"Dopo il mio insediamento, martedì 26 o al massimo mercoledì 27, incontrerò in Municipio il prof. Bramanti e gli ipotetici, eventuali  imprenditori interessati alle sorti dell'A.C.R. Messina, che stanno molto a cuore anche a me". Lo dice il candidato a sindaco Cateno De Luca che aggiunge: "Mi raccomando, presentatevi all'appuntamento, perché non c'è  tempo da perdere e, soprattutto, perché non vorrei che i tifosi venissero presi in giro con promesse elettorali stile Achille Lauro cioè una scarpa prima ed una scarpa dopo del voto !”.

La "tempestività" del comunicato stampa del presidente del Messina, Pietro Sciotto, con il quale ha dichiarato di attendere l'esito delle elezioni per comprendere meglio il futuro della società, dopo l'incontro con Dino Bramanti, ha fatto storcere il naso ai tifosi del Messina che hanno sentito puzza di speculazione elettorale nei confronti di coloro che seguono la squadra del cuore e soffrono da anni per una serie di pessime gestioni. Il candidato sindaco del centrodestra, ha voluto chiarire che, a prescindere dall'esito delle elezioni, lui sarà al fianco dell'Acr Messina per l'ingresso di nuovi soci facoltosi che potrebbero prendere il comando della società calcistica: "Ho sinceramente apprezzato le parole espresse nel comunicato stampa diramato ieri dal presidente dell’Acr Messina. Il dott. Sciotto -ha affermato Bramanti- si è reso protagonista di una serie di passaggi dai quali trapela in tutta evidenza un grande senso di responsabilità nei confronti della nostra squadra. Colgo l’occasione -prosegue il candidato sindaco- per ribadire che il gruppo di imprenditori intenzionati a sostenere un vero progetto di rilancio del club rimane fermamente intenzionato a portare avanti il dialogo avviato da oltre tre settimane con l’attuale proprietà. È doveroso da parte mia, infine, tranquillizzare gli appassionati e spegnere al contempo ogni forma di ridicola speculazione elettorale: a prescindere dall’esito del voto di domenica prossima, garantisco che faremo la nostra parte per il bene del Messina, riprendendo il filo del discorso già dalla prossima settimana, qualunque sia il verdetto delle urne. Posso permettermi di affermarlo -conclude Bramanti- perché sono da sempre un vero tifoso e mai potrei tradire la mia fede calcistica e i miei concittadini".

Pubblichiamo di seguito la lettera aperta dell'ex allenatore dell'Acr Messina, Giacomo Modica, con la quale si congeda ai tifosi.

