Redazione

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Un boccone di carne risultato fatale. E' successo ad Acquedolci. Un uomo di 57 anni, originario di San Fratello, stava cenando venerdì sera insieme alla sua famiglia. All'improvviso, un pezzo di salsiccia ha ostruito le vie respiratorie. Subito sono stati allertati i soccorsi e sul posto è giunto un mezzo del 118. Inutili sia i tentativi dei familiari di aiutare il congiunto, sia quelli dei sanitari dell'ambulanza che hanno provato a rianimarlo anche attraverso il defibrillatore. Trasportato all'ospedale di Sant'Agata Militello, i medici hanno solo potuto constatarne il decesso.

"Il risanamento ai tempi di Accorinti. La revoca del finanziamento per gli alloggi popolari di Bisconte NON E’ un “fulmine a ciel sereno”. Da anni sosteniamo che l’amministrazione Accorinti, dietro la scelta ideologica e populista del “cemento zero” abbia di fatto bloccato la macchina del risanamento. Persino in commissione consiliare, l’ex dirigente preposto affermava che l’assessore Pino non era mai riuscito ad intavolare un dialogo diretto e costruttivo con i dirigenti regionali, dando l’idea chiara e concreta di quanto in realtà il risanamento della città stesse a cuore a questa Amministrazione". Non usano mezzi termini i consiglieri comunali di Messina Nino Carreri e Antonella Russo, in merito al rischio concreto della perdita del finanziamento di 20 milioni che sarebbero dovuti servire al risanamento del rione Bisconte.

"A questo punto -proseguono i due consiglieri- c’è da interrogarsi profondamente sul concetto che la giunta Accorinti ha del risanamento a Messina. Dopo aver “annientato” Ambiti, Varianti Parziali, Progetti e Graduatorie che dal 1990 ad oggi sono costati tempo e soldi, l’amministrazione ha spento la speranza di centinaia di famiglie abbandonate nelle periferie, in attesa di un alloggio popolare. Un vero e proprio tradimento per tutti i residenti dei villaggi e delle periferie abbandonate che, nella ormai lontana campagna elettorale del 2013, avevano creduto alle parole del Sindaco e dei suoi sostenitori, che alacremente giravano in lungo ed in largo per questi quartieri. Dopo quasi cinque anni, l’idea del Sindaco Accorinti e quella della sua Amministrazione, sul fronte risanamento, si concretizza nel progetto “Capacity”, unica iniziativa messa in atto NON DA LUI ma da soggetti privati che stanno tentando di fare qualcosa sul fronte del risanamento delle periferie degradate, sfruttando un finanziamento ministeriale di 18 mln di euro. Soldi pubblici, quindi, utilizzati per alcuni interventi che sono, però, “acqua fresca” a fronte delle esigenze abitative della città".

E proprio sul progetto "Capacity", i due consiglieri comunali, nutrono forti dubbi se questo abbia come fine unico l'interesse pubblico e se, nella procedura, pare non sia stato applicato il Codice degli Appalti, che prevede una particolare attenzione sulle scelte del partner privato, elemento che sarebbe stato disatteso. "L'avviso ha dato pochissimo tempo a disposizione per gli eventuali partecipanti -spiegano Carreri e Russo-, ed inoltre la Giunta, disattendendo gli esiti della graduatoria definita da una apposita commissione, ha di fatto ritenuto non vincolante la stessa, optando per la scelta di un progetto che NON era classificato per primo nella manifestazione di interesse. Cosa che meriterebbe quindi ben altre attenzioni. Ci chiediamo se in questa procedura sia stato o no disatteso il comma 6 dell'art. 180 del Codice degli Appalti, che prevede al massimo il 49% del costo dell'investimento complessivo a carico della Pubblica Amministrazione. Ci chiediamo, anche, se sia stato rispettato il comma 7 dello stesso articolo, che prevede la presentazione di idonea e documentata disponibilità inerente il finanziamento, e addirittura la risoluzione del contratto stesso di finanziamento che non sia perfezionato entro 12 mesi; circostanza, anche questa che, ad oggi, sconosciamo. Dalla documentazione in nostro possesso si evince invece in modo chiaro che circa 5 mln di euro di FINANZIAMENTO PUBBLICO andranno a coofinanziare una serie di interventi come "l'autocostruzione e la capacitazione", parole certamente belle ma poco comprensibili, e per attività sociali non meglio definite. Il dubbio che tali attività non siano proprio di natura pubblica pare legittimo. Il resto del finanziamento, ben 13 mln di Euro, l'amministrazione Accorinti li destina all'acquisto di case da assegnare a famiglie residenti in zone di risanamento. Si utilizzano quindi soldi pubblici per ...comprare case private...da destinare a nuclei familiari che, ed è questa la nota dolente, verranno di fatto sradicate dal territorio e trasferite ovunque. Quindi 18 milioni di Euro in interventi che, per scopi realmente abitativi, scendono a 13.

