Tenta di estorcere denaro ad un commerciante e lo minaccia, arrestato 50enne di Barcellona P.G.


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2018

I poliziotti del Commissariato di Barcellona P.G. hanno eseguito l’ordinanza di applicazione di misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dal Gip del Tribunale del Longano, a carico di B.E., barcellonese di 50 anni, ritenuto responsabile dei reati di tentata estorsione e minacce. Il cinquantenne, lo scorso 17 agosto, aveva tentato di estorcere 200 euro al titolare di un negozio di Barcellona P.G. e, non avendoli ricevuti, si allontanò minacciando la vittima di farle del male qualora al suo ritorno non gli sarebbero stati consegnati. L’attività info-investigativa, avviata immediatamente dai poliziotti del Commissariato di Barcellona P.G., ha permesso di individuare l’autore dei fatti ed addebitargli specifiche responsabilità penali per la sua condotta.

Carabinieri di Barcellona sgominano una banda che rapinava mediante ipnosi


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2018

All’alba di oggi, nelle Province di Palermo e Bergamo, i Carabinieri del Comando  Provinciale di Messina in questa Provincia ed in quelle di Palermo e Bergamo  hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Emanuele Crescenti, a carico di 6 soggetti ritenuti responsabili – a vario titolo – di rapina aggravata in concorso mediante l’ipnosi delle vittime, perlopiù anziane, individuate e derubate nei pressi di luoghi di culto o di ritrovo. Le vittime, dopo essere state avvicinate dagli indagati col pretesto di una finta compravendita di gioielli, percepivano un intenso “profumo” che unito ad altre tecniche di manipolazione ipnotica li induceva in stato confusionale e veniva persuase a recarsi presso la propria abitazione o presso i propri istituti di credito al fine di procurarsi il denaro che consegnavano ai malfattori.

Le investigazioni, hanno dimostrato come gli indagati, senza alcuna remora agendo in pieno giorno ed anche in zone popolate e familiari alle vittime in modo da non insospettirle, fossero in grado di individuarle e creare con loro un legame in grado di influenzarne i comportamenti ed a porle in stato d’incapacità di volere ed agire, mediante suggestione ipnotica e comunque tramite tecniche comunicative verbali e di gestualità tali da persuadere e manipolare la persona offesa la cui volontà veniva coartata e che veniva indotta a consegnare le somma di denaro richiesto.

I rapinatori, che agivano sempre in tre per volta, interpretavano una sceneggiatura ormai consolidata. Uno ricopriva il ruolo di marinaio straniero intenzionato a vendere gioielli, un secondo complice che fingeva di essere interessato all’acquisto ed il terzo infine quello di gioielliere in grado di valutare la merce e, talvolta intenzionato a sua volta  a comprarla. La compravendita di gioielli era inscenata con lo scopo di coinvolgere la vittima.

La vittima era avvicinata dal primo soggetto, che si presentava come un marinaio straniero in transito che doveva vendere dei gioielli per i quali in caso di mancata vendita avrebbe dovuto pagare delle pesanti tasse doganali. Nel frattempo, sopraggiungeva un secondo soggetto che si intrometteva volutamente nella discussione chiedendo al marinaio di mostrargli i gioielli, precisando, però, la necessità di procedere ad una valutazione della merce da parte di un esperto, ad esempio un gioielliere. Il finto acquirente, quindi, si allontanava temporaneamente e ritornava in compagnia di un altro complice che si presentava come gioielliere e valutava i preziosi. Queste fasi, in genere, duravano anche fino a due ore, durante le quali la vittima e veniva fatta partecipe delle difficoltà del marinaio che avrebbe potuto subire un grave danno economico dalla mancata vendita o da quelle dell’ipotetico acquirente che non era in possesso di tutto il denaro necessario all’acquisto inoltre le vittime venivano  blandite attraverso continue gestualità, abbracci, strette di mano al fine di creare un vincolo empatico. Inoltre in alcuni casi, attraverso questi contatti fisici, le vittime  percepivano un profumo molto intenso, che provocava loro uno stato confusionale ed ipnotico. Al termine di queste lunghe manovre la volontà delle vittime veniva coartata e soggiogate e queste ritenevano di dare un contributo per l’acquisto dei gioielli ritenendo che consegnare il denaro fosse il giusto comportamento da tenere.

