La denuncia la sporge lo scorso 19 luglio. Stanca delle umiliazioni, vessazioni e minacce, anche di morte, sopportate per troppo tempo in un angosciante silenzio con la speranza di ritrovare la serenità familiare perduta. Un marito violento che con sistematicità anche alla presenza dei figli la insultava, mortificava, offendeva e lei nel timore di peggiori e più gravi conseguenze era ormai costretta addirittura a dormire chiusa a chiave in una stanza diversa da quella matrimoniale. Poi l’intervento dei poliziotti delle Volanti della Questura di Messina per sedare l’ennesimo litigio e da lì il coraggio di porre fine a quel terribile incubo, a quella rabbia implacabile che l’avevano fortemente condizionata nelle abitudini di vita, nelle amicizie relegandola in una forzosa solitudine lontana anche dagli affetti più cari. I poliziotti delle volanti hanno eseguito la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare per maltrattamenti. Il magistrato che ha disposto la misura ha evidenziato nel corpo dell’ordinanza tra le altre cose la personalità allarmante dell’autore e la necessità di impedire quella ormai difficile e pericolosa convivenza.

Pedinata e aggredita alle spalle, spodestata del proprio portafogli in pieno giorno, in una ziona del centro cittadino ed a volto scoperto da un giovane che, messo a segno il colpo, è fuggito. E’ successo ieri mattina ad una donna che, uscita da una farmacia, è stata raggiunta e scippata con violenza da un uomo di cui, nonostante la paura, è riuscita a memorizzare elementi utili ai fini dell’identificazione. L’intervento dei poliziotti delle Volanti è stato immediato, hanno rassicurato la vittima, l'hanno ascoltata si mettono alla ricerca del malvivente.

La visione di alcune immagini registrate da una telecamera di videosorveglianza dell’area interessata all’evento, ha permesso agli agenti di riconoscerne l’autore già noto, tra l’altro, per i numerosi precedenti anche specifici. Si tratta di Vladimir Rinaldi, russo di 22 anni, intercettato nei pressi della propria abitazione con addosso gli stessi vestiti usati per la rapina ai danni della donna. Il giovane ha accennato ad una timida fuga scoraggiata dalla prontezza dei poliziotti che gli hanno trovato addosso, custodita nella tasca dei pantaloncini, la somma di denaro asportata. Il portafogli è stato recuperato, con ancora all’interno documenti d’identità e carte bancomat, in altro luogo indicato dal responsabile che se ne era disfatto poco prima. Condotto presso gli Uffici di polizia, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa di rito per direttissima.

 

 

 

 

Il Prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi, su delega del Ministro dell’interno, richiesta ai sensi dell’art. 143 comma 2, del decreto legislativo n. 267/200, ha disposto un accesso ispettivo antimafia presso il Comune di Mistretta, al fine di compiere approfonditi accertamenti allo scopo di verificare l’eventuale sussistenza di forme di infiltrazione o di condizionamento di tipo mafioso. L’attività ispettiva della commissione di indagine, insediatasi oggi, sarà supportata nell’espletamento dell’incarico, da personale delle forze di Polizia e dovrà essere perfezionata entro tre mesi dall’insediamento, periodo prorogabile di ulteriori tre mesi qualora sia necessario.

Controlli straordinari presso esercizi ed attività commerciali a Capo d’Orlando per i poliziotti del locale commissariato, coadiuvati da personale dell’ARPA di Messina. Numerose le contestazioni amministrative elevate a carico degli esercenti. Constatata l’assenza di autorizzazione per lo scarico dei reflui industriali presso l’area autolavaggio di un distributore di benzina. Le verifiche hanno evidenziato che i reflui defluivano in un canale limitrofo e nel terreno circostante. Si è pertanto proceduto al sequestro preventivo dell’area e alla segnalazione alla Procura della Repubblica di Patti a carico del titolare per aver violato le norme in materia ambientale previste dal decreto legislativo 152/06.

Non si sono lasciati intimorire neanche dalla sacralità del luogo nel quale hanno messo a segno un colpo fruttato la somma di 700 euro. E’ successo qualche tempo fa nella Chiesa di San Francesco del rione San Licandro: la coppia di ladri forzando una porta di legno riuscì ad introdursi nella sacrestia, a rovistare all’interno di un armadio dove la somma di denaro asportata era custodita in una scatola di cartone. Ad immortalare l’incauto gesto, una telecamera le cui immagini sono state minuziosamente analizzate dagli operatori di polizia delle Volanti della Questura di Messina prontamente intervenuti sul posto. Ad illuminare nel buio della notte i luoghi defraudati dai due malviventi una piccola torcia che aiutò i poliziotti a ricostruirne le fattezze ed a risalire alla loro identità. Soggetti noti per i numerosi precedenti, entrambi messinesi, uno maggiorenne di 33 anni l’altro minorenne, sono stati rintracciati presso la loro abitazione e denunciati all’Autorità giudiziaria competente.

Potenziati i controlli della Polizia di Stato a Milazzo dove, al normale incremento di turisti e avventori nei luoghi della movida nel periodo estivo, un ulteriore aumento di presenze è stato registrato nello scorso fine settimana per lo svolgersi di eventi di rilievo. I poliziotti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza, unitamente a quelli del Distaccamento Polizia Stradale di Barcellona Pozzo di Gotto, hanno pertanto eseguito numerosi controlli su strada a mezzi e persone, dai quali sono emerse altrettante  infrazioni. Tra le più rilevanti si evidenzia la guida in stato di ebbrezza con il conseguente ritiro della patente e, in un caso, la denuncia in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria. Sequestrati e sospesi dalla circolazione una decina di mezzi privi di copertura assicurativa e/o revisione. Alto anche il numero di motociclisti sorpresi alla guida senza il casco protettivo.