Dispiace doversi salutare così con una lettera aperta. Sono tornato più volte in città, sobbarcandomi quattro viaggi da Mazara, a conferma della mia voglia di rinnovare. Per attendere Sciotto ho perso l’opportunità di firmare in C con il Teramo, che aveva posto come termine ultimo per l’accordo la data del 2 giugno. Il presidente Campitelli era stato molto insistente e mi aveva chiamato anche nel giorno del mio compleanno.
Ho detto già un mese fa, dopo il primo incontro post-campionato, che i presupposti per rimanere erano l’eventuale ripescaggio in serie C e la riconferma dello zoccolo duro di questa meravigliosa squadra che ho avuto il privilegio di allenare. Avevo chiesto rassicurazioni sulla disponibilità di campi di allenamento, la strutturazione societaria e l’organico. L’aspetto economico veniva solo dopo. A mio avviso la proprietà ha provato a trattenermi solo perché tifoseria e stampa consideravano fondamentale una mia riconferma. Lo dimostra quanto rivelato dall’ex capo scouting Massimiliano Riccetti, che il 7 aprile scorso era stato incaricato di individuare dirigenti e uno staff tecnico differenti. A più di trenta giorni dalla fine del campionato non ci sono risultati tangibili: non è stato confermato alcun giocatore, non c’è un direttore sportivo, nonostante fosse stato fatto qualche colloquio con i potenziali successori di Francesco Lamazza e dunque appariva chiaro che eravamo di fronte solo ed esclusivamente ad instabilità umorali e di poca affidabilità. Non si è lavorato neppure in ottica ritiro. Se il presidente vuole attendere l’1 luglio per formalizzare i primi accordi, posso dire fin d’ora che a mio avviso sarà troppo tardi. Non volevo sciupare sette mesi di lavoro, anche perché a Messina dopo un sesto posto eravamo obbligati a vincere. Se è evidente che Rosafio ha importanti offerte dalla C, ritengo invece alla portata la possibilità di bloccare elementi come Bruno, Migliorini, Ragosta e Lavrendi, solo per citare i principali. Dopo un mese non ci sono state offerte decisive, forse perché ci sono anche stipendi arretrati ancora da onorare. Con il senno di poi ammetto che è stato probabilmente un errore sedersi in conferenza stampa accanto a lui. In quella sede a mio avviso è stato sbagliato diffondere le cifre degli ingaggi dei tesserati, che devono restare invece riservati. Tengo peraltro a precisare che Sciotto la sera prima a Giammoro mi aveva detto che non poteva confermare nessuno, successivamente, uscendo dai suoi uffici, ho ritenuto opportuno prendermi una pausa di riflessione in seguito alla quale ho maturato l’idea di non proseguire questa avventura, manifestandolo direttamente al presidente nella stessa serata.
la mattina successiva parlando con il figlio (Paolo) per definire l’orario della mia conferenza stampa nella quale annunciavo le mie intenzioni, mi veniva riferito dal medesimo che la volontà del padre era cambiata e che quindi avrebbe esaudito le mie richieste per quanto riguardava le riconferme degli over.
Contestualmente, dalla viva voce del presidente, ho avuto conferma di tutto ciò.
A questo punto abbiamo concordato l'orario della conferenza stampa dove mi sarei aspettato le conferme di quanto promessomi via telefono, senza necessariamente svelare le modalità della trattativa con i calciatori da me richiesti, che avrebbe sancito la riconferma del mio contratto.
Con mio grande dispiacere, purtroppo, penso di essere giunto, dopo aver atteso altri 4 giorni all'epilogo di quella che per me, per il mio staff, per la squadra è stata una bella favola calcistica...non avrei mai consentito al Presidente Sciotto di delegittimarmi senza tutte le mie verità.. Messina merita di rimisurarsi con il grande calcio, di mettere su un gruppo societario forte come in passato non solo economicamente ma soprattutto nei valori umani forse troppo spesso dimenticati nel corso della stagione.. quando mi sono reso conto che non c'era piu condivisione nei programmi, armonia e collaborazione ho deciso di fare questo passo indietro perché avrei mancato di rispetto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti dell'ACR Messina... voglio inoltre ringraziare voi addetti ai lavori, giornalisti, mass media che mi avete seguito e sopportato in questo percorso. Penso di aver instaurato con tutti voi un rapporto serio, professionale, trasparente e con taluni anche umano e di amicizia. Un ringraziamento particolare vorrei rivolgerlo ai meravigliosi tifosi della Curva Sud che ci hanno incitato con grande passione sia nelle gare interne che in quelle esterne, li porterò sempre nel mio cuore. Grazie Messina per le stupende sensazioni che mi hai regalato, credo che sia stata una bella favola calcistica e per questo rimarrò grato per sempre a tutti i messinesi che mi avevano apprezzato dapprima come giovane calciatore ed adesso per aver provato a fare qualcosa di utile ed importante come allenatore a difesa di questi gloriosi colori sociali... un grazie va a Domenico Previti, mio collaboratore e consigliere personale, mai distratto e sempre attento ai particolari a cui un tecnico tiene tanto... per ultimi ci tengo a salutare Franco Calatozzo e tutta la sua famiglia, Piero Russo, Giovanni Camuglia, Gaetano Polimeno, Franco D’angelo ed Antonio Grillo, persone meravigliose che sono sempre rimaste vicino a me ed alla squadra anche quando le cose non andavano per come sarebbero dovute andare. Persone splendide alle quali auguro tutto il bene che si meritano. Rimarrete tutti nel mio cuore.
Un grande abbraccio
Giacomo Modica