La violenza posta in essere dagli indagati per compiere le rapine contestate è consistita pertanto nel procurare uno stato di incapacità , di volere o di agire, nella vittima, propedeutica alla realizzazione dell’azione predatoria. Ciò può avvenire attraverso l'utilizzo di sostanze in grado di incidere sulla capacità di autodeterminazione della vittima, inducendo uno stato di parziale o totale incoscienza, ma anche attraverso l'utilizzo di particolari tecniche che provochino l'alterazione della normale capacità di comprensione della realtà e/o di coerente volizione, incidendo sulla normale capacità di valutazione critica, che costituisce il filtro in grado di orientare i comportamenti di una persona secondo quanto appreso per le esperienze di vita della stessa.

Tra queste, l’induzione ipnotica produce una condizione psichica, provocata, di norma, da un operatore esterno, caratterizzata da uno stato psichico denominato trance caratterizzato dallo spegnersi della coscienza razionale e delle facoltà cognitive volte all'osservazione dell'elaborazione del mondo esterno; anche dopo il termine della trance il soggetto può essere in grado di compiere compiti e gli sono stati assegnati durante il periodo ipnotico e di non conservarne coscienza per quanto riguarda l'ordine impartito; lo stesso soggetto si stupisce dell'azione che compie.

L'individuo ipnotizzato sembra essere in comunicazione soltanto con l'ipnotista e seguirne in maniera acritica ed automatica le suggestioni, ignorando gli stimoli dell'ambiente; senza l'apporto cosciente della volontà, ipnotizzato percepisce sensazioni anche in contrasto con gli stimoli che colpiscono gli organi di senso.

Anche la memoria e la coscienza di sé possono essere alterate; gli effetti delle suggestioni possono essere estesi (postipnoticamente) alle successive attività di vigilanza normale.

Le persone offese dai reati investigati erano persone in pieno possesso delle proprie capacità di provvedere ai propri bisogni, di comprendere il significato delle proprie azioni e degli accadimenti del mondo esterno; si tratta di persone di varia età e condizione sociale tutte perfettamente autonome, soggetti normalmente in grado di provvedere ai propri interessi. Ciononostante tutte le vittime hanno evidenziato una singolare assenza di capacità critica accettando passivamente – secondo tutti i loro racconti autonomi tra loro eppure convergenti nel contenuto – le indicazioni e la richiesta di denaro anche per somme cospicue che gli sono state rivolte dai malfattori mostrandosi inermi rispetto alle sollecitazioni che gli venivano rivolte.

Tutte le vittime hanno descritto uno stato di confusione più o meno marcato, si sono dimostrate alquanto stupite per aver compiuto delle azioni del tutto estranee al  proprio modo di operare ed hanno evidenziato una perdita della cognizione del tempo evidenziando meraviglia per aver trascorso delle ore con soggetti estranei senza un motivo plausibile. Ognuna delle vittime non si è posta alcun problema nell’elargire delle somme cospicue di denaro, anche prelevando in casa o presso gli istituti di credito, evidenziando quale unica spiegazione possibile, una momentanea scissione dalla realtà ed una sospensione della normale capacità di lettura critica degli accadimenti del mondo reale che, essendo indipendenti dalle diverse caratteristiche soggettive delle singole vittime, non possono che essere ricondotte ad un’azione che abbia provocato tale stato confusionale.

Sotto tale profilo l'azione di malfattori è stata descritta in modo analogo dalle vittime: un approccio funzionale all’instaurazione di un atteggiamento empatico da parte alla persona offesa, con la richiesta di aiuto e successivamente l’inizio di un discorso volto a creare un clima di complicità soggettiva, dei ricercati contatti fisici sotto forma di abbraccio o di stretta di mano, è in almeno due casi, l'emanazione di uno strano profumo la cui persistenza è stata descritta come avente un effetto rassicurante.