La cosa che fa specie -puntualizzano ancora Carreri e Russo-  è che, con i 20 mln di euro, allo stato dei fatti revocati, il progetto Bisconte portava al risanamento 110 alloggi nuovi, mentre con 18 mln di euro l'amministrazione Accorinti realizza al momento 4 casette di legno e paglia (osano definirle palazzine ad un piano) in zona Fondo Saccà che NON sono destinate al bisogno abitativo. Ecco il risanamento secondo Accorinti! Per il futuro, la speranza è che il nuovo Commissario straordinario dello IACP appena insediato, ing. Leonardo Santoro, riesca nell'intento di rimodulare le somme per salvare il finanziamento regionale, dando all'amministrazione Accorinti la linea da seguire per una corretta interlocuzione con i dipartimenti regionali. Quindi una richiesta esplicita al sig. Sindaco: sino a quando non porterà a compimento una (dicasi una!) azione volta alla soluzione del disagio abitativo in città abbia la decenza di tacere. Col risanamento -concludono i due consiglieri- smetta di riempirsi la bocca e pensi a far circolare carte e progetti per attirare finanziamenti".

Verrà rinnovata, quasi integralmente, la flotta dei pullman delle aziende siciliane di trasporto. Grazie a un investimento di circa cinquanta milioni di euro, tra risorse europee, nazionali e regionali, l’assessorato delle Infrastrutture, infatti, consentirà l’acquisto di 159 bus per il servizio urbano e di altri 105 per quello extraurbano. Le imprese, sia pubbliche che private, che hanno risposto alla manifestazione di interesse della Regione sono settantacinque. “Abbiamo recuperato il tempo perduto - afferma il presidente Nello Musumeci - ed entro fine anno i mezzi saranno a disposizione della Sicilia. Con questo provvedimento, ridiamo una nuova immagine al trasporto locale, rinnovando il parco mezzi delle aziende pubbliche e private dell’Isola. I cittadini avranno un servizio di altissima qualità e chiuderemo, così, la stagione dell’inquinamento, consentendo anche un risparmio nel consumo di carburante. Eccellenza del servizio e sostenibilità ambientale erano tra i punti del nostro programma di governo e li stiamo rispettando”.
Con l’entrata in funzione dei nuovi mezzi sarà garantito anche un efficiente sistema di telecontrollo delle flotte, per monitorare consumi e utenza trasportata, oltre ad assicurare, pure, maggiore sicurezza per i viaggiatori. E sarà agevolata, anche, l’accessibilità delle persone a ridotta capacità motoria. Le gare per l’acquisto dei mezzi dovranno essere aggiudicate entro il prossimo mese di ottobre, anche perché dal primo gennaio del 2019 i bus classificati come ‘Euro 0’ non potranno più circolare. Le aziende beneficiarie contribuiranno all’acquisto dei pullman, che avverrà sia attraverso la piattaforma Consip, sia con gare espletate dalle stesse ditte. “Questo è solo uno dei primi atti che il governo Musumeci - spiega l’assessore delle Infrastrutture, Marco Falcone - ha messo in campo per migliorare il servizio. Abbiamo, infatti, intercettato ulteriori risorse e, nei prossimi mesi, procederemo al rinnovo di ulteriori bus, ‘Euro 1 e 2’, per assicurare ai siciliani sempre maggiori standard qualitativi”.

Sconfitta onorevole, 11-8, per la Waterpolo Messina nella trasferta di Rapallo, nella prima gara di un doppio turno esterno consecutivo. La squadra giallorossa, alla cui guida c’e adesso il neo tecnico Johanne Begin, ha lottato alla pari per tre tempi prima di arrendersi alla maggiore consistenza tecnica dell’avversario, uscito alla distanza anche grazie ad un numero di rotazioni disponibili rispetto alle peloritane, andate in rete con sette giocatrici sulle nove presenti a referto. La Waterpolo Messina rimane all’ultimo posto in classifica ma con immutate possibilità di centrare la salvezza visto che Cosenza e Florentia non hanno guadagnato punti. Nel prossimo turno nuova trasferta in Liguria contro il Bogliasco.

