Continuano incessantemente le attività straordinarie di prevenzione messe in campo dalla Polizia di Stato per rafforzare il presidio di sicurezza nel territorio di Taormina, Giardini Naxos e nelle altre aree ricadenti nella giurisdizione del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina. In particolare, con il concorso di autopattuglie del Reparto Prevenzione Crimine dotate dell’ormai noto sistema di bordo “Mercurio”, che consente, tra l’altro, di scansionare le targhe anche di veicoli in movimento, sono stati attuati, nella scorsa settimana, numerosi posti di controllo: 156 i veicoli fermati, 280 le persone identificate, diverse le violazioni al codice della strada contestate.

La Questura di Messina celebrerà lunedì 10 aprile, presso il teatro Vittorio Emanuele, il 165° Anniversario della Fondazione della Polizia. Una circostanza resa speciale dall’orchestra e dal coro del Conservatorio Corelli, presieduto da Giuseppe Ministeri, diretti dai maestri Santi Cardullo e Michele Amoroso, con cui Funzionari tutti e rappresentanze del personale della Questura, dei Commissariati sezionali e distaccati e delle Specialità, alla presenza della sezione ANPS (Associazione Nazionale Polizia di Stato) e dei familiari dei poliziotti Vittime del Dovere, ricorderanno la Fondazione della Polizia e i valori che da sempre la contraddistinguono. Valori ben riassunti dallo slogan “esserci sempre”, leitmotiv di tutta la cerimonia. Nel corso di quest’ultima, inoltre, un’iniziativa concernente la violenza sulle donne, tema al quale la Questura di Messina è particolarmente sensibile.

E’ dell’appena trascorso 16 marzo l’ultima di tre operazioni di sgombero portate a termine dalla Polizia di Stato. L’immobile interessato si trova nel rione Mangialupi. Sono di pochi mesi fa, invece, e del mese di novembre per la precisione, due analoghi interventi che hanno sottratto alla criminalità e messo a disposizione della collettività rispettivamente un appartamento sito in via Don Orione e un altro in via Carbonaro, Tremestieri. Tutti gli sgomberi sono stati partoriti in sede di riunione tecnica di coordinamento interforze tenutasi in Prefettura e si sono conclusi nel rispetto della sicurezza e dell’ordine pubblico. Per ciascun immobile è stata disposta la consegna all’amministrazione comunale messinese e il trasferimento al patrimonio indisponibile dello stesso Comune affinché sia destinato a finalità sociali e istituzionali.

 

Si è concluso con l’arresto il tentativo di un pusher messinese di sottrarsi al controllo di polizia. Si tratta di Vincenzo Schilirò, di anni 33, che ieri pomeriggio, alla guida della sua autovettura, non arrestando la marcia nonostante l’alt intimatogli dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Messina, è stato trovato con un ingente quantitativo di droga. In due involucri di cellophane sono stati rinvenuti grammi 1293,56 di canapa indiana. Condotto presso gli uffici di polizia l’arrestato sarà sottoposto a processo per direttissima.

 

 

 

Traffico in tilt in via XXIV Maggio a Messina. Un uomo di 68 anni alla guida della sua autovettura, per cause ancora in corso di accertamenti, ma probabilmente per un improvviso malore, è deceduto mentre transitava in via XXIV Maggio a Messina. L'auto è rimasta in mezzo alla trafficata arteria stradale cittadina fino all'arrivo della Polizia di Stato che ha cinturato la zona ed ha fatto arrivare sul posto un'ambulanza ed il medico legale per accertare l'effettivo decesso dell'uomo.

La Polizia di Stato ha arrestato a Messina, Giuseppe Chiofalo, di 54 anni, un ingegnere, ex dirigente dell'Ufficio Urbanistica del Comune di Vittoria, per abuso d'ufficio e concussione. Nei suoi confronti la Squadra mobile della Questura di Ragusa ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura del capoluogo ibleo. Nell'ambito dell'inchiesta sono stata sequestrate nel Comune di Vittoria diverse pratiche che erano state curate dall'ingegnere indagato prima di essere allontanato dall'Ente. Il professionista era stato rimosso dall'incarico fiduciario dall'attuale giunta comunale. La Squadra mobile ha effettuato perquisizioni e interrogato professionisti vicini all'arrestato.

Un altro fucile è stato sequestrato ieri dai poliziotti delle Volanti. Appartiene al 27enne messinese Mario Cariolo, arrestato per detenzione illegale di arma comune da sparo, arma alterata e clandestina. I fatti risalgono a ieri mattina quando, durante una perquisizione domiciliare, i poliziotti delle Volanti hanno trovato, tra il tetto e il controsoffitto in cartongesso, una doppietta calibro 16, con canne mozzate e calciolo tagliato, con matricola abrasa. L’uomo, con precedenti per reati inerenti gli stupefacenti, sarà giudicato stamani con rito direttissimo.