Tali elementi depongono per l'esistenza di un’azione di induzione di una parziale incapacità posta in essere dagli indagati non con una semplice raggiro ma con una vera e propria tecnica ipnotica volta a superare ogni tipo di meccanismo di difesa da parte delle vittime, alle quali riuscivano a far compiere ogni tipo di dazione di denaro prescindendo da qualsiasi valutazione, quantomeno dubitativa, circa la convenienza, l'affidabilità, l'effettività dell'operazione; nessuno dei soggetti passivi si è posto minimamente il problema della corrispondenza al vero della vicenda narrata, della possibile falsità dei gioielli, elemento che appare davvero inusuale per vittime di diverse condizione sociale, età ed  esperienza.

Le indagini, infatti, hanno disvelato la concreta ed attuale pericolosità sociale degli indagati evincibile dalle modalità delle condotte e dalle concrete circostanze dei fatti, dalla frequenza degli episodi, nonché dalla personalità degli stessi soggetti coinvolti; si tratta di condotte che denotano una spiccata professionalità, una forte capacità di adattamento alle diverse situazioni, affrontate con una particolare metodicità e spregiudicatezza da lasciar ipotizzare una vera e propria struttura organizzativa.

Gli indagati, verosimilmente, vivono di questi espedienti e sono talmente spregiudicati da tornare più volte negli stessi luoghi, tanto che qualcuno è stato rivisto da alcune vittime nei giorni successivi. Si tratta, del resto, di soggetti che, oltre ad essere gravati da numerosi precedenti, anche specifici, risultano deferiti in stato di libertà in molte zone della Sicilia e d’Italia e sono stati tratti in arresto in diverse occasioni per fatti similari.

Numerosi i reati ricostruiti tra cui se ne citano alcuni emblematici del modus operandi.

Un uomo settantenne di Barcellona Pozzo di Gotto, avvicinato in via Roma, è stato posto in stato d’incapacità di volere e di agire mediante suggestione ipnotica e comunque tramite tecniche comunicative verbali e di gestualità tali da persuadere e manipolare la sua volontà, sino a farsi consegnare la somma di 3 mila Euro. Uno degli indagati, nel ruolo di marinaio straniero intenzionato a vendere gioielli, Giuseppe Immesi, nel ruolo di possibile acquirente e un terzo soggetto (nel frattempo deceduto), nel ruolo di gioielliere, inscenavano una compravendita di gioielli nella quale coinvolgevano per diverso tempo la persona offesa sia verbalmente sia tramite ripetuti contatti fisici, tra i quali continue strette di mano, l’appoggiare più volte una busta contenente denaro sulla pancia e sul petto della stessa e nell’inserire nel taschino della sua camicia i finti gioielli. La vittima successivamente, ormai in stato confusionale, si recava presso la filiale della propria banca e, seguendo le istruzioni dei malviventi, prelevava la somma in contanti di 3 mila euro senza riferire al cassiere dell’istituto che, conoscendolo personalmente glielo aveva chiesto, il motivo del consistente prelievo e poco dopo consegnava il denaro ad Immesi davanti la porta della chiesa di San Sebastiano ricevendo in cambio un anello rivelatosi privo di alcun valore.

Un altro episodio riguarda una donna 45enne, sempre di Barcellona Pozzo di Gotto, alla quale gli indagati, mediante suggestione ipnotica e tramite tecniche comunicative verbali e di gestualità tali da persuadere e manipolare la persona offesa, hanno sottratto la somma di 3 mila euro.

Giovanni Salafia, ricopriva il ruolo del marinaio straniero intenzionato a vendere gioielli, Michele Faija, il ruolo di interessato all’acquisto e Matteo Li Causi, quello di gioielliere ed inscenavano la compravendita di gioielli nella quale coinvolgevano, anche tramite continui abbracci la persona offesa, che, dopo aver percepito un intenso profumo, in stato confusionale, si recava presso la propria abitazione e prelevava in contanti la somma di 3 mila euro che poi consegnava a Michele Faija all’interno della chiesa di San Sebastiano.

Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno eseguito 5 provvedimenti a carico dei sottonotati indagati:

1.      SALAFIA Giovanni, 27 enne, di Palermo

2.      FAIJA Michele, 59enne, di Cinisi (PA)

3.      TALAMANCA Gaetano, 51enne, di Palermo

4.      LI CAUSI Matteo, 49enne, della Provincia di Bergamo

5.      IMMESI Giuseppe, 68enne, di Palermo

6.      IMMESI Domenico, 38enne di Villabate (PA).

"La Viaggiatrice" di Davide Vigore si aggiudica la prima edizione di Festival In...Corto


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2018

Nello splendido Agriturismo  “Il Casale di Gurafi” a Barcellona Pozzo di Gotto, si è svolta sabato 28 luglio la serata finale del primo Festival In… Corto organizzato dall’Associazione Mutamenti Liberi. Erano presenti il presidente di Giuria, il regista Massimo Cogliore ed i giurati: l’attrice Cinzia Scaglione, il regista Gaetano Di Lorenzo ed il Professor Francesco Pira. Il Direttore Artistico, Anna Maria Puliafito ed il Presidente, Maria Grazia Milioti, hanno accolto il numeroso pubblico con un cocktail di benvenuto e la presentatrice, Noemi David, ha dato il via alla serata. All’interno della splendida cornice e dell’allestimento tecnico, realizzato dal main sponsor “No Problem di Domenico Arcoraci”, sono stati proiettati i cortometraggi vincitori dei premi della giuria ed i seguenti lavori di alcuni dei giurati e dell’ospite d’eccezione, il Maestro Giovanni Renzo:

Trailer “The Elevator” di Massimo Coglitore

“Il viaggio della crisalide” di Cinzia Scaglione

“Chiara Zyz” di Gaetano Di Lorenzo

“Viaggio alla luna” di Georges Mèliés (1902), film muto con accompagnamento musicale al pianoforte di Giovanni Renzo.

I premi assegnati dalla Giuria sono stati:

Miglior Cortometraggio, La Viaggiatrice di Davide Vigore

Miglior Attrice, Eurydice El-Etr - La Viaggiatrice

Miglior Fotografia, Daniele Ciprì - La Viaggiatrice

Miglior Musica Originale, Silvia La Porta - La Viaggiatrice

Miglior Attore, Pierpaolo Spollon – Che fine ha fatto l’inciviltà

Menzione Speciale della Giuria, La Giornata di Pippo Mezzapesa

Segnalazione della Giuria, Fuecu e Cirasi di Romeo Conte.

I premi speciali assegnati dalla Direzione Artistica sono andati ai seguenti cortometraggi:

Piano B di Vincenzo Comunale

50 e 50 di Davide Lupinetti

Stop alla violenza sulle donne di Alessia Imbesi e Giovanni Mordaci

Veive cura too late di Emanuele Torre

Cani di Antonio Emanuele

Il passato è presente, di Denise Cavallaro

Perché siamo una persona sola di Francesco Chianese.

A Barcellona la Fai Cisl avvierà un percorso per sensibilizzare sul fenomeno del caporalato


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2018

La presenza sul campo con la forza del sindacato e un numero verde per combattere una piaga sociale e occupazionale come quella del capolarato. La Fai Cisl nazionale, in collaborazione con la Fai Cisl Messina e la Cisl Messina, porta l’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di contrasto del fenomeno in un territorio a forte rischio per lo sfruttamento dei lavoratori nel settore agricolo ed agroalimentare. A Barcellona Pozzo di Gotto, domani, mercoledì 18 luglio dalle ore 9.30, ecco la campagna #SOSCapolarato, una piaga che colpisce indiscriminatamente uomini e donne che spesso hanno alle spalle, anche, un fenomeno di migrazione, legale o forzato a cui, sotto ricatto, non viene garantito un lavoro dignitoso.

