La presenza sul campo con la forza del sindacato e un numero verde per combattere una piaga sociale e occupazionale come quella del capolarato. La Fai Cisl nazionale, in collaborazione con la Fai Cisl Messina e la Cisl Messina, porta l’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di contrasto del fenomeno in un territorio a forte rischio per lo sfruttamento dei lavoratori nel settore agricolo ed agroalimentare. A Barcellona Pozzo di Gotto, domani, mercoledì 18 luglio dalle ore 9.30, ecco la campagna #SOSCapolarato, una piaga che colpisce indiscriminatamente uomini e donne che spesso hanno alle spalle, anche, un fenomeno di migrazione, legale o forzato a cui, sotto ricatto, non viene garantito un lavoro dignitoso.

Il sindacato vuole farsi portavoce delle tante vittime che ancora oggi operano in contesti di forte marginalità sociale ed economica e attraverso la campagna #SOSCaporalato conferma l’impegno della Fai Cisl per debellare questa piaga sociale ed economica, attraverso un numero verde gratuito 800199100, in forma totalmente anonima, per raccogliere le denunce di tutte le vittime dei caporali. Una campagna sostenuta anche da Anolf, l’Associazione della Cisl che tutela ed assiste gli immigrati, per rendere maggiormente fruibile tale modalità, anche attraverso l’assistenza dei lavoratori e delle lavoratrici con difficoltà linguistiche con mediatori culturali.

A Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, si avvierà un percorso comune di sensibilizzazione verso la cittadinanza con un gazebo informativo presso il quale sarà presente anche il segretario generale nazionale della Fai Cisl, Onofrio Rota, il commissario regionale Fai Cisl Sicilia, Pierluigi Manca, il segretario generale della Cisl Sicilia, Mimmo Milazzo, e il segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese. A seguire, alle 10.30, nell’Auditorium Parco Maggiore La Rosa (area ex stazione ferroviaria) si terrà una Tavola Rotonda, moderata dal segretario generale della Cisl Messina, Tonino Genovese, con rappresentanti di Enti ed Istituzioni.

I militari della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, a conclusione di un servizio coordinato di controllo del territorio, finalizzato alla prevenzione e repressione del fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche e psicotrope ed effettuato nei luoghi della movida notturna presenti a Barcellona e sul litorale dei comuni limitrofi di Terme Vigliatore, Falcone ed Oliveri, hanno denunciato in stato di libertà 7 persone (5 per porto di armi od oggetti atti ad offendere, uno per inosservanza alle prescrizioni della sorveglianza speciale ed un settimo per disturbo alla quiete pubblica).

Il dispositivo di controllo ha visto coinvolti gli equipaggi dell’Aliquota Radiomobile e le pattuglie delle dipendenti Stazioni di Santa Lucia del Mela, Terme Vigliatore e Falcone. In particolare, i controlli sono stati svolti nei pressi dei locali e dei luoghi di aggregazione presenti sul lungomare che va da Barcellona ad Oliveri. I militari dell’Aliquota Radiomobile hanno svolto controlli sugli automobilisti in uscita dai locali serali e notturni mediante l’utilizzo dell’etilometro, infatti tre conducenti sono stati segnalati per guida in stato di ebbrezza con contestuale ritiro della patente di guida.   Inoltre, sono stati disposti mirati servizi preventivi alla diffusione delle sostanze psicotrope nei luoghi di maggiore ritrovo, tanto che il bilancio è di 10 persone segnalate al Prefetto di Messina per uso personale di sostanze stupefacenti. Il servizio ha permesso di controllare 125 persone e 57 veicoli e di sottoporre a fermo amministrativo 1 veicolo per mancanza della copertura assicurativa.

