparsa del 23enne di Savoca Gaetano Golfo. Dopo 48 ore, il giovane è tornato a casa dopo avere fatto stare in apprensione parenti e amici. La sua auto fu ritrovata la mattina successiva alla sua sparizione con un biglietto di “saluto” alla famiglia, facendo temere il peggio. I Carabinieri della Stazione di Sant’Alessio, dopo la denuncia dei familiari, si sono messi immediatamente alla ricerca del giovane, insieme ai colleghi del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Taormina. Stavano per arrivare anche le unità cinofile dell'Asd Dog Rescue Free Time di Barcellona Pozzo di Gotto, fatte rientrare dopo la notizia del rientro a casa del giovane. A causare l’allontanamento volontario da casa, pare sia stata una delusione amorosa. Il 23enne si era lasciato con la fidanzata e non aveva accettato la situazione. Nelle ore successive alla sparizione, ha vagato per le spiagge di Furci e Santa Teresa di Riva, per poi fare ritorno a casa, stanco ma in buone condizioni di salute.

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