Nonostante la zona sia frequentatissima anche di notte per via della “movida” che affolla di giovani i week end, nella notte tra sabato e domenica, ignoti sono riusciti ad introdursi all'interno di una rivendita di tabacchi del corso Cavour a Messina e razziare quanto gli è stato possibile.

I malviventi hanno tagliato la saracinesca dell'esercizio commerciale in senso orizzontale come fosse una scatola di tonno, scassinato la porta di ingresso, introducendosi all'interno per prelevare stecche di sigarette, gatta e vinci, gratta e sosta e denaro in contante contenuto all'interno della cassa. Un bottino ancora da quantificare ma sicuramente ingente.

Ad accorgersi del furto alcuni cittadini che al mattino hanno notato la saracinesca divelta ed hanno avvisato la Polizia di Stato. Sul posto, gli agenti delle Volanti hanno accertato quanto accaduto ed hanno effettuato i rilievi tecnici per consentire l'avvio delle indagini e risalire agli autori del furto.

Spacciava marijuana in una piazza del centro di Taormina, a due passi da Porta Catania e dall’affollato corso Umberto. Alessandro Mancuso, 41 anni, già noto alle forze di Polizia per reati specifici, è stato sorpreso a cedere sostanza stupefacente pochi giorni fa. Ha provato a mascherare il passaggio di droga con una stretta di mano al cliente ma è stato notato e bloccato.

Al poliziotto intervenuto, l’uomo ha opposto resistenza minacciandolo e strattonandolo. E’ poi scappato. Ieri sera, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Taormina lo hanno rintracciato e raggiunto. Hanno quindi eseguito la misura cautelare a suo carico emessa dal GIP presso la Procura della Repubblica, dottoressa Monica Marino. I reati contestati sono detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

 

Ha mollato un sonoro ceffone allo steward che cercava di calmarlo e lo invitava a raggiungere il suo posto negli spalti. E’ successo il 28 febbraio scorso a Capo d’Orlando, durante l’incontro di basket Betaland Capo d’Orlando – Pasta Reggia Caserta al PalaFantozzi. 48 anni, orlandino, pregiudicato, ha dato di matto durante l’incontro spostandosi al limite dell’area di gioco ed infastidendo gli altri spettatori. Quando lo steward gli si è avvicinato è partito lo schiaffo.

Sono subito intervenuti i poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Capo d’Orlando che lo hanno bloccato e allontanato dal palazzetto dello sport. Hanno quindi denunciato l’uomo all’Autorità Giudiziaria per la condotta tenuta all’interno della struttura sportiva.

Oggi, a carico dell’uomo, il Questore di Messina ha emesso il provvedimento di DASPO con una validità di anni tre duranti i quali il 48enne non potrà accedere ad alcuna manifestazione sportiva.

 

Mille euro. Questa la cifra racimolata dal rapinatore che, lo scorso 18 marzo, insieme ad un complice, in pieno giorno, intorno alle 12.00, ha fatto irruzione all’interno di un supermercato di via Magistri a Milazzo, col volto coperto da cappuccio e armato di coltello. Per gli inquirenti non ci sono dubbi: a commettere quella rapina fu il 22enne Jonathan Francesco De Gaetano.

Il rapinatore ha minacciato i dipendenti presenti all’interno dell’esercizio commerciale costringendo la cassiera a consegnargli quanto in cassa, mentre il complice, armato di pistola, puntava l’arma contro l’addetta al banco salumi. Pochi minuti, durante i quali ha seminato il panico tra i clienti presenti e gli stessi dipendenti brandendo i coltello e urlando frasi del tipo “Questa è una rapina, muoviti, dammi i soldi”. Poi, arraffati i 1000 euro, i due sono fuggiti via di corsa.

Immediate sono scattate le indagini dei poliziotti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Milazzo alla direttive del Procuratore della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, Emanuele Crescenti e del sostituto Rita Barbieri. Le immagini di tutti gli esercizi commerciali della zona limitrofa al supermercato registrate prima, durante e dopo i fatti, sono state visionate e passate a setaccio, hanno rapidamente permesso di individuare il rapinatore, oggi arrestato.

E’ stato ripreso a volto scoperto nelle vie limitrofe e subito prima la rapina, pronto, insieme al complice, ad entrare in azione, con tanto di cappuccio e scaldacollo tirati su. Il giovane, i cui tratti somatici suggerivano una identità straniera, è nato nella Repubblica Democratica del Congo, ma è naturalizzato italiano, poichè è stato adottato in tenera età ed è cresciuto in Italia.

Quando, il giorno dopo la rapina, è stato raggiunto dai poliziotti, indossava ancora le stesse scarpe, la stessa maglietta e lo stesso pantalone che aveva addosso durante la rapina e con cui era stato ripreso dalle telecamere. Altri indumenti sono stati poi recuperati e sequestrati in casa sua. La misura cautelare con la quale è stato disposto l’arresto di De Gaetano, trasferito presso la casa circondariale di Gazzi è stata emessa dal GIP presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della Procura della Repubblica.