 

E’ terminata ieri mattina la fuga del ricercato Antonino D'Allura, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, 25 anni, sulle cui tracce la Polizia di Stato era ormai da mesi. E’ stato arrestato alle Canarie sull’isola di Tenerife. Il venticinquenne si era dato alla macchia lo scorso ottobre quando, a bordo di una Fiat Panda, insieme ad un complice, era stato individuato durante un posto di controllo nei pressi dello svincolo autostradale A20 di Barcellona Pozzo di Gotto dagli agenti del locale Commissariato. I due provarono a seminare i poliziotti e, dopo un lungo inseguimento, andarono a sbattere contro un muro. Il complice, Giuseppe Cannistrà, 30 anni, di Barcellona P.G., fu arrestato, D’Allura riuscì a dileguarsi. Trasportavano una grossa scatola contenente 10 kg e 200 grammi di sostanza stupefacente. A partire da quel momento, i poliziotti del Commissariato di Barcellona P.G., coordinati dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica Emanuele Crescenti e in collaborazione con il Servizio Cooperazione Internazionale di Polizia, hanno dato il via ad un’attività di indagine che, passo dopo passo, ha permesso di ricostruire ogni singolo spostamento del ricercato, da Catania sino in Spagna, in un primo momento a Barcellona e successivamente a Santa Cruz di Tenerife. L’attività di monitoraggio attivata dai poliziotti del commissariato insieme al Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato ha portato all’esatta ubicazione dell’uomo, ai contatti telefonici, persino all’attività lavorativa svolta sull’isola. Tracciato anche l’ultimo trasferimento in un’altra località dell’isola, è scattata l’esecuzione del mandato di arresto europeo su disposizione del Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Matteo De Micheli. L’uomo dovrà rispondere del reato di detenzione, ai fini di spaccio, di sostanze stupefacenti.

 

 

Qualcuno ritiene si tratti di una tragedia annunciata, ma ciò che è accaduto in via Modica nella contrada Manno di Barcellona Pozzo di Gotto, lascia davvero esterrefatti. Dalla prima ricostruzione degli inquirenti sembra che un uomo, Nicola Siracusa di 56 anni, durante un ennesimo litigio,  ha prima ucciso la moglie, Maria Carmela Isgrò di 48 anni, strangolandola, poi si è tolto la vita impiccandosi. I due erano separati, vivevano nello stesso edificio ma in due piani diversi ed avevano una figlia di 10 anni. La situazione non era certamente idilliaca e in passato la donna ha denunciato per maltrattamenti il marito, da cui si è successivamente separata. Ad allertare la polizia è stata la sorella di Maria Carmela preoccupata perché la donna non era andata a prendere la figlia di 10 anni che si trovava dalla zia. La coppia non dava notizie di sé da mercoledì, ma solo oggi è scattato l'allarme. La polizia sta interrogando familiari e vicini per cercare di ricostruire la dinamica di quanto accaduto, tenendo in considerazione il fatto che Siracusa era stato denunciato dalla moglie per maltrattamenti. L'ultima udienza del processo a suo carico si era svolta a marzo e la prossima sarebbe stata a settembre.

Gli agenti del Distaccamento della Polizia Stradale di Barcellona P.G., nel corso di specifici servizi mirati al controllo di mezzi adibiti al trasporto di alimenti al fine di verificarne l’esatta conservazione, hanno sanzionato una ditta che trasportava pane, brioche e biscotti in contenitori e con mezzo non idonei.  Nel corso di un controllo di un veicolo è emerso che il conducente stava trasportando grosse quantità di prodotti da panificazione provenienti da un forno e destinati alla vendita presso degli esercizi commerciali, in condizioni igienicamente non adeguate.  Pertanto, il mezzo è stato sospeso dalla circolazione e sono state elevate sanzioni per 1.000 euro.

La Dia di Messina, supportata dal Centro Operativo di Catania, a conclusione di un’attività investigativa ha sequestrato un ingente patrimonio nella disponibilità di Pietro Nicola Mazzagatti, di Santa Lucia del Mela (ME, indiziato di appartenere all’organizzazione mafiosa denominata “clan dei barcellonesi”, attiva nel territorio di Barcellona P.G. (ME) e nei comuni limitrofi, costola di “Cosa Nostra” siciliana.

