Finisce agli arresti domiciliari la donna, denunciata dai poliziotti delle Volanti lo scorso ottobre, che dopo avere adescato un messinese per strada lo aveva derubato di una collana con crocifisso. La vittima era stata avvicinata dalla donna che le chiese un passaggio per la stazione ferroviaria. Una volta a bordo dell’auto la donna tentò un approccio sessuale, l’uomo infastidito ed insospettito da tale atteggiamento la fece scendere dalla macchina, accorgendosi successivamente di essere stato derubato della collana che portava al collo.

Si tratta di Alecu Marinela 23enne rumena, nei confronti della quale, a seguito dell’attività d’indagine svolta dalla Polizi di Stato di Messina, è stata emessa dal Gip presso il Tribunale di Messina, Monia De Francesco, l’ordinanza di applicazione della misura degli arresti domiciliari eseguita ieri dai militari dell’Arma dei Carabinieri di Avellino dove la donna si era nel frattempo allontanata.

Qualcosa è andato storto stanotte in via Tommaso Cannizzaro, al civico 225. Qualcuno ha provato a fare esplodere la sede del bancomat dell’ufficio postale, ma non c’è riuscito. L’allarme è scattato stamattina alle 6,30 quando un passante ha notato che c’era qualcosa di strano nella postazione bancomat e ha chiamato il 113. Sul posto sono subito arrivate le volanti della Polizia di Stato. Dai primi rilievi effettuati dagli agenti, pare che nottetempo dei malviventi abbiano applicato un ordigno al bancomat che collegato a una bomboletta di gas avrebbe dovuto far saltare l’atm consentendo ai malviventi di portar via il denaro contenuto nella postazione. Ma non è andata come speravano. I poliziotti hanno sequestrato tutto e stanno visionando le immagini del sistema di video sorveglianza presente alla posta e anche nei negozi vicini per individuare i responsabili.

Ha provato a nascondersi tra i turisti del centro storico di Taormina. Quando ha capito di essere stato individuato dai poliziotti del Commissariato P.S. di Taormina, ha cercato di seminarli imboccando i tanti vicoli laterali al corso Umberto. Hamdi Zidane, cittadino tunisino, 29 anni, è stato bloccato e arrestato. Su di lui pendeva un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania, dovendo lo stesso espiare una pena detentiva definitiva di 1 anno, 8 mesi e 13 giorni di reclusione. Arrestato più volte in flagranza per rapina e furto aggravato fra il 2012 ed il 2014, a Catania, era ricercato dall’inizio di aprile scorso. Ieri pomeriggio, dopo l’arresto, i poliziotti del Commissariato di P.S. di Taormina lo hanno trasferito presso la Casa Circondariale Messina Gazzi.

I poliziotti delle Volanti ieri pomeriggio, hanno individuato lungo il viale Giostra, a bordo di uno scooter due persone sospette. Gli agenti hanno subito notato il loro nervosismo e il tentativo di nascondere un pacchetto di sigarette. E' così scattato il controllo che ha portato all’arresto di Antonino Di Bella, 37 anni, messinese, con precedenti specifici in materia di sostanze stupefacenti e di Tindara Bonsignore, 29 anni, anche lei messinese. Dentro il pacco di sigarette c’erano alcuni grammi di marijuana. Altra droga dello stesso tipo stava nascosta nello scooter e nella borsetta della donna, all’interno di un involucro in plastica.
Le successive perquisizioni domiciliari hanno permesso il rinvenimento di un bilancino di precisione trovato sul tavolo della cucina insieme ad un panetto di hashish. Altra marijuana era nascosta in un cofanetto sul frigo e tra gli indumenti riposti in un armadio. Sequestrati a casa della donna anche 4 vasi contenenti germogli di piantine di cannabis. Il peso complessivo della droga rinvenuta è di 200 grammi di marijuana e 20 grammi di hashish. I due pusher sono stati arrestati per il reato di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di rito direttissimo.

Dovrà scontare 9 mesi in carcere Antonino Tindaro Foti, barcellonese di 47 anni, pregiudicato e in atto sottoposto alla sorveglianza speciale.
I poliziotti del Commissariato di Barcellona Pozzo di Gotto hanno eseguito ieri il provvedimento emesso dal Tribunale di Enna con il quale è stato disposto l’arresto a seguito di condanna definitiva per il reato di minaccia a pubblico ufficiale.
L’uomo, con precedenti per furto, lesioni personali, violenza carnale, evasione, minacce e violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, si era reso responsabile di un’aggressione verbale ai danni di un agente durante un periodo di detenzione all’interno della casa circondariale di Enna. Il 47enne arrestato ieri è anche l’autore dell’incendio dell’autovettura dell'attuale sindaco del comune di Castroreale, Alessandro Portaro, perpetrato nel 2013.