 

 

Era stata arrestata lo scorso 23 marzo dagli agenti della Squadra Mobile nei pressi dei caselli autostradali di Tremestieri. All’interno della macchina su cui viaggiava con altre due persone, Francesco Capria, messinese, 31 anni, e Letterio Vinci, messinese, 45 anni, i poliziotti hanno rinvenuto e sequestrato 1528,96 grammi di marijuana, suddivisa in tre involucri in cellophane.

Tutti arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, i due uomini erano stati trasferiti presso la locale casa circondariale, la minorenne agli arresti domiciliari.

Ieri pomeriggio, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, gli stessi agenti della Squadra Mobile hanno proceduto al collocamento della diciasettenne in una comunità alloggio per minori nella provincia di Trapani.

 

 

 

E’ stato arrestato in flagranza di reato dagli agenti delle Volanti stanotte, intorno alla mezzanotte, in un centro città affollato di gente per il week-end. Michael Costantino, 22 anni, messinese, aveva nelle tasche del giubbotto sette dosi di marijuana ed un’altra manciata di grammi in un pacchetto di sigarette.

Una maggiore quantità, circa 50 grammi, la nascondeva sopra l’armadio di casa, nella sua camera. I poliziotti che hanno perquisito la sua abitazione hanno sequestrato un bilancino di precisione e carta stagnola, utilizzati per il confezionamento delle singole dosi, in bella vista sulla scrivania della stessa camera. Nel cassetto della scrivania un altro piccolo involucro contenente la stessa sostanza stupefacente. Sequestrata anche la somma di 240 euro, ritenuta verosimilmente provento dell’attività di spaccio.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il ventiduenne sarà giudicato con rito direttissimo. Il reato contestato è detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.

 

 

 

Il lavoro, la dedizione e la professionalità espressi dalla Questura di Messina, chiamata ad operare negli ultimi anni in impegnativi servizi di ordine pubblico ed importanti operazioni di polizia giudiziaria ha trovato ampio riconoscimento attraverso la promozione di Dirigenti e Funzionari proposta dal Capo della Polizia, Prefetto Alessandro Pansa e decisa dal Consiglio di Amministrazione per il personale della Polizia di Stato, presieduto dal Ministro dell’Interno, che si è tenuto a Roma.

Il Primo Dirigente dr. Salvatore La Rosa, Vicario del Questore di Messina, è stato promosso e ammesso alla frequenza del corso di Alta Formazione per Dirigente Superiore.

Il Vice Questore Aggiunto, dr. Giuseppe Anzalone, Dirigente la Squadra Mobile, è stato promosso e ammesso alla frequenza del corso per Primo Dirigente.

I Commissari Capo, dr. Daniele Manganaro, Dirigente il Commissariato P.S. di Sant’Agata di Militello ed il dr. Simone Scalzo, funzionario addetto all’U.P.G.S.P., sono stati promossi alla qualifica superiore di Vice Questore Aggiunto della Polizia di Stato.

 

Sono stati fermati ieri sera, intorno alle 20.30, dagli agenti della Squadra Mobile, impegnati in controlli anti-droga, ai caselli autostradali di Tremestieri, direzione Catania-Messina, a bordo di una Peugeot. Nel cofano dell’auto trasportavano 1528,96 grammi di marijuana, suddivisa in tre involucri in cellophane.

I poliziotti hanno pertanto proceduto all’arresto dei messinesi Francesco Capria, 31 anni, pregiudicato, Letterio Vinci, 45 anni, pregiudicato, già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno terminata lo scorso 7 febbraio e di una diciassettenne, denunciata lo scorso ottobre per reati connessi alla detenzione di sostanze stupefacenti.

Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, la minorenne è stata sottoposta agli arresti domiciliari e affidata ai genitori. I due maggiorenni sono stati trasferiti presso la locale casa circondariale.

 

Francesco CapriaLetterio Vinci

 

Partendo da una indagine di tentata estorsione nei confronti di un artigiano di Patti, gli inquirenti hanno scoperto una organizzazione che clonava carte di credito, provenienti da circuiti illegali, ed effettuava operazioni che fruttavano somme considerevoli ai sodali. L'organizzazione si avvaleva anche della complicità di una funzionaria di banca, anch'essa destinataria di una ordinanza cautelare.

Le persone destinataria delle ordinanze cautelari sono: Francesco Valenti, commerciante edile di Rocca di Caprileone, [Custodia in Carcere]; Marian Nicoi, cittadino rumeno residente a Capo d’Orlando, [Custodia in Carcere]; Dario Vitellaro di Palermo, [Custodia in Carcere]; Giuseppe Cusumano di Alcamo (TP), [Custodia in Carcere]; Basilio Spinella imprenditore commerciale di Piraino, [Arresti domiciliari]; Rosario Terribile di Rocca di Caprileone, [Arresti domiciliari]; Florin Bindileu, cittadino rumeno residente a Rocca di Caprileone [Arresti domiciliari]; Rosa Ciancio bancaria di Patti [Obbligo di dimora]. Altri due indagati destinatari di arresti domiciliari non sono stati rintracciati nel luogo di residenza e sono attivamente ricercati. Inoltre, nell’indagine figurano due ulteriori indagate raggiunte da avviso di garanzia.