Mazzagatti, attualmente detenuto, è ritenuto storicamente radicato in quei territori e, forte del suo coinvolgimento nell’organizzazione mafiosa, sarebbe riuscito a ridurre i propri compaesani in una condizione di assoggettamento ed omertà tale da acquisire di fatto il monopolio delle attività di Santa Lucia del Mela (ME) nel ramo della ristorazione, somministrazione di alimenti e del catering.

Nell’ambito dell’operazione denominata “GOTHA VI” - attività che ha fatto luce su ben 18 omicidi consumati e 2 omicidi tentati, commessi tra i primi anni ’90 ed il 2012 - è stato colpito da ordinanza di misura cautelare personale, in quanto ritenuto direttamente coinvolto in due omicidi, quello di Fortunato Ficarra, ucciso il 1° luglio 1998 all’interno del bar “Valerie” di Santa Lucia del Mela (ME), e quello di Domenico Tramontana, appartenente al sodalizio mafioso dei barcellonesi in posizione di vertice nell’ambito del gruppo che controllava la zona di Terme Vigliatore, ucciso il 4 giugno 2001 in località Calderà di Barcellona P.G. (ME).

Mazzagatti risulta anche destinatario di misura di prevenzione personale e patrimoniale della confisca, non ancora definitiva, emessa nel 2009; la sua pericolosità sociale era fondata sul giudizio delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Chiofalo rese nel maxi processo “MARE NOSTRUM”, in cui era imputato.

Ulteriori risultanze sono emerse anche dall’“operazione CATERING”, che ha visto Mazzagatti- sottoposto, per fatti risalenti al dicembre 2004, a misura cautelare e imputato anche per associazione di tipo mafioso - essere poi condannato, tra l’altro, per la tentata estorsione ai danni di un cittadino iraniano, titolare di un’attività commerciale di tappeti persiani e di una struttura adibita a sala ricevimenti di San Pier Niceto (ME), cedutagli in locazione per anni, dove organizzava ricevimenti attraverso la propria ditta di catering.

Inoltre, significative sono state anche le risultanze dell’operazione “SISTEMA” nell’ambito della quale Mazzagatti è stato condannato per il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni dei titolari della società CO.GE.MAR. s.r.l. di Barcellona P.G. (ME), costretti a corrispondere, nel periodo tra il febbraio ed il novembre 1998, somme a titolo di “pizzo” in relazione a dei lavori di consolidamento effettuati a seguito di eventi calamitosi a Gualtieri Sicaminò (ME).

L’odierno sequestro scaturisce dalle investigazioni della Dia di Messina che ha messo in luce come  Mazzagatti, con l’appoggio della consorteria criminale di riferimento “dei barcellonesi”, sarebbe riuscito, pur colpito da precedente misura patrimoniale, a rinsaldare e fortificare il proprio patrimonio - comprensivo anche di contesti imprenditoriali importanti quale la prestigiosa struttura ricettiva e sala ricevimenti “VILLA MONT VALERIE”, o anche il bar/gelateria “VALÈRIE COFFEE AND PASTRY” di Milazzo (ME) ed appena inaugurato - schermandolo con società intestate formalmente ai suoi congiunti; il tutto senza possedere, almeno ufficialmente, entrate lecite e capienti, tali da giustificare gli incrementi patrimoniali intercettati.

Con il provvedimento odierno sono stati apposti i sigilli a:

4 imprese comprensive di capitale sociale e compendio aziendale;

14 immobili;

19 terreni;

10 mezzi personali ed aziendali;

vari rapporti finanziari, anche intestati a soggetti terzi individuati; il cui valore complessivo è stato stimato - prudenzialmente - in 32 milioni di euro.