Questo il commento dell’allenatore Johanne Begin: “ Ho visto grande disponibilità e sacrificio del gruppo. Siamo stati in partita e, probabilmente, ci manca un rigore nel quarto tempo che ci avrebbe potuto portare sul -1 e reso la sfida ancora più avvincente. Abbiamo sbagliato qualcosa, cose semplici sui dovremo lavorare ma sono fiduciosa per il futuro”. Intanto Agnese D’Amico, una delle atlete della Waterpolo Messina in gol contro il Rapallo, è stata nuovamente convocata in nazionale dal Ct Fabio Conti e parteciperà, dal fino al 28 febbraio ad Ostia, al common training con la Grecia.

TABELLINO- Rapallo-Waterpolo Messina 11-8 ( 1-2,4-2,3-2,3-2 )

RAPALLO- Lavi, Zanetta 3, Gragnolati, Avegno 1 , Marcialis 1, Sessarego, D'Amico M., Giustini, Van der Graaf 1, Cuzzupè 1, Genee 3, Gagliardi 1, Gaetti. All. Antonucci.

WATERPOLO MESSINA: Sotireli, De Vincentiis , Bonanno 1, Amedeo 2, Brown 1, Radicchi 1, D'Amico A. 1, Marchetti 1, Belorio 1,  All. Begin

Arbitri: Calabrò e Scappini. Uscita per limite di falli Belorio (Messina) nel quarto tempo. Sup.num. : Rapallo 3/11 + 1 rig. e Messina 4/12. Sotireli (Messina) para un rigore a Marcialis nel primo tempo. Espulsa per proteste Marcialis (Rapallo) a 7'03 del quarto tempo.

Questi i risultati della undicesima giornata: Padova- Cosenza 11-4 (merc.), Sis Roma- Bogliasco 9-11, Milano- Florentia 9-5.  Riposa - Ekipe Orizzonte Ct

Classifica A/1 F:  Ekipe Orizzonte Ct 25, Padova 21, Rapallo e Milano 18, Bogliasco e Sis Roma 15,  Cosenza 7,  Florentia 5, Waterpolo Messina 3.

Penultima giornata della regular season in serie C Silver. Il Gruppo Zenith Messina affronta a seconda trasferta consecutiva sul campo della pari classifica Basket Giarre. La sfida, in programma al PalaJungo, alle ore 17:30 di oggi domenica 23 febbraio, arbitri Alessandro Lorefice di Ragusa e Alex Di Mauro di Priolo Gargallo, deciderà con ogni probabilità quale delle due squadre disputerà i play off. Giarre parte con il vantaggio di aver vinto la gara di andata (93-86) ed ovviamente di giocare di fronte ai propri tifosi un match così delicato. Messina viene dalla sconfitta di Alcamo, dove ha perso non soltanto la partita ma anche uno dei suoi giocatori più importanti: il lungo Daniel Hendrych, incredibilmente squalificato per due giornate dal giudice sportivo. Il club del presidente Zanghì si è visto anche rigettare il reclamo d’urgenza presentato per vedere almeno dimezzata la sanzione inflitta al giocatore ceko.

La società peloritana ha appreso con grande amarezza quest’ennesima decisione, ma non getta assolutamente la spugna, come afferma coach Ciccio Romeo: “Partita difficile, da affrontare con le dovute cautele, ma in condizioni purtroppo non ottimali. Oltre il nostro Hendryck, appiedato per due giornate, per tutta la settimana non si sono allenati Cavalieri, ancora fermo dopo la bagarre di domenica, Squillaci, Corazzon, Baldoni e Fathallah colpiti dal virus influenzale. Quindi andremo a Giarre a vendere cara la pelle, ma da reduci da una battaglia sportiva dalla quale usciamo con le ossa rotte. Una cosa è certa, cercheremo di onorare fino alla fine il nostro compito, per cercare di raggiungere quell’obiettivo da cui, qualcosa o qualcuno ci vorrebbe allontanare”.

Con un roster in condizioni non certo ottimali, sul parquet etneo il Gruppo Zenith Messina dovrà fare di necessità virtù; una vittoria con otto punti di vantaggio schiuderebbe a Cavalieri e compagni le porte dei play off: difficile ma non impossibile.