Una rapida ed efficace risposta per porre fine ad una difficile situazione di violenza domestica quella che il lavoro puntuale e certosino delle Volanti della Questura di Messina e della Magistratura del locale Tribunale ha dato alla richiesta di aiuto di una povera donna. Una triste storia di prevaricazione e maltrattamenti fisici e psicologici complice la fragilità della vittima costretta a soffocare aspirazioni, sogni, progetti. Madre di tre figli, di cui uno affetto da una sindrome, era completamente dedicata alla famiglia e coltivava il sogno di completare i suoi studi conseguendo la laurea; un progetto conciliabile con gli impegni di moglie e di genitore, ma quell’aspirazione legittima era motivo di soprusi ed angherie e a vincere era sempre lui, perché lei si piegava alla prepotenza del suo carnefice convinta che il suo sacrificio, prima o poi, avrebbe portato alla serenità tanto agognata. Schiaffi, calci, oggetti lanciati addosso, libri strappati, divieti, minacce e poi offese e mortificazioni.

La etichettava con i peggiori epiteti e la colpevolizzava dei problemi di salute del figlio accusandola addirittura di averlo concepito con altro uomo. Le controllava il telefono, monitorava i suoi spostamenti imponendosi anche nella scelta dell’abbigliamento e cercando di essere con lei in qualunque suo spostamento. E la vittima, che peraltro non poteva contare neanche sull’aiuto dei familiari, purtroppo inesistenti per sfortunate vicissitudini e sugli amici, avendola quell’uomo forzatamente costretta all’esilio, viveva nella rassegnazione ingoiando le brutture e le crudeltà che un marito geloso, egoista e prepotente aveva in serbo per lei quotidianamente. Poi, finalmente, la decisione di denunciare, di darsi una seconda possibilità  e l’intervento degli agenti di polizia che l’ascoltano e  assicurano. I poliziotti informano prontamente l’Autorità giudiziaria che, altrettanto velocemente, dispone l’applicazione della misura cautelare della custodia cautelare in carcere, che gli agenti eseguono conducendo l'uomo presso la casa circondariale di Gazzi.

 

 

“Estate Sicura” l’operazione promossa dalla Polizia di Stato per contrastare il fenomeno dei furti in appartamento incalza nella città dello Stretto e stanotte ha portato all’arresto di due messinesi colti in flagranza di reato. A sorprenderli i poliziotti delle Volanti della Questura di Messina che dopo aver mandato in fumo il loro diabolico piano, li hanno assicurati alla giustizia. Stellario Fusco di 38anni e Lorenzo Spadaro di 36 anni, entrambi pluripregiudicati, intorno alla mezzanotte  erano all’interno di un appartamento in uno stabile in pieno centro, tra la via Maddalena e la via Ghibellina con l’intento, approfittando dell’assenza del proprietario, di fare razzia di quanto più possibile. Sono stati interrotti dall’arrivo dei poliziotti che, allertati dalla chiamata di un cittadino in sala operativa, sono intervenuti immediatamente. I malviventi hanno provato a scappare ma inutilmente: gli operatori infatti avevano già bloccato ogni via di fuga cinturando l’edificio, terrazza e cortile interno inclusi, dove, tra serbatoi dell’acqua e piante li hanno trovati, acquattati e nascosti come meglio potevano. Avevano ancora addosso guanti, torcia e maschera da saldatore; all’interno dell’immobile, completamente a soqquadro, avevano invece abbandonato la saldatrice e gli altri attrezzi con cui erano già riusciti a forzare la cassaforte. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i ladri d’appartamento sono stati trasferiti presso le camere di sicurezza del complesso Calipari in attesa di rito per direttissima.

 

 

Un’ordinaria attività di controllo del centro Taorminese condotta con l’ausilio della Polizia Locale ha portato i poliziotti all’arresto di un senegalese Abass Seye di 41 anni per resistenza a Pubblico Ufficiale. Lo avevano sorpreso sul corso principale della perla jonica intento a vendere la propria merce contraffatta, approfittando dei numerosi turisti presenti sul posto soprattutto in questo periodo. Alla vista dei poliziotti lo straniero è fuggito, ma dopo un inseguimento breve è stato bloccato. Alla richiesta di esibire un valido documento, il senegalese ha reagito in modo violento tipico di chi, non trovandosi in uno stato di regolarità, rifugge da accertamenti di questo tipo. La resistenza e l’insofferenza manifestate, non hanno impedito ai poliziotti di trarlo in arresto e di condurlo presso gli uffici di Polizia per i relativi approfondimenti. Già destinatario di decreto di allontanamento dal territorio nazionale, è stato trattenuto presso le camere di sicurezza in attesa di giudizio per direttissima, secondo quanto disposto all’Autorità giudiziaria competente, prontamente avvisata dell’accaduto, e denunciato altresì per la detenzione ai fini della vendita di materiale contraffatto.

Ospitalità mal ripagata per i due cittadini di nazionalità gambiana denunciati in stato di libertà ieri mattina dai poliziotti delle Volanti. I due sono stati ospitati in casa di connazionali a cui, prima di andar via, hanno rubato due bici e un paio di pantaloncini. Le vittime hanno chiesto aiuto ai poliziotti che, subito intervenuti, hanno rintracciato i responsabili del furto in piazza della Repubblica e recuperato la refurtiva. Sono stati entrambi denunciati per il reato di furto aggravato. Uno dei due, trovato in possesso di un paio di forbici, anche per detenzione di oggetti atti ad offendere. Le bici e gli shorts sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari.

 

 

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