Dall'indagine è emerso che le carte clonate sarebbero state materialmente prodotte da Giuseppe Cusumano e Dario Vitellaro. Erano intestate a persone ignare, generalmente residenti in lontanissimi luoghi extracontinentali. Il più frequente sistema di illecito utilizzo, sperimentato dai criminali, è risultato essere l’abusivo impiego sui dispositivi “Point of Sale” (POS) collegati alle ditte commerciali degli associati, per inscenare fittizi acquisti di beni presso gli esercizi economici degli imprenditori indagati.

Gli importi dei relativi pagamenti, accreditati così sui conti dei falsi venditori, sarebbero stati deliberatamente confusi tra i versamenti realmente imputabili alle transazioni commerciali quotidianamente censite dagli esercizi degli stessi i quali, a giustificazione di queste transazioni illecite, avrebbero emesso falsi scontrini e finti documenti fiscali.

I “soldi sporchi”, così indebitamente accreditati sui conti correnti degli associati e sapientemente nascosti tra gli altri, sarebbero stati poi prelevati dai titolari dei conti e divisi tra i sodali secondo quote partecipative all’illecita società ben determinate. Le indagini dei poliziotti di Patti hanno permesso di acclarare inequivocabilmente che tali prelievi di somme rilevanti, “ripulite”, avrebbero goduto di una silente corsia privilegiata grazie alla complice e fattiva compiacenza dalla funzionaria di banca Rosa Ciancio.

Il lavoro investigativo protrattosi per oltre sei mesi, ha permesso di ricostruire gli estremi di illecite “strisciate” relative a centinaia di carte di credito – in grandissima parte riconducibili a banche extraeuropee – ciascuna per importi normalmente attestati su 2 o 4 mila euro o multipli di essi e per un giro di affari approssimativamente stimabile - limitatamente al solo periodo vagliato - nell’ordine di mezzo milione di euro.

Per gli investigatori il promotore ed organizzatore delle attività illecite era Francesco Valenti, che avrebbe messo a disposizioni le ditte commerciali e i POS con cui iniziare l'attività. Marian Nicoi, sarebbe stato il braccio destro di Valenti ed avrebbe messo a disposizione la sua casa -definita ufficio-. Dario Vitellaro, avrebbe avuto il ruolo di “Capo Area”, assicurato la disponibilità delle carte e credenziali di credito e curato l'assistenza tecnica per le varie operazioni. Giuseppe Cusumano rappresenterebbe il più stretto collaboratore e accompagnatore di Vitellaro. Basilio Spinella avrebbe messo a disposizione la propria organizzazione commerciale (nel campo del commercio alimentare) ed i propri dispositivi POS per impiegare illecitamente le credenziali di credito fornite dagli indagati, emettendo false fatture per dissimulare le transazioni illecite realmente poste in essere. Rosario Terribile avrebbe messo a disposizione i propri dispositivi di pagamento elettronico (POS) ed i propri conti correnti nonché la struttura commerciale che gli fa capo.

Florin Bindileu, fratello di Marian Nicoi, avrebbe assicurato la propria disponibilità operativa per il mantenimento ed il rafforzamento del sodalizio, con attività di vigilanza e custodia della casa/ufficio del fratello e di reperimento di ulteriori complici che si sarebbero prestati a fungere da prestanome per la costituzione di ditte commerciali fittizie, cui intestare nuovi conti correnti bancari su cui operare illecitamente.

Rosa Ciancio, infine, in qualità di vice direttrice di una Banca di Capo d’Orlando, attraverso l’omissione delle segnalazioni di operazioni sospette cui era obbligata, avrebbe forzato personalmente le procedure di sicurezza interne all’istituto bancario, consentendo a Valenti di prelevare il profitto di transazioni illecite effettuate tramite i suoi POS ed accreditati sui conti correnti della banca in cui la funzionaria è impiegata.

 

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Dalle prime ore di stamani, la Polizia di Stato sta dando esecuzione, nella provincia di Messina ed in quelle di Palermo e Trapani, ad un’ordinanza relativa a 10 misure cautelari (di cui 4 in carcere, 5 agli arresti domiciliari ed un obbligo di dimora) nei confronti di persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere specializzata in un giro internazionale di fraudolento utilizzo di carte di credito clonate ed al riciclaggio dei relativi proventi in danno di correntisti di istituti di credito, segnatamente stranieri (mediorientali, cinesi, sudamericani, nordeuropei etc..).

Le indagini condotte dai poliziotti del Commissariato P.S. di Patti e coordinate dalla Procura di Patti hanno permesso di ricostruire, altresì, una vicenda di tentata estorsione nonché una condotta continuata di simulazione di reato.

Nell’attività di polizia figura raggiunta da misura cautelare anche una funzionaria di banca che avrebbe deliberatamente agevolato il sodalizio nel ripulire il denaro sporco.

Ulteriori dettagli saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà stamani nei locali del Commissariato P.S. di Patti alle ore 11.

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 


 


 

 

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