Quella odierna è stata una conferenza stampa al limite del grottesco e del ridicolo. Oggi si attendeva la notizia ufficiale in merito alla riconferma del tecnico ed è arrivata, in un primo momento. Successivamente, il colpo di scena con il tecnico Giacomo Modica che ha detto qualcosa che ha lasciato di stucco il presidente Pietro Sciotto. Ma andiamo per ordine. La presenza del massimo dirigente dell'Acr Messina alla conferenza stampa, faceva già presagire la lieta novella. Qualche battuta di scherzo per stemperare gli animi, poi l'annuncio: "Giacomo Modica resta con noi anche il prossimo anno -ha affermato Sciotto-. Sapete quanto io ci tenevo affinchè il tecnico rimanesse a Messina e ci sono riuscito. Io sono uno zemaniano convinto e lui incarna quel tipo di calcio che a me piace tantissimo". Poi il presidente ha fatto un excursus sulla stagione appena trascorsa ed ha affermato che non vuole commettere gli errori del passato, puntando su un eventuale ripescaggio, anche se è consapevole che non sarà semplice, considerato che il regolamento attuale prevede l'inserimento delle formazioni giovanili delle società di serie A: "Noi abbiamo alcuni parametri che potranno darci un buon punteggio nella graduatoria finale, ma dobbiamo considerare che solo un terzo delle squadre di serie D, potranno accedere al ripescaggio in serie C". Ma quando la conferenza stampa stava per incalanarsi nei binari di normalità e le domande dei giornalisti erano rivolte in merito all'assetto societario, con eventuale ingresso di nuovi soci, e la riconferma dei giocatori graditi dal tecnico, Giacomo Modica ha fatto un'affermazione che ha gelato tutti i presenti: "Scusate -ha esordito il tecnico- qui si sta parlando di tutto, ma non della cosa pforse più importante. Io ho atteso finora ed ho rifiutato anche società di serie C, perchè sapete quanto sia legato a questa piazza, ma adesso dico a voi giornalisti e al presidente che attenderò fino a domenica per sapere se i calciatori da cui intendo ripartire rimarranno, altrimenti lunedì mi riterrò libero". Il presidente Sciotto, colto evidentemente di sorpresa e convinto che ormai l'accordo era stato raggiunto, ha cercato di ribattere alle affermazioni del tecnico ed incalzato dai giornalisti, ha dato risposte vaghe: "Io sono certo che Lavrendi rimarrà, presumo anche Migliorini, Bruno mi ha chiesto più del doppio dell'ingaggio dello scorso anno e Rosafio non penso rimanga perchè ha richieste da squadre di Serie C che puntano alla Cadetteria". Quindi, si ripete lo stesso copione dello scorso anno. Il presidente Sciotto, invece di pensare di ingaggiare la figura societaria più importante, come quella del direttore sportivo, ritiene di potere intavolare -come ha fatto fino ad oggi- le trattative con i calciatori, cercando di strappare delle promesse verbali. Non è questo ciò che chiede Modica. Il tecnico è stato fin troppo chiaro: ci vuole un Ds che blocchi i giocatori più importanti per formare il nocciolo duro da cui potere ripartire il prossimo anno, sia che si giochi in Serie D per vincere il torneo, sia che si riparti dalla Serie C, in caso di ripescaggio. La sensazione netta è che il giocattolo si sia rotto definitivamente, ma ormai è giusto attendere la settimana prossima per comprendere meglio l'evolversi della situazione.