Il sindacato vuole farsi portavoce delle tante vittime che ancora oggi operano in contesti di forte marginalità sociale ed economica e attraverso la campagna #SOSCaporalato conferma l’impegno della Fai Cisl per debellare questa piaga sociale ed economica, attraverso un numero verde gratuito 800199100, in forma totalmente anonima, per raccogliere le denunce di tutte le vittime dei caporali. Una campagna sostenuta anche da Anolf, l’Associazione della Cisl che tutela ed assiste gli immigrati, per rendere maggiormente fruibile tale modalità, anche attraverso l’assistenza dei lavoratori e delle lavoratrici con difficoltà linguistiche con mediatori culturali.

A Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, si avvierà un percorso comune di sensibilizzazione verso la cittadinanza con un gazebo informativo presso il quale sarà presente anche il segretario generale nazionale della Fai Cisl, Onofrio Rota, il commissario regionale Fai Cisl Sicilia, Pierluigi Manca, il segretario generale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, e il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese. A seguire, alle 10.30, nell’Auditorium Parco Maggiore La Rosa (area ex stazione ferroviaria) si terrà una Tavola Rotonda, moderata dal segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, con rappresentanti di Enti ed Istituzioni.

Controlli dei Carabinieri di Barcellona P.G., sette persone denunciate per vari reati


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2018

I militari della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, a conclusione di un servizio coordinato di controllo del territorio, finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e psicotrope ed effettuato nei luoghi della movida notturna presenti a Barcellona e sul litorale dei comuni limitrofi di Terme Vigliatore, Falcone ed Oliveri, hanno denunciato in stato di libertà 7 persone (5 per porto di armi od oggetti atti ad offendere, uno per inosservanza alle prescrizioni della sorveglianza speciale ed un settimo per disturbo alla quiete pubblica).

Il dispositivo di controllo ha visto coinvolti gli equipaggi dell’Aliquota Radiomobile e le pattuglie delle dipendenti Stazioni di Santa Lucia del Mela, Terme Vigliatore e Falcone. In particolare, i controlli sono stati svolti nei pressi dei locali e dei luoghi di aggregazione presenti sul lungomare che va da Barcellona ad Oliveri. I militari dell’Aliquota Radiomobile hanno svolto controlli sugli automobilisti in uscita dai locali serali e notturni mediante l’utilizzo dell’etilometro, infatti tre conducenti sono stati segnalati per guida in stato di ebbrezza con contestuale ritiro della patente di guida.   Inoltre, sono stati disposti mirati servizi preventivi alla diffusione delle sostanze psicotrope nei luoghi di maggiore ritrovo, tanto che il bilancio è di 10 persone segnalate al Prefetto di Messina per uso personale di sostanze stupefacenti. Il servizio ha permesso di controllare 125 persone e 57 veicoli e di sottoporre a fermo amministrativo 1 veicolo per mancanza della copertura assicurativa.

 

Termina a Tenerife la fuga di un 25enne barcellonese ricercato per droga


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2018

E’ terminata ieri mattina la fuga del ricercato Antonino D'Allura, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, 25 anni, sulle cui tracce la Polizia di Stato era ormai da mesi. E’ stato arrestato alle Canarie sull’isola di Tenerife. Il venticinquenne si era dato alla macchia lo scorso ottobre quando, a bordo di una Fiat Panda, insieme ad un complice, era stato individuato durante un posto di controllo nei pressi dello svincolo autostradale A20 di Barcellona Pozzo di Gotto dagli agenti del locale Commissariato. I due provarono a seminare i poliziotti e, dopo un lungo inseguimento, andarono a sbattere contro un muro. Il complice, Giuseppe Cannistrà, 30 anni, di Barcellona P.G., fu arrestato, D’Allura riuscì a dileguarsi. Trasportavano una grossa scatola contenente 10 kg e 200 grammi di sostanza stupefacente. A partire da quel momento, i poliziotti del Commissariato di Barcellona P.G., coordinati dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica Emanuele Crescenti e in collaborazione con il Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, hanno dato il via ad un’attività di indagine che, passo dopo passo, ha permesso di ricostruire ogni singolo spostamento del ricercato, da Catania sino in Spagna, in un primo momento a Barcellona e successivamente a Santa Cruz di Tenerife. L’attività di monitoraggio attivata dai poliziotti del commissariato insieme al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ha portato all’esatta ubicazione dell’uomo, ai contatti telefonici, persino all’attività lavorativa svolta sull’isola. Tracciato anche l’ultimo trasferimento in un’altra località dell’isola, è scattata l’esecuzione del mandato di arresto europeo su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Matteo De Micheli. L’uomo dovrà rispondere del reato di detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti.