Erano specializzati nelle rapine i sei arrestati oggi dalla squadra mobile di Messina che ha chiuso il cerchio sulla banda di malviventi che il 28 marzo scorso ha messo a segno una rapina da ben 420 mila euro ai danni della banca di Credito Peloritano di Barcellona. Stesso gruppo che secondo gli investigatori e la procura della città del Longano ha tentato il colpo lo scorso 1 dicembre ai danni della biglietteria degli aliscafi Liberty Lines di Milazzo. In entrambi i casi il dato che era emerso durante le indagini era la presenza di denaro che si trovava già presso la banca o era in arrivo o doveva essere prelevato dal portavalori. Dopo mesi e mesi di indagini stamattina, in esecuzione delle ordinanze di Custodia Cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Barcellona Salvatore Pugliese, su richiesta dei sostituti procuratori Sarah Caiazzo e Alessandro Liprino, sono finiti in manette Vincenzo Nunnari, 60 anni, Salvatore Di Paola, 18 anni, Giovanni Cortese, 43 anni, Rosario Mazza, 61 anni, Antonio Mascarese, 45 anni e Mirko Silvestri, 33 anni. Tutti e sei messinesi sono accusati a vario titolo ed in concorso tra loro di tentata rapina aggravata, lesioni personali aggravate, porto illegale di arma e rapina aggravata: Le indagini scattano dopo il tentativo di rapina presso la biglietteria degli aliscafi Liberty Lines di Milazzo. Alle 6.30 del mattino tre individui con il volto coperto ed armati di pistola aggrediscono due guardie giurate addette al servizio di trasporto valori alle Isole Eolie. Trasportavano ingenti somme di denaro custodite in uno zaino ed in un trolley. In quell’occasione uno dei malviventi colpiva con il calcio della pistola più volte una delle guardie provocandogli una ferita scomposta alla clavicola ed un trauma cranico con prognosi di 20 giorni. Per difendere il collega, l’altra guardia ha sparato contro i rapinatori che hanno risposto al fuoco e hanno scelto di fuggire senza riuscire a impossessarsi della refurtiva. La Squadra Mobile ha subito visionato le immagini di videosorveglianza della zona individuando l’auto utilizzata dai malfattori, una mini cooper poi risultata rubata. E seguendo i movimenti del mezzo gli investigatori hanno capito che i rapinatori conoscessero tutti gli spostamenti del furgone portavalori sul quale viaggiavano le due guardie giurate prima di parcheggiarlo nei pressi del porto di Milazzo. Attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche i poliziotti sono riusciti a individuare i basisti della banda. Si tratta di Mazza e Mascarese, quest’ultimo dipendente della società Sicurtrasport di Messina che la mattina dell’1 dicembre  si trovava a bordo di uno dei furgoni della ditta che era partito contemporaneamente a quello sul quale viaggiavano le due guardie successivamente aggredite. Dopo un primo tratto di strada percorso insieme i due mezzi si erano però separati all’altezza del casello di Milazzo. I poliziotti riescono a identificare due dei tre rapinatori che hanno assalito le guardie giurate. Ovvero Nunnari e Di Paola. La polizia riesce a prevenire che vengano commesse altre rapine fino al 28 marzo scorso quando invece veniva consumato il colpo ai danni dell’istituto Banca di Credito Peloritano di Barcellona. La banda entra in azione alle ore 11.30. Un uomo travestito da donna ed armato di taglierino, si introduce all’interno della banca, dopo che il cassiere, Mirko Silvestri apre la porta di sicurezza nonostante fosse evidente che non si trattasse di una donna. E una volta all’interno, armato di taglierino avrebbe simulato alla presenza degli altri dipendenti, di minacciare Silvestri che sbloccava il sistema di sicurezza dell’ingresso permettendo anche al secondo complice che indossava un casco di accedere all’interno della banca e prendere 420mila euro che si trovavano fuori dalla cassaforte, perché in attesa di essere prelevati dal portavalori.
Durante le indagini, attraverso le conversazioni tra Mazza e Mascarese, gli investigatori accertano il coinvolgimento dei due nella rapina alla banca perché li sentono concordare la ripartizione del bottino. Capiscono inoltre che quando Nunnari e Di Paola vengono arrestati nella banda per sostituirli viene assoldato Giovanni Cortese.

 

E’ in corso un’operazione di polizia contro una banda criminale dedita alla consumazione di rapine messe a segno negli ultimi mesi nel territorio messinese. Gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Messina sono impegnati, dall’alba di stamane, nell’esecuzione di diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di soggetti, esecutori e basisti della tentata rapina in pregiudizio di portavalori consumata a Milazzo l’1.12.2016, sfociata in un conflitto a fuoco tra malviventi e guardie giurate e della rapina presso un istituto di credito di Barcellona P.G. il cui bottino ammonta ad oltre 400.000 euro. Ulteriori dettagli verranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà oggi presso la Questura di Messina alla presenza del Procuratore della Repubblica di Barcellona P.G e del Questore di Messina.