Il Messina chiude il campionato di serie D con una roboante vittoria nei confronti del fanalino di coda Isola Capo Rizzuto per 8-1 e raggiunge il sesto posto in classifica, che potrebbe essere utile in futuro in chiave ripescaggio. La differenza tecnica in campo era evidentissima ed il Messina ha voluto offrire uno spettacolo degno di nota ai tifosi che hanno seguito il loro beniamini anche in una gara che, sulla carta, non aveva più alcun valore. I giallorossi hanno ripagato i tifosi con un festival di gol di pregevole fattura. Ha aperto le danze Ragosta al 6'. Il raddoppio arriva dopo quattro minuti ad opera di Mascari. Poi, al 19', va in rete anche Bucca. Il gol della bandiera, per i padroni di casa, arriva al 29' con Pellizzi che realizza un calcio di rigore. Ma passano solo cinque minuti e Ragosta, con un gran sinistro al volo, sigla la quarte rete per i giallorossi. Il "cobra" si ripete al 39', finalizzando un bell'assist di Lavrendi e realizza la rete del 1-5.

Dopo solo sei minuti dall'inizio della ripresa, Bossa fa partire un siluro imprendibile per Pullano: 1-6. Un minuto dopo anche Carini mette il suo sigillo alla partita: 1-7. All'85' Rosafio chiude il festival dei gol e si conferma capocannoniere del Messina con 12 reti all'attivo: 1-8.

Il Messina chiude, quindi, nel migliore dei modi un campionato che era partito in modo pessimo e che ha visto una svolta, in termini di gioco e di risultati, dopo l'arrivo del duo Modica-Lamazza. A fine gara il direttore sportivo ha però rilasciato dichiarazioni che hanno il sapore dell'addio. Frasi come: “Siete una città fantastica e mi rimarrete nel cuore”, non lasciano presagire nulla di buono per il futuro. Ma per saperne di più, dovremo attendere la giornata di martedì, quando il presidente Pietro Sciotto fornirà maggiori dettagli in conferenza stampa, con la speranza che ci smentisca e ci stupisca.

Dopo le defezioni a tre sedute di allenamenti da parte di alcuni calciatori, la messa fuori rosa di capitan Cocuzza, poi reintegrato in squadra, il silenzio stampa della società revocato oggi, arriva un comunicato stampa dei calciatori dell'Acr Messina che chiedono scusa al presidente Pietro Sciotto per quanto accaduto prima della gara con la Sancataldese. Pubblichiamo di seguto la nota in versione integrale, comprensiva di coretto finale da curva e firma in calce.

"La squadra attraverso questo comunicato, tiene a porgere le proprie scuse al dott. Pietro Sciotto in qualità di nostro presidente e primo tifoso della squadra, per gli avvenimenti accaduti tra venerdì e sabato, giorni antecedenti la partita di San Cataldo.
La squadra vuole sottolineare che questo gesto non è stato fatto con alcuna malizia nei confronti del nostro presidente e della tifoseria, ma dovuto a vociferare che ha portato a una destabilizzazione e ha minato la serenità dello spogliatoio, all’insaputa del nostro presidente e per questo motivo riporgiamo nuovamente le nostre scuse ad esso, dove la stima è la fiducia nei suoi confronti non è mai venuta a mancare, in quanto persona perbene e passionale.
Concludendo, la squadra vuole definitivamente chiudere questo spiacevole inconveniente, pensando alla partita di domenica, con la speranza di dedicargli questa vittoria per regalargli una soddisfazione dopo i tutti i sacrifici fatti.
C’è solo un presidente, un presidenteeee!!!
La Squadra."

Il Messina si congeda dal suo pubblico di casa con una netta vittoria sul Paceco per 5-0. L’avversario occupa la penultima posizione in classifica e sul campo il divario tecnico è stato evidentissimo. Dopo un primo tempo che ha visto il Messina condurre per 1-0, nella ripresa c’è stato il festival del gol fino al 90’, quando l’arbitro ha deciso, applicando il buonsenso, di non concedere alcun minuto di recupero. Il Messina si rende pericoloso al 3’ minuto con Cocuzza, ma il portiere avversario è attento e non si fa sorprendere. Al 20’ Mascari, da due passi, spreca in modo incredibile. Quattro minuti dopo il Paceco si rende pericoloso con un gran tiro di Terranova che costringe Rinaldi agli straordinari. Al 35’ arriva la rete del Messina grazie ad un gran tiro di Migliorini, che non lascia scampo a Noto: 1-0. Al 45’ l’arbitro manda le due squadre negli spogliatoi.