 

 

Tragedia a Barcellona P.G., uomo uccide la moglie, poi si impicca


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2018

Qualcuno ritiene si tratti di una tragedia annunciata, ma ciò che è accaduto in via Modica nella contrada Manno di Barcellona Pozzo di Gotto, lascia davvero esterrefatti. Dalla prima ricostruzione degli inquirenti sembra che un uomo, Nicola Siracusa di 56 anni, durante un ennesimo litigio,  ha prima ucciso la moglie, Maria Carmela Isgrò di 48 anni, strangolandola, poi si è tolto la vita impiccandosi. I due erano separati, vivevano nello stesso edificio ma in due piani diversi ed avevano una figlia di 10 anni. La situazione non era certamente idilliaca e in passato la donna ha denunciato per maltrattamenti il marito, da cui si è successivamente separata. Ad allertare la polizia è stata la sorella di Maria Carmela preoccupata perché la donna non era andata a prendere la figlia di 10 anni che si trovava dalla zia. La coppia non dava notizie di sé da mercoledì, ma solo oggi è scattato l'allarme. La polizia sta interrogando familiari e vicini per cercare di ricostruire la dinamica di quanto accaduto, tenendo in considerazione il fatto che Siracusa era stato denunciato dalla moglie per maltrattamenti. L'ultima udienza del processo a suo carico si era svolta a marzo e la prossima sarebbe stata a settembre.

Trasportava pane in condizioni igieniche pessime, multa e sospensione del mezzo


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2018

Gli agenti del Distaccamento della Polizia Stradale di Barcellona P.G., nel corso di specifici servizi mirati al controllo di mezzi adibiti al trasporto di alimenti al fine di verificarne l’esatta conservazione, hanno sanzionato una ditta che trasportava pane, brioche e biscotti in contenitori e con mezzo non idonei.  Nel corso di un controllo di un veicolo è emerso che il conducente stava trasportando grosse quantità di prodotti da panificazione provenienti da un forno e destinati alla vendita presso degli esercizi commerciali, in condizioni igienicamente non adeguate.  Pertanto, il mezzo è stato sospeso dalla circolazione e sono state elevate sanzioni per 1.000 euro.

Aggredito il patrimonio di Mazzagatti, sequestrati beni per 32 milioni di euro


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2018

La Dia di Messina, supportata dal Centro Operativo di Catania, a conclusione di un’attività investigativa ha sequestrato un ingente patrimonio nella disponibilità di Pietro Nicola Mazzagatti, di Santa Lucia del Mela (ME, indiziato di appartenere all’organizzazione mafiosa denominata “clan dei barcellonesi”, attiva nel territorio di Barcellona P.G. (ME) e nei comuni limitrofi, costola di “Cosa Nostra” siciliana.

Mazzagatti, attualmente detenuto, è ritenuto storicamente radicato in quei territori e, forte del suo coinvolgimento nell’organizzazione mafiosa, sarebbe riuscito a ridurre i propri compaesani in una condizione di assoggettamento ed omertà tale da acquisire di fatto il monopolio delle attività di Santa Lucia del Mela (ME) nel ramo della ristorazione, somministrazione di alimenti e del catering.

Nell’ambito dell’operazione denominata “GOTHA VI” - attività che ha fatto luce su ben 18 omicidi consumati e 2 omicidi tentati, commessi tra i primi anni ’90 ed il 2012 - è stato colpito da ordinanza di misura cautelare personale, in quanto ritenuto direttamente coinvolto in due omicidi, quello di Fortunato Ficarra, ucciso il 1° luglio 1998 all’interno del bar “Valerie” di Santa Lucia del Mela (ME), e quello di Domenico Tramontana, appartenente al sodalizio mafioso dei barcellonesi in posizione di vertice nell’ambito del gruppo che controllava la zona di Terme Vigliatore, ucciso il 4 giugno 2001 in località Calderà di Barcellona P.G. (ME).