 

Pochi minuti fa sul corso Cavour a Messina si sono vissuti dei momenti di panico. Un tentativo di rapina ai danni della gioielleria Burrascano ha fatto scattare l'allarme e la zona è stata circondata dalle Volanti della Polizia di Stato. La zona è trafficatissima e in quel momento c'erano anche degli studenti, fortunatamente bloccati da alcuni agenti che hanno evitato il peggio. I rapinatori non hanno esitato a sparare in mezzo alla folla con un fucile a canne mozze e la gente è fuggita in preda al panico. Da una prima ricostruzione dei fatti, due persone con il viso travisato da casco da motociclista hanno tentato di  fare irruzione armati di fucile per consumare la rapina. La titolare rendendosi conto di quanto stava accadendo, non ha aperto la porta e si è barricata dentro. In quel momento una Volante, che espletava un servizio antirapina e che transitava in zona, si è accorta dei due rapinatori armati, i poliziotti hanno intimato l'alt, ma i due sono fuggiti sparando copi di fucile. Gli agenti li hanno inseguiti ed uno è stato arrestato. L'uomo si era nascosto sotto un'autovettura nel parcheggio del palazzo di vetro sul corso Cavour. Si tratta del 30enne Giuseppe Cannavò già noto alle forze dell'ordine. I poliziotti hanno notato una finestra dell'istituto scolastico aperta e sono entrati con un'autoscala dei Vigili del Fuoco pensando che il complice si fosse nascosto dentro, ma le ricerche hanno avuto esito negativo. La caccia all'uomo prosegue e la zona è presidiata da tante pattuglie della Polizia. 

Gli agenti della Polizia di stato di Milazzo hanno trovato la droga nella sua cantina, all’interno di un borsello tra suppellettili di varia natura. A finire in manette il 50enne del capoluogo mamertino Giuseppe Basile. I poliziotti della Squadra Mobile di Messina ci hanno trovato dentro alcuni involucri successivamente sottoposti ad esame specifico dal Gabinetto Provinciale di Polizia Scientifica e risultati contenere circa 60 grammi di marijuana e 63 di cocaina. Con la droga c’erano due bilancini di precisione. Sequestrata anche una pistola a salve priva di tappo rosso, modificata e completa di caricatore contenente sei proiettili e la somma di 4.400 euro.  I poliziotti hanno proceduto all’arresto di Basile per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e per la detenzione illegale della pistola a salve alterata. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 50enne è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Ci sono anche due studenti universitari finiti in manette nell'operazione denominata "Trolley", che ha visto l'arresto di quattro persone ritenute responsabili, in concorso, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Salvatore Condò, 28 anni; Claudio Condò, 23 anni; Gaetano Errigo, 24 anni; e Vincenzo Sergi, 45 anni.

Le indagini dei poliziotti della Squadra Mobile di Messina, coordinate dal Sostituto Procuratore Fabrizio Monaco, hanno fatto emergere evidenti responsabilità in merito al trasporto di ingenti quantitativi di sostanza stupefacente del tipo marijuana che gli odierni arrestati, tutti di origine calabrese, avrebbero trasferito dalla Calabria in Sicilia. Dalle intercettazioni telefoniche ed ambientali, gli inquirenti hanno risostruito i trasferimenti di marijuana in carichi che si aggiravano, ogni volta, sui 5 chili, facilmente trasportabili in valigie e trolley sui traghetti che collegano le due sponde. Risale al 6 ottobre del 2015 l’arresto di Gaetano Errigo, sorpreso agli imbarcaderi messinesi dai poliziotti della Squadra Mobile con più di 5 chili di erba pronta ad essere smerciata. Era stato fermato presso la rada San Francesco, a piedi, con al seguito un comune trolley nero. Dentro i poliziotti avevano trovato 9 confezioni sotto vuoto ed una avvolta in un sacco di plastica contenenti 5 chilogrammi e duecento circa di derivato della canapa indiana, il tutto custodito in un sacco di carta per mangimi.

Il quadro d’insieme ricostruito dai poliziotti confermerebbe che non si era trattato di un caso isolato. Gli odierni arrestati, due dei quali studenti universitari presso la locale facoltà d’Economia e di fatto residenti a Messina, per la Polizia di Stato nonsarebbero spacciatori improvvisati. Le conversazioni intercettate, per quanto camuffate da un linguaggio criptico e dall’uso di termini relativi a capi d’abbigliamento che sostituivano quelli relativi a qualità e peso della sostanza stupefacente da trasportare, rivelerebbero un ripetuto traffico di valigie di “robbe nuove”, e dei rischi e degli escamotages da usare nel caso di controlli delle forze di polizia o di poliziotti in transito su traghetti e aliscafi.

I quattro arresti sono stati eseguiti stamani dai poliziotti della Squadra Mobile di Messina, coadiuvati da quelli della Squadra Mobile di Reggio Calabria, del Reparto Prevenzione Crimine Calabria Meridionale e dei Commissariati di Pubblica Sicurezza presenti nella provincia di Reggio Calabria. Al momento, altre due persone interessate dall’odierna ordinanza di misura cautelare sono irreperibili ed attivamente ricercati.

Nel corso degli arresti di stamani, i poliziotti hanno trovato in casa dei fratelli Condò, qui a Messina, un chilo e 800 grammi di marijuana e l’occorrente per il confezionamento delle singole dosi: un bilancino di precisione, buste in cellophane e una macchinetta per il sottovuoto. Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, i due sono stati trasferiti in carcere.

 

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