Dopo soltanto 4 minuti dall’inizio della ripresa, il Messina raddoppia Grazie ad una intuizione di Mascari che, su assist di Rosafio, anticipa tutti con una bella zampata: 2-0. Dopo due minuti, ancora Rosafio, in veste di assist man, mette in condizioni Cocuzza di realizzare la rete del 3-0. Il capitano dopo il gol lascia il posto a Ragosta. Al 58’ la traversa nega la gioia del gol a Cozzolino e tre minuti dopo Rosafio salta il portiere, ma il suo tiro è salvato sulla linea da un difensore avversario. Ormai il Paceco è alle corde e il Messina gioca sul velluto. Si gioca costantemente nella metà campo degli ospiti con i peloritani che non lasciano respirare gli avversari. All’80’ Rosafio, solo davanti al portiere, viene steso in area e l’arbitro assegna il penalty. Si incarica della battuta Lavrendi che spiazza il portiere e mette a segno il 4-0. Le azioni offensive del Messina non si esauriscono e c’è spazio anche per il difensore Bruno che, con un pregevole pallonetto, beffa il portiere e sigla la rete del 5-0.  Al 90’ esatto l’arbitro sancisce la fine della gara senza concedere alcun minuto di recupero. Prosegue il silenzio stampa dei tesserati che, a fine gara, non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. Questo atteggiamento del presidente Sciotto dà spazio e alimenta le voci di corridoio in merito alla sua gestione societaria, sicuramente non impeccabile.

 

"L’esasperato attacco mediatico ricevuto oggi a seguito di infondate notizie apparse su alcuni organi di stampa risulta lesivo dell’immagine della società e mina l’entusiasmo del presidente, che ad oggi ha sempre onorato i propri impegni con grande senso di responsabilità". Inizia così n comunicato stampa dell'Acr Messina che ha replicato a notizie in merito a presunti ritardi di pagamenti degli stipendi che, la società messinese ha sempre onorato nei tempi previsti, al contrario di tante società di serie D e Lega Pro che non pagano i calciatori da diversi mesi. "Il dottor Sciotto -prosegue il comunicato stampa- ha visitato in mattinata la squadra in vista della trasferta di San Cataldo, appuntamento di particolare rilievo per onorare la maglia e la città e per non compromettere i programmi della prossima stagione: i risultati delle ultime tre partite saranno infatti fondamentali per provare a migliorare l’attuale posizione in classifica, al momento deficitaria. La vittoria nella prossima trasferta è l’unico obiettivo richiesto dal presidente in questo momento; un passaggio a vuoto a San Cataldo potrebbe costringere la proprietà ad adottare seri provvedimenti. Nel corso della prossima settimana sarà discussa ogni singola posizione economica". In merito alle voci circolate nel pomeriggio, la società vuole precisare come siano infondate tutte le pretese economiche di presunti arretrati poiché, ad oggi, l’Acr Messina è in regola con i pagamenti secondo gli accordi con i tesserati. La società prenderà ulteriori provvedimenti per quanto concerne la decisione adottata dai calciatori di non allenarsi nella prevista sessione odierna; per tale motivo, i giocatori saranno severamente multati. È in corso inoltre un’indagine interna per far luce sulla fuga di notizie avvenuta a pochi minuti dalla riunione riservata con il presidente. La società ha infine deciso di adottare a tempo indeterminato la formula del silenzio stampa per tutti i tesserati.