Mazzagatti risulta anche destinatario di misura di prevenzione personale e patrimoniale della confisca, non ancora definitiva, emessa nel 2009; la sua pericolosità sociale era fondata sul giudizio delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Chiofalo rese nel maxi processo “MARE NOSTRUM”, in cui era imputato.

Ulteriori risultanze sono emerse anche dall’“operazione CATERING”, che ha visto Mazzagatti- sottoposto, per fatti risalenti al dicembre 2004, a misura cautelare e imputato anche per associazione di tipo mafioso - essere poi condannato, tra l’altro, per la tentata estorsione ai danni di un cittadino iraniano, titolare di un’attività commerciale di tappeti persiani e di una struttura adibita a sala ricevimenti di San Pier Niceto (ME), cedutagli in locazione per anni, dove organizzava ricevimenti attraverso la propria ditta di catering.

Inoltre, significative sono state anche le risultanze dell’operazione “SISTEMA” nell’ambito della quale Mazzagatti è stato condannato per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dei titolari della società CO.GE.MAR. s.r.l. di Barcellona P.G. (ME), costretti a corrispondere, nel periodo tra il febbraio ed il novembre 1998, somme a titolo di “pizzo” in relazione a dei lavori di consolidamento effettuati a seguito di eventi calamitosi a Gualtieri Sicaminò (ME).

L’odierno sequestro scaturisce dalle investigazioni della Dia di Messina che ha messo in luce come  Mazzagatti, con l’appoggio della consorteria criminale di riferimento “dei barcellonesi”, sarebbe riuscito, pur colpito da precedente misura patrimoniale, a rinsaldare e fortificare il proprio patrimonio - comprensivo anche di contesti imprenditoriali importanti quale la prestigiosa struttura ricettiva e sala ricevimenti “VILLA MONT VALERIE”, o anche il bar/gelateria “VALÈRIE COFFEE AND PASTRY” di Milazzo (ME) ed appena inaugurato - schermandolo con società intestate formalmente ai suoi congiunti; il tutto senza possedere, almeno ufficialmente, entrate lecite e capienti, tali da giustificare gli incrementi patrimoniali intercettati.

Con il provvedimento odierno sono stati apposti i sigilli a:

4 imprese comprensive di capitale sociale e compendio aziendale;

14 immobili;

19 terreni;

10 mezzi personali ed aziendali;

vari rapporti finanziari, anche intestati a soggetti terzi individuati; il cui valore complessivo è stato stimato - prudenzialmente - in 32 milioni di euro.

La Dia sequestra un ingente patrimonio ad un imprenditore della ristorazione barcellonese


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2018

Dalle prime ore del mattino, il personale della D.I.A. di Messina, supportato dal Centro Operativo di Catania, su disposizione del Tribunale Misure di Prevenzione di Messina - e in esito alla proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale formulata a “firma congiunta” dal Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Maurizio De Lucia, e dal Direttore della D.I.A., Generale di Divisione Giuseppe Governale - sta apponendo i sigilli all’ingente patrimonio individuato nella disponibilità del noto imprenditore Pietro Nicola Mazzagatti - operante nel settore della ristorazione, banchetti cerimoniali, bar e somministrazione di alimenti - ritenuto, alla luce di diverse risultanze investigative e giudiziarie, appartenente alla cosiddetta “famiglia mafiosa dei barcellonesi”. I particolari dell’operazione - la cui esecuzione è tuttora in corso e che interessa il capitale sociale di imprese e relativi compendi aziendali, immobili, terreni e vari rapporti finanziari, anche intestati a soggetti terzi individuati - verranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà, alle ore 10:30, presso la sede della Sezione Operativa D.I.A. di Messina, alla presenza del Procuratore Capo di Messina, Maurizio De Lucia, e del Procuratore Aggiunto, Vito Di Giorgio.

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