Dalle prime ore del mattino, il personale della D.I.A. di Messina, supportato dal Centro Operativo di Catania, su disposizione del Tribunale Misure di Prevenzione di Messina - e in esito alla proposta di applicazione di misura di prevenzione patrimoniale formulata a “firma congiunta” dal Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Maurizio De Lucia, e dal Direttore della D.I.A., Generale di Divisione Giuseppe Governale - sta apponendo i sigilli all’ingente patrimonio individuato nella disponibilità del noto imprenditore Pietro Nicola Mazzagatti - operante nel settore della ristorazione, banchetti cerimoniali, bar e somministrazione di alimenti - ritenuto, alla luce di diverse risultanze investigative e giudiziarie, appartenente alla cosiddetta “famiglia mafiosa dei barcellonesi”. I particolari dell’operazione - la cui esecuzione è tuttora in corso e che interessa il capitale sociale di imprese e relativi compendi aziendali, immobili, terreni e vari rapporti finanziari, anche intestati a soggetti terzi individuati - verranno illustrati nel corso della conferenza stampa che si terrà, alle ore 10:30, presso la sede della Sezione Operativa D.I.A. di Messina, alla presenza del Procuratore Capo di Messina, Maurizio De Lucia, e del Procuratore Aggiunto, Vito Di Giorgio.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Barcellona P.G. su disposizione della locale Procura della Repubblica di hanno arrestato, Salvatore Iannello, 33 anni, colpito da un provvedimento cautelare in quanto deve scontare la pena residua di un anno e otto mesi di reclusione in carcere per il reato di lesioni personali aggravate e porto ingiustificato di armi. Il provvedimento scaturisce da una pregressa attività d’indagine  svolta nel 2012 e condotta dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Barcellona. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale Madia di Barcellona Pozzo di Gotto.

 

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un 37enne barcellonese accusato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna. La misura cautelare scaturisce dalle attività investigative condotte dai militari del Nucleo Operativo di concerto con il personale specializzato impiegato nella Task Force istituita a livello provinciale per reprimere i reati commessi ai danni delle fasce deboli che hanno consentito di accertare e ricostruire le ripetute condotte vessatorie. L’arrestato era già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali per reiterate condotte di maltrattamento ai danni della propria ex convivente, ma, nonostante la condanna subita, ha ripreso a mettere in atto incessanti attività persecutorie, anche a mezzo telefono, provocando un perdurante e grave stato di ansia e di paura ed un fondato timore per l’incolumità all’indifesa vittima. Le indagini sono state attivate a seguito della denuncia della vittima e delle segnalazioni di un suo amico, esasperati dal susseguirsi di questi angosciosi soprusi. La Procura di Barcellona P.G., immediatamente informata, ha coordinato gli accertamenti che hanno permesso al Sostituto Procuratore Federica Paiola di richiedere la custodia cautelare in carcere; orientamento pienamente condiviso dal Gip del Tribunale di Barcellona P.G. che ha emesso il provvedimento restrittivo. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Messina Gazzi.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Barcellona P.G. hanno arrestato, Mariano Calabrò, 32enne barcellonese, pregiudicato per reati contro il patrimonio ed inerenti gli stupefacenti. L’uomo stava beneficiando di una misura alternativa al carcere scontando la pena in regime di detenzione domiciliare ma, a seguito di violazioni alle prescrizioni commesse, per lui si sono riaperte le porte della casa circondariale di Barcellona. Il provvedimento restrittivo è stato emesso dal Magistrato di Sorveglianza di Messina ed è scaturito dalle numerose segnalazioni all’Autorità Giudiziaria inoltrate dai Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Barcellona che, durante i servizi di controllo del territorio mirati alla verifica del rispetto degli obblighi imposti alle persone sottoposte alle misura alternative al carcere, hanno più volte trovato l’uomo a passeggio per le vie della città, anziché presso l’esercizio pubblico dove era autorizzato a svolgere attività lavorativa.

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