Oggi è arrivata la risposta al presidente dell'Acr Messina, Pietro Sciotto, che si chiedeva come mai i tifosi non accorrevano in massa allo stadio. Oggi i giocatori hanno fatto passare la voglia di andare allo stadio anche a chi ama in modo viscerale la maglia giallorossa, perchè non è possibile fare queste regalie di fine stagione ad una società, consentendo di realizzare due gol negli ultimi cinque minuti. In questi casi spunta fuori sempre la parolina magica per coprire determinate vergogne, come quella a cui abbiamo assistito oggi al Franco Scoglio: “stimoli”. Ma stimoli di cosa? I calciatori sono pagati non in base agli stimoli, ma per dare sempre il massimo dal primo all'ultimo minuto. A fine gara il tecnico Facciolo ha usato il bastone e la carota, ammettendo che i suoi calciatori non possono rilassarsi in quel modo negli ultimi 5 minuti, ma ha anche detto che i tifosi messinesi sono troppo abituati bene, probabilmente riferendosi alle prestazioni sotto la guida Modica. I tifosi, però, da dieci anni attendono qualcosa di più concreto che ancora tarda ad arrivare, ingoiando fango e seguendo la loro squadra anche nei campetti sperduti durante le trasferte meno agevoli. Pertanto, a loro davvero poco si può rimproverare. Il Messina deve pensare di onorare il campionato fino alla fine e non può pensare di non avere più stimoli. Il sesto posto dovrebbe essere un obiettivo fondamentale anche in vista di eventuali ripescaggi. Su questo la società deve essere chiara ed oggi chi ha pensato di essere già in vacanza, non potrà far parte di un progetto che vede il Messina proiettarsi nel calcio professionistico. Solo per dovere di cronaca, il primo gol della Palmese è arrivato al 29' grazie ad un gol di Molinaro e, soprattutto, grazie a una dormita della difesa del Messina. Anche il secondo gol è arrivato grazie a una dormita della difesa peloritana e lo ha segnato Gagliardi. Al 47' ha accorciato le distanze Migliorini, che ha consentito di chiudere il primo tempo sul risultato di 1-2. Al 58' Mascari, di testa, riporta la gara in parità. Un rigore realizzato da Cocuzza al 62', e un gol di Rosafio al 86', illudono i tifosi che ormai la gara è stravinta. Probabilmente lo hanno pensato anche i difensori giallorossi che hanno consentito a Vitale di realizzare due gol negli ultimi 5 minuti di gara, che hanno consentito alla Palmese di chiudere la gara sul risultato di 4-4.

Brutta gara del Messina che raccoglie solo un punto dalla trasferta di Eboli, che non serve assolutamente a nulla. Oggi i giocatori più importanti non hanno offerto una prestazione all’altezza della situazione e tutto il gioco collettivo ne ha risentito. Non può essere un’attenuante il caldo o il terreno di gioco non in perfette condizioni, perché contro una formazione come l’Ebolitana, che non è sicuramente una macchina da guerra, l’approccio alla gara doveva essere assolutamente diverso da quello visto al Dirceu. Al 3’ il Messina rischia grazie ad una distrazione della difesa, ma per fortuna Federico non approfitta al meglio ed il suo tiro risulta impreciso. Gara dai ritmi lenti ed a tratti noiosa, si dovrà attendere il 20’ per assistere ad uno “sprazzo” offensivo dei padroni di casa con Della Corte, il cui tiro viene rimpallato da un difensore peloritano. La prima occasione per il Messina arriva al 28’, Mascari però la spreca malamente, nonostante si trovasse solo davanti al portiere. L’attaccante del Messina ci prova un minuto dopo con un piatto al volo, parato agevolmente da Lombardo. Al 43’ altra ghiotta occasione del Messina grazie ad un cross preciso di Bossa che pesca Ragosta, il suo colpo di testa, a botta sicura, termina alto. Dopo un minuto di recupero si va al risposo.

Nella ripresa, Facciolo inserisce, sin dal primo minuto, Migliorini e Cocuzza che rilevano Bossa e Ragosta, per tentare di cambiare l’inerzia della gara, ma la  situazione non muta. Inevitabili, quindi, le sostituzioni da una parte e dall’altra, ma la gara non decolla. Al 69’ Migliorini ci prova dal limite, il suo tiro termina di poco alto sopra la traversa. Al 77’ Brivido per il Messina: tiro di Scalzone, Rinaldi si disimpegna bene e para. Tranne qualche fiammata, la gara prosegue a ritmi davvero noiosi fino alla fine del terzo minuto di recupero, quando il signor D’Ancora della sezione Roma 1, decreta la fine della ostilità: Ebolitana-Messina termina 0-0.

 

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