 

Ha aggredito la sua ex all’uscita di un locale notturno, lo scorso 14 maggio. L’ha malmenata al culmine dell’ennesimo attacco di gelosia. Lui 25 anni, lei 22 e una storia finita a novembre. Lui però non si è rassegnato costringendo la donna a subire pedinamenti e appostamenti. Dai messaggi e dalle telefonate dai toni ingiuriosi è poi passato ai fatti danneggiando l’auto dell’ex e quella dei genitori.

Stamattina, dopo una rapida attività d’indagine, i poliziotti lo hanno arrestato, eseguendo la misura cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Messina, Eugenio Fiorentino. L’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

A Messina si torna nuovamente a sparare. Ieri sera, intorno alle 23, si sono vissute scene da Far West al villaggio Matteotti sul viale Annunziata nel pressi della farmacia Pandolfo. Un 48enne S.M.R. è stato gambizzato da alcuni sconosciuti che si sono avvicinati ed hanno esploso dei colpi di arma da fuoco.  L'uomo si accingeva a gettare la spazzatura, quando una persona si è avvicinata ed ha esploso dei colpi di pistola che lo hanno colpito alla caviglia e alla coscia destra. Dopo l'esecuzione, la persona che ha sparato è salita a bordo di una moto e si è data alla fuga. Sul posto è intervenuta un'ambulanza del 118 che ha accompagnato l'uomo presso il pronto soccorso dell'ospedale Papardo, dove i sanitari lo hanno ritenuto guaribile in 30 giorni, salvo complicazioni. Sulla vicenda indagano gli uomini della Polizia di Stato, per risalire all'autore dell'atto di fuoco.

Hanno agito con premeditazione e con incredibile violenza gli autori del tentato omicidio e della rapina ai danni di un ultra-ottantenne aggredito nella serata dello scorso 15 aprile. Scenario dei fatti è il comune di Gioiosa Marea, contrada Palombaro, in aperta campagna, dove la vittima vive. Stava mungendo una capra nell’ovile, adiacente alla sua abitazione, quando è stato raggiunto da uno dei due autori dell’aggressione, un diciassettenne, originario di Corleone, che lo ha colpito ripetutamente alle spalle con un bastone. Quando la vittima ha tentato di reagire è entrata in scena la complice, Angela Porcaro, trentenne nata a Termini Imerese, con precedenti per minacce, molestie e oltraggio a pubblico ufficiale, che non avrebbe esitato a colpire violentemente l’ultraottantenne con delle pietre. Gli hanno quindi sfilato portafogli e chiavi di casa che l’uomo teneva in tasca e sono scappati via, lasciando la vittima esanime a terra con una frattura al cranio, numerose ferite lacero contuse ed escoriazioni nel resto del corpo.

Ai due responsabili sono risaliti i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Patti, attraverso un capillare lavoro investigativo, partendo da un “pizzino”, una traccia lasciata dal diciassettenne che aveva già avvicinato la vittima nella stessa giornata dell’aggressione. Si era, infatti, presentato a casa sua nello stesso pomeriggio con un bimbo di pochi anni, chiedendo dell’olio da comprare. La vittima lo aveva fatto accomodare, gli aveva offerto da bere e dato un dolcetto al bambino. Aveva chiesto poi al diciassettenne di lasciargli il numero di telefono per poterlo contattare una volta trovato il venditore d’olio. Numero di telefono che il diciassettenne ha scritto su un foglietto, indicando nome di battesimo e luogo di origine.

L'articolata attività investigativa condotta dai poliziotti, attraverso la descrizione fornita dalla vittima, che, anche se sorpreso alle spalle, era riuscito a riconoscere nell’aggressore il ragazzo accolto in casa poche ore prima, insieme alle testimonianze di alcuni vicini e ai riscontri calligrafici ha permesso l’emissione di due distinte misure cautelari a carico degli autori del grave episodio criminale.

La prima, emessa dal Gip presso il Tribunale di Patti, Andrea La Spada, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Giorgia Orlando, è a carico di Angela Porcaro e ne ha disposto il trasferimento in carcere presso la casa circondariale di Palermo. La seconda, emessa dal Gip presso il Tribunale per i minorenni di Messina, Michele Saya, su richiesta del Sostituto Procuratore, Andrea Pagano, ha disposto la detenzione del diciassettenne presso l’istituto di custodia per minorenni di Palermo.

All’alba di stamani le misure sono state seguite dagli agenti del Commissariato di Patti, con la collaborazione dei colleghi dei Commissariati di Termini Imerese e di Corleone.

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