Prosegue il tour dei quartieri del candidato a sindaco di Messina, Cateno De Luca. Oggi tra, mercati, attività commerciali in genere, c’è stato anche il tempo di visitare una Casa di Riposo per anziani. De Luca è stato ospite di Villa Katia a San Jachiddu. Una villa dei primi del ‘900 in una zona tristemente nota per ciò che in passato ha caratterizzato l’edilizia selvaggia degli anni ’80 e che ha portato all’abbattimento del complesso Casa Nostra, per gravissimi problemi strutturali. Tra i vari condomini della zona, sorge una villa di inizio del secolo scorso che conserva ancora intatti i pavimenti originari ed i tetti affrescati. Il tutto impreziosito da una vista mozzafiato sullo Stretto di Messina. Ad attendere Cateno De Luca, il personale al completo e gli ospiti della Casa di Riposo. Dopo una visita alla struttura, ha fatto gli onori di casa Alessandra Calafiore, assessore designata, con delega ai Servizi Sociali, che ha ringraziato la struttura che li ospitava, ma non ha voluto rubare molto tempo all’ospite principale. Cateno De Luca, dopo i saluti di rito, ha spiegato che durante questa campagna elettorale, impegnato in prima linea, vuole avere il contatto diretto con tutti i messinesi e rendersi conto delle varie problematiche cittadine. “Ciò che intendo fare -ha affermato De Luca-, è una vera rivoluzione. Mi sto rendendo conto che Messina deve essere smontata e rimontata. Nel settore che vi riguarda, quello dei servizi sociali, intendo avviare una sinergia tra pubblico e privato ed eliminare una serie di intermediari che lucrano sui più deboli”. De Luca si è poi rivolto al personale ed ospiti della struttura ponendo loro un quesito: “Io credo che se la proprietà di questa struttura decidesse di andare in vacanza per un periodo di tempo, sicuramente non farebbe gestire a me questa bella villa, perchè io non capisco nulla in questo settore. Per cui mi chiedo come mai voi abbiate consegnato le chiavi della città ad una persona incompetente ed inesperta?”. Infine Cateno De Luca ha toccato il tema delle società partecipate: “Il mio programma prevede l’accentramento di tutte le società partecipate nel palazzo Comunale. Finora, Atm, Amam e Messinambiente hanno solo creato debiti enormi, disservizi e posti di sottogoverno clientelari. Ovviamente i posti di lavoro saranno salvaguardati, ma queste aziende non hanno motivo di esistere e se diventerò sindaco, spariranno”. Dopo un rinfresco offerto dalla struttura, Cateno De Luca ha salutato gli ospiti con una promessa: “Tornerò a Natale e suonerò per voi la zampogna, se troviamo altre persone che ci accompagneranno con strumenti tipici siciliani, faremo una grande festa”.

Avevano messo in piedi un impianto abusivo di distribuzione gasolio a S. Agata di Militello (Me). Scoperto e sequestrato dalla Guardia di Finanza, multati e denunciati due imprenditori che rischiano da 1 a 5 anni di carcere.

I finanzieri della Tenenza di Sant’Agata di Militello (ME), hanno denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Patti due imprenditori della zona e sequestrato un impianto abusivo di distribuzione di carburante contenente 9.000 litri di gasolio. La violazione contestata riguarda l’illecita commercializzazione di prodotto energetico. I responsabili rischiano la pena della reclusione da 1 a 5 anni oltre alla multa non inferiore ad € 7.746. Il valore complessivo dell’impianto e del gasolio sequestrati ammonta ad oltre 30.000 €. Le indagini hanno consentito di verificare che l’impianto, composto da una cisterna munita di erogatore automatico e due pistole erogatrici, era completamente abusivo, in quanto sprovvisto di qualsiasi autorizzazione amministrativa e delle certificazioni antincendio previste e pertanto rappresentava un potenziale pericolo di infiammabilità e scoppio.

L’attività appena conclusa rappresenta lo sviluppo di pregresse attività investigative svolte nello specifico settore al fine di ricercare e reprimere comportamenti fraudolenti che determinano la sottrazione di ingenti somme dalle casse dello Stato. In particolare, a seguito dell’attività di intelligence svolta dai finanzieri, sono stati scoperti alcuni trasferimenti di prodotto energetico, che avvenivano soprattutto nei fine settimana ed al di fuori dei circuiti ufficiali di distribuzione. I successivi riscontri hanno consentito di acquisire tutti gli elementi necessari per procedere al sequestro dell’impianto e dell’ingente quantitativo di prodotto energetico detenuto in totale evasione di imposta.

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